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RESTA CU' ME

       A volte non credo di avere la pazienza di aspettare eppure è una vita che aspetto. (rossella porro)

 

L'esortazione conosci te stesso è un motto greco, iscritto sul tempio dell'Oracolo di Delfi e può ben riassumere l'insegnamento di Socrate, in quanto esortazione a trovare la verità dentro di sé anziché nel mondo delle apparenze.

 

donne: diavoli senza i quali la vita sarebbe un inferno

 

L'ATTESA

L'ATTESA DEL PIACERE è ESSA STESSA PIACERE 

 



 

VANITÀ

 

VENIRSENE

lei è la sua fi**

eterna, la sua fi** eterna è lei.

c'è un luogo o un istante di morte in vita.

è il piacere nel finale.

venirsene e venirsene in quel mondo.

lei è la sua fi**, di donna, calda e vera.

lei è i suoi occhi, socchiusi o maledettamente spalancati.

lei è il gesto ultimo nel quale sprofondare.

c'è un ritorno alla vita in quella morte in vita.

c'è una condizione di volo arrendevole.

ci sono miliardi di donne ed occhi e vino e c'è una notte che andrebbe bene per ogni donna.

e per ogni uomo.

c'è un seme di piacere che va a chiudere il cerchio dei suoni sul filo del collo di una donna, se riesci, se ti sforzi, e riesci a sfiorarlo, con le labbra, mentre prendi quella che è la rivincita che prendi dalla vita.

lei non è lo strumento, non è uno strumento.

ti suoni in tutte le apparenze possibili, ogni santo giorno.

non in quel momento.

non in quel tempo in cui te ne stai a scorrere, uomo fiume, in lei.

se riesci, se riesci, posa le labbra sul suo collo mentre ti spremi la vita, finendo il principio dell'inizio dell'amarla, in quella sua carne.

una disperazione trattenuta, conservata, sciolta.

lei è la tua disperazione, il tuo secondo vino, senza vetro. eppure di quella trasparenza che è perfetta, anche nel buio più totale.

lei è la sua fi**, e la sua fi** è lei che si fa donna in quel modo di darsi che solo le donne hanno.

le donne non fnano l'amore, le donne, quando amano, te lo fanno vedere, cosa sia l'amore.

quando stai per finire quella morte in vita, posale le tue labbra di uomo su quel collo di quella donna che è la tua sconsiderata fuga dall'esistere quotidiano.

solo in quel preciso momento, mentre stai per strapparti a questo ed ad ogni altro mondo reale, quando stai per compiere quell'ascesa e quella fuga dal probabile, finisci per capire ogni improbabile necessità.

lei è la sua fi**, e la sua fi** è il luogo, l'unico luogo, dove perdere il senno.

non c'è vino, droga, religione, che sappia rivelare la rivoluzione che è la vita, che non sia quel luogo, quella donna, che ti regala il ricordo della tua stessa nascita. (GGINOPINO)

 

 

A volte l'uomo inciampa nella verità,ma la maggior parte dei casi,si rialza e continua per la sua strada

QUESTO BLOG NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA, DATO CHE NON E' AGGIORNATO PERIODICAMENTE E NON HA FINI DI LUCRO: AI SENSI DELLA NORMATIVA VIGENTE, NON PUO' CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE (L.62 DEL 7/3/'01).

PER QUANTO ATTIENE AL COPYRIGHT DELLE IMMAGINI E I VIDEO USATI, PRESI DALLA RETE, NON HO ALCUN PROBLEMA AD ELIMINARLE...

 

 

 

 

TU mi ignori, io ti molesto

Post n°234 pubblicato il 17 Giugno 2017 da vesirene
 

Un anno fa', scrissi questo: Ignorarsi

Ignorare: Non prendere in considerazione qlcu. o qlco. SIN trascurare: mi ha ignorato per tutta la sera, per giorni.
Quando un amico, una società a cui hai mandato curriculum, ci ignora e sinonimo di mancanza di rispetto. Il soggetto ( o soggetti) non è persona seria. Rispettare significa considerarti, aver stima di te. Ci possono esser mille ragioni per cui qualcuno o qualcosa ci ignori ma nessuna valida da mancarci di rispetto, rispetto che si traduce nel rispondere a domanda fatta anche se la risposta non è non sarà quella voluta.

Ho dovuto ricredermi, meglio dire modificare il mio pensiero sul fatto di essere ignorati, infatti devo ammettere che se pur è mancanza di rispetto da parte di persona X ignorarci non possiamo pretendere che ci risponda nel rispetto del suo libero diritto a non farlo.

