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Creato da: visestis il 01/05/2005
Le cose di questo mondo viste in controluce con i mass-media e con la pubblicità

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E L'EUROPA SI MERAVIGLIA....

Post n°1958 pubblicato il 01 Settembre 2014 da visestis

Nel titolo dico che l’Europa si meraviglia della situazione dei migranti che arrivano in Italia, ma forse è più probabile che ci prendano per i fondelli; mi spiego: se la Commissione si dice “scioccata” per i tanti immigrati morti nel tentativo di raggiungere l’Italia, allora mi vedo costretto a chiarire il significato del termine; scioccare infatti significa “venire colpito improvvisamente e violentemente sul piano emotivo”.

Ebbene. Mi sembra, anzi sono certo, che le tante morti di disperati in fuga dai loro paesi non abbiano nulla di “improvviso” ma siano delle vere e proprie tragedie annunciate. È bene precisare che dall’inizio dell’anno, sono morti in condizioni analoghe quasi duemila persone, a dimostrazione che non possiamo più “meravigliarci” di una cosa che sembra sia diventata “di routine”.

Ma perché il 90% dei  migranti partono dai porti libici? Perché un’Europa carica di buoni sentimenti e spinta dalla Francia, ha contribuito in maniera determinante alla destituzione di Gheddafi, facendo cadere, insieme al dittatore, anche la principale diga nordafricana ai flussi migratori irregolari; e, sia detto per inciso, i libici non se la passano affatto meglio di quando c’era Gheddafi, anzi! Infatti adesso grava su di loro, tra le tante sciagure, anche lo spettro del califfato islamico; analoga situazione grava anche su altre nazioni nordafricane, dove l’Avanzata dell’esercito dell’Isis sta creando grossi problemi; e tra questi problemi, uno tra i tanti è quello dell’identificazione dei fondamentalisti islamici che approdano in Europa – attraverso le sponde italiane – e si spandono nel continente per colpire e per gettare il terrore nelle nostre città.

Quindi, se l’Europa vuol ancora chiamarsi un continente forte e coeso, deve fare almeno due cose: riportare con ogni mezzo l’ordine in Libia e negli altri Paesi esposti al rischio del fondamentalismo e farsi carico del contrasto all’immigrazione irregolare – molto spesso addirittura fraudolenta – oggi lasciato alla sola Italia.

E l’Italia dal canto suo, deve “pretendere” che questa collaborazione con le strutture europee predisposte, diventi immediatamente operativa e non resti l’unico baluardo a fronteggiare la massa imponente dei migranti che abbandonano le loro case per non morire di fame.

L’operazione “mare nostrum”, messa in piedi dall’Italia per organizzare gli arrivi dei migranti, ci costa 10/milioni di euro al mese; è chiaro che non possiamo certo permetterci questo balzello a tempo indeterminato.

Quindi, ci sarebbe da proporre all’Europa – qualora non addivenisse a più miti consigli nella collaborazione per il problema dei migranti – di impiegare questi soldi per fare un’altra operazione.

Dato che tutti i migranti hanno in mente una destinazione finale diversa dall’Italia – sia per motivi di amici presenti che per situazioni oggettive sotto l’aspetto economico e lavorativo – la struttura Mare Nostrum, ai migranti che arrivano sulle nostre coste dovrebbe chiedere subito quale meta finale desiderano e dividere questi contingenti a seconda delle mete prescelte.

Quando si siano fatti i gruppi divisi per destinazione, utilizzare i 10/milioni, per portare i migranti alle destinazioni prescelte; se il Paese scelto non li vuole, lasciarli alla frontiera e fare così diventare il problema “di un’altra nazione”.

Chissà come la prenderebbero i signori svedesi o finlandesi a vedersi recapitare una carovana di migranti; io dico che sarebbe interessante solo vederne le reazioni.

Come minimo capirebbero meglio il problema!!

 
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LA TASSA DI SOGGIORNO

Post n°1957 pubblicato il 30 Agosto 2014 da visestis

Scusate se parlo di tasse, ma cerco si scoprire una realtà che probabilmente non è nota a molti di noi: appunto l’imposta di soggiorno, detta anche tassa di soggiorno.

Questo balzello è di carattere locale ed è applicato a carico di persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistiche o città d’arte.

La tassa in questione venne abolita nel 1991ma è stata reintrodotta nella nostra legislazione a partire dal 2011sulla scia della norma sul federalismo fiscale; il decreto prevede la facoltà per i comuni presenti negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte, di istituire un’imposta di soggiorno a carico di soggetti “non residenti” che alloggiano nelle strutture ricettive alberghiere e extra-alberghiere del proprio territorio, stabilendone anche i limiti di attuazione.

