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since19602
   
 
Creato da since19602 il 26/08/2008
 

libertà

romantico dolce sensibile passionale unico un essere in via di estinzione

 

 

sulle ali di un amore..

Post n°1113 pubblicato il 21 Maggio 2012 da since19602

C'era una volta un uccellìno,
con ali perfette e piume lucenti,
colorate e meravigliose.
Insomma, un animale creato
per volare in libertà nel cielo,
e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno, una donna
vide questo uccellìno e se ne innamorò.
Stupefatta, si fermò a osservarne il volo
con il cuore che batteva all'impazzata,
e gli occhi brillanti di emozione.
Lo invitò a volare vicino a lei,
e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre
in perfetta armonia.
Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccellìno.
Ma poi pensò:
'E se volesse conoscere le montagne lontane?'
Ebbe paura.
Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini.
E provò anche invidia: invidia per la sua capacità di volare.
Si sentiva sola E allora si disse:
'Preparerò una trappola.
La prossima volta che arriverà, non potrà più andare via!'
L'uccellìno, parimenti innamorato,
tornò il giorno seguente,
cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni.
Era l'oggetto della sua passione
e lo mostrava alle amiche, che dicevano:
"Ma tu hai davvero tutto. "
Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione:
visto che possedeva l'uccellìno,
e non aveva più bisogno di conquistarlo,
lentamente perse interesse per lui.
E l'uccellìno, non potendo volare
ed esprimere il senso della propria vita,
a poco a poco deperì, la lucentezza delle sue piume svanì
e divenne brutto.
 La donna non gli prestava più attenzione,
se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.
Un giorno, l'uccellìno morì.
Lei ne fu profondamente rattristata
e iniziò a pensar e sempre a lui.
Tuttavia non si ricordava della gabbia,
rammentava soltanto il giorno
in cui lo aveva visto per la prima volta,
mentre volava felice fra le nuvole.
Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto
che ciò che l'aveva colpita in quell'uccellìno
era la libertà, l'energia delle sue ali in movimento,
e non il suo corpo fisico.
Senza l'uccellìno, la sua vita perse di significato,
e la Morte andò a bussarle alla porta
. "Perché sei venuta?" le domandò lei.
"Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo,
" rispose la Morte. "
"Se lo avessi lasciato partire e tornare,
lo avresti amato e ammirato anche di più.
Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare."

gio' 
 

 
 
 

buonanotte...

Post n°1112 pubblicato il 19 Maggio 2012 da since19602

 Buonanotte  a chi ,tra terra bruciata e polvere
ha ancora una stella da seguire...
a tutti quelli che raccolgono i frammenti delle loro giornate,
chiudendoli in un cassetto prima di andare a dormire.
Buonanotte a chi si trascina in questo mondo in modo malinconico,
e a chi come me ,cerca a volte una fuga dalla realtà.
Buonanotte a chi sa leggermi dentro,
 a chi sa vedere oltre la mia corazza,
 a chi abbatte ogni mia difesa.
Buonanotte a chi sa parlarmi di tutto e di niente,... a chi riesce a farmi sorridere e pensare allo stesso tempo.
Buonanotte a chi  vive  un  bel sentimento,
per il  quale non riesce a trovare  un termine conosciuto per descriverlo...
Buonanotte a chi sa ammettere  i proprio errori.
Buonanotte a chi crede in me,
 a dispetto di ogni cattiveria.............
a chi interpreta ogni mio 
pensiero prima ancora che io lo esprima.

Buonanotte a chi non ha mai smesso di essermi amico....e......

Buonanotte a me...

gio'

 
 
 

l'illusione del primo incontro..

