Papà Arrivo

Dal concepimento alla nascita ...e oltre: l'esperienza più bella del mondo. La ragione dell'esistenza vissuta prima da un futuro papà, ed ora attuale

 

 

Il "secondo" momento più bello della mia vita

Post n°146 pubblicato il 11 Settembre 2015 da vivoperquesto

I patti, imposti dalla mia Lei, erano che mi avrebbe chiamato appena vedeva che si approssimava il momento della nascita.

La mattina cerco di lesinare qualche notizia via telefonino, ma non arrivano ancora novità sostanziose...

...fino alle 10.30, quando comincia a non arrivarne proprio più nessuna.

Passa più di un ora e la mia preoccupazione raggiunge i livelli di guardia.

Decido allora di entrare in macchina ed andare a chiedere direttamente in ospedale.

Arrivo li e suono il campanello.

Ma non mi apre nessuno.

Dopo qualche minuto comunque, finalmente la mia Lei mi telefona, forse stufa dei milioni di messaggi inviati e dei tentativi di chiamate senza risposta.

Praticamente uscivano lingue di fuoco dal telefono: "Perchè sei venuto! ti avevo detto che ti chiamavo io"

"Si more, ma sono due ore che non ti sento, mi sono preoccupato"

"Mi hanno fatto l'induzione ma credo che alla piccola non sia piaciuta, i battiti sono scesi improvvisamente di parecchio, ma poi sono risaliti. Prima non mi potevo muovere e il telefono era a caricarsi lontano da me. Aspetta che esco un momento"

Esce tutta barcollante, si siede nella sala d'aspetto con me, ma vedo che ha dei dolori.

Allora gli dico di rientrare e di farmi sapere.

Lei mi dice di andare a casa e che mi chiamerà lei.

Io faccio "melina" per un po cercando di capire se è il caso o meno di tornare alla base.

Faccio una tappa alla cappella dell'ospedale, cercando supporto ai "piani alti".

Quando esco da li mi cominciano ad arrivare messaggi minatori e che mi attribuiscono colpe gestazionali del tipo:"Ma perchè mi hai messo incinta", "Se ti riavvicini te lo taglio" ...e via cosi

Capisco allora che è meglio lasciarla sfogare e me ne torno con calma a casa.

Mangio qualcosa e mi distendo sul letto sperando di recuperare un po del sonno perso la notte prima.

Stavo quasi per riuscire ad addormentarmi quando arriva un messaggio sul telefonino:

"E' iniziato!"

Salto sul letto e corro a dire a mia suocera di preparasi.

Portiamo mia figlia da una amica, e via all'ospedale.

Arrivo e dopo poco mi fanno entrare.

Mi portano nella sua stanza.

Contrordine!

Hanno tolto l'induzione perchè i dolori erano forti, ma non utili all'apertura del parto, e la bimba era tachicardica.

Dopo un oretta di monitoraggio arrivano ostetrica, ginecologo e anestesista e ci dicono "Questa reazione poteva succedere, Signora non ha letto il documento che ha firmato? Comunque abbiamo fatto l'induzione perchè il ginecologo che l'ha seguita ha ritenuto fosse più sicuro cercare di non aspettare ulteriormente, quindi, visto anche il monitoraggio forse è il caso di farla partorire per evitare complicazioni."

Ok, allora occorre fare il taglio cesareo, e io non potrò assistere.

Credevo che questa volta avrei avuto più difficoltà della prima ad essere presente in sala parto, quindi ho cercato di consolarmi pensando che si sono occupati loro di togliermi tale difficoltà.

In reatà aspettare fuori non è per niente meglio.

Chiamo all'adunata tutti quelli che posso, avvisando di quanto stava avvenendo (tranne mia madre a cui, in quanto anziana, ho pensato fosse meglio avvisarla al termine dell'operazione).

In sala d'attesa arriva mio fratello, e dopo poco l'amica che aveva in gestione mia figlia, con lei e le sue amichette.

Il visino è chiaramente eccitato e interdetto al tempo stesso. Ma la presenza delle sue amiche la distrae un po.

