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Creato da: visestis il 01/05/2005
Le cose di questo mondo viste in controluce con i mass-media e con la pubblicità
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Post n°1741 pubblicato il 24 Maggio 2013 da visestis
A 87 anni di età, il dittatore argentino Jorge Rafael Videla, è andato a presentarsi al Giudice Supremo che – ne sono certo – lo condannerà molto più pesantemente di quanto hanno fatto gli uomini. Il Tenente generale Videla, conosciuto come “l’Hitler della pampa” aveva conquistato il potere nel 1976 cinque giorni dopo il colpo di Stato che aveva detronizzato la presidente Isabel Martinez de Peron, chiamata da tutti “Isabelita” che qualche anno prima si era impadronita del potere, auto-nominandosi comandante in capo dell’esercito. Videla .si proclama Presidente della Giunta Militare e da il via al “processo di riorganizzazione nazionale” che significa la sospensione delle libertà civili e sindacali con l’arresto e la tortura, a cui in molti casi seguiva la morte o la scomparsa, di coloro che appartenevano a organizzazioni studentesche, di lavoratori o agli stessi partiti che non fossero in linea con la dittatura. Si parla di ottomila vittime e di 30.000 scomparsi – i famosi desaparecidos – ma la cosa che mi ha sempre colpito in modo particolare fu l’atteggiamento tenuto nei confronti dei figli dei desaparecidos: ne veniva uccise le madri e loro erano dati in adozione a persone vicine all’esercito o comunque conniventi con i militari. Molti intellettuali argentini si schierarono apertamente contro la dittatura di Videla; il simbolo di questa lotta fu l’architetto e scultore Adolfo Perez Esquivel, arrestato e torturato dal regime, e rimasto 28 mesi in prigione (Nobel per la pace nel 1980) Nel 1978 l’Argentina organizzò i campionati mondiali di calcio, una vetrina popolare che nell’intenzione della dittatura, doveva nobilitarla agli occhi della gente, in particolare quella internazionale; la competizione venne vinta – anche attraverso risultato dubbi - dalla stessa Argentina, quindi proprio quello che tutti si aspettavano, ma l’immagine di Videla che premia il capitano della nazionale argentina, Passerella, ha l’effetto contrario a quello desiderato: anziché entusiasmare la gente, le fa rendere conto di quanto sia lontana dalla libertà. Il potere di Videla ebbe termine nel 1981 a seguito di alcune lotte tra le forze armate; viene allontanato dal potere e viene sostituito dal generale Viola; la dittatura ha le ore contate: nel 1983 viene sostituita dalla democrazia e nel 1985 cominciano i processi e le condanne ai vari generali, fra cui ovviamente Videla, per la vicenda dei desaparecidos, quella dei voli della morte e delle adozioni criminali. Nel 1990 il colpo di scena: il Presidente Carlos Menem grazia Videla, ma 17 anni dopo la Corte Suprema revoca il provvedimento e per l’ex dittatore si riaprono le porte del carcere. “La morte di Videla non deve dare gioia a nessuno, ha detto Esquivel, ma debbiamo prenderne esempio per un mondo migliore, perché questi fatti non avvengano mai più- E la presidente Cristina de Kirchner, ha confermato una cosa che dovrebbe essere stata ovvia: “nessun onore militare per chi è stato ripudiato dal popolo argentino”. Un altro argentino – assai diverso da quello sopra indicato – dal pulpito romano, incontrando la cancelliera Merkel, ha avuto modo di ribadire un concetto che aveva già espresso: “la nostra crisi di oggi – ha detto con una chiarezza disarmante – è che non interessa se la gente muore di fame, se non ha niente; ci si preoccupa soltanto delle banche e della finanza”. Credo che sia molto difficile fare orecchio da mercante a questo discorso di Papa Francesco.