DA qui (da questa riflessione ) nasce questo ultimo post

Molestie: subire molestie da parte di qualcuno, crea disagio, provoca sofferenza- imbarazzo. Per principio,per coscienza ,per regola, per buon senso la molestia in ogni forma si presenti è da condannare.
Detto ciò, voglio far una piccola riflessione su quando la molestia è subdola e cioè quando noi stessi diventiamo molestatori-persecutori a nostra insaputa, credendo di aver subito un torto verbale o non verbale; se pur a ragione (avendo o credendo di aver buone motivazioni) non ci rendiamo conto che qualsiasi forma di coercizione e quindi di conseguenza ogni pretesa di scuse, di spiegazioni etc etc è una volontaria prevaricazione del diritto dell'altra persona a non darci ne spiegazioni, ne scuse, ne altro.
Entrare in questo tunnel è facile spinti dalla presunzione che abbiamo diritto ad una spiegazione, e se non ad una spiegazione a un commiato affinché si chiuda un capitolo.
Il finale in un libro conclude la storia, ma quando in un libro non è chiara la fine si ipotizza che ci sarà un proseguo vero o presunto;ma questo però, non ci dà diritto di molestare l'autore affinché ci dia un finale o ci dica se c'è un proseguo. L'autore ha diritto e licenza poetica.
Noi, dobbiamo solo prender coscienza di questo : cosa difficilissima; è più facile comportarsi da bambini battere i piedini pretendendo egoisticamente ciò crediamo esser un diritto dimenticando che anche l'altro ha il suo diritto 

 

 

 
 
 

Gli esami non finiscono mai

Post n°233 pubblicato il 26 Marzo 2016 da vesirene
 

Gli esami non finiscono mai; siamo tutti sottoposti a continui esami fin dalla nostra nascita e già dopo il primo vagito, medici , infermieri ci esaminano ci misurano , ci giudicano. A scuola poi, non ne parliamo. La lista è lunga. Maestre, Professori etc etc, sono chiamati a giudicare: l'alunno non si applica; l'alunno è indisciplinato; l'alunno potrebbe dar di più. Sono parole che ci risuonano in testa continuamente mentre noi pensiamo:"Ma io ho dato il massimo, ho dato quel che potevo, perche mi ha messo 5? meritavo di più, chi è costui per giudicarmi?" Bella domanda! Chi è costui che giudica il nostro operato? E' una persona che a titoli e qualifiche per giudicare (a torto o a ragione) un soggetto:soggetto alunno. Certo, forse un altro prof. avrebbe giudicato il nostro compito di italiano diversamente; Forse, forse gli sarebbe piaciuto il nostro dilungarci , apprezzando più il contenuto che la forma, ma ahimè c'è toccato il prof. sbagliato. Nella vita di tutti i giorni è la stessa identica cosa: continuamente giudicati. Giudicati dal nostro capo ufficio, dal collega, dal vicino di pianerottolo a cui non piace la nostra musica ad alto volume anche se in orari consoni. Giudicati da mamme zelanti, da zii frettolosi, da amici, e persino dal cane e dal gatto. Siam giudicati sempre e ovunque e siam giudicati anche sui sentimenti: sopratutto per quelli: se diamo poco o troppo amore; Se siamo poco o troppo disponibili; Se siamo poco o troppo pazienti, se, se se..... e mentre si accavallano questi pensieri, pensiamo :" chi è costui che giudica la quantità del nostro sentimento, delle nostre emozioni, del nostro modo di essere?"  Bella domanda! Gia! gia! è la persona che ci siamo scelti accanto per tutta la vita o solo per un momento che ha titoli e qualifiche per giudicarci a torto o a ragione. Certo, forse, forse altra persona ci avrebbe apprezzato di più, ma ahimè, ahitè siamo qui.

Pagella: Pazienza 10 ; Comunicazione verbale 8 (sa sempre farsi capire) ; Disponibilità 10; Dialettica 6 (sufficientemente abile a presentar sue ragioni) ; Interagisce si relaziona 5 ( pochino, potrebbe applicarsi di più) ; Emotività 3( scarso nel dar se stesso); applicazioni tecniche: Zero sbarrato. Rimandato a settembre .