Post n°1111 pubblicato il 14 Maggio 2012 da since19602

finalmente è arrivato quel giorno. sei qui davanti a me..il mare che ci fa da cornice...gli occhi fissi nei tuoi, un attimo di silenzio che parla, qualcosa in noi si è creato, mi avvicino lentamente senza sapere ciò che voglio davvero...i tuoi occhi si sgranano sorpresi, ma non indietreggi mentre la mia mano si alza, si apre e le mie dita sfiorano il tuo viso con una dolcezza che non pensavo di possedere. Gli sguardi ancora incatenati, lievemente sorrido ed anche tu lo fai, deglutisci a fatica, non sai cosa vuoi, non sai cosa voglio, ma sai che un tuo no, sarà un no. Qualcosa dentro di me si smuove, mi avvicino ancora molto lentamente, un lampo di paura ti passa nella mia mente, vuoi indietreggiare, fermarmi, ma allo stesso tempo non lo vuoi fare ed io mi fermo, ho la tua attenzione e mi basta. Vorrei posare le mie labbra sulle tue, forse il bacio che ti aspetteresti da me sarebbe forte, deciso, possessivo, ma io voglio avere di più da questo attimo che ho sognato da tempo, voglio il tuo si mentre poso le labbra sulla tua fronte e ti sento sospirare. Chiudi gli occhi piccola.. e poso le mie labbra sulle tue palpebre, leggere come ali di una farfalla. Ci sono solo io e ci sei solo tu..padroni del nostro attimo... Torno a guardarti e sai quello che provo per te..quello che tu,non puoi darmi perché sai che non potrai mai essere mia. D'un tratto sorridi, ti brillano gli occhi mentre vorresti ridere, ma la risata ti muore in gola. Le nostre labbra quasi si sfiorano, d'un tratto capisco che non mi dirai di no e ti sorrido, lo sai che non farei mai niente che non vuoi. Un gemito ti sale alle labbra e sei tu che me le sfiori con le tue, al diavolo tutto, è quello che voglio! Ti prendo il viso con le mani e poso lentamente le mie labbra sulle tue, le mie braccia ti avvolgono con dolcezza, sento la tua mano sulla spalla e torno a sfiorarti il respiro fino a che non riesci più a tenere gli occhi aperti. Le nostre labbra si toccano, mi allontano di pochissimo, per poi assaporarle ancora ed ancora, un gemito esce dalla mia bocca. Allora le sfioro con le dita, ne seguo i contorni e sorridi, un attimo e le nostre bocche  sono finalmente unite, si appartengono per qualche istante ed il bacio diventa più intenso, profondo, ma è un bacio dolce, non prepotente, d'un tratto cambia e la passione ci incendia...mi fermo, mi allontano e una lieve protesta esce dalle tue labbra come se fosse una dichiarazione di appartenenza, socchiudi gli occhi e quello che posso fare è stringerti a me come se volessi proteggerti dal mondo intero anche se non hai bisogno.

Ma in questo istante ..in questo magico istante la mia vita sei tu..anche se so che è solo un sogno..un piccolo grande sogno..

Gio’

 

 
 
 

domenica 13 MAGGIO...FESTA DELLA MAMMA...

Post n°1110 pubblicato il 11 Maggio 2012 da since19602

Questo è per le mamme che stanno alzate tutta la notte tenendo in braccio i loro bambini ammalati dicendo "è tutto a posto tesoro, la mamma è qui con te". Per quelle che stanno per ore con i loro bambini che piangono in braccio cercando di dare loro conforto. Questo è per tutte le mamme che vanno a lavorare con il rigurgito nei capelli,le macchie di latte sulla camicia e i pannolini nella loro borsetta. Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale.
Questo è per le mamme che danno la luce  bambini che non vedranno mai.
E quelle mamme che hanno dato una casa a quei bambini.
Per le mamme che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi
e che non potranno mai vederli crescere sulla terra, ma un giorno potranno ritrovarli in Cielo!
Questo è per le mamme che si sono gelate al freddo alle partite di calcio invece di guardarle dal caldo della macchina, così quando il bimbo le chiede: "Mi hai visto, Mamma?" Potranno dire: "Certo! Non me lo sarei perso per niente al mondo!" Pensandolo veramente. Questo è per tutte le mamme che danno una sculacciata, disperatamente, ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i capricci per il gelato prima di cena.e poi danno loro un bacio quando dormono.
E per tutte le mamme che invece contano fino a 10. Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli per spiegare come nascono i bambini.
E per tutte le mamme che avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole. Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare ai loro figli.... che leggono la stessa favola due volte tutte le sere, e poi la rileggono "ancora una volta". Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro bambini ad allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola,e che hanno insegnato ai loro figli maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un rubinetto che perde. Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente, quando sentono una vocina chiamare "mamma!" In mezzo a una folla, anche se sanno bene che i loro figli sono a casa - o anche via, grandi, all'università... Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio, per poi ricevere una chiamata dall'infermeria della scuola chiedendo di venirli a prendere. Subito.
Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro. Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di altre madri, donando a loro tempo, attenzione e amore... e che non vengono apprezzate!... Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle sanguinare, quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di verde. Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le madri di chi ha sparato.
Per le mamme dei sopravvissuti, e le madri che guardano con orrore la tv; abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e salvi. Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di essere pacifisti ed ora pregano per loro, di tornare a casa dalla guerra sani e salvi...Cos'è a fare una brava Madre?
La pazienza? La compassione? La determinazione? La capacità di allattare, cucinare e ricucire un bottone di una camicia nello stesso momento?
O è nel loro cuore?
È il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta?
Lo scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla culla... alle 2 di notte, per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme?
Il panico che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l'ora di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa sano e salvo?
O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per abbracciare i tuoi figli quando senti che c'è stato un incidente, un incendio o un bimbo che è morto?
Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di sonno... e le madri più mature che imparano a lasciarli andare. Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa. Per le madri single e quelle sposate.
Madri con soldi, madri senza soldi.
Questo è per tutte voi
Tenete duro.
Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio. E dire a loro tutti i giorni che..................