Post n°1740 pubblicato il 22 Maggio 2013 da visestis
Non so se è “corretto” infilare il Santo Padre in un mio zibaldone ed anzi, renderlo protagonista assoluto della pagina; perché non fare un normale post sul Papa? Perché gli argomenti sono diversi tra loro e quindi ho ritenuto preferibile farli confluire in uno zibaldone. IL PRIMO argomento che Papa Francesco ha affrontato in questi giorni è il problema delle molestie sessuali; erano anni che si “mormorava a voce alta” delle tendenze un po’ particolari del Cardinale scozzese O’Brien; già al tempo del conclave, il consesso dei porporati si rifiutò di ammettere anche il cardinale scozzare che infatti non vi partecipò (v’immaginate se eleggono Papa uno chiacchierato per molestie sessuali). Il Papa, sensibile al problema che ancora non aveva affrontato, ha deciso di comminare al cardinale – che aveva ammesso le molestie sessuali nei confronti di giovani seminaristi - una punizione esemplare: è stato deciso di inviare il porporato in un luogo isolato dove egli potrà dedicarsi alla preghiera ed alla meditazione. Papa Francesco ha anche confermato la linea dura adottata contro la pedofilia nel clero; “tolleranza zero” è stato il monito nel corso della “Giornata dei bambini vittime della violenza”. IL SECONDO argomento che il Santo Padre affronta è quello riguardante l’atteggiamento dei cattolici, in particolare dei preti, nei confronti dei problemi della solidarietà e della povertà. Con la frase che segue ha conquistato molti punti nella mia personale considerazione e, spero anche nella vostra: “oggi nella Chiesa ci sono troppi cristiani da salotto, quelli educati, “tiepidi”, per i quali va tutto bene ma che non hanno dentro l’ardore apostolico”. Il Papa ha poi affrontato l’argomento della crisi economica che attanaglia l’intera umanità e l’ha ricondotta allo squilibrio tra i redditi derivante da quelle ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria; sono emerse concezioni in cui l’uomo viene considerato egli stesso un bene di consumo che si può usare e poi gettare; è stata così istaurata la cultura dello scarto: “chi non serve si scarta, dai bambini agli anziani, fino agli emarginati. Ha poi continuato con un altro argomento ad effetto: il cristiano “deve dare fastidio” alle nostre strutture comode, anche a costo di finire nei guai, perché deve essere animato da una “sana pazzia spirituale” e non deve rifugiarsi in una vita tranquilla o, peggio ancora, nei compromessi. Insomma, sotto il profilo economico è condivisibile il suo pensiero, molto più di tanti uomini politici. IL TERZO argomento che vorrei trattare è quello delle “sceneggiate” che si realizzano in Piazza San Pietro durante le giravolte del Papa sulla “papamobile”: se qualcuno dei miei lettori ha avuto modo di vedere le riprese televisiva, avrà notato che la principale attività di Francesco è quella di carezzare e baciare bambini piccoli che gli vengono portati alla sua altezza da uomini addetti; ce ne sono uno per ogni parte dell’auto e si dirigono invariabilmente in posti già segnalati dove si trovano bambini in collo alla madre, adatti alla sceneggiata. La chiamo così perché si vede che è tutto preparato, anche se la finalità è giusta e assai gradita dai fedeli; magari il Papa neppure se ne rende pienamente conto, ma qualcuno nel suo entourage ha messo in piedi questa operazione simpatia usando il Papa e dei bambini (con le rispettive madri). Va tutto bene, basta non esagerare!
Post n°1739 pubblicato il 20 Maggio 2013 da visestis
Forse faccio male a insistere su questo argomento, ma più che leggo di questi fatti e più mi arrabbio; o meglio, oltre ad arrabbiarmi, un po’ mi vergogno, dato che se mi faccio l’identikit mi ritrovo insieme ai tanti presunti colpevoli; questo per dire che “loro” non sono dei mostri, ma delle persone assolutamente normali, almeno all’apparenza. Le vicende di cui mi è capitato di leggere sono due, una a Milano e una a Caserta: la prima ci riporta di una donna di 38 anni, incontrata da una pattuglia di carabinieri, mentre si trascinava per la strada, lacera e sanguinante, il volto tumefatto e contusioni in tutto il corpo; con un filo di voce ha dato nome e cognome di colui che l’ha ridotta in quello stato. Si tratta del solito “ex fidanzato” che l’ha sequestrata e torturata per una intera notte; la donna era andata a casa dell’ex per riprendersi il suo cane e questo l’ha fatto infuriare, tant’è vero che ha cominciato subito a picchiarla ed a tentare diversi volte di abusare nei suoi confronti (ti pareva che mancasse lo stupro??) Tra l’altro, in casa dell’uomo c’era anche un “trans”, al quale l’ex avrebbe “offerto” la donna e, al suo rifiuto, abbia aumentato la dose delle botte. Un’ultima notazione: quando i carabinieri si sono recati nella casa del delinquente (non trovo altra parola), hanno trovato una scia di sangue sulle scale e, entrati in casa, altre chiazze di sangue e diverse bottiglie vuote. Il secondo caso, quello di Caserta, si è svolto all’insegna del fatidico grido “sei solo mia!”, autentici grido di battaglia dell’imbecille che si crede padrone del mondo. Ma andiamo per ordine: lei ha 20 anni è giovane, un bellissimo fisico e, nonostante la giovane età, ha già un figlio. La sua aspirazione sarebbe quella di emergere nel mondo della moda ma questa sua aspettativa ha rischiato di mandarla all’altro mondo in quanto il marito geloso l’ha massacrata di botte; portata all’ospedale ha dovuto subire due interventi chirurgici a distanza di poche une: uno per l’asportazione della milza ed uno per la riduzione di una emorragia interna: è ancora in prognosi riservata e dovrà restare sotto osservazione almeno per 48 ore. Il tutto è nato da una “normale” discussione poi sfociata in una accesa lite che ha scatenato la gelosia dell’uomo ed il successivo pestaggio selvaggio. Per fortuna alcuni vicini di casa hanno sentito le urla della donna che veniva picchiata violentemente ed hanno chiamato la Polizia che è intervenuta ed ha portato lui in carcere e lei all’ospedale dove ha avuto una pronta assistenza. