Creato da veronica070 il 02/02/2007

<---6 Nell'anima--->

L'unica cosa che rende impossibile un sogno è la paura di fallire!!!

 

Carlos Ruiz Zafòn

Post n°57 pubblicato il 29 Gennaio 2013 da veronica070

Pagina dopo pagina, nella luce color rame della lampada, mi lasciai trascinare in un turbine di emozioni sconosciute, in un mondo misterioso e affascinante popolato da personaggi non meno reali dell’aria che respiravo. Mi abbandonai a quell'incantesimo fin quando la brezza dell'alba lambì i vetri della finestra e i miei occhi affaticati si posarono sull'ultima pagina. Solo allora mi sdraiai sul letto, il libro appoggiato sul petto, e ascoltai i suoni della città addormentata. Il sonno e la stanchezza bussavano alla porta, ma io resistetti. Non volevo abbandonare la magia di quella storia nè dire addio ai suoi protagonisti.


raga

 
 
 

Seghe mentali mode/on

Post n°56 pubblicato il 03 Giugno 2012 da veronica070

Situazione tragica e letale ore 21.30: È geloso tremendamente geloso;  Solitamente la gelosia non la sopporto, insomma se c'è fiducia  perché essere gelosi?
A lui dà fastidio persino che qualcun altro, un qualsiasi altro uomo, amico o passante che sia, possa sfiorarmi con il suo sguardo, ed io, proprio io che la gelosia la odio, ogni volta che mi ricorda che sono sua, impazzisco di gioia.

Situazione tragica e letale ore 00.10: Lo dico spesso ma sono ripetitiva io, si sa.Di giorno riesco a cavarmela, bene o male, mi tengo impegnata e cerco di non pensarci  ma la notte mi distrugge.È la notte che è straziante. Quando ti cerco nel letto sapendo di non trovarti, quando non ho vie di fuga che devo dormire e devo riuscire a farlo lontana da te, quando anche un piccolo letto a una piazza diventa tremendamente vuoto se non sei con me.

Situazione tragica e letale ore 01.00: Dovremmo avere tutti qualcuno che ci abbracci fino a toglierci il fiato la notte, che ci faccia dimenticare il perchè siamo tristi, che ci lasci addosso il suo profumo dopo averci stretto forte per farci passare tutti i momenti di cedimento. Uffaaaa manca il tuo profumo, la mia droga.

Situazione tragica e letale ore 02.00: Il mio è un amore morto. Qualcuno lo chiamerebbe omicidio, ma io sono una persona poetica e non uso termini così rozzi.

Situazione tragica e letale ore 02.30: Mi farai diventare pazza. E non lo dico con un sorriso o in modo tenero. Io intendo matta per davvero. Quei matti che si svegliano durante la notte e ti uccidono. Ecco come mi farai diventare.

Situazione tragica e letale ore 03.00: Credo che se commettesi una strage nessuno si sorprenderebbe. Non si sarebbe detto: - Era una brava persona, salutava sempre ed era cortese. Ma piuttosto : - Ce l'aspettavamo. Doveva accadere. E ci guardava anche male..

Situazione tragica e letale ore 03.30: Saresti perfetto, se solo non respirassi -.-"

Situazione tragica e letale ore 03.31: Azzo dici? ma sei fuori? toccatemi tutto ma non lui, l'unica persona sana di mente che conosco... Brutta scema non dire e non pensare mai più una cosa del genere, che demente.

Situazione tragica e letale ore 04.00: Oddio sento il cuore accellerato, mi gira la testa, non riesco a respirare oddio tremo e ho una gran paura, me lo sento sto per morire, sto per morire, sto per morire, paura, panico, non respiro, claustrofobia, non riesco a smettere di piangere e non riesco a stare ferma, ho voglia di esplodere e urlare, ansia di merda tu si che mi uccidi, ma io o qualcosa che è più forte di te e ti distruggerà in pochi minuti, stupida ansia, 15/20 goccine e fottiti ansia, finalmente forse potrò dormire.

Situazione tragica e letale ore 04.30: Ho detto che forse potrò dormire -.-"

Situazione tragica e letale ore 04.40: ZzZzZzZzZZzZzZ...

