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Creato da: visestis il 01/05/2005
Le cose di questo mondo viste in controluce con i mass-media e con la pubblicità

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MA STIAMO SCHERZANDO?!

Post n°1941 pubblicato il 29 Luglio 2014 da visestis

Mentre il Paese sprofonda sempre più nella melma, i nostri senatori hanno messo in scena una rappresentazione veramente mortificante – per loro, che comunque non se ne accorgono - ma soprattutto per tutti noi in quanto italiani e quindi in qualche modo rappresentati da questi cialtroni.

Al Senato, mentre si stava discutendo della modifica della struttura operativa con grosse modifiche, alcune delle quali colpivano anche finanziariamente i nostri senatori, la cosiddetta “opposizione”, formata da frange di quasi tutti i partiti, anche di quello da cui origina il Presidente del Consiglio, ha messo in moto la bellezza di quasi ottomila emendamenti, circostanza che ha indotto il Presidente del Senato e la commissione dei capigruppo a tirare fuori la vecchia norma della “ghigliottina” che, anziché tagliare la testa a tutti (come sarebbe meglio), si limita a contingentare i tempi dando una data certa per la fine delle votazioni.

Sembrava che fosse entrato nell’aula Mussolini con un suo manipolo e l’avesse ridotta ad un luogo per fare abbeverare i cavalli, tanto i signori senatori si sono scaldati ed accalorati; ci sarà stato qualcuno che ha pensato come ci considerava l’opinione pubblica straniera, come ci vedevano i colleghi parlamentari europei, insomma come ci differenziamo da quei parlamenti dove queste buffonate non sono neppure ipotizzabili.

Tutto questo mentre la gente continua a soffrire, mentre i consumi continuano a calare, mentre le famiglie tirano sempre più la cinghia, mentre il lavoro continua a mancare; e nonostante tutti questi “mentre”, il nostro Senato spreca il suo tempo a elaborare settemila emendamenti e, soprattutto, a fare in modo che arrivino in discussione nell’aula; da notare che proprio in quell’aula è ancora giacente il decreto sul lavoro che – a detta del suo estensore – dovrebbe aprire le porte a diversi giovani.

A volte sembra che ci si scordi che siamo in una crisi spaventosa, in un baratro profondo del quale non si vede la fine; a questo proposito basta un esempio che mi è capitato di leggere in questi giorni: l’edilizia e le costruzioni in particolare stanno segnando dei numeri “negativi” spaventosi, solo se si pensa che in questi ultimi anni sono state oltre 70.000 le imprese che hanno chiuso i battenti, con oltre 400/mila dipendenti senza lavoro e facendo registrare minori ricavi per oltre 60/miliardi di euro; se vi sembrano bruscolini!!

Una vera e propria Caporetto e pensare che un celebre economista diceva che l’economia che gira si vede dall’edilizia; gli ultimi quattro governi che si sono succeduti non hanno saputo dare risposte sufficientemente intelligenti, esclusa forse quella sulle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni che sta funzionando abbastanza bene e ha già attivato 25/miliardi di interventi.

Per completare l’opera servirebbero almeno altre due iniziative: la prima riguarda la riqualificazione urbana con il coinvolgimento dei proprietari e la seconda la definizione di un vero e proprio Piano Paese riguardante l’edilizia.

Per la prima iniziativa si potrebbe prendere a modello quanto realizzato in Germania, dove ogni tot decenni si cerca di re-inventare l’urbanistica delle grandi e medie città; l’effetto che induce questa operazione vale almeno 3 o 4 volte l’investimento pubblico e produce decine di migliaia di posti di lavoro.

Ma i nostri politici, lungi dal pensare a queste cose, si dilettano a fare azioni che li portano alla ribalta televisiva, convinti che sia il giusto sistema per essere rieletti.

Certo che se continuano a rieleggerli, hanno ragione loro; chiaro il concetto?!

 
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IL RITORNO DEGLI "AMERICANI"

Post n°1940 pubblicato il 27 Luglio 2014 da visestis

Il termine “americani” comprende tutti gli stranieri che, in questi ultimi tempi, si sono affacciati al palcoscenico delle nostre aziende per investire un po’ dei loro soldi e far ripartire la struttura industriale.

Per cui in questo gruppetto ci comprendo gli arabi di Etihad che si sono precipitati a fungere da ricostituente per la nostra Alitalia, la compagnia aerea di bandiera che è – ormai da tempo – in grossa crisi; a questi si aggiunge la statunitense Wirlpool che ha annunciato l’acquisto della quota di maggioranza della nostra Indesit, storica azienda di elettrodomestici di Fabriano in crisi da un bel po’ di tempo; potremmo aggiungere anche il gruppo argentino che fa capo a Eduardo Eurnekian a cui è stato affidato il decollo sinergico degli aeroporti di Pisa e di Firenze.