La normativa stabilisce anche che – oltre ad essere una imposta facoltativa per ciascun ente locale – debba essere approvata con criteri di gradualità, con un massimo di 5 euro per notte di soggiorno, in proporzione al prezzo complessivo dell’alloggio e che tale balzello era destinato a finanziare interventi dell’ente locale in materia di turismo, manutenzione e recupero dei beni culturali e ambientali e dei relativi servizi pubblici locali.

Alcuni Comuni hanno deciso di rinunciare a questa possibilità di introito, ma la maggior parte – specie quelli più grossi –  hanno colto questa opportunità di fare cassa; la prima città a usufruire di questa normativa è stata Roma, seguita da altre città d’arte, tra cui Firenze, Venezia, Pisa, Siena, Torino, eccetera.

Per l’applicazione di questa normativa, i singoli Comuni hanno usato formule e modalità applicative tra loro molto diverse; ciò ha creato una situazione a macchia di leopardo che ha reso un pessimo servizio alla vantata professionalità del sistema turistico italiano.

Però, l’imposta di soggiorno continua a garantire ottimi incassi alle amministrazioni comunali che l’hanno introdotta e che stanno aumentando continuamente: l’introito infatti passerà dai circa 300/milioni di euro dell’anno scorso ai circa 400/milioni di euro dell’anno in corso, con un aumento di oltre il 33 per cento.

Ed i comuni che sono entrati nel club dei “tassatori” sono quasi 150 in più rispetto all’anno precedente, con un incremento di quasi il 34%; a questo proposito dobbiamo accennare anche a coloro che non sono d’accordo con questa tassazione e cioè con i turisti che la debbono sopportare: da una indagine condotta dalle strutture turistiche, sembra che i più “incavolati” siano i tedeschi, i quali hanno al loro interno una bella fetta – il 17,6% - che proprio a causa della tassa preferisce cambiare la meta delle loro vacanze.

A questo proposito, gli italiani sembrano più “disponibili”: a circa tre anni dalla sua introduzione, la quota degli italiani contrari alla tassa è passata dal 79,6% dello scorso anno all’attuale 56% e aumenta la quota di coloro che si dichiarano favorevoli (29,5% contro il 6,6% del 2013); c’è anche una bella fetta di clienti (il 25,3%) che la reputa “odiosa, inutile, un abuso e una truffa legalizzata”, ma solo per il 9,9% rappresenta un “deterrente nella scelta del luogo di vacanza”.

Comunque, sia chiaro un concetto: non esiste che un ente locale, con la fame di soldi che si ritrovano, possa cancellare una tassa a meno che lo stesso ammontare non gli pervenga da altra fonte (Stato) e quindi dovremo tenerci la tassa di soggiorno; il brutto è che moltissimi di noi non sa neppure della sua esistenza; giusto??

 
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ANCORA ORRORI IN MEDIO ORIENTE

Post n°1956 pubblicato il 28 Agosto 2014 da visestis

Avrete senz’altro visto in una delle tante “apparizioni” televisive, il video che mostra la sceneggiata di un terrorista della famigerata banda degli Isis che si accinge a decapitare un povero fotoreporter – ovviamente americano – dal nome di James Foley.

La costruzione dell’immagine è un vero e proprio capolavoro di scrittura per immagini: anzitutto lo sfondo è il deserto, a perdita d’occhio, quindi vediamo i due protagonisti, il suddetto Foley, con una gualdrappa arancione sul tipo di quelle indossate dai detenuti di Guantanamo, affiancato da un terrorista, tutto vestito e ammantato di nero, che mostra il pugnale con il quale decapiterà il povero reporter.

In occidente non credo che la decapitazione dell’ostaggio sia stata mandata in onda da nessuna TV; in Italia sicuramente no.

I due uomini sono ripresi con Foley che sembra un nano rispetto al terrorista che gli troneggia accanto; come è stato possibile? Semplice, è bastato mettere Fioley in ginocchio – senza che la telecamera sveli il trucco – e così abbiamo l’enorme differenza di altezza tra i due protagonisti, a vantaggio del nero terrorista che, con questa inquadratura, si mostra decisamente “superiore” al nanerottolo occidentale.

Come si può vedere da questa sintetica “lettura” dell’immagine, quando si ha a disposizione un bravo regista, si può comunicare tutto quello che si vuole.

Poniamoci una domanda: a chi fa gioco questo mostrare da parte dei media l’inaudita violenza in Medio Oriente che, oltre a quanto sopra specificato, si sostanzia in divulgazioni di immagini di migliaia di profughi costretti a fuggire dalle proprie abitazioni, oppure da intere etnie spinte a scappare dalle regioni d’origine; il tutto condito da violenze, stupri, sacrifici umani d’ogni genere, il tutto culminante con l’atroce immagine – da noi non vista – della barbarica maniera con cui è stato ucciso il giornalista americano.