Seghe mentali mode/off

claustrofobia

Ansia

 

panico


 

 

 

 
 
 

Consumami

Post n°55 pubblicato il 31 Maggio 2012 da veronica070

 

«Le cose che chiamiamo “vissute” sono quasi sempre rovinate» hai detto, sfogliando un vecchio album di fotografie. Ho poggiato la fronte sulla tua spalla.
«Vale anche per le persone.»
«Già. A pensarci bene le persone che soffrono, o che hanno sofferto, o che hanno cicatrici potrebbero dire ‘non sono malinconico, sono solo vissuto’.»
«O al contrario, due amanti invece di dire ‘andiamo a vivere insieme’ potrebbero dire ‘andiamo a viverci fino a consumarci’.»
«Gli altri fraintenderebbero, coglierebbero solo il lato negativo del consumarsi.»
Non capirebbero la necessità, la fame, l’accettare di farsi male a vicenda pur di non farsene in solitudine, i graffi e le cicatrici da mostrare solo all’altro perché è l’unico che prima di curarle cercherebbe di amarle.
«Ehi...» ho detto piano, voltandomi a guardarti.
«Dimmi.»
«Grazie di non avermi lasciata a consumarmi da sola.»

Questa che sto per scrivere è una bellissima poesia di Alda Merini, che io amo alla follia perchè mi rappresenta in ogni sua poesia, questa ancora di più..

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…


 
 
 

Mystic Sun

Post n°54 pubblicato il 29 Maggio 2012 da veronica070

Che bello essere svegliati dalla carezza dei raggi di sole, finalmente dopo tanto  tempo c'è stato il sole ormai avevo perso le speranze di vedere la primavera, ultimamente non sapevo nemmeno come vestirmi visto che ci sono stati dei sbalzi di temperatura incredibili, la mattina caldo con 40° (esagerata) il pomeriggio tempeste con -0° (esagerata, va be dai! era per far vedere la mia disperazione). Con una giornata così bella mi risulta molto difficile rimanere in casa, mi viene subito voglia di passeggiare e godere della natura, così armata di guinzaglio, scarpe comode e fotocamera  (e dopo aver fatto una buona colazione) me ne sono andata in giro per campagne sperdute.

pasticciotto leccese

campagne

papaveri

papaveri e margherite selvatiche

margherite selvatiche

grano

grano

AAnche mia madre stranamente oggi era di buon umore, è così bello vederla sorridere e allegra e spensierata, sembrava una bambina e mi si scioglie il cuore, come potevo con immortalarla in uno dei suoi momenti migliori.

mamma

Adoro la natura e fiori, se non fosse per il mio pollice killer avrei piante e fiori ovunque.

fiori

fmamma e fiorimamma e le sue "fragole

con cioccolato

kiabimbo

mare

Beh, cosa si vuole di più dalla vita? mi accontento di poco per essere felice (anche se un paio di mazzette € mi farebberò proprio comodo) per il momento mi accontento del sole.

 
 
 

Adesso basta.

Post n°53 pubblicato il 21 Maggio 2012 da veronica070

Non ci sono molte parole da dire dopo aver sentito al telegiornale delle notizie da lasciarti senza fiato, da far venire i brividi e la pelle d'oca. Mi auguro solo che chi si è permesso di fare una cosa simile marcisca all' inferno. Se solo lo avessi davanti lo ammezzerei con le mie stesse mani senza alcuna pietà o ripensamento... Non possiamo parlare di mafia. La mafia non colpisce con semplici bombole di gas ma usa il tritolo. La mafia è lo Stato. Hanno creato questo diversivo per distoglierci dal discorso crisi, per farcela dimenticare e parlare d'altro, per spegnere i bollenti spiriti e di rivolta, una strategia dell'orrore. Per me non è un caso, tutte le volte che sta per accadere qualcosa di grosso all'improvviso succede una disgrazia che permette ai tg e ai giornali di spostare l'attezzione altrove. E un pensiero cattivo e contorto ma è la verità. Noi siamo nelle mani dei veri mafiosi, i politici. E' impossibile non parlare di Stato quando si parla di mafia cit. Giovanni Falcone.

UN POPOLO CHE NON SI RIBELLA E' UN POPOLO SENZA DIGNITA' ... TUTTI CORAGGIOSI SUL WEB MA SENZA SPINA DORSALE NELLA REALTA'...