Tutto questo è un bene o un male per il nostro Paese? Tutti questi personaggi sono venuti in Italia per salvarci o stanno cercando di colonizzarci? Prima di rispondere dovremmo chiederci se avevamo – o meglio se abbiamo – le possibilità di fare da soli: al momento non mi sembra realistico dire che ce l’avremmo fatta anche da soli, anche se dispiace che una fetta del nostro patrimonio industriale vada in mani straniere.

Insomma, bisognerebbe rendersi meglio conto se la perdita di controllo del nostro marchio di fabbrica, il cosiddetto made in Italy, è un passaggio inevitabile di cui essere orgogliosi oppure un segno di resa dopo anni sprecati a piangersi addosso, annichiliti dalla gogna fiscale, durante i quali pochi di noi hanno saputo costruire qualcosa di nuovo annusando il vento del cambiamento.

Diciamo che al punto in cui siamo, con la crisi che rimane una palla al piede e che se si sposta è solo di pochi centimetri, queste nuove relazioni internazionali sembrano piuttosto una ciambella da prendere al volo prima di affogare.

Il made in Italy ancora seduce per la sua straordinaria possibilità di espansione, ma perché il tutto si trasformi in un business interessante per tutti, occorre che si giunga al più presto ad una serie di modifiche ai nostri vizi amministrativi, dei quali mi limito ad elencarne qualcuno: semplificazione, giustizia più snella che accorci le cause legali e riforme istituzionali che vadano verso un ammodernamento di tutto l’apparato statale.

Comunque sia, a latere di queste – e di tante altre .- operazioni nelle quali il capitale straniero giunge in soccorso dell’azienda italiana, c’è una costante che mi ha messo in allarme e della quale non è facile trovare una verità.

Mi riferisco al problema del personale; se ci avete fatto caso, le trattative – oltre che sotto il profilo del denaro da sborsare – vertono sul numero di operai e/o impiegati da togliere dall’azienda (in qualche modo).

Ed allora, ecco che comincia il balletto con i sindacati e con i numeri che si gonfiano e si sgonfiano durante la trattativa come dei palloni da foot ball dopo una gara importante. Se ci avete fatto caso, in “TUTTE” le trattative questo elemento è alla base di tutto: il personale dell’azienda che viene  trattata è in “esubero”; quanto è questo “esubero” e come si può fare per mettere a posto le cose è il nocciolo della trattativa, fermo restando che gli operai se ne devono andare da qualche altra parte..

Due domande: ma non sarà mica un sistema per sfoltire il personale di qualche azienda che ha dipendenti in esubero e che nessuno ha i coraggio di licenziare? Ed anche: ma l’azienda, senza il personale cosiddetto in esubero, avrebbe potuto riprendersi anche da sola? Sono domande che non hanno e non avranno mai una risposta, ma che mi ronzano in  testa ed ho voluto parlarne con voi.

 
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IL PROBLEMA DEI PRETI PEDOFILI

Post n°1939 pubblicato il 25 Luglio 2014 da visestis

Papa Francesco ha ricevuto sei rappresentanti delle vittime di abusi sessuali da parte di religiosi nel mondo – tre uomini e tre donne – provenienti da Germania, Irlanda e Regno Unito.

Dopo la messa mattutina, Papa Bergoglio ha avuto una serie di “faccia a faccia”  della durata di mezz’ora l’uno con queste vittime di abusi sessuali ed ha “preso su di se” la stessa sofferenza toccata in precedenza dal suo predecessore, Benedetto XVI.

Già, perché fu proprio Papa Ratzinger ad aprire la strada a questi riconoscimenti, sia con le nuove norme introdotte per punire il fenomeno della pedofilia del clero e le relative coperture e sia con la durissima lettera indirizzata ai Vescovi irlandesi nel 2010 e i tanti incontri con le vittime di abusi dei preti, avuti dal 2006 in avanti un po’ in tutte le parti del mondo; in ogni viaggio Ratzinger si ritagliava uno spazio per incontrare alcune vittime, ascoltarle e pregare con loro.

Ed ora, come era prevedibile, Papa Francesco va avanti e ovviamente lo fa a suo modo, mettendoci tutto se stesso e ritornando ad essere il parroco di strada di Buenos Aires, con la sua comunicativa intensa e la prorompente fisicità.

Papa Bergoglio ha mostrato nell’incontro di Santa Marta, grazie a questa sua speciale vicinanza con le vittime ed i genitori, un segnale fortissimo a tutta la Chiesa, preti e vescovi in particolare.

