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Un blog creato da a_tiv il 28/10/2006

Il Libero Pensiero

Il blog di Vito Schepisi

 
 
 

10 DICEMBRE: GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI

Il 10 dicembre del 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava la Giornata Mondiale per i Diritti Umani

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI


http://www.unhchr.ch/udhr/lang/itn.htm

 

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CONDANNA DEL COMUNISMO

Risoluzione del Consiglio di Europa  n.1481 del 25 gennaio 2006 - Condanna del Comunismo

Il 25 gennaio 2006 l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa approva la Risoluzione n. 1481, che condanna i crimini dei regimi comunisti

europei.http://www.democraticicristiani.it/europa/ris_1481.html

 
 

 

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Vendola non è più la più bella del reame

Post n°440 pubblicato il 03 Maggio 2012 da a_tiv
 

E’ durata tanto, ma anche l’intesa politica di Vendola con la Puglia è entrata in crisi.
La classifica per indice di gradimento dei governatori delle Regioni italiane, diffusa dalla ‘Datamonitor’, infatti, vede quello pugliese fuori dai primi dieci.
La classifica non si sofferma sulle motivazioni. Non si conosce ciò che ha lasciato insoddisfatti i pugliesi, ma le motivazioni si possono intuire: la principale è che, in passato, i pugliesi siano rimasti affascinati dal modo di esprimersi del loro Governatore.
Vendola non è mai semplice e diretto. E’ bizantino e lezioso: gli hanno persino affibbiato l’appellativo di ‘poeta’. E’ facile che in Puglia chiamino poeta chi vagheggia e vive un po’ fuori dal mondo reale. Chi ha letto le sue poesie, però, è rimasto un po’ come basito. Passando alla prosa, i suoi concetti appaiono più barocchi: si arrotolano attorno ai pensieri, saturi di figure retoriche, fino a disperdere sostanza e diventare incomprensibili, ma non per questo meno affascinanti e apparentemente spessi e profondi.
Vendola, quando si esprime, appare come lo stereotipo satirico di se stesso, tanto da apparire, a sua volta, l’imitatore più fedele di Checco Zalone.
In Puglia, in passato, questa dote di leziosità lessicale è stata la sua carta vincente.
Per esprimere, ad esempio, contrarietà verso le scelte di altri, Vendola non illustra mai un pensiero diverso da contrapporre, ma esprime sdegno, piuttosto parla di sentimenti che sono stati sacrificati all’opportunismo politico dei suoi avversari. Mai, però, l’opportunismo della sua parte, benché nell’inchiesta giudiziaria sulla sanità sia emerso che la salute dei pugliesi sia stata usata per allargare, con l’uso delle nomine e degli appalti, il consenso politico della sua maggioranza.
E’ un garantista a intermittenza, ed è senza remore e riguardi per chi gli attraversa il cammino.
La sua è stata una vita rivoluzionaria, fatta di pensieri e di azioni in cui persino la violenza è apparsa come una variabile indipendente, giustificata dalla presunta violenza morale degli altri. Ogni vittoria politica, per Vendola è una sconfitta inferta alle forze reazionarie, impegnate, a far retrocedere le conquiste dei più indifesi, degli anziani, delle donne, dei bambini, dei diversi, dei diseredati, degli extracomunitari, piuttosto che le conquiste degli operai e dei braccianti sottratte all’egoismo e alla prepotenza padronale.
La Puglia è oramai una terra desertificata dal suo furore ideologico. Le imprese chiudono. I giovani scappano. Non cresce più niente, se non le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici a spese dei consumatori e dei contribuenti. Per l’acqua bene comune si è battuto come un leone contro la presunta privatizzazione. I toni sono stati da crociata contro chi era accusato di voler affidare all’interesse privato un bene primario come l’acqua. Per il vero, era solo la partecipazione dei privati alle società di gestione, cosa che in altre regioni esiste da sempre. La legge abrogata, infatti, oltre a soddisfare una direttiva europea sulla gestione dei servizi pubblici, sarebbe servita agli investimenti, all’efficienza e a sottrarre alle derive clientelari, tipiche delle gestioni partitiche, un servizio prezioso come quello idrico.
L’Acquedotto Pugliese è così ritornato sotto il controllo della Regione e le tariffe, invece di diminuire del 7%, com’era stato promesso da Vendola, sono aumentate, mentre, per gli investimenti, tutto è fermo per mancanza di risorse economiche. Chi si è battuto con lui non l’ha mandata giù.
Le ipotesi per spiegare la parabola discendente di Vendola girano, così, tutte attorno alle delusioni e al fallimento della sua proposta politica. Hanno certamente influito anche gli scandali della malasanità, come l’inquietudine dei giovani e delle famiglie, presi in giro dalle troppe parole su una Puglia migliore, che invece non c’è mai stata.
La Puglia e Bari si stanno risvegliando da un incantesimo. I cittadini si rendono conto di aver perso anni a rincorrere illusioni: emerge ora un quadro d’insieme che riporta tutto alla realtà dei servizi costosi e inefficienti, del malcostume, della recrudescenza criminale e delle “cozze pelose”.
Vito Schepisi     per l’Occidentale

 
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UNDICI SETTEMBRE

Crono 911: tutto su l'11 set 2001  a  N.Y.