MELISSA

Una vita innocente spezzata da un mondo troppo crudele. Addio piccola stella.

striscione

 

 
 
 

Minaccie per Stefania Petix

Post n°52 pubblicato il 16 Maggio 2012 da veronica070

La polizia indaga su due intimidazioni subite dall'inviata di Striscia la Notizia Stefania Petyx. Sabato scorso è stata danneggiata la macchina della troupe televisiva e ieri su un muro davanti alla sua abitazione è comparsa la scritta "Petyx boom". La denuncia è stata presa in seria considerazione, supportata dalle precedenti minacce subite dalla stessa Petyx, tra cui un uomo che l'ha avvicinata per strada avvertendola di "stare molto attenta". L'inviata nota per le sue inchieste sul malaffare  nella pubblica amministrazione nelle ultime settimane ha realizzato diversi servizi sulla Gesip, una partecipata del Comune sull'orlo del fallimento. Stefania Petyx ha dichiarato che non si farà intimidire da queste minacce e continuerà con i suoi serzivi. 

petyx

Cara Stefania hai tutta la mia solidarietà, ricorda che solo i vigliacchi usano le intimidazioni, gente inetta, vigliacca e senza attributi. Purtroppo sono solo un ammasso di bestie che si fanno forza in gruppo. La mafia e la feccia dell'umanita.

 
 
 

Come stai?

