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A VOLTE RITORNANO...

Post n°384 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da to_revive

Parafrasando un film, che per altro non è del genere che amo, eccomi qui.
Ad essere onesta mi sto violentando per scrivere ma dopo i  messaggi ricevuti. così tanti da riempire la messaggeria e la telefonata con un'allarmata quanto dolcissima Nadia e poi quella con Fede preoccupatissime per il mio silenzio, mi sono decisa.
Sto passando un momento dei non più felici; sono stanca e demotivata.
Ci sono momenti in cui fatico ad alzarmi dal letto la mattina e passo le giornate a piangere e crogiolarmi nel dolore, altri in cui la rabbia mi ridà quella carica emotiva per rimettermi in careggiata ma, come dice il medico, ci vuole tempo ed io ho deciso di prendermelo tutto.
Per fortuna ho accanto un uomo stupendo che mi sostiene e mi ama così tanto da darmi la forza di continuare a lottare. Ma è dura ragazzi! Terribilmente dura. Non sapevo e non immaginavo cosa volesse dire avere un  "attacco di panico" ed ora lo so, così come faccio i conti con un Post-Traumatic Stress Disorder nel mio caso definito Delayed Onset in quanto da tempo immemore latente e sfociato improvvisamente per via del lavoro.
Non lo auguro a nessuno; è terribile. Ho flash improvvisi del mio passato che mi portano a scoppi di pianto improvvisi, proprio come mi accade in questo istante, mentre due minuti prima ero tranquilla. Ho in testa i volti dei miei amici che ormai non ci sono più, rivivo gli attimi in cui è morto Steve, sento i fragori di esplosioni e grida disperate e non posso parlarne con nessuno perchè nessuno comprenderebbe.
Mi sento sola, terribilmente e disperatamente sola. Mi manca la voglia di vivere e di lottare.
Scusatemi...

 
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IL PIENONE

Post n°383 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da to_revive

L'Italia va a rotoli, pagheremo più tasse, la benzina è cara come il fuoco, il numero di indigenti è sempre più elevato  eppure... 8 dicembre, ponte dell'Immacolata e qui in Alto Adige è impossibile muoversi.
Code spaventose di auto che arrivano da tutt'Italia e non voglio parlare dei camperisti. Gli alberghi sono pieni; due nostri amici hanno invano cercato una sistemazione per i genitori.  Ed i ristoranti?  Pieni zeppi ( il che mi fa pensare alla frase di Berlusconi)... Rimandata due volte la cena di Natale della Croce Rossa perchè impossibile trovare un buco per 22 persone.
Allora mi chiedo dov'è tutta questa crisi?
Venerdì e sabato le poche piste innevate artificialmente erano stracolme. Una mia amica che lavora in una nota pasticceria di Trento mi ha raccontato che in 8 non riuscivano a reggere il ritmo da tanta gente c'era.
Forse è che invecchio e sono sempre più severa e intollerante ma mi sembra, sempre più,  che abbia ragione un caro amico quando dice:
" Gli italiani hanno la pancia troppo piena ed il culo ancora troppo caldo".
Di una cosa sono certa; se sento qualcuno lamentarsi dei tagli del governo o di quest'Italia...lo strozzo!

 
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26 NOVEMBRE 2011- THANKSGIVING DAY

Post n°382 pubblicato il 24 Novembre 2011 da to_revive

Thanksgiving Day.

Tra poco parto per tornare a casa in Sudtirol dove avrò un venerdì frenetico per preparare la cena del Ringraziamento.
Oggi mangerò il tacchino ai ferri con le patate dato che all'Autogrill non posso aspirare a miglior cibo che si avvicini a quello della tradizione, ma sabato sera avremo da noi amici che condivideranno e ringrazieranno per ciò che abbiamo.
Preparerò Roasted turkey with chestnuts and sausage  (tacchino al forno ripieno di salsiccia e castagne) con cranberry sauce ( salsa di mirtilli rossi),  mashed potatoes (patate schiacciate al burro, una sorta di purea) Carrots (carote in padella), pumpkin (zucca spadellata), grilled mush (polenta di mais grigliata), apple pie (torta di mele americana).
Questi sono rigorosamente i cibi che si servono in tutta America ed in ogni casa di americani lontani dalla Nazione, sono ammesse le varianti del ripieno che è diverso in ogni Stato, mentre  in alcune zone lungo il Maine, in luogo del tacchino si cucina l'oca. Ho già rinfrescato la tovaglia che Maria avrà già stirato così come troverò sottopiatti e posate in argento pulite e lucenti (Maria, ecco per cosa ho motivo di Ringraziare...per te!), ho  preparato i segnaposti (quest'anno sono dei coloratissimi tacchini vestiti da Coloni). Farò un giro di lavastoviglie ai Royal Doulton,  quelli che erano della mamma e che lei mi ha regalato, e poi tra venerdì e sabato ecco che la mia cucina sarà impazzita. So che ne uscirò stanca ma felice.
Anche se non siete americani e forse troverete questa tradizione solo un tour de force, io ringrazierò anche per aver incontrato, qui nel virtuale, persone che mi hanno e mi arricchiscono. Un abbraccio forte a tutti.

PS= anche quest'anno un tacchino è stato graziato da Mr.President che era in compagnia di Malia e Sasha e si chiama Courage.

 
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MI INDIGNO PER...