 
 
 

Vittime consapevoli

Post n°232 pubblicato il 02 Marzo 2016 da vesirene
 

Dammi tre parole : scopare, inculare, trombare. Dammi un c.lo che non fa parlare, è l'uomo che ti vuole prendere o lasciare.

L'uomo, più della donna usa queste tre parole quando ha voglia di far sesso: "ti voglio trombare". Trombare una persona in gergo comune significa imbrogliare.L'uomo ci vuol imbrogliare? -Ti voglio scopare. Scopare letteralmente significa spazzare. L'uomo ci vuol spazzare, eliminare come fossimo polvere? -Ti voglio inculare. Inculare una persona in gergo significa metterla a quel posto: sodomizzare, raggirare, fregare. L'uomo ci vuol fregare? Ci vuol fregare fisicamente prima e poi emozionalmente forse dopo. A nessuno piace, piacerebbe essere imbrogliato, spazzato, fregato (inculato) tranne alla donna o al Gay. Strano a dirsi, ma è infatti quel che sessualmente succede. La donna (in genere) non usa dir:" il TI VOGLIO trombare o scopare" (inculare meccanicamente impossibile) al massimo dice ho voglia di scopare, trombare non pensando che è lei quella che verrà trombata, scopata, inculata; appunto vittima consapevole- inconsapevole.

 
 
 

Ignorarsi

Post n°231 pubblicato il 11 Dicembre 2015 da vesirene

Ignorare: Non prendere in considerazione qlcu. o qlco. SIN trascurare: mi ha ignorato per tutta la sera, per giorni. Quando un amico, una società a cui hai mandato curriculum, ci ignora e sinonimo di mancanza di rispetto. Il soggetto( o soggetti )non è persona seria. Rispettare significa considerarti, aver stima di te. Ci possono esser mille ragioni per cui qualcuno o qualcosa ci ignori ma nessuna valida da mancarci di rispetto, rispetto che si traduce nel rispondere a domanda fatta anche se la risposta non è non sarà quella voluta.

 
 
 

50 sfumature di Harmony

Post n°230 pubblicato il 28 Febbraio 2015 da vesirene

Chi ha un età pari alla mia , ricorderà benissimo la collezione Harmony,
libri  che per trama e personaggi hanno molte cose in comune con il libro: "Cinquanta sfumature di grigio". Il protagonista maschile è sempre bello, invidiato, irraggiungibile e ricco sfondato; La protagonista femminile è vergine, imbranata, romantica e povera. La trama? sempre la stessa, un misto di maschilismo, romanticismo e ingenuità. Nei libri Harmony il finale è il matrimonio.
Nel libro 50 sfumature di grigio la schiavitù (matrimonio) è rappresenta, e un tutt'uno con la sadomia. I tempi  cambiano ma i luoghi comuni restano e noi donne  -almeno nei romanzi - rappresentiamo (o e solo il sogno proibito dei maschi?) il classico stereotipo: giovani inesperte verginelle che amano l'uomo di potere e per  scelta o per contratto abbassano la testa.

 

 
 
 

ENIGMA-G

Post n°229 pubblicato il 28 Dicembre 2014 da vesirene
 

Siamo così complicate noi donne ?

Beh!! alcune volte direi proprio di si tant'è che gli uomini ci paragonano ad enigmi indecifrabili:
-Siamo complicate e fiscali; arzzigogolate da perderci in elucubrazioni su argomenti che non hanno bisogno di tante spiegazioni; Ci facciamo tutta una serie  di seghe mentali, aggiungendo troppi perchè e per come , troppi ...Quando???
e sopratutto , "ma, se tu."
Ma in realta non lo siamo poi così tanto, non  siamo così complicate, siamo semplici da decifrare, basta decodificare " Enigma-G" (ahahhh) e vi si apre... un mondo davanti.

PS " Enigma" è una macchina sviluppata da Arthur Scherbius
 in varie versioni a partire dal 1918 quando ottenne il brevetto,
 ispirandosi al disco cifrante di Leon Battista Alberti.
 La prima versione misurava appena 34 × 28 × 15 cm ma aveva un peso vicino ai 12 kg.