Post n°51 pubblicato il 16 Maggio 2012 da veronica070

Avevo 15 anni ed era un aprile di nove anni fà, la primavera era alle soglie, timidamente si preannunciava. Ho sempre amato la primavera, le giornate con il sole tiepido, quella leggera brezza che ti accarezza il viso, ti fa svolazzare i capelli e se l'annusi sa di libertà, di allegria. Ricordo bene quel mese come se fosse oggi, ricordo che mi alzavo ogni mattina svogliatamente per andare a scuola e non vedevo l'ora che finisse quel calvario, per me la scuola era un calvario, mi piaceva studiare e imparare, ma quegli anni da brava adolescente avevo la testa tra le nuvole e concentrarmi era uno sforzo sovrumano per me, ero ovunque con la mia testa tranne che lì, in quella stanza con l'aria consumata con i banchi che mi tenevano prigioniera. Ricordo tanti litigi con mia madre. Ricordo le compagne troppo stronze. Ricordo che il mio cuore era a pezzi perchè mio nonno era morto e io ancora non accettavo quel abbandono. Ricordo le urla dei miei genitori che si rinfacciavano tutto anche la mia vita. Ricordo le valigie e io lei che dormivamo in macchina per giorni e giorni. Ricordo che quella mattina in classe ero stanca, non riuscivo a trattenere le lacrime e chiesi il permesso di andare al bagno, il tempo di entrare e le lacrime scendevano così rapidamente da farmi girare la testa, ero triste, arrabbiata, furiosa, tirai un pugno all'armadietto dei detersivi, con quel colpo la sportella si aprì e davanti a me c'era la candeggina, non so esattamente cosa mi passò nella testa, vedevo solo come un flashback di tutte le cose brutte a cui volevo dare un fine, non pensando o agito di impulso e bevuto tutto di un fiato, aveva un sapore orribile e di chimico, poi finalmente ho pensato e mi sono chiesta cosa diavolo ci facevo con quella cosa in mano e l'ho buttata a terra, volevo chiedere aiuto ma non mi usciva la voce mi bruciava fortissimo la gola, le gambe erano pesanti, la vista annebbiata, mi trascinai fino in classe aprì la porta e svenì. Sentivo voci rimbombanti in lontananza che gridavano aiuto, il suono dell'ambulanza e poi più nulla. Mi svegliai in ospedale su una barella in corsa che mi portava nella mia stanza e mia madre che ci seguiva piangendo mi ripeteva 'svegliati ti prego', ricordo il viso di mia madre disperato, mi maledì per averli dato un altro dolore che non meritava. La gola bruciava e la voce era flebile, il dottore mi dissè di non parlare per non danneggiare le corde vocali, mi dissè che mi avevano fatto una lavanda gastrica, che avevo rischiato grosso ma era andato tutto bene e dopo pochi giorni sarebbe passato tutto. Così fù, dopo qualche giorno passò tutto e il medico mi chiamo in privato e mi dissè che aveva già parlato con i miei genitori e siccome ero minorenne mi doveva far parlare con un psicologo per capire cosa mi avesse spinto a fare quel gesto. Mamma mi dissè di nascosto di non dire niente dei nostri fatti privati, che aveva paura che mi potesserò portare via da lei, mi chiese anche lei perchè lo avevo fatto e io codardamente mentì dicendoli che lo avevo fatto per un ragazzo, non potevo darli ancora un altro dispiacere e dirli l'ho fatto perchè non sopporto più sentirvi litigare, non c'è la faccio più a essere sballottata da una parte all'altra, non c'è l'ha faccio più a vederti come un barattino nelle mani di papà, odio papà perchè se ne frega di noi due, come potevo dirglielo. Entrai dallo psicologo e mentì anche a lui. Passavano giorni e venivano a trovarmi i miei compagni di classe e qualche insegnante, i parenti, intanto tutti mi prendevano per scema per aver fatto quel gesto per un ragazzo. Uscì dall'ospedale e dissi a mia madre che non volevo più andare in quella scuola perchè mi vergognavo come una pazza a ritornarci, lei mi accontentò. Volevo fare un'altra scuola ma non c'erano abbastanza soldi per poter comprare altri libri nuovi e pagare una nuova iscrizione e tasse scolastiche.  Così restai a casa, i miei genitori andavano al lavoro e io uscivo a passeggiare al parchetto di fronte casa, andavo sull'altalena avanti e indietro come i miei pensieri, pensavo, pensavo e capì che non si poteva fuggire dai problemi, che mi ero comportata da vigliacca e perdente, capì che dovevo essere forte e vivere che non poteva piovere per sempre come diceva Brandon Lee nel film Il corvo. Mi arrivò un messaggio da un mio amico, mi dissè che c'era un suo amico che voleva conescermi e gli aveva dato il mio numero per farci parlare, il giorno seguente mi arrivò un nuovo messaggio di questo ragazzo, diceva se potevamo conoscerci e vederci, io gli dissi di parlare per un pò al telefono e cercare di capire se avevamo qualcosa in comune, passavamo i giorni a messaggiare e a chiamarci, man mano si creava sempre più feeling e capimmo entrambi che era arrivato il tempo di incontrarci, ma come dirlo a mia madre? lei che si e vista quasi morire una figlia "per un bastardo inesistente" che aveva fatto sua soffrire sua figlia. Quando trovai il coraggio di dirlo a mia madre lei mi rispose:" ma non volevi morire per un ragazzo e già te lo sei dimenticato?". Bhè me lo sono meritato, rimasi in silenzio e annuì, passai anche per poco di buono. Era domenica pomeriggio e avevo appuntamento con questo ragazzo al parchetto di fronte a casa mia, lui arrivò dopo qualche minuto, stranamente quel giorno non ero io a essere in ritardo, non arrivò su un cavallo bianco ma con una ypsilon 10, non aveva i capelli biondi e non vestiva di azzurro ma aveva jeans e un paio di occhi verdi da mozzare il fiato, i più belli che avessi mai visto. Ricordo quel giorno come se fosse ieri, parlando con lui dimenticai per qualche ora tutto quello che era successo, lo ricordo bene quel giorno perchè per la prima volta in vita mia hanno chiesto come stavo davvero, questo in sè e una piccolezza, ma non lo era il tono di voce, il sorriso mesto e sincero con cui me lo chiedeva, era come se la sapesse già la risposta, che no, non stavo bene in realtà, lui voleva sentirselo dire, voleva la reaa, voleva la bandiera bianca. Ho ripensato a tutte le guerre fredde che avevo sostenuto, combattuto con parole mai pronunciate ma pronte come missili e mi sono chiesta:" dov'è la sincerità? dove la comprensione? dov'è la verità?". Da piccola facevo un gioco, quello del 'fai finta'. Un attimo prima facevo finta di essere una maestra, quello dopo una veterinaria e dopo ancora una ballerina o una dottoressa, passavo ore a immaginare di essere quello che non ero, a essere quello che volevo diventare ed era bellissimo. Adesso faccio ancora finta: ma faccio finta di essere forte, cinica, insensibile, coraggiosa. Faccio finta di non voler scoppiare in lacrime la notte, di non essere debole a pezzi, sconfitta. Faccio finta di essere orgogliosa, sicura, indifferente. Fare finta ha smesso di essere un gioco per diventare una necessità, un modo per andare avanti. Faccio ancora finta di essere ciò che voglio diventare ma senza il tutù, lo stetoscopio,senza i gessi di una lavagnetta, senza i miei peluche. Le persone non cambiano mai completamente, in loro rimane sempre qualcosa del loro passato, nel mio caso il 'vorrei ma non sono', la finzione necessaria, le difese pronte. Così quando mi chiese come stavo e ho capito che li interessava davvero, ho lasciato cadere la maschera, la corazza, il muro, il giubbotto antiproiettili e i peluche, ho decisodi far cadere la finzione e ti ho risposto nei più sinceri dei modi, senza guardie, inerme, abbandonata ad uno sconosciuto che si interessava a me. Bastava questo? bastava l'interesse? bastava l'ascolto di qualcuno? "Ora sto bene" risposi. Sono un castello di carte mascherato da un cavaliere errante dietro ad un muro di cemento.

