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Chi me lo spega questo?

Post n°185 pubblicato il 24 Aprile 2014 da giannavolpi1

Autobus di pellegrini fedeli di Padre Pio precipita da un viadotto alto 30 metri...Un ragazzo di 21 anni oggi è morto a Cevo, in Vallecamonica, nel bresciano, schiacciato dal Cristo Redentore, la croce realizzata dall'artista Enrico Job in occasione della visita a Brescia di Papa Giovanni Paolo II, che sarà santificato domenica a San Pietro insieme a Giovanni XXIIII. Diversi pellegrini di Medjugorje  scomparsi sul Podbrdo (comunemente definito "la collina delle apparizioni")  sono stati ritrovati morti sulle alture circostanti.

Ma questi sono soltanto le ultime notizie di disgrazie assurde per chi è un credente e si raccomanda al padreterno, la storia ne conta molti altri in tutto il mondo:

  1. Terremoto di Lisbona del 1 novembre 1755: 90.000 morti. La maggior parte delle vittime si trovava nelle chiese per assistere alla messa di Ognissanti
  2. Strage di Gioia Tauro del 22 luglio 1970: deragliato a causa di 50 pellegrini diretti a Lourdes
  3. Calca alla Mecca del 2 luglio 1990: 1.426 morti
  4. Calca alla Mecca del 24 maggio 1994: 829 morti
  5. Incendio tendopoli di fedeli alla Mecca del 15 aprile 1997: 340 morti
  6. Calca alla Mecca del 15 aprile 1998: 150 morti
  7. Deragliamento treno Santiago de Compostela del 24 luglio 2013: 78 morti.
  8. Ressa sul treno dei pellegrini indù del 11 febbraio 2013: 36 morti
  9. Incidente pullman che torna da Nôtre Dame de la Salette del 22 luglio 2007 : 26 morti.
 
 
 

Valeria Marini di nuovo single

Post n°184 pubblicato il 23 Aprile 2014 da giannavolpi1
 

Valeria Marini, entro il 5 maggio, torna signorina. Il suo fastoso, spettacolare e pomposo matrimonio, dopo un solo anno, si è consumato. Anzi no, è probabile che non sia stato neppure "consumato",visto che ne è stato chiesto l'annullamento addirittura alla Sacra Rota.

Vabbé, è una di quelle notizie di cui non ci può fregà de meno, come dicono i ragazzetti, ma anche dietro a questo rumor c'è qualche riflessione da fare: perché la gente di spettacolo non regge la convivenza più di tanto? Perché quando decidono di convolare a giuste nozze schierano il massimo delle componenti della cerimonia, dai luoghi ai fiori, dagli invitati agli accessori per poi buttarsi tutto dietro le spalle nel giro di qualche mese? Spesso da questi amori sbocciano anche dei figli (non è il caso della Marini, nonostante gli annunci e le smentite) che nel corso dell'avventura della protagonista si assommano ad altri figli con padri disparati (vedi la Marcuzzi , la Huntziker...). Succede che le stesse persone che hanno sognato su quelle cerimonie e i servizi fortografici restino male, come se il sogno infranto li riguardasse personalmente. I vip che sfoggiano le loro nozze, l'amore, finalmente, quello giusto e sempreterno per intenderci, sono responsabili di questi piccoli dolori ed anche delle preoccupazioni a venire sulla prole già prodotta, quella che verrà e i futuri assestamenti. Mi direte che questi sono discorsi da cortile. Neanche per sogno. Ci sono ragazzi che non hanno una casa e neppure un lavoro che consenta loro di costruirsi una vita in comune. Giovani costretti a condividere il divano della casa dei genitori o peggio ancora sottrarre il letto matrimoniale della mamma, dalla quale hanno anche dovuto farsi prestare l'abito bianco. Quindi, visto che i matrimoni vippaioli resistenti si contano su due dita (pure Bova che sembrava l'eroe perfetto ha ceduto), fateci il piacere di non creare aspettative e spettacoli da circo quando andate all'altare o decidete di mettere sù casa con il prossimo miliardario.