Prima di andare avanti, dobbiamo esaminare una situazione che ha preceduto la morte di Foley: il barbaro uccisore nero vestito, avrebbe chiesto al governo americano 100/milioni di dollari di riscatto per il prigioniero, cosa non accettata da Obama che – come del resto anche altri Presidenti USA – non accetta il ricatto dei terroristi.

Cosa sia questo Isis non è facilissimo a dire in poche parole: anzitutto è bene sapere che esso esprime una frazione dell’islamismo “sunnita” (e quindi considera anche gli “sciiti” degli infedeli) e deriva direttamente da Al Qaeda, ma da questo è ormai lontano, specie per la condanna che lo stesso al Zawahiri – successore di Bin Laden – lancia contro di loro, in particolare per l’estrema violenza che viene attuata.

Ci sono poi delle voci – ovviamente non confermate da nessuno – in cui si afferma che il nero-terrorista del video con Foley, sarebbe un accanito accaparratore di prigionieri da “vendere” a caro prezzo, come lo stesso giornalista americano; si dice che tenga imprigionati una cinquantina di “possibili scambi” e che se gli vanno bene almeno la metà di queste operazioni, diventa veramente multimiliardario.

In mezzo a questo polverone di violenza e morti atroci, si colloca la vicenda delle due ragazze italiane – Vanessa e Greta – rapite mentre si trovavano in Siria per aiutare quella popolazione; nonostante le voci che si rincorrono e che sono certe dell’imminente liberazione delle due ragazze, ancora non c’è niente di sicuro e quindi immaginatevi il modo con cui le famiglie stanno trascorrendo queste interminabili ore che le dividono dal tanto sospirato abbraccio che, speriamo presto, le ricongiunga con i parenti. Incrociamo le dita e preghiamo qualche Dio che conosciamo.

 
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GLI SCHETTINO NON FINISCONO MAI

Post n°1955 pubblicato il 26 Agosto 2014 da visestis

La tragedia aerea accaduta nei cieli di Ascoli Piceno, non è ovviamente paragonabile a quella accaduta all’Isola del Giglio, ma sotto alcuni aspetti mi sembra assimilabile.

Anzitutto la vicenda: due Tornado – caccia intercettori dell’aeronautica militare dell’ultima generazione – si sono scontrati mentre volavano a bassa quota ed hanno creato un boato impressionante e messa a dura prova la pazienza e la tranquillità della gente “sottostante”.

Ancora tutta da chiarire la dinamica dello scontro: alcune testimonianze parlano di un Tornado che viaggiava in direzione sud-nord, mentre l’altro proveniva da est e andava verso ovest; ad un certo punto i due velivoli hanno incrociato le loro traiettorie senza riuscire a schivarsi e si sono toccati, ala contro ala, e sembra che solo uno dei due abbia preso fuoco già in volo.

Per fortuna lo scontro è avvenuto in una località impervia e scarsamente abitata, ma alcuni danni a cose e strutture si sono comunque riscontrati: i vetri di una casa sono andati in frantumi a causa dell’onda d’urto causata dallo schianto e un’auto è rimasta schiacciata da un pezzo dell’aereo cadutogli addosso.

Per fortuna i danni si sono limitati solo a “cose”; il sindaco di Ascoli ha detto in proposito: “ poteva essere un’apocalisse, abbiamo evitato il peggio solo per pochi secondi di differenza abbiamo evitato una strage; infatti se uno dei due aerei fosse precipitato sopra un centro abitato come Mozzano, Roccafluvione, Venarotta o la stessa Ascoli, adesso saremmo qui a parlare di una strage”.

In chiave con  la vicenda della “Concordia”, anche l’Aeronautica ha il suo “inchino”: si dice infatti che nell’incidente in Molise dell’inizio di Agosto, avremmo avuto alcuni “inchini” di voli molto azzardati; le alte cariche dell’aeronautica non ci stanno e rigettano l’ipotersi degli inchini, affermando che quei piloti stavano soltanto addestrandosi per riuscire a fare quello che “il governo chiede loro di fare”.

E da qui la polemica si sposta sul solito tasto: i tagli del bilancio; dicono infatti i dirigenti aeronautici che esiste un deficit di bilancio per il quale, non potendo tagliare gli stupendi, si tagliano sempre più le ore di volo e questa circostanza potrebbe avere inciso con quanto accaduto ad Ascoli.

E di questa situazione si torna a parlare con gli “spettatori”:  uno di loro dice: “abbiamo avuto una paura colossale; ero in casa quando è successo il finimondo, ho sentito un botto tremendo, mi sono affacciato alla finestra  e ho visto due colonne di fumo; qualcuno dice di aver visto un paracadute ma io ho visto solo l’inferno e ho subito chiamato i vigili del fuoco”.

