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Un blog creato da gecchiit il 13/12/2011

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CI SONO. QUINDI MI CONNETTO

 

Tutto è influenzato e si mescola come in vasi comunicanti. Persone, fatti che accadono, notizie, mode... Sono flash  e pensieri consequenziali anche se qualche volta non sembrerebbe. Ogni volta che osservate una foto o un quadro, leggete un libro o  assistete a uno spettacolo,  commentate una notizia oppure osservate la gente, siete connessi.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi. Marcel Proust


 

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato quando mi pare. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

LE FOTO PUBBLICATE sono libere e la maggior parte elaborate graficamente dall'autore. In caso di prelievo di quest'ultime è gradita la citazione del blog. 

 

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LO YANKEE CHE ABUSA DELLE RAGAZZINE

Post n°174 pubblicato il 29 Maggio 2012 da gecchiit

Le maestre. Ci sono quelle che picchiano e quelle che invece, si dimostrano determinanti per salvare i bambini dagli abusi . E si deve ad una maestra toscana che chiamando Telefono Azzurro, ha permesso di stanare un militare 28enne di Camp Darby (Pisa), che non solo aveva a lungo abusato di una bambina di 7 anni, ma conservava le sue gesta su altri bambini nel suo computer. Le documentazioni sono raccapriccianti perchè, oltre ai ragazzini, tutti al di sotto dei 10 anni, questo porco realizzava le sue atroci partouze anche con animali.
Ora, io dico, ci sarà qualcuno che prende un bel paio di cesoie, invece che giustificare le azioni dei pervertiti con disturbi emotivi, famigliari e da stress da curare e recuperare ad una vita sociale?
I traumi accusati dalla vittime restano per sempre. Secondo studi autorevoli, nelle vittime di pedofilia, in età adulta, sono frequenti manifestazioni di disagio come depressione, ansia, bassa autostima, comportamenti di auto distruttività e di autolesionismo che comprendono:
comportamenti tendenti al suicidio, idee suicide e tentati suicidi; autolesionismo deliberato, come automutilazioni, abuso di sostanze tossiche che rivela sì un problema dell'individuo con la gestione dei propri conflitti interiori, ma spesso anche un suo problema di adattamento sociale, interruzione di cure vitali, disturbi sessuali, comportamento sessuale inappropriato, ipersessualità
confusione di genere indotto... etc. etc.
Non venissero, ora, soltanto a mostrare i cartelli "Yankee go home" come fecero tempo fa i lavoratori italiani in esubero nella stessa base americana. Il mondo è impazzito e la pedofilia non è soltanto un fenomeno che riguarda principalmente gli altri, visto che se la Francia e l'Inghilterra hanno il primato in questo senso,  noi conosciamo più di loro l'arte del sommerso.

 
 
 

IL MIO MIGLIORE AMICO SI E' INNAMORATO DI UNA STRONZA

Post n°173 pubblicato il 28 Maggio 2012 da gecchiit

Il mio migliore amico si chiama Osvaldo, con la "O". Non so perchè, ma i nomi che iniziano per "O" , come Omero, Oscar, Orazio e Onesto, predispongono subito il mio senso dell'Amicizia a tutto tondo e difficilmente mi deludono.
Oscar è cicciotto e rassicurante. Anche quando non è di buonumore, non rinuncia all'ironia e soprattutto è sempre disponibile. Lui mi corregge senza offendermi, mi consiglia lasciandomi libera di sbagliare, mi consola facendomi intravedere un portone aperto quando si chiude una porta. E' il mio cuscino fatto di leggere piume. Lui è il mio vocabolario, la mia enciclopedia, il mio psicanalista e spesso un confessore che non tradisce. Ovviamente, io che sono "minuta" quasi in tutto, faccio la differenza, ma Osvaldo non me la fa pesare e straforma ogni "differenza" in pregio. Perciò, è anche il mio più grande ammiratore e lo dichiara ai quattro venti, prevenendo con garbo e determinazione qualsiasi sgarbo e impertinenza da parte di altri. Posso dirgli qualsiasi baggianata, lui sa rispondermi con estrema lucidità. Potrei definirlo il mio Bogus, se fosse più immaginario di quanto lui sia reale. Sono convinta che finchè lui mi sarà accanto, nessuno potrà farmi del male.
Ora, Osvaldo si è innamorato di una stronza dichiarata e riconosciuta.