castello di carte

 
 
 

Stop!

Post n°50 pubblicato il 14 Maggio 2012 da veronica070

La dipendenza è la caratteristica delle storie d'amore basate sull'infatuazione. Tutto ha inizio quando l'oggetto della tua adorazione ti concede una inebriante, allucinogena dose di qualche cosa che non hai mai ammesso di desiderare - una pera emotiva fatta di amore tempestoso e sconvolgente eccitazione. Presto cominci a volerne sempre di piu', con l'avidità di un drogato. Quando la droga finisce,perdi immediatamente le forze,ti ammali, impazzisci (per non parlare del risentimento nei confronti dello spacciatore, che prima ha incoraggiato la dipendenza e adesso si rifiuta di fornire la roba migliore,anche se tu sai che la nasconde da qualche parte,accidenti...perchè una volta te la dava gratis). La fase successiva ti vede scheletrica e tremante,con la sola certezza che venderesti l'anima per avere una volta ancora quello di cui hai bisogno. Nel frattempo...l'oggetto della tua adorazione ti trova repellente. Ti guarda come se non ti avesse mai vista prima, non come colei che un tempo aveva amato appassionatamente. E tu, per ironia della sorte, non puoi nemmeno fargliene una colpa; guardati,sei un disastro, irriconoscibile ai tuoi stessi occhi. Sei arrivata alla fase finale dell'infatuazione: la totale e spietata svalutazione di te stessa.

(Mangia Prega Ama)

Ma ora ho capito, ti amo ancora ma non dipendo più da te, non sono più dipendente di quel profumo afrodisiaco che emana il tuo corpo. Ora devo contare solo su me stessa, ora farò abuso del mio benessere e della mia felità. Non sono più la tua geisha.

geisha

Per me rinasco.

araba fenice

 
 
 

L'amore per me è...

Post n°49 pubblicato il 04 Maggio 2012 da veronica070

L'amore è una cosa strana... è molto difficile trovarlo come è ancora più difficile saperlo dare. Si parla ovunque di amore, tutti l'abbiamo nominato almeno una volta. Ma sappiamo veramente di cosa stiamo parlando? La maggior parte delle volte sembra di no...Quindi, per definirlo, potremmo cominciare con il dire che cosa l'amore NON è...bè l'amore non è Sesso, e fin qua penso che siamo tutti d'accordo. Ci può essere amore senza sesso come sesso senza amore...e questa frase la sentiamo ovunque. Io sarò romantica (anche se non lo sono molto), ma penso che a volte anche nel puro sesso si nasconda un pò di amore. Non sto parlando delle forme brutali di sesso, ma di quando nonostante tutto tra le due persone c'è rispetto... bè ècco penso che questo sia una piccola forma di amore. L'amore non è Passione, anche se a volte possono convivere abbastanza pacificamente. La passione ha a che fare con il sesso, è il desiderio ardente dell'altro. E' più un desiderio fisico, ma può partire anche da un" innamoramento mentale" per passare poi ad altri livelli. E quando ti prende...bè la passione è inarrestabile. Ti pervade di sensazioni uniche e molto difficili da ritrovare...La passione porta all'amore, ma l'amore non sempre contiene passione.
L'amore non è nemmeno Possesso. Il possesso porta inevitabilmente alla distruzione di un rapporto, poichè è accompagnato quasi sempre da forte gelosia e spesso anche violenza. E va di pari passo con la Dipendenza. L'amore porta a un minimo di dipendenza l'uno dall'altro, ma se questa supera un certo limite, e di solito lo supera, allora non è amore. Può sembrare che lo sia, invece è solamente' solitudine, è paura di restare soli, è aver bisogno dell'altro per andare avanti, per sentirsi completi e vivi. Sentirsi dire "tu sei mio/a" può anche essere piacevole all'inizio, quando si è nella fase degli occhi a cuoricino e del miele a palate, ma poi, spesso, con il tempo ci si accorge che quella frase non è così bella come sembrava. Perchè ognuno di noi non può essere proprietà di nessuno, se non di se stesso. Casomai può legarsi ad un'altra persona...ma un nodo quando lo si fa, poi lo si può anche sciogliere. La corda rimane un pò stropicciata, ma non medita vendetta. Perchè sapeva che poteva succedere. Ecco, l'amore è questo. Accettare le conseguenze di ogni azione propria e degli altri senza eccessiva rabbia, ma sapendo prendere le distanze quando necessario. Perchè se è andata così, probabilmente è proprio perchè così doveva andare. Ogni persona che viene a fare parte della nostra vita in qualsiasi momento, anche breve, ci porta qualcosa. Se è importante per noi vuol dire che ci ha donato quello di cui avevamo bisogno in quell'esatto momento. E questa cosa rimarrà in noi, come anche nell'altro, se sappiamo accettare il corso degli eventi.