LE AMIAMO.....

TANTI AUGURI MAMMA..ANCHE A TE,CHE MI GUARDI DA LASSU'

gio'

 

 
 
 

la piccola dalle mani d'oro

Post n°1109 pubblicato il 08 Maggio 2012 da since19602

 

 

..Si racconta di un tempo che una splendida Fata(che tutti chiamavano la piccola dalle mani d'oro),triste e desiderosa di tornare ad amare, decise di scendere giù dalla sua impalpabile nube color rosa confetto e, chiusi i suoi occhi, colore di tutti i colori, lasciasse cadere dal cielo la sua magica bacchetta fatata:  chi l’avesse raccolta sarebbe stato il prescelto, quello che sarebbe rimasto ammaliato e bruciato dal suo magico fascino, dalla sua seducente sensualità…
Voleva provare a giocare, a fare la donna, “donna di terra” e a fare innamorare di se, proprio come fanno o fingono, a volte, più spesso,  le donne di terra davvero; voleva vedere quanto grande fosse mai stato il suo potere e quanto poteva irretire e togliere il senno a chi fosse rimasto imbrigliato nei suoi fili leggeri e intricati...
Indossò il vestito più seducente che aveva e comprò il sorriso più caldo e suadente che c’è, si lisciò i capelli e li fece più lunghi e più belli e con un piccolo sbuffo di sogno....PUFF.... di colpo,la fata fece apparire la bacchetta dove prima non era…proprio mentre un uomo passava di li... 
……Distrattamente raccolse quello strano oggetto apparso da non sapeva dove: se lo rigirò tra le mani cercando di capire cosa mai potesse essere con la sua forma da bacchetta …come quelle da direttore d’orchestra…,, ma ricoperto di strane perline dai mille riflessi e colori e così leggero da sembrare senza peso o sostanza…, di un altro mondo quasi...
Si guardò intorno per capire chi potesse mai averlo smarrito, ..a chi potesse essere caduto…, ma nessuno sembrava cercare o chiedere: solo gente indaffarata e presa dalle cose di sempre che andava di fretta incurante di lui e persa nei propri importanti pensieri…
Se lo rigirò tra le mani, provò a batterlo sul palmo, ma come materia impalpabile e senza sostanza, sembrò attraversargli la mano, scomparire e ricomparire dietro il suo palmo, incapace ad afferrare.
Stupito e sorpreso, troppo intento a cercare di farsi ragione, non si accorse della donna che si era come materializzata accanto a lui, …sbucata forse da dietro l’angolo o magari scesa dal bus “33” che stava giusto ripartendo tra sbuffi di fumo nerastro; fu forse il profumo che senti inebriarlo e prendergli il respiro che lo fece girare e le fece incocciare lo sguardo in quello di lei, ..lasciandolo senza parola e senza equilibrio..
Una foglia, una foglia nel vento, ..per un attimo si sentì esattamente così e quel vento era lei che avrebbe potuto portarselo via con un semplice schioccare di dita o di ciglia, con un solo sorriso.., sì proprio quel sorriso che gli sciorinò in volto e con cui l’abbagliò costringendolo ad aprire e chiudere gli occhi più volte, per capire se stava sognando o se no…: “Che fosse una strega..? ..O una fata…?”. Il pensiero gli saettò nella mente rapido e sfuggente…, ma quella era proprio l’idea, l’impressione.
Farfugliò qualche sconnessa parola di scusa, di ..copertura, non avendo parole da dirle o discorsi da farle, tanto lo sbalordimento ed il trasporto “ ..I violini…le nubi nel cielo..le onde leggere di un mare tranquillo…” “…Un idiota, un idiota perfetto e totale…, smarrito di senno e di senso… Ma che fosse di colpo rincretinito…? ..E poi, chi mai credeva di essere questa che lo guardava e gli sorrideva come lui fosse un povero ebete tonto..?
..Lui, un pacato e freddo professionista , un vecchio lupo di mare che aveva passato la boa della vita a metà e che adesso, disincantato e sicuro, si guardava le cose con cinico distacco, con quella certa baldanza…”