Post n°381 pubblicato il 21 Novembre 2011 da to_revive

mi indigno per i pedofili che girano impuniti
mi indigno sapendo che investire ed uccidere guidando ubriachi  sono punibili con 6 mesi con la sospensione della pena
mi indigno per l'inutile sofferenza inflitta agli animali
mi indigno per quegli anziani che sopravvivono a stento alla vita
mi indigno quando uno di loro deve scegliere tra scaldarsi o mangiare
mi indigno quando sento dire che a 50 anni si è vecchi per lavorare
mi indigno quando vedo gettare il cibo
mi indigno quando vedo ragazzini fare i capricci per mangiare
mi indigno nel vedere ragazzotti seduti e anziani in piedi sugli autobus
mi indigno quando  un politico dice "non sono pagato abbastanza per ciò che    faccio" (Mastella)
mi indigno quando vedo scene di omofobia
mi indigno quando vedo mamme camminare veloci "trascinando" i loro bimbi.
mi ingigno perchè c'è ancora chi soffre la sete
mi ingigno perchè c'è chi riempie la vasca per starci a mollo
mi indigno sapendo che ci sono donne infibulate
mi indigno quando vedo i cortei "pacifici" che di pacifico non hanno nulla
mi indigno quando vedo cosa mi "rubano" in busta paga
mi indigno perchè non lo fanno con  tutti
mi indigno per le bugie
mi indigno per la falsità
mi indigno per la mancata coerenza di alcuni
mi indigno per quelli che dicono che non arrivano a fine mese ma vanno in vacanza
mi indigno quando devo pagare un medico per avere risposte veloci
mi indigna che si vada sulla luna ma si muoia ancora di cancro
mi indigna chi si suicida quando c'è gente che ha  sete di vita e lotta contro il cancro.
m indigno perchè potrei continuare per ore ed a nulla servirebbe indignarmi.

domani è un altro giorno ed a nulla sarà servito indignarsi.

 
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INTERNET O NON INTERNET QUESTO E' IL PROBLEMA...

Post n°380 pubblicato il 14 Novembre 2011 da to_revive

Oggi non si lavora.

Eh sì…la Telecom qui in zona a Sarzana oggi non funziona e le connessioni saltano allegramente mentre sei in rete o sul server aziendale. Così, non si fa nulla in attesa che la Telecom si dia da fare ed io odio stare con le mani in mano.

Non si riesce ad entrare in internet perché per tutta la giornata andrà così;  viaggiare a singhiozzo sino domattina (si spera!). Magari internet funziona per 5 minuti e poi salta tutto.  Da qui la riflessione su quanto io mi senta sperduta senza poter “controllare il mio mondo”. Per me internet è essenziale, le mail sui diversi  provider,  la chat su Skype con mio figlio Matt,   la banca online,  libero ed i blog amici…insomma tutto gira intorno  ad internet.

Ovvio che non è mai morto nessuno per mancanza di connessione ma pensate come sarebbe il mondo se all’improvviso non funzionassero più i ripetitori, se non ci fosse la possibilità di collegarsi in internet, di chiamare col proprio cellulare.
Io ci ho provato, tempo fa.  Ero su di un atollo della Polinesia francese,  per la precisione a  Tahaa dove si viveva fuori del mondo. Per fortuna è durato meno di una settimana (tempo che finissi i due libri che fortunatamente  mi ero portata). Dopo un po’ odio stare al mare,  detesto le spiagge anche se  come era quella,  totalmente deserte.  Quel mare cristallino era  talmente verde- turchese da risultare  fastidioso e dopo solo un paio di giorni mi aveva stufata. Me lo ritrovavo ovunque quel mare; anche nella suite del fares  dove alloggiavo che era su palafitta e che aveva inserita,  in buona parte del  pavimento,  una lastra di  vetro per vedere la barriera corallina.  E che dire del profumo dell’aria che  sapeva costantemente  di vaniglia? Mi ha così nauseata che ancora oggi non lo sopporto.
Il non potermi collegare a internet poi,  che funzionava “a manovella”,   per leggere la mia posta o per parlare con i miei affetti,  mi dava così ai  nervi che la mia vacanza di 15 giorni si trasformò in sei visto che il settimo mi feci portare in elicottero  sull'isola di Raiatea per prendere un volo e tornare alla civiltà ( non prima di essermi comperata una spettacolare collana di perle nere tahitiane)  e lasciando lì John che esattamente al mio opposto, era  entusiasta di quelle giornate fatte di pesca al largo ed immersioni nella barriera corallina . 
Del resto è ormai risaputo che detesto così tanto il mare che in questi 18 mesi a La Spezia, non sono mai andata una sola volta a vederlo e persino l’hotel che ho scelto è in collina nell’entroterra di Massa!  Per me i viaggi in Polinesia, a Waikiki, a Zanzibar e mille altri posti, sono stati un tormento.  Persino in Florida o alle Keys io fuggo via il più velocemente possibile. A volte sorrido quando sento persone raccontare entusiaste della bolgia delle spiagge, felici di avere il vicino d’ombrellone che parla al cellulare o di mangiare la sabbia di chi corre, o sentire l’olezzo dell’abbronzante o delle sigarette altrui…

Meglio visitare posti lontani  dove la sera, al rientro in albergo, hai le tue comodità a cinque stelle. Lo so…da questo lato  sono schifosamente snob, lo ammetto, ma concedetemelo  me lo sono stra guadagnata e me la voglio godere tutta prima di diventare una vecchia rincoglionita incapace di viaggiare…
Vabbè, vi abbraccio tutti , ringrazio Iddio per questi 3 minuti di gloria che mi hanno consentito il copia incolla sul blog e prima che ricaschi nuovamente la connessione,  chiudo tutto e me torno in albergo dove almeno c’è internet!

