Creato da giannavolpi1 il 15/10/2013
Si va bene, diamo pure il tempo al tempo…ma che si fa nel frattempo? Si diventa Cre- attivi!

 

 

Ammiro chi resiste,
chi ha fatto del verbo resistere carne, sudore, sangue,
e ha dimostrato senza grandi gesti che è possibile vivere,
e vivere in piedi anche nei momenti peggiori.

 

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Le risposte sono nei libri...

Post n°274 pubblicato il 15 Settembre 2014 da giannavolpi1

Ci siamo mai chiesti perchè da Twitter a Facebook, da WhatsApp a Tumblr, si comunica a colpi di citazioni? Sarà che adattiamo a noi quel passo trovando le parole giuste per esprimere lo stato del momento, sarà perchè siamo pigri per leggerci l'opera intera o forse perchè a farlo ci sentiamo più fighi e acculturati? Saranno tutti questi motivi e altri ancora, ma il fatto di scegliere proprio quel concetto, quell'aforisma o quel proverbio, non racconta solo di noi stessi, ma di tutta l'umanità, omologata negli stessi sentimenti, dubbi, paure e sensazioni che non sempre da soli sappiamo decifrare e descrivere.
Da tempo, pur se faccio uso di questo sistema (conscia che l'opera intera non potrebbe essere il mio ritratto e che il frammento, invece, mi calza a pennello) metto in pratica un altro sistema, non tanto per blog e messaggi, quanto per rispondere a domande alle quali non so dare una pronta risposta ed anche perchè non sempre ho il saggio di turno a portata d'ascolto. E se c'è non è detto che ascolti e che mi possa capire. Mi faccio una domanda. Prendo un libro dallo scaffale, scegliendo quello che mi dà la sensazione che mi stia strizzando l'occhio. Lo apro con delicatezza (gli sto chiedendo un favore) e mi fermo su una pagina a caso e su un paragrafo a caso. Lo leggo. Anche se si tratta di un libro non specifico, trovo sempre una risposta. Un esempio, leggo: "Questa oggi è la legge. Ad ognuno la sua capsula...". Interpretazione: pur senza rendercene conto siamo dei frattali, ossessionati dal timore di perderci nella folla omologandoci. con il rischio  di contare come l'ultima particella. Uscire fuori dal gioco della fatalità. Uscire dal frattale, diventare almeno consapevoli.
Funziona. Anche con un libro di ricette. Basta adattare la frase e saperla decodificare.

Domani cerco la ricetta della lepre in salmì.

 
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Twitter d'amore

Post n°273 pubblicato il 13 Settembre 2014 da giannavolpi1

- Mi ami?
- Boh, intanto ti ho aggiunto ai preferiti. (robgere)

"Guido, mi ami veramente?" -"M'accerto, tesoro mio"(Zionubi)
Scusami, ma non sono dell'amore adatto (saverioariano)
Smettetela di cercare il vero amore. Quello dei cinesi è uguale. (m4gny)
Ho trovato l'anima gemella. Adesso mi manca il corpo. (art_Yuks)
L'amore è un chirurgo senza esperienza: dimentica le farfalle nello stomaco, mette il cuore in gola, sposta la testa tra le nuvole. (Comeprincipe)
Alcuni ‘colpi di fulmine' dovevano esser più precisi. (swanito75)

Però questi ultimi due sono proprio carini:

Innamorarsi a 40 anni non è più limare gli spigoli, ma far combaciare le tue cicatrici alle sue. (and72rea)
Chi ti ama sa tutto di te, a volte prima di te. (cryscryx)

(Immagine di Bansky)

 
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Post n°272 pubblicato il 13 Settembre 2014 da giannavolpi1

 

Per gentile concessione...impagabile!

 
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Rebus

Post n°271 pubblicato il 12 Settembre 2014 da giannavolpi1

Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro. Alda Merini

(disegno urbano di Kevin Paterson)

 
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Nessuno mi pettina bene come il vento...

Post n°270 pubblicato il 11 Settembre 2014 da giannavolpi1

La semplicità genera la bellezza ed è lì che dimora il genio che attraversa ogni creatività. Benigni ha dichiarato di averla invidiata a Dante, Fellini e Luis Buñuel;  lui stesso ha i suoi momenti più alti quando li rilegge o li spiega con altrettanta semplicità. La bravura  non sta nelle jam session arrabbiate degli chef della tivù, sulle passerelle degli stilisti con i loro assemblamenti più strampalati che creano una catena di imitazioni e di tentativi di superamento, sempre nella bruttezza. La bravura non c'è nella nuova arte che tenta azzardi di forme e contenuti, non è nella nuova letteratura femminile che riferisce di alcove dove si va oltre il kamasutra, dove invece dimora (addirittura)  più personalità. Andate invece a rileggere i turbamenti di Anaïs Nin, "L'amant" di Marguerite Duras e perfino i cari vecchi libri di Colette ed anche gli scritti di Herry Miller(che tanto erano di  Anais). La bellezza non è sul volto delle star botulinate nelle guance, nelle labbra e nel sedere, ma sul volto di Anna Magnani, nella semplice eleganza delle due Hepburn (Katherine e Audrey) e la bravura latita nella recitazione di molti attori in cerca di espressioni. Ingrid Bergman raccomandava alla figlia Isabella ai primi passi nel cinema, di fare meno "facce" possibili. Ma neppure una sola, sempre la stessa. Non basta agli attori più aitanti depilarsi, sfoggiare muscoli lucenti, espressioni truci o ammiccanti (secondo la parte) perchè non hanno la personalità (ciascuno nei propri e diversi caratteri) di  Humphrey Bogart , Sean Connery o di Colin Firth. Non è colpa loro. Il mercato italiano e non solo esige i Gabriel Garko, i Marco Bocci, i Justin Bieber, le Miley Cyrus con tanti fan che a loro volta creeranno su di loro e attorno a loro, altrettanti cloni monoespressivi. Non basta assumere ruoli da compositori, tenori, baritoni, soprani, capi di squadre d'azione, maliarde scosciate, chef furibondi, conduttori irriverenti, artisti del "famolo strano" per salire alla ribalta.  La bravura e la genialità in campo musicale, in quello della danza, del canto e di ogni altra forma dell'arte si è fermata da un pezzo e ne troviamo le tracce, sempre, nella semplicità. Dalla quale, diversamente da quanto si crede, escono le personalità.

"La semplicità è la cosa più difficile da ottenere a questo mondo; è l'estremo limite dell'esperienza e l'ultimo sforzo del genio." George Sand

 
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