..Eppure proprio e soltanto un cretino, riusciva a sentirsi adesso, di fronte a quegli occhi e a quel viso, che già gli occupavano pensieri e voleri, mentre continuava a rigirarsi tra le dita quell’insulsa …bacchetta che emanava quella luce un po’ strana e distorta.
...Lei , la "piccola"Fata, con la falsa indifferenza che a volte sanno vestire le Fate, e con un sorriso caldo e misterioso come la coda luccicante di una cometa, si gustava l’effetto che aveva saputo provocare…, si inorgogliva e beava di quel suo magico tenere così, tra le dita, tra le pieghe delle sue labbra, col suo solo alitare, la vita di un uomo, di uno dei tanti abitanti “del mondo di terra”, di un essere che viveva di cose che tocchi e che stringi e mai di sogno e di aria, ancorato e costretto da paure e legacci e cento ancòre, a quel suolo coperto di polvere e stracci e incapace a volare nel cielo, come lei era solita fare……
Soddisfatta di se e signora a quell’aura che spargeva d’intorno, come fosse una ragnatela impalpabile ed intangibile a cui lui non potesse sfuggire, gli si avvicinò e gli sfiorò le labbra con le sue per perderlo ancora un briciolo in più…;
fu come se  una scossa improvvisa l’avesse attraversata di colpo e la luce, ogni luce scomparsa e riapparsa e ancora scomparsa, come se mille campane avessero insieme preso a suonare e a danzare per l’aria e tutte per lei …e i profumi a far dolce anche un giorno di pioggia.
Lei la Fata, la magica piccola signora del sogno, la leggiadra figura che sapeva danzare sulle ali del vento e camminaretra  le stelle, non sapeva il sapore di un bacio, non conosceva il sottile miracolo di due labbra che si chiudono insieme e il calore che nasce dal sentire il respiro dell’altro che si fonde e si unisce al proprio.
E le mani di lui, di quell’uomo di terra che le avevano preso le sue e le avevano strette e intrecciate le dita …, erano adesso una catena impossibile a sciogliere , un filo di niente che niente sapeva staccare e, di colpo, il suo corpo di aria, il suo sangue di ambra e di miele, si fecero carne e pulsante respiro e voglie e sentire e il suo cielo di sogno, una cosa lontana, come fosse di altri, in cui lei non volesse o sapesse tornare……
Poi fù un tuono, un tuono improvviso e roboante e fù uno schioccare di fulmini e pioggia scrosciante che non c’era un riparo e che toglieva la vista; e fu giorno e fu notte e ancora giorno di nuovo e quando, alla fine, sembrava trascorso un tempo infinito (..ma era stato istanti soltanto…) lì intorno non c’era più nessuno e nella piazza silenziosa e deserta si udiva soltanto il gocciolare ritmato delle grondaie dei tetti;
la Fata era stata rapita da un lampo e riportata su in cielo, sulla sua nuvola rosa confetto da dove era venuta, a passeggiare coi sogni e col vento, dimentica ormai di quel gioco strano e rovente che l’aveva stordita e plagiata.
Un’ombra soltanto, che prima non c’era, le curvava un poco le labbra, regalandole una piega e una ruga, proprio come quelle che sono su di un viso di donna, donna “di terra” ed insieme “di cielo" : come ha impresso solamente, un volto di donna …o di Fata, che abbia conosciuto, anche per un istante soltanto,
…un bacio, …un respiro,  …l’amore

 
 
 

un anno fa..un anno senza te

Post n°1108 pubblicato il 03 Maggio 2012 da since19602

Nel buio della sera 
rivedo la luce dei tuoi occhi
che incrociava il mio sguardo,
rivedo il tuo sorriso..
la, su quel letto d'ospedale
velato di tristezza
che nascondeva la sofferenza,
rivedo quelle lacrime
che rigavano il tuo viso
asciugate in fretta...
Nel buio della sera
rivedo te,dolce angelo mio,
che mi sei accanto
a farmi compagnia
per colmare quel vuoto
che hai lasciato....
ciao sorellina....
gio'

 
 
 

lontani dal cuore..

