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Constatato che a questo punto la lista delle sospettate di stregoneria elencava ormai duecento donne, tra cui molte esponenti dell'aristocrazia locale, il Consiglio degli Anziani si trovò in grave imbarazzo e cominciò a pensare che presto sarebbe stata coinvolta tutta la popolazione. Per riparare al danno il Consiglio espose, in una lettera ufficiale al Doge di Genova, un aspro rimprovero all'operato del vicario del Vescovo. |
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Si era, nel 1587, in piena Controriforma. Meno di vent'anni prima il calvinista Bartolomeo Bartoccio aveva predicato nella zona la sua dottrina ed era stato ascoltato e seguito, prima di venire arrestato a Genova ed estradato e bruciato a Roma. A Triora, i maggiorenti erano sempre più preoccupati che le madri di famiglia più disperate per la carestia cominciassero a concepire il disegno di un assalto liberatorio ai ben forniti granai dei possidenti locali che, preoccupati per i loro sacchi di grano, tirarono in ballo le streghe. Intanto, ad Albenga (dalla cui curia dipendeva il paese), |
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Post n°20 pubblicato il 06 Gennaio 2009 da jinkhan
Sappiamo da tanti fatti del passato che, quando la pazzia collettiva agita la folla, chiunque può diventare una vittima e, nell’epoca a cui facciamo riferimento, più volte il delirio di un’intera comunità si gettò su streghe e stregoni, uomini e donne che, secondo la cristianità, facevano un patto con Satana e lo adoravano in orge terrificanti chiamate sabba, in cui si parodiava la liturgia. Molto spesso, in linea generale, furono prese di mira dalle accuse le guaritrici o levatrici, appartenenti alle classi popolari, che utilizzavano decotti ed infusi a base di erbe; le loro cure e i loro rimedi spesso, a quei tempi risultavano non meno efficaci e sicuri di quelli dei medici, troppo costosi in piccole comunità in cui la popolazione, essenzialmente rurale, non aveva molte possibilità economiche, tuttavia, in Europa, ciascun Paese o regione ebbe le sue preferenze nel colpire le vittime. In Germania, le accuse di stregoneria furono rivolte preferibilmente a donne anziane e sole, brutte, povere ed emarginate. In Lorena, la regione francese confinante con la Germania, le donne maggiormente sospette furono quelle belle, intelligenti e gentili. Infatti, da quelle parti, la gente aveva la convinzione che l’intelligenza non fosse altro che astuzia e che la gentilezza fosse ipocrisia. In Svezia, l’accusa di stregoneria derivava molto spesso dall’adulterio. Accadeva che uomini anziani al termine di una carriera prestigiosa in magistratura o nell’esercito, sposassero donne povere e giovanissime. Se poi una giovane moglie veniva sorpresa da sola con un giovanotto, finiva sotto processo e accusata di aver catturato l’amante con incantesimi. L’Italia fu il Paese in cui nacque la base religiosa, filosofica e teologica della caccia alle streghe, attraverso bolle e manuali, ma non è qui (tranne che nel nord del Piemonte, situato sulla linea di confine fra protestantesimo e cattolicesimo) che si scatenarono più violentemente le persecuzioni né che si fecero più vittime, come già accennato in precedenza, anche se i dati sono meno verificabili che in altre nazioni. Infatti, in Italia vennero distrutti archivi interi riguardanti i processi, poiché spesso i parenti delle persone condannate per stregoneria compravano i verbali, in modo che non rimanesse sulla famiglia il marchio di quella tremenda infamia che aveva colpito un congiunto. |
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Sembra che non tutti gli abitanti del paese fossero contenti del processo alle streghe, che sarebbe venuto a costare molti denari e a portare gravi pericoli. Serpeggiava dunque il malcontento, anche perché le accuse delle prime donne torturate si erano estese fino a toccare donne appartenenti alle famiglie aristocratiche o benestanti. E intanto si erano verificate delle morti: una delle prime arrestate, Isotta Stella, una povera donna ultrasessantenne, era morta in seguito alle torture inflittele. Un'altra, accusata di stregoneria, morì in seguito alle ferite riportate, per sfuggire alla tortura, nel gettarsi dalla finestra della stanza in cui era custodita. Viene poi considerata simbolo delle donne accusate di stregoneria Franchetta Borelli, di famiglia benestante, che, ostinata a negare ogni colpa, resistette ai tormenti del cavalletto per più di ventun ore, per cui, il giudice, visti inutili i tormenti inflitti, la fece slegare e ricondurre in prigione. Dopo qualche giorno, dopo esser stata esorcizzata da un sacerdote, fu nuovamente torturata, ma neppure questa volta confessò. Si presume che, dopo altre vicende, fosse poi stata liberata, perché morì alcuni anni dopo cristianamente sepolta.
a Sua Eminenza il Vescovo non pareva neanche vero di trovare un'occasione per mettere le mani addosso ad alcune streghe e magari arrostirle, il che magari gli avrebbe fruttato una promozione. A Triora, fino a quel momento, le autorità si erano limitate a tener d'occhio i convegni notturni alla Cabotina, ma visto che tutti i semi di grano stavano seccando e la povera gente accecata dalla fame era sul punto di organizzare una rivolta, era il momento giusto per tirar fuori qualche strega e riportare con fermezza l'ordine nel paese. 











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