 
 
 

Dire fare baciare

Post n°228 pubblicato il 01 Dicembre 2014 da vesirene
 

Gioco  in voga negli anni 80. Il" gioco" consisteva nel dire qualcosa a qualcuno o fare qualcosa  a qualcuno o baciare qualcuno per non pagare pegno; con il gioco si scoprivano "gli altarini", la verità; verità che a quell'età (adolescenza) era al quanto imbarazzante.  Cosa è cambiato con la maturità? niente! niente è cambiato, certe verità sono sempre o imbarazzanti o ingobbranti è ancora oggi giochiamo a quel gioco, ma è un gioco che facciamo quando non riusciamo a confessare a noi stessi verità scomode o quando,  non sappiamo  cosa vogliamo e paradossalmente è piu facile confessar cio che non vogliamo, cio che non vogliamo fare, cio che non abbiamo il coraggio di  "dire, fare ,baciare" e allora come regola  del gioco vuole, siamo costretti a pagare pegno.

 
 
 

Ma poi, siamo sicuri che vivere in eterno sarebbe una pacchia ? o diventerebbe:" che barba che noia"

Post n°227 pubblicato il 21 Settembre 2014 da vesirene

Nell'ordine o nel caos delle cose il mondo, la vita con noi o senza di noi continua il suo percorso; questa è un'amara verità. Nel mezzo di cammin di nostra vita mille domande ci assilano, ma una sola ci fa' star "male": perchè tutto finisce? perchè siamo destinati al nulla? Risposta non c'è  e molti o pochi di noi per ovviare a questo nulla o solo per consolarsi  adotta un Dio, si lega a una religione che non è altro che un atto di fede. La fede, la speranza nel dopo in un dopo migliore, il dopo eterno e felice. Non so se esiste un dopo, nessuno lo sa'; nessuno è tornato per raccontarlo. Ed io non ho quel tipo di fede cieca per credere , non credo in un dopo, ma cinicamente so!(meglio dire egoisticamente so!) so' e di conseguenza m'impongo - meglio dire- mi sforzo di assumere atteggiamento distaccato verso  cose, verso  persone  per non patire delusioni e distacchi; meglio legarsi a momenti senza pretendere che durino in eterno, meglio vivere le emozioni avendo ben presente che tutto finisce. Wuaooo che belle parole queste mie, VERO?? com'è  facile  pensarle e scriverle, ma poi....tutto diventa difficile tutto si confonde e si diventa egoisti e ahimè si vuol di piu; si vuol la felicità eterna in terra.

 
 
 

La vendetta(comportamenti) è un piatto che va servito freddo e tutti i nodi arrivano al pettine

Post n°226 pubblicato il 17 Settembre 2014 da vesirene

Non si finisce mai d'imparare: la vecchia a 90anni mise giudizio.

Vero, la saggezza popolare insegna. La vita insegna, e oserei dire: internet insegna. Ogni giorno impariamo cose nuove che immagazziniamo  nel nostro cervello; spesso sono futili o  ci sembrano tali ma poi, con il tempo ci ritornano utili. Anche da errori s'impara . Impariamo modi di comportamento;impariamo ad applicare in situazione X cio che abbiamo appreso tempo addietro. Impariamo a esser "scaltri" (IO imparo) a non farci "abbindolare " piu da situazioni simili; tutto questo però se siamo stati bravi ad apprendere, ad immagazzinare. C'è gente invece, che non impara mai, di continuo commette stessi errori, applica stessi comportamenti, si lascia abbindolare dalle stesse situazioni.

 
 
 

I fini non sempre giustificano la comunicazione non assertiva

Post n°225 pubblicato il 06 Settembre 2014 da vesirene

La comunicazione è il mio pallino; le parole scritte hanno per me un fascino irresistibile; da come una persona si esprime, si atteggia ,(comunicazione verbale e non verbale) dall'argomento che sceglie (contesto giusto=argomento giusto) per intrattenere l'interlocutore si puo "capire " che tipo di persona è. Gli affabulatori per esempio sono persone interessanti  che ascolto volentieri, anche se qualche volta sono anche  persone manipolatrici, ma per lo meno, sanno interessare l'interlocutore. Le logorroiche, sono persone  che parlano a ruota libera, e s'interompono solo per chiedere:" è interessante cio che sto dicendo... se no.. parlo d'altro" cosa puoi mai dire a queste persone? -  continua, scontinua pure; se dalla mia faccia e dalle mie NON domande ( porre domande è sinonimo che si è interessati a cio che  l'altro dice) dal mio ascolto passivo non hai compreso che mi sto annoiando, significa che non t'interessa  che sia interessata a cio che dici o non interessata. E questo, è,(mia opinione) il classico logorroico fanfarone centrato solo su sè stesso. Mi piacciono le persone logorroiche che sanno accattivare, ma che sanno anche ascoltare e porre a loro volta domande. Chi pone domande, è una persona  curiosa di scoprire in generale,  in particolare è curiosa ,s'interessa della TUA persona al di la se poi i fini son sempre gli stessi. (questa cosa la sottolineo sempre)