Post n°1106 pubblicato il 23 Aprile 2012 da since19602

 

nel silenzio di questa notte ti cerco... il tuo respiro irrompe nella mia anima...come un uragano..
che vorrebbe raggiungerti...
non mi sento lontano.. e questo è strano...
è il desiderio ad avvicinarmi a te.. a suggerirmi
ciò che le parole non riuscirebbero a esprimere..
perché solo la passione interpreta i nostri segnali...
e non c'è modo ahimé di trasformarli in parole...
perciò rimango in silenzio...ancora una volta..
vivendo di palpiti che durano un attimo
ma che mi scaldano il cuore, sempre...

E non mi sento inutile. Perché vivo
di sensazioni ed emozioni. Mi ascolto.
Ascolto il mio corpo ed il tuo. I miei battiti...
percepisco i tuoi... vivi nel mio tempo che si ferma
e scandisce ogni impulso...
il mio silenzio accarezzerà i tuoi giorni
con tocco delicato perché solo in silenzio
ascolti a pieno la voce dentro....e riesci ad assaporare ogni attimo del tuo battito..tu che sei entrata nel mio cuore....

gio'

 
 
 

LA STORIA DI LUMIL...

Post n°1105 pubblicato il 20 Aprile 2012 da since19602

 

Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso

si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo,

finché la Luna decise di trovarne la fonte. 

A lungo girò intorno a tutto il pianeta e,

quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.

Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.

La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.

Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola.

“Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle?

“chiese la Luna.

La lucciola spaventata alzò gli occhi e ..

rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.

Allora disse: “Deve scusarmi non volevo mettere tristezza alle sue stelle!

Io sono Lumil, il principe delle lucciole!”

“Perché piangi principe Lumil?” chiese la luna.

“Si avvicina la primavera e il mio popolo comincerà a vagare per i prati e i

 giardini,per illuminare le calde notti” disse Lumil “

Ma noi non troveremo nessuna corolla

dischiusa ad attenderci. Solo tanto verde!”

“E qual è il problema? “ chiese la Luna.

“Il tuo popolo, da quando è stato creato,

è sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante:

dovete illuminare, come me e le stelle, le notti degli alberi”.

“E questo compito ci onora !” rispose Lumil. “Ma, vede signora Luna,

c’è un sogno che ogni lucciola ha da quando nasce:

io questo sogno lo faccio da sempre!” “E qual è questo sogno?” chiese la Luna.

“Uscire dalla nostra casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta,

un fiore che ci attenda e poterci posare sui suoi petali!” esclamò Lumil.

“Ma è un sogno, e solo un sogno rimarrà. Buona notte signora Luna e

mi perdoni se l’ho disturbata”. E così dicendo Lumil volò via.

La Luna ritornò in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a Lumil e

al sogno delle lucciole.Le notti passavano e il pianto di Lumil le riempiva,

ma all’improvviso il pianto cessò.Sirio, una delle stelle,

andò dalla luna e le disse:

“Mamma ascolta!”e la invitò a tendere l’orecchio.“

Cosa devo ascoltare?”chiese la Luna.

“Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.” rispose Sirio.

“E’ vero ! esclamò la Luna . Non odo il suo lamento!”

“E se gli fosse accaduto qualcosa?” aggiunse Sirio molto preoccupata.

“Ti prego mamma va a vedere!” E cosi fu. La Luna salì sul suo cocchio e andò

in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lumil per la prima volta.

Quando lo ebbe trovato, si fermò e si avvicinò. Ferme, vicino al pozzo,trovò

tante lucciole e ad una di loro chiese: “Cosa accade?”la risposta la rattristò.

“Il nostro principe si è ammalato.

Era molto triste perché sapeva che i suoi giorni

stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo

popolo.E il dispiacere lo ha consumato.

”La Luna rimase lì ferma ad attendere di poter

vedere il principe Lumil. Quando la vide il principe disse:

“Signora Luna, come mai è ritornata? Io non ho pianto questa notte!”

“Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!”

rispose la Luna dolcemente.

“Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai è finito. Raggiungerò i miei

antenati con un unico rimpianto:

non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo.

Spero che il prossimo principe ci riesca!”

Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole. Tutto il suo popolo

era preso da grande tristezza. L’amore che le lucciole dimostravano al loro

principe e la dolcezza di Lumil colpirono al cuore la Luna.

“Lumil la tua luce si spegnerà presto, questo io non posso evitarlo, ma...

disse la Luna..andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo.