 
 
 

PROCESSO PASSIVO

Post n°172 pubblicato il 28 Maggio 2012 da gecchiit

 
 
 

CRONACA DI UNA RIUNIONE DI CONDOMINIO

Post n°171 pubblicato il 27 Maggio 2012 da gecchiit

Alle ore 21 precise torna la luce. Dopo ore di ansia è arrivata anche la calma piatta sulla convinzione che mi permette di superare ogni cosa: tutto passa...domani è un altro giorno. Si , però, 'sta calma dura soltanto 50 minuti, il tempo in cui sono addormentata sul divano, appallata da un discorso senza capo né coda di Osvaldo che divaga sul rumore del silenzio fino ad arrivare, mi sembra, sul colore del rumore. Il tutto perchè aveva iniziato col dirmi che da domani non avrei più potuto mettere "La cavalcata delle valkirie " a palla, come piace tanto a me in fase down. Gli ultimi dieci minuti, li passo ispezionando su e giù il mio loft, per controllare che tutto sia in ordine. "Brava, mi dice l'Osvaldo, ho visto che hai saputo trarre del buono da questo fastidioso inconveniente: hai lavato i vetri!". Che volete, Osvaldo è l'unico uomo che conosco attento ai particolari.
Ore 22 meno due secondi, non una ma tre suonate di campanello, in simultanea con lo squillo del telefono. Due passi avanti e due passi indietro: che faccio: apro o rispondo?
Decide di aprire Osvaldo, io vado al telefono: è la mamma che accusa, anzitempo, una sincope (cacchio, ma non le avevo detto di chiamare dopo un'ora e nei quarti successivi?). Farfuglio qualcosa per chiudere in fretta, mentre il pensionato del secondo piano varca trionfalmente la soglia: "Sono il primo?", Meglio primo che ultimo" cinguetto come un'oca giuliva. Osvaldo fa per aprire la bocca. Quello è capace di di mettersi a disquisire sui "numeri primi" e la loro "solitudine": lo dirotto alla preparazione delle bevande, mi fiondo sul pensionato e lo spingo sul divano, mentre scampanellano di nuovo. E' la coppia di sposi finchè morte non ci separi (ma chi ammazza l'altro per primo?), quelli che l'altro giorno litigavano dal droghiere.
"Visto? hanno rimesso la luce" Dice lui. Beh, lo vedo anch'io che in casa ho acceso di tutto di più: un migliaio di watt a basso consumo, che comunque fanno mezzogiorno. Lei, per vizio intrinsico, mi squadra, poi si guarda attorno: "Vedo che s'è sistemata"(ma che credeva che fossi ancora imballata?). Per la cronaca: lei é fresca di trucco e parrucco (rossetto e banana), lui, mi sembra che abbia le occhiaie (no, una sola: ma che se so' menati?). Altro scampanellio prolungato (non so' sorda) ed entra il figlio dell'ingegnere con l'amico imbucato: "Stiamo giusto il tempo che occorre, abbiamo un addio al celibato". Uno dietro l'altro la casa s'arreda di: cicciona di sotto, quelli accanto, il vedovo con barboncino (a me andava bene anche il cane da solo) e colei che non saluta mai sulle scale e per non contraddirsi non saluta neppure qui. "Chi manca?" dico io scrutando il bendidio del mio buffet biologico (un'idea di Osvaldo). Tutti insieme:"I Rossi!". Apriti Sesamo non avrebbe funzionato meglio ed eccoli anche loro. Lei chiede del bagno perchè ha preso una pasticca (???) che sta facendo effetto. Io prendo lui ignorando il suo sguardo da triglia e lo guido nella mischia che sta annusando le tartine dandosi di gomito (mbè?). Osvaldo propone da bere. La sua gentilezza nel porgere la specialità di Tiffany "Un demi frulpé, à pression, et voilà!"con tanto di spiegazione sulle usanze tahitiane, è accolto da "No, grazie, sono a dieta", "Le fragole mi fanno venire l'orticaria", "Se bevo devo pisciare", "Solo acqua di rubinetto" e via dicendo. Mi dedico al cane che sembra apprezzare le mie tartine di tonno felice alla salsa di soja , con soddisfazione del padrone, che non aveva provveduto al suo pasto serale. Mi citofona Ely, la coach della serata. Alla buonora...sarà all'altezza ? Si fa quattro piani a piedi perchè, dopo il black out, l'ascensore non funziona. All'ultimo gradino sgrana un vaffa che rimbomba. Fa la sua entrata: gonna mantovana (non di Mantova, ma quel pezzetto di