 
 
 

parodia: l'amante è piu noioso del marito

Post n°224 pubblicato il 27 Agosto 2014 da vesirene

Cosa cercano le donne annoiate, stanche della routin, stanche di una vita piatta, stanche!!??? Cercano la novità, cercano l'amante che le sorprenda, disponibile "quasi" sempre, che le entusiasmi,che le faccia sorridere che...; Cercano un po di passione, ma spesso si ritrovano un altro marito con gli stessi problemi; anch'egli (l'amante) mette al primo posto il lavoro, non ha entusiasmi,  non sa' sorprenderti; E' appunto la parodia del marito con l'aggravante che non porta  neanche il ""pane"" a casa   :-)) Mi domando a questo punto... a cosa serve un'amante? se non è quello che è intriseco nella parola:" amante".

 
 
 

Morto - abdicando - un papa se ne fa un altro

Post n°223 pubblicato il 26 Agosto 2014 da vesirene

Nessuno è indispensabile, tutti siamo sostituibili. IN qualsiasi ambiente operate-lavorate, che siate piccoli operai o grandi impreditore, siate certi che in entrambi i casi il lavoro non dura per sempre; se siete invece potenti  uomini politici sappiate che anche per voi la cuccagna non dura in eterno. Nelle relazioni vale lo stesso principio se siete mogli/mariti: il divorzio può essere/ è dietro l'angolo; se siete amanti sappiate che le storie finiscono,  se genitori: i figli  partono. Non si tratta il mio di pessimismo cosmico ma di una sana consapevolezza della vita , ed è buona regola seguire la regola che insegna a distaccarsi da persone, atteggiamenti e modi di fare. Mai pensare che senza di noi il mondo crolli.

Un esempio che calza a pennello a cio che detto sopra è l'attegggiamento che noto in molte mogli e madri:  si sostituiscono ai figli (ai mariti) in tutto è per tutto, non vogliono che si spezzi il cordone ombellicale e fanno  ciò... subdolamente usando il ricatto emozionale e  le gratificazioni fisiche. Sono donne sempre pronte a ogni richiesta, disponibili 24 ore su 24,  sone donne che hanno paura che il figlio(o uomo) diventi indipendente e spicchi il volo, ma sopratutto hanno paura che possano essere messe da parte o ancor peggio sostituite con altra donna. 

 

 
 
 

Si sceglie -entrambi- di perdersi

Post n°222 pubblicato il 24 Agosto 2014 da vesirene

" Corri, Fottitene dell'orgoglio ne ha rovinati piu lui del petrolio" Parafrasando una canzone di Vasco, mi viene in mente che molti e chissa quanti amori, amicizie e storie finiscono per quel maledetto orgoglio.

Spesso  entrambe le persone  coinvolte si barricano su presunte ragioni; lasciano che l'orgoglio abbia la meglio su sentimenti, su emozioni, su relazioni;  preferiamo morir dentro pur di non far  quella telefonata, pur di non mandar sms o msg. Spesso siamo teste dure o solamente teste di cazzo.

 

 
 
 

A senso unico

Post n°221 pubblicato il 16 Agosto 2014 da vesirene
 

La comunicazione  assertiva si basa sulla interazione e sulla  partecipazione attiva. Metaforicamente parlando la comunicazione è o dovrebbe esser una strada percorribile nei due sensi; se diventa a senso unico, il traffico, la comunicazione segue un' unica direzione.

C'è tanta gente che cammina a senso unico.

C'è chi erutta con i suoi problemi  parlando solo di se' stesso;  non pone mai domande; sono persone concentrate solo sulla loro persona; non capiscono i punti di vista dell'altro e  non sono  neanche interessati a noi, ne ai nostri problemi, non capiscono come ci sentiamo e ne tanto meno capiscono cosa vogliamo. Queste persone  usano solo la bocca, non ascoltano. C'è invece chi sà solo ascoltare senza mai esporsi: ascolta senza mettersi in gioco; Risponde ai tuoi msg con consigli, si interessa della tua vita, ti ascolta, ma se gli chiedi qualcosa  sulla propria vita è evasiva dice il minimo indispensabile, non intavola mai conversazione, ne argomento: non si apre. Quando gli si fà notare la cosa, trovi il muro, trovi silenzi. 