Guarda……..”La Luna si strappò una ciglia,

la prese tra le mani e la posò in terra di fianco a Lumil.

Come d’incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie. Le foglie presero a

germogliare, d’improvviso una gemma si schiuse e fece capolino

un bel fiore giallo e fucsia. “Ecco Lumil!Questo sarà il fiore delle lucciole,

per sempre,..e si chiamerà come te: Lumil..

che nella lingua delle lucciole significa colui che

rende bella la notte!” Lumil pianse di gioia e disse: “Grazie o luminosa Luna,

sarà bella di notte per il mio popolo!”E con tutta la forza che gli rimaneva,

accese la sua lucina e volò sul suo fiore. E lì si spense felice.

Da quella notte, tante volte la Luna si è levata in cielo,

ma ancora oggi quando,

nelle notti d’estate guarda i prati, sorride. Ogni notte le lucciole raggiungono

le belle di notte che si schiudono solo per loro e c’è soltanto una pianta,

la più bella,

che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla:

è la pianta nata vicino al pozzo ed è la sola che non ha bisogno di luce

perché nei suoi fiori vive Lumil.

 
 
 

i giorni che passano...

Post n°1103 pubblicato il 17 Aprile 2012 da since19602

 

 

 Ascolti in silenzio

i giorni che passano vuoti

riempirti il cuore...

Voglia di scappare..sparire

guidare senza una meta

all'infinito

Ma anche così... cercando

una disperata fuga

finisci sempre per ritornare

nel luogo in cui eri

sei...sarai...

E ti senti un pò così

Istinti prepotenti che ritornano

è la disfatta dei buoni propositi

svaniti...bruciati senza un rumore

Senti l'orgoglio ghiacciare nelle vene..

incapace di reagire ogni volta che pensi a lei..

e dinnanzi alla luce i suoi occhi..

dolci occhi brillanti di lacrime

che regalano brividi intensi

Vedi la porta del paradiso

dentro quegli occhi tristi

Istanti infiniti

piccole gioie che accendono il cuore

trattenere il momento è difficile

scivola via rubando i tuoi sogni

E ti senti un pò così

guardi il tempo dentro di te

per mantenere l'anima sveglia..

ma capisci che sta sfuggendo via..

Senza un rumore...senza un respiro

un dolce cullare di limpida luna

sotto il manto corvino

di un cielo stellato

Si ...è un pò così che mi sento..

un fragile uomo dal cuore innamorato...

gio'

 

 
 
 

quando una donna...

Post n°1102 pubblicato il 15 Aprile 2012 da since19602

q

Nel cuore di ognuno di noi c'è voglia di amore, di tenerezza e di passione ..e quale dono più grande può ricevere un uomo, se non, l'amore della sua compagna, della sua donna... una donna ti cambia la vita.... solo lei può riscaldarti il cuore, solo lei ha la capacità di farti apprezzare la creazione di tutto ciò che ci circonda.. perchè basta guardarla, ascoltarla, sfiorarla per capire quanto e importante per la tua vita...anche se lei è lontana... tante volte ho cercato di trovare frasi parole per descrivere una donna..la mia donna... ma parole e frasi non bastano a descrivere quello che rappresentate per noi... ogni donna va ascoltata, capita, amata e rispettata. Molte volte mi rendo conto di quante donne, non hanno il giusto rispetto che meritano... donne che continuano ad amare uomini, anche se vengono umiliate e represse nelle loro fantasie e nei loro pensieri......quale creatura può resistere a questo se non una donna?  la donna e capace di soffrire in silenzio sperando che tutto possa cambiare... e crede... crede... crede... fino alla fine che tutto si risolverà... Quanto siete meravigliose!!!!!..Concludo questo mio pensiero su quanto siete importanti voi donne  con una dedica...  a tutte le donne che hanno sofferto e soffrono per amore......

"Quando l'amore c'è ,ti viene voglia di volare,

e il tempo che trascorri insieme a lei non ti basta  mai..

Quando l'amore c'è esci di meno con gli amici ,

e cerchi angoli di pace per nasconderti con lei..

Quando l'amore non c'è non hai più voglia di parole,

e resti solo ad ascoltare un dolore che non vuoi..

Quando l'amore non c'è ti senti piatto ,

come se fosse caduto il mondo su di te....

" Ma se l'amore c'è o non c'è in ogni caso è un'emozione....

lasciala crescere con te...

gio'..

 

 
 
 
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