Un mio breve commento: sono consapevole che per manovrare questi aerei super sofisticati e super veloci, occorre un grande addestramento; a questo proposito – a parte la spesa -  sarei dell’avviso di fare questo addestramento sopra il mare in modo da non far correre rischi alla gente sottostante ma solo ai pesci.

Se poi vogliamo essere ancora più precisi, aggiungerei che queste manovre – sempre più azzardate – mi sembrano superflue per quello che l’aviatore dovrà fare in caso di bisogno; ma poi possiamo aggiungere anche una battuta: ma quale bisogno? Forse vogliamo fare la guerra a qualcuno o ci aspettiamo di essere attaccati da qualcuno e in entrambi i casi dovremmo ricorrere ai bombardamenti della nostra aereonautica militare?

Permettete che risponda con una battuta di Toto: “ma mi faccia il piacere”!!

 
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E' STATO UN FERRAGOSTO "DIVERSO"

Post n°1954 pubblicato il 24 Agosto 2014 da visestis

Eravamo abituati a vedere su giornali e rotocalchi i nostri politici che durante le ferie di ferragosto ostentavano bei luoghi, belle ragazze o bei ragazzi, a seconda dei gusti e, in conclusione, bei modi di fare le ferie.

Ricorderete le passeggiate di Berlusconi tra giovani ninfe e vecchi cactus a Villa Certosa, il tutto immortalato da fotografi che si appostavano nei luoghi più impensabili; e di D’Alema, con il sol dell’avvenire in faccia e il vento che agitava le vele del suo Ikarus del quale agiva personalmente al timone; c’era poi l’altra faccia della medaglia: Prodi alla guida della sua Croma familiare, diretto verso il casale di Bebbio dove era solito trascorrere le ferie.

Tutto questo non esiste più; nulla resta dei politici e delle loro esibizioni vacanziere, perché poco resta della politica e quel che resta non viene certamente ostentato, ma nascosto agli occhi della gente.

Quindi, niente aerei per tratte intercontinentali, niente resort di lusso, niente barche, niente ville; il tutto perché parrebbe brutto, quando il popolo è chiamato a tirare la cinghia dei pantaloni, ostentare i lussi della politica; però – diciamo la verità – anche ai tempi di D’Alema e Berlusconi c’era la cinghia tirata, però la politica non era ancora entrata nella spirale della indegnità.

E quindi l’ultima frontiera della vanità – oggi – consiste nell’esibire una rinuncia e contemporaneamente un modo di vita francescano; questo perché il “gesuita” Francesco si fa francescano e gira in utilitaria, mangia alla mensa degli operai e cerca così di far dimenticare alla gente lo sfarzo cardinalizio – vaticano; ebbene, visto il grande successo degli atteggiamenti del Papa, anche i politici cercano di imitarlo, ma non è facile!!

E si concedono piccole vacanze mordi e fuggi, cercando così di far dimenticare la loro appartenenza alla famigerata “casta”; l’ipocrisia, del resto, è sempre stata una precipua categoria della politica.

E infatti possiamo dire che non sono solo gli italiani a comportarsi in questo modo “falso virtuoso” e infatti sappiamo che anche in Francia Hollande ha fatto vacanze brevi e austere, rigorosamente in patria, e pure Rajoy si è allineato a questo andazzo e ha fatto tutte ferie spagnole.

L’unica che si è comportata in modo diverso -  ma forse se lo può permettere – è stata la Cancelliera Angela Merkel che si è fatta un bel periodo di vacanze in Alto Adige, dove ha ritemprato il corpo e lo spirito; forse non ci dobbiamo dimenticare che i tedeschi considerano l’Alto Adige un pezzo di Germania e quindi anche la nostra Angela potrebbe essere annoverata tra coloro che hanno fatto le ferie in patria.

E comunque, essendo alla guida dell’unico paese europeo che s’è davvero avvantaggiato dalla crisi, la grande Angela è la sola a potersi permettere una piccola deroga all’autarchismo imperante.

Comunque, i nostri politici non hanno ostentato le loro vacanze; ad esempio, il nostro premier, Matteo Renzi, ha trascorso qualche giorno di relax a Forte dei Marmi,  in compagnia della famiglia, ma anche di alcuni collaboratori, segno che le riunioni politiche ed economiche erano all’ordine del giorno; e l’unica ripresa fotografica che si è avuto sui giornali è quella dell’intera famiglia Renzi che esce dalla Chiesa dove hanno seguito la Messa  domenicale.

Una vacanza più austera di così!!!

 
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