In entrambi i casi queste persone hanno in comune  la non curiosità, non pongono domande.

 
 
 

Terra bruciata

Post n°220 pubblicato il 13 Luglio 2014 da vesirene

Cosa significa far terra bruciata?  letteralmente parlando significa dar alle  fiamme, distruggere  tutto quanto potrebbe essere utile ad altri; creare una situazione che nessuno può essere in grado di sanare o di utilizzare a proprio vantaggio. Lo si usava in tempo di guerra: un esercito che penetrava in territorio nemico radeva al suolo tutto quanto incontrava per impedire ad altri di servirsene. La stessa cosa veniva fatta anche dagli abitanti stessi di una località minacciata, perché l'invasore non trovasse nulla di cui avvantaggiarsi.

Quanti di noi fanno terra bruciata intorno alla propria persona ? E Perchè lo facciamo? Perchè cerchiamo in tutte le maniere di renderci antipatici rompendo i cogli... a chi cerca di avvicinarci? Diventiamo aggressivi, la pignoleria ci contradistingue; usiamo sarcasmo e cinismo con fredda intelligenza, e la cosa -che di per se sappiamo esser crudele- ci da un  leggero piacere. Cerchiamo in tutte le maniere di far si che si resti soli. Facciamo trasparire il lato peggiore di noi usandolo come barriera.

 

 

 
 
 

elaborazione di un lutto= elaborazione di un amore finito

Post n°219 pubblicato il 30 Giugno 2014 da vesirene
 

Le sensazioni, l'emozione, il dolore per la morte di un amore sono molto simili al dolore che si prova quando muore una persona importante. Le due situazioni paradossalmente  hanno in comune delle similitudini, seguono fasi comuni: 1) fase caratterizzata da sofferenza acuta, stordimento totale, isolamento, rifiuto dell'evento. 2) fase: rabbia verso la persona che ci ha abbandonato, i perchè si fanno assilanti; dolore acuto, quasi fisico; allienazione dal mondo e rifuggio nei ricordi. La cosa puo durare per giorni, settimane non si resce ad uscire dallo stato catatonico: le parole di chi ci sta vicino non sevono, non ascoltiamo. Non ascoltiamo chi ci dice: "passerà, vedrai che domani starai meglio"  non vogliamo star meglio, vogliamo che la persona torni, non si accetta che è andato via, la si vede come un vigliaccata: classico senso di abbandono quando trattasi in special modo di morte prematura; quando invece si parla d'amore, quando e' la persona amata a lasciarci non si accetta che l'amore finisca, non si accetta che la persona nion ci ami piu. Non vogliamo capire che tutto ha un inizio è una fine. 3) è ultima fase: elaborazione del lutto, la persona amata non tornerà piu da noi! E' il momento di riprendere in mano la nostra vita. Bisogna andare avanti .

 

 
 
 

Si nasce o si diventa persone ciniche? IO lo nacqui ! (parafrasando TOTò)

Post n°218 pubblicato il 23 Giugno 2014 da vesirene
 

I cinici professavano una vita in piena autonomia, indifferenti ai bisogni e fedele al rigore e alle regole. l'ideale di una persona cinica è l'autosufficenza e l'autarchia, capacità di detenere il totale controllo su se stesso. 

  • I cinici sono tutti moralisti, e spietati per giunta. (Indro Montanelli)
  • Il cinico è uno che conosce il prezzo di tutto, e il valore di nulla. (Oscar Wilde)
  • Il cinismo è la crudeltà dei delusi: non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro certezze. (Aldo Grasso)
  • Il cinismo è semplicemente l'arte di vedere le cose come sono, non quali dovrebbero essere. (Oscar Wilde)

la parola cinico è sempre stata assocciata alla parola insensibile. Chi è cinico è tacciato per persona insensibile ma perchè si diventa cinici? per difesa o per rabbia?

Si diventa cinici un pò per rabbia contro le ingiustizie della vita e un pò per difesa. Il cinico tende a corazzarsi contro la sofferenza. Si diventa cinici quando una persona assume un atteggiamento freddo e distaccato nei confronti del mondo e delle persone ,si riduce al minimo il proprio coinvolgimento emotivo. Tali reazioni rappresentano il tentativo di proteggere se stessi dall'esaurimento e dalla delusione, si pensa di essere più al sicuro adottando un atteggiamento di indifferenza, specialmente quando il futuro è incerto,quando si perdono le proprie speranze. Ma molto spesso piu che essere dei veri cinici assumiamo atteggiamenti cinici per difenderci dalle sofferenze. Se il cinico credesse veramente, fino in fondo, a quello che sostiene,credesse veramente di essere cinico doc nulla avrebbe più senso per lui e la sua vita sarebbe vuota e inutile.