 
 
 

Esiste ancora

Post n°48 pubblicato il 25 Aprile 2012 da veronica070

Wow! esiste ancora questo blog? non ci entravo più da anni... E bello rileggere i vecchi post e costatare quante cose sono cambiate, scrivevo ancora con il linguaggio adolescenziale, " nn-cmq-bn-dmn-gg" ahahaahah ora non sopporto chi scrive così. Pensandoci bene non sono cambiate molte cose infondo, si cresce, si matura ma dentro c'è ancora quella ragazzina sognatrice con la testa tra le nuvole, che piace giocare con la fantasia piuttosto che viverle appieno le cose, c'è ancora quella ragazzina a cui piaceva isolarsi dal resto mondo per leggere un buon libro, perchè i libri sono stati sempre buoni amici, non mi hanno mai deluso al contrario delle persone, mi hanno fatto buona compagnia quando il resto del mondo cambiava, si, ho sempre odiato i cambiamenti, mi spiazzano e mi confondono, mi fanno sentire triste perchè quando mi affeziono a qualcosa o a qualcuno poi ci sto male troppo quando questi cambiano o non ci sono più, sarebbe bello se non ci fosserò i cambiamenti, sembrerebbe tutto più noioso è vero, sono consapevole che questi cambiamenti ci fanno crescere e capire, però mi piacerebbe tanto tornare a casa e rivedere le persone che ho sempre amato ad aspettarmi, mi piacerebbe poter giocare ancora a scopa con mio nonno, uscire a fare shopping con mia zia e confidarle i miei pensieri, andare a trovare le mie cugine, aspettare l'estate per poter vedere i miei zii, ricevere le feste della mia cagnolina, tutte cose ormai svanite, il destino ci ha separati lasciandomi dentro un gran vuoto. Forse vivo di ricordi, i ricordi di persone con sorrisi bellissimi, fantasmi dolci che mi accarezzano l'anima. Devo imparare a staccarmi dal passato prima di poter vivere serenamente il presente. Devo tagliare questo cordone ma soprattutto devo imparare a farmi scivolare le cose brutte senza crearmi delle stupide ansie.

Nota: se qualche saputello/a dovrebbe imbattersi per caso sul mio blog e inizia a commentare insultando i miei errori grammaticali, perchè sono già consapevole che il testo è pieno di errori, dovete sapere che sempre il destino purtroppo ha voluto non farmi continuare i miei studi oltre la terza media, per problemi di famiglia. Non sono dovuta a giustificarmi quindi cari saputelli andate pure a leggere altri blog apposta di perdere tempo a commentare il mio, io sono pane al pane vino al vino, scrivo ogni tanto giusto per sfogarmi un pò.

 
 
 
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CUORE DI DONNA

Io pronuncio il tuo nome nelle notti oscure, quando giungono gli astri a bere nella luna, e dormono i rami delle fronde occulte. Ed io mi sento vuoto di passione e di musica. Folle orologio che canta antiche ore defunte. io pronuncio il tuo nome in questa notte oscura, e il tuo nome mi suona più lontano che mai. Più lontano di tutte le stelle e più dolente della mia pioggia. ti amerò qualche volta? Se la nebbia  si scioglie quale nuova passione mi aspetta? sarà tranquilla e pura? Se potessi sfogliare con le dita la luna!!!

 

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