tessuto che si usa per coprire gli anelli delle tende), stivaletti Deichmann, giubotto antiproiettile (no, è la sua quarta!), capelli alla Emma (lei però è bruna): "Ma come ti sei messa?" bofonchio, "Sta zitta che non ci capisci 'na mazza", risponde, tuffandosi nella sala. Come un sol uomo, gli sguardi sono tutti su di lei, le bocche paralizzate, gli occhi sgranati, soprattutto quelli dell'ingegnere e del suo imbucato. La cicciona si aggiusta sulla poltrona assumendo una posa che dimezza la sua taglia, la mia bella amica si schiaffa, di peso, tra la moglie litigarella che alza il mento e il marito di cui colgo la sbirciata sulla coscia accavallata con un giro a 180 gradi.
"Chi di voi è l'amministratore?" chiede la mia coach con  piglio d'avvocato Lunedì rivolgendosi al figlio dell'ingegnere.
Il pensionato, come membro anziano, prende la parola: "Non c'è". "Allora non è un'assemblea secondo i termini di legge " sentenzia decisa l'amica mia. "Lo è, eccome", la sfida con un colpo di frangia la cicciabomba. "Qui non risulta" ribatte la Ely, consultando un foglio estratto da una micro tasca della mantovana (diavolo di una coach, che hai scovato sul web?). "La volontà del condominio è sovrana" dice quella della pasticca avviandosi per la terza volta verso il bagno. Con un balzo felino, Ely si fionda verso il tavolo dei drink e si riempe il bicchiere di frulpé ."Volontà di che?" chiede guardando in controluce il composto. Osvaldo le si precipita addosso, le toglie il bicchiere dalla bocca, lasciandola con la punta della lingua penzoloni appena tinta di rosso "No, bevi, un Martini, la signora ha detto che le fragole fanno venire l'orticaria" (cavolo, ma che ha copiato la ricetta polinesiana?).
Il pensionato riprende la parola "Lo famo fuori".
Eh? Ma allora è vero: questi s'ammazzano e vengono a casa mia a decidere come!
Il resto della combriccola mormora, sembrano prendere atto in quell'istante del motivo della riunione condominiale. Quella che non saluta mai si alza dalla sedia e finalmente favella: "Si tratterebbe di mio cugino". "E chissene frega!" sbotta la cicciona " abbiamo deciso di revocargli il mandato".
La cugina: "E perchè?", "Perchè non fa un cazzo, ecco perchè" risponde quell'altra.
Squilla il telefono. E' la mamma: " Ora posso dire che c'ho un attacco?", " Ehmm si...si, no...no...!", "Che faccio, richiamo?", assumo un'aria preoccupata:"Fammi sapere...". Nessuno mi si fila: operazione fallita. La Ely, s'è tolta il giubbotto restando con un top di 8 cm per 90 su cui si appiccicano le pupille di quelli che hanno scordato l'addio al celibato, intrattenendoli sulla sua cura anti "alessitimia" (genere: se ti vuoi mangiare una bistecca non pensare al vitello). Il barboncino, nel frattempo, s'è pappato tutto il vassoio alla soja e abbaia verso il pancake allo sciroppo d'acero. La coach sfoggiando virtute e canoscenza, annuncia: "Qualsiasi siano i motivi, bisogna metterlo ai voti". Sono le undici meno un quarto, le luci si abbassano...buio completo.
Panico, barboncino che corre in circolo (mal di pancia?), qualcuno urta qualcosa, splash, splash, suole appiccicate, candela, orme zuppe di frulpé color sangue: Osvaldoooo!
..........
Osvaldo torcia munito scende di sotto, mi chiama al cellulare. Rispondo orecchio-orecchio con la Ely che non vuol perdersi niente: Osvaldo: "Dipende dalla centrale". Ely: "Che dicono  La rimettono la luce? , "Riferisco testuale: Mica stamo a mette il rossetto alle galline...'a stamo a mette...'a stamo a mette". La coach traduce a su modo ai condomini : "Non si sa...anzi si sa come vanno queste cose...potrebbe essere e non essere. Ecco le candele per le scale". La processione della candelora si avvia tra moccoli, rumori di chiavi e sbattimenti di porte. Per concludere: Ely e il figlio dell'ingegnere si sono organizzati (!), io resto con l'Osvaldo che ha pulito il pavimento, attaccando un pippolone sulle sincronicità junghiane delle coincidenze: ottimo sedativo per un sonno profondo.