 

 
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ITALIA ALLO S...FASCIO

Post n°379 pubblicato il 02 Novembre 2011 da to_revive

Ho letto alcuni  commenti lasciati sul blog di Max  ed inerenti a questo post e http://blog.libero.it/torineggiando/view.php?id=torineggiando&pag=3&gg=0&mm=0  mi sono vergognata profondamente.
Io sono per metà italiana. Mio padre era friulano. Uno di quei friulani vecchio stampo e vecchia maniera. Severo, esigente coi figli. Nazionalista. Nella sua vita non comprò mai auto straniere, cercava di essere corretto in tutto  per tutto. Ha sempre pagato le tasse, persino in due paesi per un  certo periodo. Quando andò in pensione, dichiarò di lavorare ancora; avrebbe potuto fare come quelli che lavorano in nero, ma non era nel suo stile. Il giorno che decise di staccare dal lavoro all'età di 68 anni e con due infarti alle spalle, la prima cosa che fece fu andare all'INPS a comunicare la sua decisione. Era venerdì 9 gennaio ed il 10 mattina morì. Mio padre fu fatto prigioniero dei tedeschi, visse il fascismo e la guerra ed anche la fame. Io ed i miei fratelli, siamo stati cresciuti nell'ideale verso la nazione; vuoi per mamma americana vuoi perchè anche papà era fiero d'essere italiano.
Oggi sono felice di saperlo morto. Lui che adorava questo paese si vergognerebbe di farne parte perchè governato da giullari e prezzolati, da gente che neppure sa cosa sia il significato di "amore per la patria".
Io sarò una sciocca nostalgica ma quando all' estero dicendo che sono per metà italiana mi sento dire: " ah Italia...bunga bunga", penso che preferivo quando eravamo " macaronì o pizza!" .
Io ho un figlio oramai quasi 24enne.  A quelli che hanno votato questo governo di masnadieri e  che ancora lo difendono chiedo se hanno la minima idea di cosa riserverà il futuro ai propri figli, ai propri nipoti. Chiedo di voltarsi a guardare la povertà alle loro spalle, la gente che non sa come campare e rosicchia quegli ultimi risparmi che possiede. 
Io per questa Italia ho pianto e non mi vergogno di dirlo. e voi vi rendete conto che siamo vicini allo S...FASCIO?  

 
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VIVERE

Post n°378 pubblicato il 24 Ottobre 2011 da to_revive

Scrivevo il 4 settembre del 2006

..Ho scritto brogliacci di parole sul mio cuore e sono tutti lì immoti, il tempo non li ha cancellati; segni indelebili lasciati dal dolore, dalle risate, dal pianto. Come rughe che invece di solcare il viso solcano il cuore, lo arricchiscono, e se a momenti pare lo indeboliscano...ecco che invece lo rendono forte, sempre più forte  sempre più impavido. E risorgo a testa alta, dicendomi che sono ricca e forte, molto ricca e inizio a sentirlo il calore di quella fiammella che mi scalda dentro e dice...sei viva..ancora e di più. Ancora e di più....

A distanza di 5 anni, mi dico che sono viva ma a scapito di cosa? Di dolori e di una nostalgia che alcune volte mi stringe così forte l'animo che vorrei lasciare tutto e fuggire via. Non sono fatta per l'incerto ma per il certo. Non sono capace di cancellare un passato che tanto mi ha tolto ma tanto mi ha dato. Mi manca il profumo di un Montecristo, una risata di quelle di gola e soprattutto mi manca quel modo di stringermi forte a sè dicendomi cose così toccanti da stringerti il cuore e farti desiderare che il tempo non trascorra mai. Sono piena di nostalgia oggi. La mia mente vaga e mi sento in colpa. Mi chiedo se sono davvero felice o se voglio esserlo. Non sto bene con me stessa questo periodo. Sono viva ma proprio solo viva e basta...

 
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AMARE I FIGLI

Post n°377 pubblicato il 21 Ottobre 2011 da to_revive

L'Amore di un figlio non è un sentimento scontato. L'Amore si deve coltivare con lo stesso rispetto e la stessa considerazione che noi genitori pretendiamo dai figli.
Mi reputo una donna molto fortunata; vengo da una famiglia dove gli abbracci,  le risate, i rapporti tra genitori e fratelli (siamo in 4), sono sempre stati imperniati su tali valori e conditi da ogni sorta d' incoraggiamento. Da loro abbiamo avuto anche rimproveri e castighi, soprattutto io che ero una vera pestifera, ma ricordo quanta serenità ci fosse nell'attimo in cui, finito " l'angolo della meditazione" , ci ribadivano il perchè eravamo stati castigati e perchè non dovessimo farlo più.
I miei ci hanno sempre incoraggiati ad essere noi stessi, ad inseguire i nostri sogni ma sempre senza scavalcare i sentimenti degli altri.
Da loro ho imparato ad essere una mamma severa ma amorevole; mai amica di mio figlio, ma guida e supporto sicuro.  Ecco perchè ora soffro. Perchè dolcetto non ha mai conosciuto questo. Oggi che per smettere di soffrire, dopo che colei che lo ha portato in grembo e  partorito gli ha augurato la morte e lui   ha troncato ogni rapporto con la famiglia ed i parenti (serpenti), abbiamo finalmente raggiunto, se mai fosse possibile, una maggiore serenità.
Oggi ho  alcuni colleghi  che diventeranno padri. Ho visto la gioia nei loro occhi, ne parlano con commozione e sento che saranno ottimi genitori. A loro col pensiero, ho detto di non dare mai per scontato nulla perchè ad Amare si impara e solo si è "studiato" a lungo e con costanza si possono trasmettere questi sentimenti.
L'Amore muove il mondo ma talvolta alcuni genitori non sanno cosa perdono perdendo quello dei figli.

