Creato da giannavolpi1 il 15/10/2013

IN SENSO LATO

Si va bene, diamo pure il tempo al tempo…ma che si fa nel frattempo? Si diventa Cre- attivi!

 

 

 

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La fame bella...

Post n°285 pubblicato il 01 Ottobre 2014 da giannavolpi1

Fame. Ha funzionato per Michelangelo, ha funzionato per Picasso, e funziona per centomila artisti che non lo fanno per amore (anche se può darsi che abbia la sua parte) ma per mettere il pane in tavola. Se vuoi tradurre il mondo, devi usare i tuoi appetiti. Vi stupisce? Non dovrebbe. Non c'è niente di più umano della fame. Non c'è creazione senza talento, ve lo concedo, ma il talento è gramo. Il talento mendica.

La fame è la spinta dell'arte, dice Stephen King.

Il che si può adattare a tutte le situazioni come una metafora. Non è l'arte di arrangiarsi, né riguarda soltanto la fame di cibo ovviamente, ma è quella di soddisfare i propri sogni ed anche i propri bisogni lavorandoci su, spinti fuori dalla tana dall'esigenza. Spesso ce ne stiamo ranicchiati, aspettando che accada qualcosa, magari la chiamiamo naturale fine della tempesta, avvistamento di arcobaleni, colpi di fortuna...altre volte  ci dichiariamo impotenti e sconfitti e allora ci facciamo inerti, quasi codardi. Succede nel lavoro e nella politica, nell'amore e nelle relazioni sociali. Alcuni giovani, dai 15 ai 35 anni, non sanno come sarebbero fortunati ad avere quella "fame". Non conoscono questo talento che è stato retaggio dei grandi e che si riscontra in certi vecchi che non si arrendono mai.  Alcuni di loro (molti) aspettano, pretendono, reclamano quello che è fuori da loro: la fame degli altri.

 
 
 

L'attesa

Post n°284 pubblicato il 30 Settembre 2014 da giannavolpi1

Ciascuno diventa grande in rapporto alla sua attesa: uno diventa grande con l'attendere il possibile, un altro con l'attendere l'eterno, ma colui che attese l'impossibile divenne più grande di tutti. W.S.

Io sull'attesa ci lavoro...

 
 
 

Come siamo

Post n°283 pubblicato il 30 Settembre 2014 da giannavolpi1

Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l'uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini non sono così. Possiamo dire di un uomo che è più spesso buono che cattivo, più spesso intelligente che stupido, più spesso energico che apatico, e viceversa: ma non sarebbe la verità se dicessimo di un uomo che è buono o intelligente, e di un altro che è cattivo, o stupido. E invece è sempre così che distinguiamo le persone. Ed è sbagliato. Gli uomini sono come i fiumi: l'acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini. Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso.

Questa lezione tolstojeska vale anche per le donne.

 
 
 

Come grattare il fondo della botte

Post n°282 pubblicato il 29 Settembre 2014 da giannavolpi1

Francesco Schettino ha tempo fino a domani, 30 settembre, per dire la verità su quello che è successo immediatamente dopo aver dato l'annuncio di abbandono della nave. L'ha deciso Domnica Cemortan, la moldava che era in plancia di comando della Costa Concordia nella notte del naufragio al Giglio, che ha lanciato il suo ultimatum  su Oggi e sulla  sua pagina Facebook.

A cosa allude la biondina non si sa, ma si può prevedere che la faccenda la riguardi, oppure che aggiusterà le sue dichiarazioni come più le conviene: grattare il fondo della botte per qualche altra briciola di notorietà.

«Se davvero si trattava di una missione tecnica, per valutare le condizioni della nave», aggiunge Domnica, «perché il comandante non si fece accompagnare da altri ufficiali o sottufficiali. Perché chiese di seguirlo solo a me, che mi occupavo di accogliere gli ospiti russi ...?».

C'è trippa per gatti e per  Barbara D'Urso!

 
 
 

Eddai, fammi ridere...

Post n°281 pubblicato il 29 Settembre 2014 da giannavolpi1

Ci annoiamo con le persone che non ridono delle proprie o altrui disgrazie, chi mantiene fermo i suoi principi, chi contesta, chi ragiona. Fateci caso. Io ci faccio caso. Chi ascolta, se non si diverte si annoia.  Per primo, chissà per quale supremo diritto, vuole svagarsi con le tue battute, bere nella coppa della tua serenità, attizzarsi con le tue sollecitazioni. Magari raccontare i suoi disagi prima che tu possa elencare i tuoi, oppure sovrapporre al tuo il suo elenco.  Capita a ciascuno di noi di assumere ora una ora l'altra posizione. E poi ci chiamano "umanità".

 
 
 
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E i risultati sono ammirevoli.
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E io ti dò la Buonasera :-)
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Io credo di si :-) Perchè all'acqua puoi dare tutte le...
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Forse si...pienidi sorprese!
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