 
 
 

Quando non si ama piu, tradire ci rende meno colpevoli.

Post n°217 pubblicato il 01 Maggio 2014 da vesirene

Parlerò del tradimento maschile

solo  perchè la fonte è l'uomo: gli uomini si confidano con donne.

La frase ricorrente che usano gli uomini è: "Amo mia moglie ma..."

Alla domanda perchè tradisci?  l'uomo risponde:

1) Amo mia moglie , ma ho bisogno di altre emozioni.

- Se ami tua moglie non "hai bisogno"" di altre emozioni; emozioni che

dovrebbe suscitare ancora tua moglie, se l'ami.

Poi... si dovrebbe, valutare, cosa intendono gli uomini con "altre emozioni"

2) Amo mia moglie ma, il tempo passa in fretta; cerco e colgo l'attimo fuggente.

- questa frase  la trovo piu coerente. Il tempo che passa fa paura e si ha paura

di non vivere appieno momenti, attimi. 

3) Amo, mia moglie ma... non me la da' piu,  non me la da' piu come prima.

-  Dopo questa frase che si puo dire? solo che  (verità o bugia) è un buona " scusa" per tradire. Il sesso è il collante del matrimonio.

4) Amo mia moglie ma... ci siamo allontanati, non riusciamo piu a comunicare.

- Vero! il dialogo insieme al sesso  è alla base di ogni rapporto e perso quello, il rapporto pian piano si sfalda.

5) Amo mia moglie ma.. mi piace folleggiare da un fiore all'altro.

- questa è ammissione di colpa con attenuante. :-)

6) Amo mia moglie ma... mi piace cambiar minestra.

- Giustamente,  mangiar stessa minestra scoccia.

Prediamo per buona la frase: "amo ancora mia moglie", ( non dobbiamo esser maligni)  mi sono resa conto che, mai mi è capitato di sentir  l'uomo ammettere: "tradisco, perchè non amo piu";

Gli uomini quando veramente non amano piu, lasciano, divorziano.

Per le donne è diverso; spesso (molte donne) tradiscono perchè si sentono

non amate, trascurate o/e il marito non le "scopa" piu. 

Le donne anche se non amano piu  (o almeno la maggior parte o quelle economicamente dipendenti) per il bene della famiglia restano al loro posto.

E' difficile che le donne  sfasciano famiglia, e se lo fanno, è sempre  per motivi  "validi" o lo fanno perchè (ingenuamente dico io) credono di aver trovato l'amore della loro vita.

Ci sono donne  (come gli  uomini)  che tradiscono perchè  sono stanche della routine, perchè l'altro è gentile e ci capisce.

Poche, tradiscono per il solo gusto di tradire. (ma ci sono)

Poche donne amando  il marito tradiscono.

Tirando le somme e in linea generale dico:" la donna tradisce maggiormente quando non ama piu" e sa'  -a differenza degli uomini- ammetterlo con sè stessa.

 

 

 
 
 

Va, dove ti portano le domande

Post n°216 pubblicato il 27 Aprile 2014 da vesirene
 

"Fatta l'unità d'Italia bisogna far gli italiani ": così declamava Massimo D'azeglio.

E cosa intendeva D'Azeglio  con questa frase ?

 

Cosa doveva cambiare e cosa è cambiato?

Nulla è cambiato. Ancora  oggi gli  italiani  antepongono

 l'interesse del singolo individuo all'interesse della comunità.

E perchè nulla è cambiato ?

Qual'è l'ingranaggio che si è inceppato?

Con mio sommo dispiacere, penso che sia l'ingranaggio scuola che non ha

funzionato e senza  far del qualunquismo, penso che la maggior responsabilità

sia  da ricercarsi nei metodi educativi fondati sul dare nozioni sterili.

Sono pochi gli insegnati motivati che hanno mente aperta, che anzichè

plasmare il ragazzo  ne ricercano  potenzialità .

Cambiare la società equivale a educare giovani menti; e per far cio

servono docenti  che smettano di propinare lezioni teoriche prediligendo lezioni pratiche.

Servono docenti che insegnano a pensare con la propria testa, a domandare.