 
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GO JOE GO...

Post n°376 pubblicato il 20 Ottobre 2011 da to_revive

tent camp  

Maricopa County, è una contea  dello stato dell'Arizona. QUesto è il suo carcere. Tende nel deserto dove è vietato fumare e quindi introdurre sigarette o tabacco, scrivere ( a parte della lettera quindicinale alla famiglia), leggere o detenere riviste pornografiche.
A Maricopa si lavora e anche duramente. Si mangia in cambio di ciò che si produce. I detenuti indossano divise a righe come un tempo e biancheria intima rosa.
Ogni cosa si deve meritarla, nulla è dovuto perchè per la società ONESTA , mantenere  chi sceglie di delinquere è costoso quindi, come per tutti i carceri americani, il detenuto deve pagare la retta giornaliera. Se non ha soldi per farlo deve lavorare e produrre. I soldi vengono gestiti dal Governo Federale che, detratto ciò che serve a pagare eventuali danni o risarcimenti e il mantenimento, viene dato al carcerato quando esce dopo aver scontato la pena.
E' provato che dei detenuti che escono da Camp tent, solo il 3% reitera il reato.
Il direttore e Sheriff di questo carcere è Joe Arpaio, duramente attaccato dai fricchettoni ma da oltre 20 anni rivotato pressochè all'unanimità dalla cittadinanza.
Joe Arpaio ha istituito associazioni di volontariato gestite da  suoi ex detenuti  che si occupano di trovare lavoro e alloggio a chi esce da Camp Tent. Associazioni di volontariato per aiutare i figli di chi è in prigione a studiare e non incappare nei guai che vedono i genitori a scontare una pena.
Certo che non ci sono le televisioni, gli addobbi di natale, i blog autogestiti da detenuti e via dicendo. Chi delinque deve aver modo di pensare a ciò che ha fatto, al male che ha causato ad altrui persone e deve ripagare la società.
Questo, a mio parere,  è pagare lo scotto per chi delinque altro che " Na' tazzulella e' cafè" .
Chi ci mandereste voi?

 
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LA VERA LIBERTA' E' NON LEDERE QUELLA ALTRUI...

Post n°375 pubblicato il 17 Ottobre 2011 da to_revive

Un solo Sheriff a cavallo con un fucile a pompa carico,  passeggia avanti e indietro mentre uomini e ragazzi in tuta arancione e catena lunga 60 cm alle caviglie. In mano hanno pale e picconi; scavano per la nuova rete fognaria, fanno manutenzione ai parchi, asfaltano le strade, puliscono dagli sterpi le autostrade. Ecco come finisce da noi  in America chi infrange la legge. QUesto è il trattamento che sarà riservato a quei 700 “indignados”  che sono stati fermati dalla polizia newyorkese per aver bloccato il ponte di Brooklyn  per alcune ore, dopo che gli era stato intimato di non scendere dal marciapiede.  Sono già stati cprocessati e condannati e si faranno 6 mesi  di servizio sociale perchè hanno leso la libertà altrui ed hanno oltraggiato il pubblico ufficiale.  Da noi, chi lede i diritti degli altri è passibile di denuncia; come a dire che " i tuoi diritti hanno fine dove iniziano i miei" e non si scherza... 

 
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ULULATO "CIVILE".

Post n°374 pubblicato il 12 Ottobre 2011 da to_revive

Oggi, in tutta la provincia di Bolzano ( ma proprio tutta!) sono risuonate le sirene della Protezione civile.
Si tratta di una sirenaposta in varii punti della città che emette un ululato e tramite questo segnale d'allarme la popolazione viene avvertita se incombe un pericolo imminente invitandola a recarsi in un luogo sicuro per ascoltare le prime informazioni alla radio e/o tv.
Oltre ai cittadini che sono in casa propria e che devono subito chiudere le finestre ed accendere la televisione o sintonizzarsi alla radio ed ascoltare le istruzioni, esistono i "punti di raccolta" dove ci si deve recare se si è in strada.
Medesima cosa dev'essere fatta in ogni azienda, ufficio, fabbrica, centro commerciale.
Così stamattina appena arrivata da La Spezia ed ignara di ciò che doveva accadere, mi hanno subito "pinzata" per fare l'osservatore.  La nostra ditta ha uffici su 3 piani per un totale di oltre 2000 mq quindi l'ufficio sicurezza ed il nostro Health & Safety manager, nonchè RSPP, ha nominato i così detti "osservatori" ossia persone preposte al controllo e sgombero delle persone. Mi sono trovata dunque, così come altri malcapitati, a segnare a che ora usciva il primo collega e l'ultimo, a controllare che tutto avvenisse nel migliore dei modi e senza fare casino, che non si usassero ascensori ma solo le vie di fuga delle scale esterne. Finito tutto la riunione tra osservatori per verbalizzare e via il tutto ai viglili del fuoco ed alla Protezione Civile.
Con gran sollievo mi sono resa conto d'avere dei colleghi e dirigenti davvero a modo. Tutto si è svolto in silenzio, velocemente e in soli 7 minuti erano stati evacuati tutti i 600mq degli uffici dirigenziali dove io lavoro. E' stato bello vedere che l'A.D. aiutava l'impiegata del Responsabile Acquisti, che tutto è stato fatto senza risatine e cazzeggi vari ma anzi, con grande serietà perchè, in fin dei conti, è sempre bene non essere impreparati in futuro nel caso di una reale situazione d'emergenza.
Un plauso comunque alla nostra azienda che ogni 3 mesi, di sua iniziativa, fa partire l'allarme incendio a sorpresa e simula un'emergenza di prova e poi relaziona cosa non è andato per il verso giusto.
Sempre più felice di constatare che l'ALto Adige è una grande, seppur piccola, regione.