Dopo una mezzora d'attesa esce un infermiera e mi chiama.

Entro e non attendo un secondo per chiedere come è andata.

L'infermiera risponde "Bene!", quindi posso ricominciare a respirare.

Seguo l'infermiera che non mi fa fermare a mettermi i copriscarpe, causandomi la cazziata successiva dell'altra infermiera che mi ha rispedito indietro a mettermeli, e la cazziata dei dottori, in quanto la prima infermiera mi ha guidato direttamente in sala parto (e non ci si può andare in caso di parti cesarei).

Finalmente mi mettono in braccio Veronica.

Nata alle 18,28 e del peso di 4,09 kg.

Rimango sopreso da quanto è grande, e quanto è serena e tranquilla, evidentemente il parto cesareo la deve aver favorita, ed evitato, nel caso di nascita naturale, gli sforzi del parto.

Con la bimba in braccio mi portano in una stanza e mi dicono di aspettare li e che, finito di ricucire la madre, mi porteranno anche Lei.

Allora ho dieci minuti di solitudine con la mia nuova piccola.

La guardo e le cerco di trasmettere tutto l'Amore che provo.

Lei guarda quella che probabilmente è solo la mia immagine ancora offuscata, e mi ascolta con attenzione.

E' favolosa!

Guanciotte ciccciotte e un meraviglioso doppiomentino mi tentano a mangiarmela di bacini.

Il mio cuore saltella nel petto in tutte le direzioni spruzzando champagne all'impazzata.

Nella stessa stanza c'è un altro papà a cui chiedo se può andare ad avvisare fuori i miei parenti che tutto è andato bene.

Dopo poco arriva mia figlia a conoscere la sorellina.

La guardava carica di emozione ma senza lasciare trasparire quel che pensava.

Le chiedo se le piace.

Fa si con la testa.

Arrivano pure mia suocera e mio fratello ad ammirare questa bellezza.

Poi arriva anche il letto con sopra la "nuovamente" neomamma, ancora un po intontita dall'anestesia, e le metto in braccio l'opera d'arte.

Seppure con modalità diverse dalla nascita della mia prima figlia, questo "secondo" momento più bello ed importante della mia vita, mi ha lasciato come il primo...

... carico di gioia, soddisfazione, entusiasmo e consapevole che la mia vita sarà ancora più difficile, con maggiori responsabilità, ma anche ricca di significato e di tutti quei piccoli attimi che alimenteranno il mio orgoglio di padre...

...un padre innamorato pazzo delle sue figlie

 

 
 
 

Il ricovero

Post n°145 pubblicato il 08 Settembre 2015 da vivoperquesto

Come previsto,

io, mia figlia e mia suocera (che intanto è venuta a stare qualche giorno da noi in vista dell'evento), abbiamo accompagnato la mia Lei all'ospedale.

Come immaginavo, non è stato facile lasciarla li.

Non ero del parere di portare anche mia figlia, e i saluti tra le due, con pianti associati, non sono stati facili da digerire.

Quindi, dopo aver frenato le mie lacrime alla soglia degli occhi, siamo tornati a casa.

Niente mamma a casa, quindi i vizi a cui lei l'ha abituata mi si comiciano a ritorcere contro.

"Vojo maamma, lei mi canta le canzoncine per dormire".

Ok, io per hobby canto, ma cantare la sera in preda a stanchezza ed agitazione non è proprio il massimo.

Cosi la bimba, con una scusa, è ricorsa alla nonna abbandonadomi nella mia stanza.

Mi attacco quindi alla messaggistica del mio telefonino e seguo "in diretta" gli sviluppi dall'ospedale.

Passa il tempo ma le notizie che arrivano sono solo di altre mamme che partoriscono.

A Lei dicono che devono dargli, non so cosa, per indurgli il parto, ma non si decidono a farlo.

...cosi passa la notte senza sviluppi.

 
 
 

Ci siamo quasi

Post n°144 pubblicato il 01 Settembre 2015 da vivoperquesto

Ultimo monitoraggio.