Storia, Documenti e perizie ufficiali

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http://nuke.crono911.org/

 

LA GIORNATA DEL RICORDO

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Il ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo dei 350.000 italiani, giuliani, istriani e dalmati

 

GIORNATA DELLA MEMORIA

27 gennaio 2007 Il giorno della memoria

Per non dimenticare

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Dove eravamo?

Li ho rivisti ieri sera, in bianco e nero, anime tragiche, tragici volti stupiti, adunati come gregge sperduto, chiuso tra cani pastori con sembianze d'uomo.
Latrati incomprensibili davano tremito nascosto alle loro membra, al loro il cuore; la loro anima immobile di terrore, i loro pensieri mortificati da abusi su corpi e anime.
 

Era sempre inverno in quegli anni, anche in primavera e in autunno e in estate.
Dov'eravamo noi, allora?
 

Conducevamo quei treni, tragici forzieri d'umano carico, o li aspettavamo tra la neve, quei convogli? 

Li ho rivisti ieri sera, in bianco e nero, e un attimo eterno di disperazione mi ha investita.
Disarmata e impotente ho sparso inutili lacrime nel guardarli, e ho chiesto un inutile perdono alla vita, per me e per tutti coloro che, allora, calpestarono esistenze innocenti con gli occhi dell'anima bendati.

Ringrazio sentitamente una mia cara e sensibile amica, autrice delle parole. Parole che ho condiviso e chiesto di rendermele disponibili.

 

GRIDO DI LIBERTÀ

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"Signor Presidente, lei si vanta di aver dato al nostro paese una libertà della quale non ha mai goduto, mentre l'unica libertà che ancora non ci è stata tolta è quella di respirare e camminare, per il resto non abbiamo mai vissuto in una situazione peggiore per quanto concerne le libertà individuali e collettive.

Probabilmente non condividiamo il significato della parola libertà.

In una società libera gli studenti non sono cacciati dalle università in quanto dissidenti, non sono pestati regolarmente dai suoi sostenitori perché contrari al suo governo, non si vedono negare il diritto a organizzarsi in associazioni o a pubblicare riviste.

Lei ci ha accusato di essere agenti di potenze straniere, se riuscirà a dimostrare questa sua accusa ci autoimpiccheremo per aver tradito il nostro paese.

Quelle grida che lei ha ascoltato lunedì, non erano voci individuali, era la voce di un popolo che chiede libertà, democrazia e giustizia.

Impari ad ascoltarla."

Lettera scritta dagli studenti dell'Università di Teheran al Presidente Ahmanidenejad  - Teheran dicembre 2006

 

ICH BIN EIN BERLINER! (J. F. KENNEDY 26.6.1963)

Durante la sua visita a Berlino del 26 giugno 1963, il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy pronunciò un discorso toccante. Il suo discorso sarebbe divenuto simbolo della Guerra Fredda:


«Ci sono molte persone al mondo
che non comprendono, o non sanno,
quale sia il grande problema tra
il mondo libero e il mondo comunista.
Lasciateli venire a Berlino!
Ci sono alcuni che dicono che
il comunismo è l'onda del futuro.
Lasciateli venire a Berlino!
Ci sono alcuni che dicono che,
in Europa e da altre parti,
possiamo lavorare con i comunisti.
Lasciateli venire a Berlino!
E ci sono anche quei pochi che
dicono che è vero che
il comunismo è un sistema maligno,
ma ci permette di fare progressi economici.
Lasst sie nach Berlin kommen!
Lasciateli venire a Berlino! [...]
Tutti gli uomini liberi,
ovunque essi vivano,
sono cittadini di Berlino,
e quindi, come uomo libero,
sono orgoglioso di dire,
Ich bin ein Berliner! (sono un Berlinese).»

* * *

A berlino ci sono andato nell'agosto del 1971.

Dopo 10 anni dalla realizzazione del "muro" nella notte tra il 12 ed il 13 agosto del 1961.

Il 12 ed il 13 agosto del 1971 ero a Berlino.

Mi sono recato nella parte est della città il giorno 12, con un permesso che mi scadeva a mezzanotte, ho rischiato la chiusura del varco per una sfilata militare che m'impediva l'accesso alla Friederich strasse, unico passaggio per turisti e stranieri.

Il 13 agosto la Berlino comunista celebrava la separazione della città con una parata militare oceanica: celebrava il muro.

Ero là anche il 13 agosto mattina ad assistere.

Honeker sul palco nella Under Der Linden che arringava la folla.

La sua voce severa, dura, autoritaria.

Non avevo mai visto e sentito niente di simile dal vero.

Non capivo le parole ma ne interpretavo la violenza.

Mi sono sentito berlinese anch'io.


Vito Schepisi
 

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