 
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STAY HUNGRY. STAY FOOLISH di Steve Jobs

Post n°373 pubblicato il 06 Ottobre 2011 da to_revive

Fuori è buio . Un trillo sul mio IPhone4: è Whats App . Mi arriva la notizia che è morto Jobs tramite alcuni  amici di San Diego.  Non posso più  riposare . Questo è un suo discorso del 2005. Dice tutto di lui.  

STEVE JOBS  DAL WEB

Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.

La prima storia parla di “unire i puntini”.

Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?

Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.

Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.

Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:

il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.

Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.

Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete... questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia parla di amore e di perdita.

Fui molto fortunato - ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione - il Macintosh - un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni... quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona - che pensavamo fosse di grande talento - per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.

Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.

Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.

Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.

La mia terza storia parla della morte.

Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.

Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto - tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento - sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.

Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.

Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.

Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.

Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.

Siate affamati. Siate folli.

 
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IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Post n°372 pubblicato il 03 Ottobre 2011 da to_revive

Amanda è libera.

 

Precisazione del 04 ottobre 2011.

Amanda è libera.
Meredith non ha avuto giustizia. Se Raffaele e Mandy sono innocenti io non lo so, cerco di vedere alla cosa in qualità di legale e proprio per questo ciò che per molti è assurdo per me non lo è. Di fatto si può ribaltare una sentenza facendola passare da 25 a  0 anni  e per farlo ci sono voluti 4 anni. Assurdo!
Ma non è di questo che voglio parlare perchè credo che solo Dio possa giudicare; alla giustizia umana non credo ed è brutto da dire. Mi dico che se , ammesso e non concesso, sono davvero innocenti, gli hanno rubato quattro anni. Se al contrario non lo sono ... e qui mi fermo.
Meredith è morta. Non sarà mai madre, sposa, amica e compagna. Non potrà più ricevere e donare abbracci. Questo conta. Di fatto Meredith non ha avuto giustizia.
In God We Trust   

 
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REAL POLITIK (e non noccioline president!)

Post n°371 pubblicato il 21 Settembre 2011 da to_revive
Foto di to_revive

Che poi già lo sapevo che  sarebbe successo e proprio di questo avevo già scritto sulla politica buonista di Barack Obama.
Mr. President ha  nuovamente dato fiato alle trombe.
Lui, primo Presidente di colore che afferma:
" un essere umano anche se  non ancora nato  è di proprietà di sua madre la quale può decidere cosa farne".
Quella parola "proprietà" detta parlando di un essere umano mi riporta alla mente la schiavitù e vorrei dire a Mr.President che anche i suoi avi sono stati ridotti in schiavitù in quanto "proprietà" di un bianco. Ma scherziamo?
Ed ecco approvata la Freedom of Choice Act, la legge sull'aborto che ha permesso a tutte le donne di abortire in ogni momento della gravidanza, in qualsiasi Stato americano, ad ogni età, anche se minorenne e senza il permesso dei genitori. Parlo di quella legge che Bush ed i suoi predecessori avevano stroncato sul nascere;  l'aborto a nascita parziale, andate a vedere come si fa ad uccidere un bimbo infilandogli una forbice nel cervello e facendolo morire d'asfissia; andate a vedere du youtube i filmati in merito!   E cosa dire del fatto che  un medico non potrà appellarsi all'obiezione di coscienza e rifiutarsi di  eseguire l'aborto? Democratico vero?
Non pago di questo ecco Guantanamo che aveva detto sarebbe stata chiusa. In effetti così è stato, giusto il tempo che anche noi italiani (così come altri stati)  ci prendessimo in casa un paio di pazzi estremisti.  Ah già, vorrei farvi notare che senza clamore alcuno, anzi in perfetta sordina, Guantanamo è stata riaperta. Mi chiedo però cosa n'è stato del rimpatrio di molti talebani che ora sono liberi di uccidere nuovamente con atti terroristici. Forse a Obama non frega nulla dato che tra il Medio Oriente e gli States c'è un mare, anzi un oceano di distanza, ma io, anche se americana, vivo qui in Europa e visto il flusso di Islamici sono un attimino agitata.
Lui dice:
“Gli americani non sono vostri nemici.”
Ma va? Guardi Mr. President che siamo noi americani ad essere considerati da  loro i nemici anzi, non facciamo di tutta un'erba un fascio, parlo di quella fetta di estremisti islamici che ci vede, come dice la Shur'a " il male assoluto" ...  l'è sfuggita la cosa? E sì che a Ground Zero c'era anche lei il 9/11!
Gli ideali Mr. President li lasci ai filosofi e pensi in concreto. Pensi al lavoro della sua gente, pensi a risanare un bilancio e renderci di nuovo il popolo che eravamo e che, grazie alle sue politiche non siamo più.
Usi quei soldini che ha ricevuto per l'immeritato Nobel per creare un centro che sostenga i deboli.  Ricordi che gli idealisti dell'islamismo non mettono fiori nei loro cannoni ma tolgono linguette alle ananas perchè così, noi occidentali capiamo meglio il loro concetto.
La smetta di blaterare cazzate sulla sanità perche in definitiva, Lei, non ha cambiato nulla dell'America se non lo spostamento della pista d'atterraggio alla White House perchè la First Lady in quella posizione a lei congeniale  e comoda, doveva farci l'orto biologico; spostamento costato ai contribuenti "solo" 320.000 dollari .
A proposito della promessa sulla energie rinnovabili; grazie per aver stanziato 18 miliardi di dollari per il ritorno del nucleare in Georgia e per la costruzione che terminer nel 2016 di due nuove centrali; ma non era lei in campagna elettorale che sbandierava il no al nucleare? Ci vuole una bella faccia a dire che così facendo ci saranno 3000 nuovi posti di lavoro...Ipocrita!
Studi la storia Mr. President e si ricordi che la  politica americana è essenzialmente conservatrice(il che non significa necessariamente che sia un male, che è  fondata su forti interessi economici e militari. Che gli  Stati Uniti sono diventati quello che sono, una grande nazione mondiale, una potenza militare ed economica, proprio grazie a una politica tutta volta a tutelare gli interessi americani sempre e ovunque.
Mr. President , ma si levi dalle scatole prima di fare altri danni e soprattutto prima delle rielezioni e non scordi che  non la vogliamo più. 