Sarebbe meglio dare meno importanza al risultato, al  voto, al  giudizio.

Giudizi spesso inappropriati del tipo: il ragazzo possiedi contenuti, ma è privo di forma .

E a chi attribuire tale responsabilità se non all'insegnante che non ha insegnato a esporre con proprietà di linguaggio le idee.

Aristoltele diceva che la priorità della forma è anche la logica : (dal greco λόγος, logos, ovvero "parola", "pensiero", "idea", "argomento.

Spesso  il docente si limita a correggere  compiti e con la  sua penna rossa sottolinea errori, da giudizi, mette voti, ma all'atto pratico non insegna  veramente a capire dagli errori, non  insegna il metodo, il come costruire la forma, il pensiero fruibile .

La scuola insegna piu regole (che male non fanno sia chiaro) che i  perchè.

I docenti ascoltano piu sè stessi che i ragazzi.

Non ascoltano domande ma vogliono solo risposte.

 

 

 
 
 

iOS 7 provoca nausea e mal di testa, ecco quello che dicono gli utenti

Post n°215 pubblicato il 11 Aprile 2014 da vesirene

Secondo quanto riportato da alcuni utenti di iOS 7, il nuovo sistema operativo mobile provoca i sintomi della cinetosi di Nino Grasso pubblicata il 27 Settembre 2013, alle 16:01 nel canale apple                                             

IOS 7 è stato accolto con commenti discordanti riguardo alle  scelte stilistiche compiute da Apple ma a questi vanno aggiunti altri "detrattori" che hanno un motivo che possiamo considerare  oggettivo per cui lamentarsi. Questi utenti sono stati  soggetti a veri sintomi di chinetosi per via degli effetti di ingrandimento  e di parallasse dell'interfaccia grafica."Le animazioni di ingrandimento  mi fanno letteralmente venire la nausea e mi provocano mal di testa", avrebbe scritto un utente nei forum ufficiali di Apple, riportato da The Verge. "È esattamente quello che ottengo se cerco di  leggere in macchina." Altri utenti all'interno del forum riportano anche sensazioni generiche di malessere, dolore agli occhi e vertigini. I sintomi riportati dal primo utente sono da condurre alla chinetosi (in inglese motion sickness), un disturbo neurologico legato al fatto che l'individuo non riesce a collegare il movimento del proprio organismo con quanto riesce a vedere: si ha solitamente in altalena, o durante lunghi viaggi con mezzi di trasporto come navi, automobili o aerei. Logicamente avviene anche il contrario, per cui a fronte di movimenti percepiti visivamente non riusciamo a ricollegare un reale spostamento fisico del nostro organismo, ed è quello che avviene agli utenti che riscontrano malesseri durante l'uso di iOS 7, o ad esempio durante lunghe sessioni di gioco a sparatutto, simulatori o videogiochi particolarmente realistici. Proprio per evitare questo tipo di disturbi, Apple ha incluso un'opzione nella pagina accessibilità delle Impostazioni chiamata Riduci velocità, che di fatto disabilità l'effetto parallasse nella schermata principale. Sembra comunque che molti utenti stiano percependo malesseri anche a causa di altri elementi dell'interfaccia che non si trovano sulla Home del sistema operativo: principalmente è proprio l'effetto di zoom che provoca maggiormente i malesseri durante l'apertura e la chiusura delle applicazioni e cartelle e nella schermata del multitasking. "Ho avuto una grave sensazione di vertigine appena ho iniziato ad usare iOS 7 sul mio iPad", scrive un altro utente sul forum ufficiale, mentre un altro ancora riporta: "Sono tornato a casa in malattia a causa della nausea provocata dal mio iPhone con iOS 7." Verità? Esagerazione? O pura fantasia per fare parlare il più possibile del nuovo sistema operativo mobile di Apple? Del resto si sa: non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli.

 

 
 
 
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SE UN UOMO TI TRATTA  COME SE NON GLI è NE FREGASSE UN CAZ.. DI TE,

NON CLI è NE FREGA UN CAZ.... DI TE, DAVVERO, SENZA ECCEZIONI

http://www.youtube.com/watch?v=vMSB37rrlTs&feature=youtu.be

 

 

LA DONNA SA DONARE L'ANIMA PRIMA DI CEDERE IL SUO CORPO

 

In realtà temiamo il domani solo perché
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H. Schneider

 


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un cervello che iucula alla stessa velocità di un pisello eccitato

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