Il picco delle denunce di abusi ricevuti dalla Congregazione per la dottrina della fede, si è avuto nel 2004 con 800 casi, mentre negli ultimi tre anni ci si è attestati su una media di 600, nella maggior parte dei casi riguardanti violenza commesse dal 1965 al 1985.

Bergoglio ha dato libero sfogo alla sua sincera commozione affermando che gli abusi del clero sui minori e in particolare i suicidi di chi non ha retto alla pena, pesano sul suo cuore di Papa; poi, parlando ai sacerdoti che hanno sacrificato i piccoli all’idolo della loro concupiscenza, è tornato a battere su un concetto già espresso nella conferenza stampa sull’aereo che lo riportava a Roma da Gerusalemme: l’abuso del minore è un reato brutto; sappiamo che è un problema grave dappertutto, ma a me interessa la Chiesa; un sacerdote che fa questo tradisce il Corpo del Signore, perché questo ragazzo, questa bambina, si fida e il sacerdote invece di portarli alla santità abusa di loro; questo è gravissimo, come fare una messa nera!!.

L’incontro con le sei vittime si è svolto nel contesto della seconda seduta della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, attiva dal 3 maggio scorso e che, oltre al Cardinale O’Malley, può contare sulla presenza di Marie Collins, vittima degli abusi in Irlanda.

“I preti pedofili hanno profanato Dio” e quindi, ha aggiunto Bergoglio, “sono fuori dalla Chiesa”; ai Vescovi la responsabilità di vigilare; ne renderanno conto!!

Con questo pronunciamento Papa Francesco ha inteso presentare le novità da lui introdotte: la prima è l’istituzione della commissione sulla violenza dei minori, istituita qualche tempo fa, di cui adesso fa parte anche una donna irlandese, a suo tempo abusata; insomma, da qualche anno la Chiesa – sia con Ratzinger ed ora con Bergoglio – guarda al proprio passato con molto dispiacere, ma certo con molti meno imbarazzi di un tempo.

Gli abusi del clero sui minori e in particolare i suicidi di chi non ha retto alla pena, pesano sul mio cuore, ha concluso Bergoglio che si è lasciato andare ad un pesante monito: “contro i preti pedofili userò il bastone!”.

 
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MA CHE CACCIA E' QUESTA?!

Post n°1938 pubblicato il 23 Luglio 2014 da visestis

Anzitutto mi scuso per aver saltato una settimana circa di contatto con i miei lettori, ma ho trascorso questo tempo in un ospedale dove mi è stata sistemato un aneurisma all’arteria femorale che ancora non mi permette una deambulazione corretta; spero comunque che in una decina di giorni mi dovrei rimettere completamente.

Ma veniamo all’argomento odierno: premetto di non essere mai stato – e mai lo sarò – un appassionata della caccia, tant’è vero che di questo argomento l’unico episodio che ricordo è quello di alcuni decenni fa, quando ci trovavamo in campagna, io e mio figlio (allora piccoletto), e un indigeno insisteva per condurci a caccia; il giovanissimo figliolo cedette e fu condotto via all’alba; ritornò verso l’ora di pranzo e alla mia richiesta ”come è andata?” mi rispose con un significativo “benissimo, neppure un ferito!”; evidentemente faceva il tifo per gli uccellini!!

Quindi non riesco ad afferrare la bellezza della “poesia della caccia”, ma soprattutto non  capisco e non riesco a tollerare la barbarie dell’uso degli uccelli da richiamo usati per incastrare i propri simili e che in questo modo vengono attirati e più facilmente uccisi.

Dunque, come funziona questa ennesima sconcezza inventata dall’uomo che si sente superiore a ogni altro essere vivente con cui convive; con grandi reti si catturano allodole, merli, tordi, pavoncelle ed altri uccellini similari che vengono tutti rinchiusi in gabbiette, tenuti per mesi al buio in magazzini e sottosuoli, in modo da stravolgere la loro percezione delle stagioni.

Riportati all’aperto, i piccoli “sequestrarti” credono che sia primavera e cantano, così la loro voce diventa un subdolo richiamo per gli stormi in migrazione che si abbassano sulle doppiette in agguato, provocando un fuoco di sbarramento molto simile alla battaglia d’Inghilterra.

Ovviamente, se ci riflettiamo un momejnto0, vediamo che tutto questo è “normale”: siamo il paese che detiene il record mondiale delle truffe: finanziarie, alimentari, sui rifiuti,  pensionistiche e sanitarie, e potrei continuare.

Potevano mai le allodole  sottrarsi al più vile e ignobile tra i raggiri assurti a sport nazionale?