 
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NEVER FORGET

Post n°370 pubblicato il 15 Settembre 2011 da to_revive

Più di uno di voi mi ha scritto in messaggeria o mi ha inviato sms o mail  per il 9/11.
Alcuni mi hanno chiesto perchè quest'anno non abbia scritto nulla in merito.

9/11/2001- 9/11/2011


Ci sono eventi della vita che vogliamo tenere intimi quasi che quell'ovattata sensazione che si prova nel non parlarne, o nel non volerlo fare, ci faccia sentire in pace con noi stessi.
Sono trascorsi 10 anni, dieci lunghi e tristi anni. Da quel giorno, quello del crollo delle torri, io non sono più andata a NY. Ci sono tornata quest'estate ed andare a Ground Zero è stato terribile. Mi è quasi sembrato di sentire le urla, i pianti di mille anime ferite, tra le quali c'erano i miei cari. Ho fatto la dura di fronte ad Andrea mettendo la mia migliore maschera del "nulla mi tange" ma avrei voluto scappare lontano. 
Per un senso di personale pudore non voglio parlare di ciò che mi è passato per la testa ma di una cosadella quale  sono certa; non saranno mai morti invano e parte della giustizia è stata fatta anche se non è finita qui.
Ora riposano in pace, angeli tra gli angeli.  I loro nomi sono risuonati nel vento e verso il cielo; voci attutite dal rumore delle fontane che li ricorderanno e saranno di monito alle generazioni a venire.
A quelli che parlano di complotto voglio solo dire che "qualcuno" disse anche che gli ebrei erano da sterminare perchè detenevano il potere.
L'idiozia umana non ha pudore neppure per i sentimenti altrui.   

 
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CONTRO LO STRESS

Post n°369 pubblicato il 13 Settembre 2011 da to_revive

Oggi, complice un sole splendente ed un'arietta invitante, io e dolcetto ci siamo alzati in Hotel alle 8,30 con tutta calma. Poi, mentre lui è andato ad una riunione, io me ne sono rimasta tranquilla a leggere un libro. Poco fa Andrea (ma le madri negli anni '70 chiamavano Andrea tutti i figli?) il cuoco che ha fatto avere una stella Michelin al ns. albergo, ci ha preparato un piatto di tagliolini fatti a mano con aragosta ed ora, ci siamo messi in giardino a lavorare. Oddio, proprio lavorare non direi. A differenza di Dolcetto che le cose le prende di petto, io oggi non ho voglia di fare nulla. Sarà anche che la scorsa settimana ero a Stintino per lavoro e che non sono riuscita neppure a fare un bagno? So solo che questi giorni a venire me la voglio prendere alla "messicana" con il tipico andamento lento. Sembra comunque che, visto il terribile fine settimana che ho appena trascorso (il  9/11 era alle porte) nessuno osi chiedermi nulla e che io riesca nel mio intento. Stasera alle 17 aquagym per me e dolcetto con la nostra personal trainer Vanna e domani alle 17,30 un'oretta di massaggio rilassante.
Sono stressata dalle ultime due settimane; due venerdì fa siamo partiti per Torino e la domenica per Bolzano  dove lunedì avevamo una riunione per poi muoverci verso La Spezia la sera ed il martedì mattina imbarcarci a Genova per la Sargegna. A tal proposito vi consiglio la Moby; se prendete la suite V , avrete, benchè si tratti di un traghetto, un trattamento buono, salottino con frutta fresca, tv, divano e due poltrone in alcantare, camera con letto matrimoniale comodissimo e bagno con doccia e la mattina colazione a buffet al ristorante V.
Insomma, arriverete sull'isola riposati e senza troppi sbattimenti salvo poi che, ad "uccidervi" saranno le arrabbiature poste in essere da personaggi testoni peggio di un caprone! Ora vi lascio, rispondo ad alcune mail e tento di scriverne una educata e moderata al giardiniere che mi ha inviato la fattura per i lavori del giardino e che ho scoperto, toccano in parte al costruttore...C'è sempre da lottare in questa vita!...