 
 
 

Barman forever

Post n°183 pubblicato il 22 Aprile 2014 da giannavolpi1
 

Sarà vero che la birra allunga la vita, come il fatto che svolgere un lavoro che piace non logora e mettiamoci pure che certe donne sono toste insieme al fatto che l'età è solo una convenzione (si fa per dire), Dolly Saville non rappresenta soltanto un primato da Guinness, ma un esempio che incanta.
Ma che fa questa signora? Basterebbe dire che ha servito in vita sua oltre 2 milioni di boccali di birra tra sorrisi e battute in puro humor inglese. Ha servito molti divi internazionali, conosce molto bene il colore, il gusto e il retrogusto, nonché la provenienza, i gradi e ogni altra differenza di oltre 500 marche di birra distinte tra bassa e alta fermentazione. Comunque, se non bastasse, la signora Dolly non solo conosce le birre ma le serve ai tavoli, rassetta il locale e lava i bicchieri da quando aveva 26 anni. Non ha mai fatto registrare un minuto di ritardo e soltanto una volta è rimasta a casa per un raffreddore. Energica , svelta e instancabile, solo ultimamente , per accontentare i suoi figli e nipoti, ha ridotto il suo turno di lavoro giornaliero a tre ore (naturalmente quelle di punta). Che poi sia la cameriera più anziana in servizio del mondo, che abbia appena compiuto cento anni e lavori da prima che la Gran Bretagna entrasse nella Seconda Guerra Mondiale, quando il re era Giorgio VI ed il primo ministro Winston Churchill, sono dettagli.
C'è da encomiare anche il proprietario (e gli eredi) del The Red Lion Hotel di Wendover, che invece che cambiarla con qualche giovane barman, hanno preferito tenersela come un valore aggiunto di grande attrazione (gli inglesi non ci fanno caso all'età...). Pare che la Dolly non abbia nessuna intenzione di andarsene in pensione. Ha dichiarato infatti a quanti l'hanno intervistata che "Adoro il mio lavoro e mi piace la gente, mi fa andare avanti ed è meglio che stare seduti...Non pensavo che sarei stata qui per così tanto tempo, ma ho amato ogni minuto. La mia famiglia continua a chiedermi se voglio smettere, ma non ho intenzione di andare in pensione. Il mio capo è adorabile, e se mi chiedesse di fare un turno in più, accetterei".

 
 
 

Si no si no si

Post n°182 pubblicato il 22 Aprile 2014 da giannavolpi1

 
 
 

Se lo dice lui...

Post n°181 pubblicato il 21 Aprile 2014 da giannavolpi1

Paolo Isotta, alla critica musicale e letteraria del Corriere della Sera è un tipo piuttosto originale. Capace di resocontare le prime al Teatro alla Scala secondo come spira il vento, ugualmente cambia vento nel coro comune di cordoglio per la scomparsa di Gabriel García Márquez . Prende carta e penna, la macchina da scrivere e forse apre un file di word per scrivere al direttore del quotidiano Il Giornale.
Le sue parole, a commento di un articolo di Daniele Abbiati sulla letteratura, citano lo scrittore colombiano che ha appena chiuso gli occhi per sempre sulle sue umane avventure, Macondo e Premio Nobel compresi.
Dice la sua: "...si tratta di scrittore rudimentale e quasi ridicolo, che abbiamo letto a sedici anni e che non vale la pena di rileggere né a trenta né a sessantaquattro com'è il caso mio...". Esprimendo il suo parere, che nessuno gli aveva chiesto, Isotta definisce Cent'anni di solitudine un romanzo modestissimo... niente a che fare con quello di un amico suo, Michele Mari e neppure di quell'altro, ugualmente grande amico suo , intitolato Il cerchio dell'odio.

Senza nulla togliere ai due autori da lui citati e che sicuramente figureranno tra i migliori scrittori del secolo, faccio notare,caso mai si facesse una statistica, che io ho riletto Cent'anni 6 volte. Due sono le ragioni: ho ancora 16 anni (no, questo non può essere) oppure, poiché i simili si assimilano,  anche io come Gabo sono rudimentale, quasi ridicola e modestamente dotata.

 
 
 
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Un blog di: giannavolpi1
Data di creazione: 15/10/2013
 
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Per quanto gli uomini, riuniti a centinaia di migliaia in un piccolo spazio, cercassero di deturpare la terra su cui si accalcavano, per quanto la soffocassero di pietre, perché nulla vi crescesse, per quanto estirpassero qualsiasi filo d'erba che riusciva a spuntare, per quanto esalassero fiumi di carbon fossile e petrolio, per quanto abbattessero gli alberi e scacciassero tutti gli animali e gli uccelli, - la primavera era primavera anche in città. Il sole scaldava, l'erba, riprendendo vita, cresceva e rinverdiva ovunque non fosse strappata, non solo nelle aiuole dei viali, ma anche fra le lastre di pietra, e betulle, pioppi, ciliegi selvatici schiudevano le loro foglie vischiose e profumate, i tigli gonfiavano i germogli fino a farli scoppiare; le cornacchie, i passeri e i colombi con la festosità della primavera già preparavano nidi, e le mosche ronzavano vicino ai muri, scaldate dal sole.