Certo che è veramente facile delinquere in un paese dove lo Stato affronta il sovraffollamento delle carceri svuotandole surrettiziamente, anziché costruirne di nuove. E offre sconti di pena e permessi premio all’omicida ma è inflessibile con chi spara per difendersi; un paese dove uno dei popoli più rissosi del pianeta viene sostenuto da una allucinante densità di avvocati (ce ne sono più a Roma che in tutta la Francia) i quali hanno lo scopo preciso di paralizzare la Giustizia ricorrendo in Cassazione anche se il bucato del terzo piano sgocciola sui davanzali del secondo.

Come si può vedere, l’infamia delle allodole usate come esche ci porterebbe lontano, si potrebbe “paragonare” con altre cose, ma purtroppo in Italia tutto fa capo ad una maggioranza silenziosa o appena brontolante, il che fa il gioco di minoranze spregiudicate, ciniche, spesso sempre più criminali.

Le menti più perversamente raffinate del mondo si concentrano qui, dove nel momento in cui si progetta l’EXPO o il MOSE, subito si inventa un sistema di mazzette e conti truccati e quando vedo i responsabili in manette, ricordo di averli già visti anni addietro; e allora si pensa di poter fare qualcosa per mettere in piedi un sistema meno canagliesco per la caccia degli uccelli? Ma mi faccia il piacere!!

 
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ZIBALDONE N.7

Post n°1937 pubblicato il 16 Luglio 2014 da visestis

Le notizie che mi hanno colpito in questo periodo sono tre e spero che colpiscano anche i miei amici lettori.

LA PRIMA riguarda un paio di incidenti che hanno messo a dura prova i miei nervi; facciamo un passo indietro: ricorderete che ho detto tempo addietro che io soffro di vertigini; ebbene, in questi ultimi tempi sono accaduti degli eventi che – per il solo fatto di leggerli – mi hanno messo in difficoltà.

Il primo riguarda un eurostar bloccato nel tunnel della Manica con 382 passeggeri e alcuni automezzi; il problema sembra essere dipeso da un guasto elettrico e così i passeggeri sono stati evacuati – non le auto – attraverso un apposito tunnel di servizio previsto per tali evacuazioni. Per carità, tutto bene, ma se penso che i passeggeri sono stati delle ore nel cunicolo con una quantità immensa di acqua sulla testa, il mio subconscio si ribella e mi manda in tilt.

Analoga “paura” mi prende a leggere che per colpa di alcune travi spezzate, è crollato un viadotto in Sicilia; un’auto che stava transitando proprio in quel momento è finita nella voragine e si sono avuti “solo” quattro feriti.

Già, anche i viadotti fanno parte delle mie fobie!!

LA SECONDA si riferisce ai problemi che stanno agitando il PD, ex PCI, in questa bailamme di rigurgiti anche a carattere storico.

Alcuni “ribelli” non ci stanno ad ubbidire al segretario del partito, Renzi, e cercano di fargli lo sgambetto in mille modi; se uno ripensa a quello che accadeva quando c’era il PCI, capisce che adesso è tutto diverso: anzitutto se ti volevi iscrivere dovevi essere presentato, altro che partito on line; poi c’era lo Statuto che dettava ogni tipo di comportamento possibile e immaginabile e su cui non erano ammessi fraintendimenti.

Ai vertici si aveva la segreteria che dava “l’indirizzo politico” e la Direzione che esaminava e decideva su tutte le questioni più importanti per la politica del Partito.

Ma insomma, quello che diceva il compagno Palmiro era legge e nessuno aveva l’ardire di controbatterlo; adesso basta un Mineo qualsiasi per mettere in discussione un leader che ha preso più del 40%.

Ed anche la familiarità non era certo quella di adesso: racconta D’Alema che una sera, invitato a cena a casa di Alessandro Natta, scoprì che la moglie li chiamava per cognome “compagno Natta e compagno D’Alema, la cena è pronta”.

LA TRERZA notizia riguarda il famigerato POS; ricordate che tempo addietro ho parlato della recente obbligatorietà per negozi ed artigiani di consentire i pagamenti con “denaro elettronico”.

In questa occasione si è avuto alcune situazioni che “fanno ridere i polli” come si usa dire dalle mie parti; il Governo ha obbligato quasi tutti a dotarsi di un POS, ma tra questi “tutti” non sono compresi coloro che i bancomat e le carte di credito le emette, cioè le banche.

Infatti, se uno si presenta allo sportello di una banca per effettuare un qualsiasi pagamento e presenta al cassiere il bancomat, costui non  l’accetta, invitando il cliente ad uscire dalla banca, andare alla postazione del bancomat, prelevare i contanti dal relativo sportello e poi tornare con i soldi in mano per poter completare l’operazione iniziata.

Mi sembra che questo atteggiamento certifichi con precisione che le banche sono le prime a non fidarsi dei marchingegni elettronici; e perché dovremmo fidarci noi??

 
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