La bimba è stimata oltre i 4kg.

Il pancione è enorme.

Il dottore chiede di tornare in serata in ospedale per fare un altro monitoraggio perchè in quello del pomeriggio la bimba dormiva.

Inoltre già ha programmato di ricoverare la mia Lei la sera successiva, giorno prima della scadenza dei 9 mesi prevista, e di "incentivare" il parto, per evitare problematiche.

Il monitoraggio serale è andato bene.

 
 
 

Il compleanno della mia Lei

Post n°143 pubblicato il 28 Agosto 2015 da vivoperquesto

Compleanno della mia Lei.

Il programma della serata prevede cena cinese a domicilio.

Torno a casa stanco, ma armato dalla buona volontà di offrirle una serata serena.

Illusione.

Arrivo e...

"More vieni un momento?"

"Si"

Era in bagno e mi fa:"Secondo te questo è sangue?".

Se lo era o no non ne avevo idea, anche perchè nemmeno ho guardato, ma il mio di sangue si è immediatamente gelato.

Sono entrato nel panico.

Lei invece non faceva una piega.

Addirittura ha preso il telefono e ha ordinato la cena cinese.

Dopo molte mie insistenze però, l'ho convinta che era il caso di andare al pronto soccorso e verificare che fosse tutto apposto.

Abbiamo atteso minuti interminabili che arrivasse la cena cinese ordinata, l'abbiamo lasciata sul tavolo e siamo scappati in macchina.

Mia figlia, appena saputo che eravamo diretti all'ospedale, ha cominciato (allegramente) a fare la sirena "NINO NINO NINO".

Con il cuore in gola guido cercando di mascherare (senza riuscirci, almeno con la mia Lei) la mia ansia.

Finalmente arriviamo e la faccio scendere ed avviarsi alla porta del ps, mentre io e la bimba cerchiamo parcheggio.

Dopo poco arrivo nella sala d'attesa deserta.

Qualche minuto e si affaccia il ginecologo che la segue (meno male che era di turno) e, con un mezzo sorriso, mi fa:

"Ma tu il giorno del suo compleanno la porti qui?", e rivolgendosi a mia figlia "Ma il tuo papà è un birbante".

e io:" Dottore, mi aveva detto che aveva delle perdite, mi sembrava il caso di farla controllare".

Annuisce e :"Tranquillo è tutto ok, faccio una ecografia e tra poco te la rimando". E rientra.

Infatti poco dopo arriva lei, e mi conferma che era soltanto un capillare ad essersi rotto, nulla di preoccupante.

"Bene" gli dico, "Hai visto?" il giorno del tuo compleanno ti ho fatto vedere tua figlia nella pancia ...non è un regalo fantastico?"

...dopo questa battuta scaccia paure, e schivando uno schiaffone, siamo tornati a casa a mangiarci il "lauto" pranzo

....cinese.

 
 
 

Un sospiro di sollievo

Post n°142 pubblicato il 07 Agosto 2015 da vivoperquesto

Dal momento che far finta di non pensarci, non ha portato ad altro che moltiplicare paure ed ansie, ho deciso di esserci anche io alla prossima ecografia, in modo da chiedere al dottore di fugarmi tutti i dubbi.

Ecco quindi che arriva il giorno fatidico, e con lui anche la mia famosa tosse nervosa torna a trovarmi.

Qualche minuto di sala d'attesa e si entra da medico.

Dopo i saluti, cercando di nascondere il mio stato d'ansia (mission impossible), chiedo se il dottore può mostrarmi nell'ecografia il braccio che non sono risciuto a vedere in precedenza.

Ed eccolo li.

Quasi immediatamente si vedono entrambe le braccia (seppure con i pugni chiusi) e questo ha provocato in me un profondo sospiro di sollievo.

Ok è bastato uscire dallo studio medico perchè qualche pensierino mi riportasse strascichi di paure...

...ma accontentiamoci.

 
 
 
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Un blog di: vivoperquesto
Data di creazione: 17/09/2009
 

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