 
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COME SALVARSI LA VITA ED IL PORTAFOGLIO

Post n°368 pubblicato il 06 Settembre 2011 da to_revive

Con $299 anzi, di meno,  chiunque nel mondo può aprire una società a responsabilità limitata (le Llc) in Delaware e nessuno stato straniero può  ficcanasare nei conti bancari depositati.  I soci non devono per forza vivere nel Delaware,  possono risiedere ovunque nel mondo e lo Stato non possiede  registri pubblici delle proprietà delle aziende e neppure il database con accesso pubblico.
A differenza delle Cayman o di altri paradisi fiscali, il Delaware è come una cassaforte blindatissima che mai svelerà cosa c'è dentro. Fare shopping in quello stato è una figata, non si paga alcun tipo di tassa. Per aprire la società che serve poi a depositare i propri soldi basta una carta di credito o se non si vuole lasciare traccia alcuna dei movimenti, una  carta postepay  magari Slovena o aperta in Austria che non hanno aderito alle nuove leggi sul  "segreto bancario"  e ti rilasciano il conto cifrato. Tutto ciò vuol dire che i guadagni che la mia società pinco palla  pagata 300 dollari,  non paga tasse in Delaware. Quindi, se mi dimentico di dichiararli al fisco italiano,  grazie alle leggi del  Delaware, le tasse non le pago proprio e nessuno può dire nulla. 
Infatti il Delaware, non fa parte della  “black list” dei paradisi fiscali, quella riconosciuta a livello internazionale e ricava, ogni anno circa 490  milioni di dollari dalla registrazione e dalle spese di mantenimento delle sue Llc. Di queste moltissime sono italiane.
E vogliono mettere la tassa di solidarietà ai dirigenti che guadagnano oltre 90.000 all'anno come se già non si pagasse? Ma andate a cagare....( scusate il francesismo!)

 
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ISPIRATO DA UN COMMENTO DI MAX (LIDERMAX)

Post n°367 pubblicato il 05 Settembre 2011 da to_revive

Se un anno non sapete dove fare le vacanze e decidete per gli States, per la carità non fate il tristissimo "coast to coast" attraverso la R66, e neppure il classico giro nella città che non dorme mai.
Andate in Messico durante il mese di maggio e precisamente a Guadalajara dove ogni anno c'è il festival dei mariachis.
Potrete ammirare le bande composte da trombe, violini, guitaron e via via dicendo. Vestiti negli stupendi costumi da charro per lo più neri, con fregi  e ricami in argento e con l'immancabile sombrero, suonano musiche coinvolgenti che fanno venire voglia di muoversi anche a chi, al posto delle gambe, ha due pezzi di  legno.
Le voci sono splendide anche se i testi delle canzoni sono n pochino alla "liscio italiano".
Volgete lo sguardo verso il pubblico e vedrete un mondo colorato e sorridente; i messicani sono un popolo "casinista" ed indolente ma quanto si scatena!...
Molte  donne indossano i costumi tipici dai colori sgargianti ed è bello vedere che anche le ragazze lo portanto con orgoglio.
Tutto intorno ci sono i venditori di prodotti tipici messicani ma anche quelli che vendeno i manufatti dell'artigianato home mexico; stole di sottile lana nere finemente ricamate in seta vivacemente variopinta, camicie bianche scollate alla Carmen e bordate a punto smock con lo sprone adornato dagli stessi ricami vivaci. E poi i gioielli, un tantino troppo gitani per i miei gusti ma dalle filigrane incredibilmente delicate; quasi fossero pizzi!.
Nell'agosto del 1999 mi trovavo di passaggio a Sassari e ricordo ci fu un festival al quale partecipò un gruppo mariachi s, canzoni come la Malaguegna, cielito lindo e la cucaracha fecero cantare e battere le mani a tempo ai Sassaresi. Fu bello e coinvolgente vedere culture di altri mondi unite dalla musica.
Bello ascoltare questi suonatori ed i cantanti dalle voci meravigliose e tenorili.
Emozionante davvero  e se lo dice  una texana....

 
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ABUSO DI LIQUIDI

Post n°366 pubblicato il 25 Agosto 2011 da to_revive

Ispirato e dunque dedicato a Piggy.