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per il suo carattere violento; pensate che nel 2011, la ragazza – allora diciottenne – stava partecipando ad un concorso di bellezza quando venne raggiunta dal convivente che la pestò a sangue, tanto da costringerla a fare ricorso alle cure mediche in ospedale. Questa non sembra essere stata l’unica volta che la donna era stata oggetto delle “carezze” del convivente, sempre pronto ad usare la forza, tant’è vero che risulta denunciato per violazione di domicilio, ingiurie e lesioni personali. La mamma, sempre la solita mamma, aveva cercato di convincere la figlia a lasciarlo, dicendole ripetutamente “è un violento”, ma al momento la ragazza non aveva ancora avuto la forza di fare il gran passo. In questi casi si cercano tutte le attenuanti possibili, ma è difficile che queste possano reggere ad una donna che ha subito tutto questo.
Post n°1738 pubblicato il 18 Maggio 2013 da visestis
Comincio questa mia chiacchierata con una cosa che non riesco a comprendere: la Svezia e la Norvegia ci implorano di mandare loro spazzatura a più non posso, mentre i nostri inceneritori sono a secco e, naturalmente, non producono più l’energia che ci serve. Questo perché nel nostro Paese di Santi, Navigatori ed inventori geniali, nessuno ha ancora inventato una “centrale compatibile con l’ambiente”; e se non ci riusciamo, compriamoli da qualcuno dei Paesi nordici che secondo gli standard svedesi assicura elettricità a 13/milioni di abitanti e riscalda il 20% delle abitazioni, liberando nell’aria un grammo di diossina, una cosa che da noi neppure si noterebbe. L’Italia è uno stupendo laboratorio di patologia dove si realizza una straordinaria creatività “in negativo”: il controsenso elevato a programma di sviluppo politico, sociale, culturale. Volete un esempio? Diego Della Valle, imprenditore che sa gestire le sue aziende ma anche la propria immagine, offre 25/milioni per il restauro dei nostri sassi più famosi: il Colosseo. Ebbene, anziché ringraziare e mettersi subito al lavoro cominciano ad insorgere ambientalisti, sindacati, antitrust e lo Stato ci mette la sua parte: grandinano i cavilli giuridici, i timbri mancanti, il contropelo alle procedure, e tutti a chiedersi: “cosa c’è sotto questa prodigalità di Della Valle, Che vantaggi ne trae?”. Nessuno che pensi più semplicemente che voglia unire le leggi della filantropia con quelle della pubblicità, entrambe legittime se esercitate nel giusto interesse della collettività. Sotto il profilo della situazione energetica, abbiamo un'altra serie di pasticci: spazzato via il nucleare con un referendum , continuiamo a dissanguarci per acquistare energia fatta da centrali atomiche straniere a due passi dai nostri confini, abbiamo puntato sul metano – che non abbiamo in grande quantità – e sul suo principale fornitore, la Russia, che secondo gli umori del momento chiude e riapre i rubinetti. Ci siamo allora guardati intorno e abbiamo trovato altri produttori di metano, ma mancano i gasdotti, ma la difficoltà è stata superata importandolo - con le navi – allo stato liquido e noi lo riportiamo allo stato gassoso con i famosi impianti di rigassificazione. Allora tutto bene? Nossignore, dato che quando si passa dalle parole ai fatti, arrivano le difficoltà: gli ambientalisti del Polesine insorgono contro il progettato impianto di rigassificazione e a Ravenna sono i verdi a fare pollice verso contro il progettato analogo impianto: in entrambi i casi si conia un nuovo tipo di crimine, “impatto negativo sul paesaggio”. Ci sarebbe l’energia eolica che non esplode e non inquina e quindi sull’Appennino tosco emiliano, verdi, comitati vari e enti locali si sono rimpallati da un crinale all’altro il progetto di un impianto eolico, finché non è stato coniato un nuovo peccato che rischia di bloccare tutto: è buono però deturpa l’ambiente, quindi il reato è “impatto visivo”. Mi viene in mente: ma non costituiscono impatto visivo quelle colate di cemento tra boschi e prati che prendono il nome di dighe? Forse appartengono a un’epoca senza ambientalisti in cui si accettava l’inevitabile compromesso tra estetica e necessità. Oggi abbiamo altre “vedute”: preferiamo le puzzolenti discariche che affiorano tra le vestigia romane o i campi di grano e quello che non c’entra lo spediamo con costosi biglietti ferroviari al nord Europa che illumina e riscalda le sue città, si arricchisce e ci ringrazia con sorrisi imbarazzanti; e noi siamo contenti così??