 
 
 

LA VIGILIA

Post n°170 pubblicato il 25 Maggio 2012 da gecchiit

Oggi sono confusa e nervosa. Gli appuntamenti al buio non sono quelli che preferisco e man mano che scorrono le ore verso quello di sabato sera, il mio stato d'animo freme tra ansia gioiosa per il nuovo e dubbiosa aspettativa. L'aspettativa di scavarmi la fossa in una riunione di condominio.
Ho interrogato Osvaldo, una specie di amico immaginario al quale mi appello quando il mio stato d'animo è "polisemico".
"La donzella vien dalla campagna in sul calar del sole... annuncia la gioia della festa dopo giorni di lavoro; il giorno prima del tuo condominio-party è l'aspettativa di una tragedia".
Vabbé, non esageriamo...voglio prenderla al meglio, pur assecondando la disambiguità del mio stato attuale.

"Ok, suggerisce l'Osvaldo, per affrontare il nuovo ci vuole equilibrio, ma se temi la tragedia ricorda: Se vuoi vivere spara!".
Ecco come ragiona il mio amico cinefilo: tutto ridotto a un truce scenario western.

Ma tant'è devo dargli retta e in cerca di equilibrio, decido di scendere all'ora di punta dal mio negoziante di sotto con una lista di quanto occorre ad una perfetta padrona di casa (Si, proprio come mi ha consigliato Virtute81).  Una coppia di mezza età scavalca il turno degli operai che vogliono birre e panini. "Nun c'avemo tempo da perde" dice lei passando davanti alla fila. Li riconosco come due condomini che dovrò ricevere a casa mia per la riunione di sabato. Come una pantegana mi infilo dietro gli scaffali delle verdure, scivolo tra le cataste di pomodori pelati e insceno la ricerca di un detersivo profumato alla mela selvatica, il che comporta una lunga sosta, di spalle, davanti al bancone dei liquidi saponati. Ascolto (Si, proprio come mi ha consigliato la mia amica Simona003): " Dieci salsicce di Norcia" chiede lei. "Dagliene otto, due già ce l'ha" dice lui guardandole le gambe. Lei non coglie e lui aggiunge "Sora Marì, facce pure tre etti de caciotta colla lacrima". Lei: " Ma che te sei rincojonito? C'hai il colesterolo a mille". Lui: "E tu c'hai il cervello a zero". 
Ristabilisco il mio equilibrio, fingo indifferenza, afferro un Dash alla lavanda, urto una pila di WC Net in offerta, azzerando l'equilibrio di tre scaffali con decine di smacchiatori intelligenti. Mi vedono e lui mi batte sulla spalla, scavalcando il macello. Lei mi squadra tutta, lui mi rivolge la parola: "A signo', ha letto il cartello?". Io: "Quale?". Lui: "Sulla strada, ma ch'è cecata?" (Ne ha ben donde, visto il casino che c'è ai miei piedi). Corro fuori. Seguo il nastro rossoblu lungo il marciapiede e lo vedo il cartello svolazzante: "Sabato 26 maggio, interruzione fornitura elettrica dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 21 causa lavori alla centralina Acea. Contiamo di rispettare l'orario salvo imprevisti, scusandoci per il disagio". Eh? Torno nel negozio: "Allora si rimanda?". Quelli ad unisono "Manco pe' gniente...domenica dovemo annà a trovà nostra figlia a Zagarolo. E siccome torniamo giovedì, l'assemblea se deve da fa domani, pecché noi ce dovemo sta. Famo alle 10 e trenta: je damo n'atra mezz'ora pe' sistemasse co' comodo". Fuggo senza detersivo, senza il pane e il companatico e senza candele. Vago in lungo e in largo: ci sarà pure un venditore di "waltercolt" da queste parti, in fondo abito a Porta Portese!

 
 
 
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