Il compleanno di dolcetto cade di settembre, il primo per la cronaca, ed in contemporanea circa una settimana dopo, c'è quello di Sergio.
Così, io e l'allora morosa del Sergio, decidemmo di fare una festa a sorpresa ai due uomini. Per giorni ci sentimmo, organizzammo tutto di nascosto e radunammo i vari amici. Tutto era pronto, la scusa per dolcetto era quella di passare prima di cena  da S. ed I. per portare loro non ricordo più cosa, mentre S., appassionato di pesca, era stato invitato da un complice,  a passare un pomeriggio sulle rive di un fiume.
Ci ritrovammo così noi donne, tra ritiri di torte in gran segreto, movimenti di bottiglie in fresco, preparazione di cibi e via dicendo alla fatidica sera. e....SORPRESAAAAAA perfettamente riuscita.
Eravamo in dieci, una bella tavolata con ogni ben di Dio.   Iniziammo con uno stupefacente Muller Thurgau  fresco come aperitivo, per proseguire con  lo Chardonnay che faceva scivolare giù gli antipasti che era un piacere. Tra noi c'era A. dipendente delle cantine di Mezzocorona (http://www.mezzacorona.it/) ed avevamo preso i vini a prezzo specialissimo. Poco dopo fu la volta delle trote salmonate con la maionnaise e così tirammo il collo al Traminer aromatico.
Passammo quindi alle lasagne e ci  bevemmo sopra del Marzemino  di quelli da commuoversi.
Poi la grigliata di trote di sorgente pescate dal S. a dire poco fantastica e uccidemmo 4 bottiglie di Ebnerhof di Platter, a mio parere uno dei migliori Sauvignon che esistano.  Passammo al tagliere di formaggi che si erano fatte le 23 circa e aprimmo un barolo ed un teroldego riserva.  A questo punto vorrei sottolineare che avendo partecipato in quel di Asti ad un corso ONAV che mi ha portata al 2° livello,  la sottoscritta sa bere e non si ubriaca; la mia parola chiave era degustare e non tracannare. 
Arrivò il momento del buio e delle candeline e lì decidemmo di aprire del Picolit che avevo portato.  Alla fine della fiera si contarono  i cadaveri di  circa 30 bottiglie di vino.
Poi a S. venne la malaugurata idea di servire i liquori e fu l'inizio della fine.
Iniziò un giochetto che ora mi fa paura solo spiegare. Il capotavola cantava una filastrocca  che diceva: " chi è nato a (e diceva il mese) si alzi, si alzi chi è nato a ...si alzi in piè! Bevilo, bevilo bevilo....." e giù a tracannare.
Non so ancora , e lo ignoro davvero, come io abbia potuto nascere tutti i mesi dell'anno, non dico per 365 volte ma giusto  per 3 bottiglie di grappa aromatizzata alla liquirizia sì.
Morale: mi sono trascinata in bagno e mi hanno poi trovata sdraiata sul selciato in cortile con il pastore tedesco di Roby che mi leccava la faccia. Una scena ignobile!
Non ricordo molto di ciò che avvenne dopo se non che per 3 giorni vomitai l'anima, che pensavo di morire di sete e che ero così mal ridotta da non mangiare per 72 ore. Pensavo di aver perso la testa e che attaccata al collo ci fosse una fucina dove un maniscalco batteva in modo incessante l'incudine.
Non voglio sentire più la parola grappa, non mangio più liquirizia.
Ti basta Badoo? Anche io non sono una santa vedi?

 
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WELCOME TO HOME

Post n°365 pubblicato il 17 Agosto 2011 da to_revive

Eppure non mi par vero! 
 A parte il rientro traumatico avvenuto in quel di Malpensa dove, al ritiro bagagli, un solerte poliziotto con accento romanesco, cikles in bocca e pollici nella cintura, apostrofava un passeggero giapponese  a voce alta dicendogli:
"n'do cazzo credi d'annà te?  Se pò sapè che stai a fa qua? "
E lui, il malcapitato,  a cercare di spiegargli che gli avevano perso la valigia e che si scusava ma non capiva dove doveva recarsi per reclamare!
Welcome to Milan...welcome Italy, pensavo, e mi guardavo intorno con tristezza profonda mentre mi passavano accanto gli stereotipati personaggi con la felpa (malgado i 30°) di Adercrombie (che fa tanto figo) ignorando il significato che ha per noi americani quel marchio!
Percorrevo l'autostrada da Milano in direzione di Bozen guardandomi in giro e tutto era tornato così piccolo, così sporco e malcurato, mentre la gente sembrava impazzita al volante e zizagava maleducatamente per "un posto al sole" al casello. E' stato lì che mi è presa la tristezza e mi sono messa a piangere. Calde lacrime che mi rotolavano sulle guance e non riuscivo a fermare.
La nostalgia di casa dopo  sole 9 ore. Ed ho acceso l'I Pad per riguardarmi le foto, per cercare di ricreare un ponte tra il cuore ed i pensieri.
Ho immaginato la  bellezza di casa in Alto Adige e mi dicevo: " chissà i giardinieri finalmente avranno finito di mettere a posto ed avranno steso i rotoli d'erba...chissà che bello sarà il giardino ora!" ma più ci pensavo e più avevo in mente Central Park, i boschi del Texas, dove solo poche ore prima i cervi brucavano l'erba. E poi la spesa  arrivare alla cassa e guardare la commessa che faceva scorrerre la merce senza un solo commento, senza un sorriso e ripensare a come è diverso da noi dove ti accolgono ovunque con un un " hello how are you?" e ti salutano con un altrettanto festoso " I wish you a good day"...
Cosa ci faccio qui?
Se fosse vivo Shakespeare avrebbe per me la risposta: " ...l'amore vince su ogni cosa, anche sulla Patria!"

 
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