Post n°1737 pubblicato il 16 Maggio 2013 da visestis
Ricordate la vicenda di Ilaria, una diciannovenne di Donoratico uccisa barbaramente da un senegalese, denunciato dai suoi stessi connazionali? La vicenda richiede almeno tre considerazioni: la prima si riferisce alla comunità senegalese del luogo che, in controtendenza con quanto avviene quasi normalmente, non ha coperto il proprio connazionale ma lo ha denunciato alle forze dell’ordine. La seconda considerazione si riferisce proprio al senegalese presunto omicida, il quale è risultato spacciatore di droghe leggere, clandestino, vari precedenti per violenze e per danneggiamento; ebbene, questo signore era già stato oggetto di un provvedimento di espulsione che lui ovviamente non ha rispettato. E qui si innesca la terza considerazione: per quale meccanismo chi è soggetto a un mandato di espulsione, di solito è come se non lo ricevesse, insomma fa orecchie da mercante, o meglio: se ne frega altamente e continua la stessa vita di prima.. Abbiamo anche dei dati in merito: nel 2010 – i dati 2011 e 20112 sono simili - sono stati identificati e denunciati 150.000 irregolari; di questi solo 16.000 – poco più del 10% - sono stati accompagnati coattivamente alla frontiera. A detta di tutti – poliziotti e magistrati – la Legge Bossi-Fini, quella che regolamenta il reato di clandestinità, è stata un totale fallimento, proprio perché le pastoie burocratiche insite nella stessa normativa, vanno a favore del clandestino e mettono i bastoni tra le ruote della struttura adibita all’espulsione. Sentite come è strutturata la norma e la sua esecuzione: il reato di clandestinità, prevedendo l’arresto obbligatorio in “flagranza” e il relativo processo “per direttissima”, implica che gli stranieri vadano presi e accompagnati non in carcere, ma nelle strutture di polizia e tenuti in custodia fino al giorno dopo quando ci sarà il processo. Tutto questo farraginoso marchingegno comporta che una parte delle pattuglie – normalmente adibite al controllo del territorio – dovranno abbandonarlo per dedicarsi alla sorveglianza dei fermati. Da notare che se una pattuglia incoccia in un “irregolare”, deve sospendere ogni altra azione che stava facendo per seguire tutto il farraginoso iter di identificazione, al termine del quale dovrà condurre il clandestino in un Cie (Centro identificazione ed espulsione) strutture dove i problemi non mancano, con frequenti rivolte e danneggiamenti che ricadono sui Reparti Mobili della Polizia; tutto personale che di fatto viene ancora una volta sottratto al controllo del territorio. Questo discorso sulla clandestinità, oltre ad interessare la vicenda della povera Ilaria, ricorre anche nell’episodio del ghanese Kabobo che alla periferia di Milano ha preso a picconate – senza alcun motivo – i passanti che incontrava e, prima di essere arrestato dalla Polizia, ha ucciso tre persone e ferite altrettante, di cui uno in gravi condizioni; ebbene, anche questo clandestino risulta titolare di un decreto di espulsione, ma il galantuomo aveva fatto a suo tempo, richiesta di “asilo politico”, richiesta respinta dal giudice ma alla quale l’uomo si era appellato e questo ricorso ha bloccato l’obbligo di espulsione. Sembrerebbe che anche questo Kabobo fosse assistito da un bravo avvocato, visto il modo come riesce a schivare gli obblighi previsti dalla legge italiana. Per concludere, il Ministero dell’Interno ha stimato in un milione il numero degli stranieri irregolari in Italia nel 2012 e in 700/milioni di euro la somma occorrente per gestire questui flussi migratori; da notare che è del 28% la media degli irregolare espulsi dall’Italia, con un costo di 10.000 euro cadauno.
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Inviato da: Marion20
il 02/05/2013 alle 13:32
Inviato da: pgmma
il 04/04/2013 alle 15:11
Inviato da: pgmma
il 09/10/2012 alle 08:04
Inviato da: visestis
il 10/07/2012 alle 19:12
Inviato da: animalshelter
il 10/07/2012 alle 15:15