Creato da barracudaebambolina il 30/09/2009

IN MY SHOES

Date a una donna le scarpe giuste, e conquisterà il mondo. Marilyn Monroe

 

 

...nel mezzo del cammin?

Post n°256 pubblicato il 07 Luglio 2011 da barracudaebambolina

 

Oggi sono 35.

E tutto il resto è noia... come disse il maestro Califano...

 
 
 

si fa presto a dire AZZURRO

Post n°255 pubblicato il 05 Luglio 2011 da barracudaebambolina

Mettiamo che una bella sera ti presentano un tipo. Amico di amici di amici.

Questa è una città piccola, i giri e rigiri son sempre gli stessi, chi frequenta quale posto pure, ci si vede una volta, due, poi si organizza qualcosa insieme, si chiacchiera, lui ti chiede il numero con una scusa banale, tu ti auguravi tanto che lui lo facesse ma non volevi far la parte di quella troppo diretta.

Poi ci si scambiano un po’ di messaggi, qualche commentino su facebook, e a quel punto io inizio a viaggiare di fantasia. Ci penso e ci ripenso. Con rammarico, mi tocca ammettere che, da quando avevo 16 anni ad oggi, in fondo, non è che sia cambiata più di tanto, ahimè!

Perché magari il tipo in questione è abbastanza sexy, piuttosto interessante, è carino, simpatico e sì, mi piace. Mi piace da subito.

E poi… e poi c’è la checklist.

Si, perché nella mia solita mania di organizzare, pianificare e controllare tutto, io appena conosco uno che potrebbe anche interessarmi, non posso fare a meno di studiarlo, cercando di capire se ha quelle caratteristiche che sono già scritte dalla notte dei tempi nella mia lista di controllo mentale.

L’identikit dell’uomo ideale, la favola del Principe Azzurro.

Ecco, io ci provo, a non fare questo percorso, perché non vuol dire niente e bla bla bla.

Ma tanto alla fine lo faccio lo stesso. Tanto è.

E allora mettiamo che quel tipo sia riuscito a spuntare tutti ma proprio tutti i punti del mio elenco mentale, e quindi, sulla carta, è proprio lui, l’U.G., l’Uomo Giusto.

E mettiamo anche che una sera lui ti inviti fuori, che scelga il ristorante, che la serata sia carinissima, e lui pure, e che acquisti anche qualche punto in più per via del suo profumo un po’ speziato e della musica che ascolta in macchina.

In teoria, quindi, tutto perfetto, da copione.   

Perché, allora, il giorno dopo, ripensandoci, hai proprio la netta impressione che manchi qualcosa? Perché questo senso di delusione?

Dove posso comprare un paio di etti di quell’alchimia, di quella specie di polvere magica che tra due persone c’è oppure non ci sarà mai, e che rende tutto speciale, unico?  

Perché uno che sembra super perfetto per me, e magari lo è pure, alla fine non lo è più di altri, di tutti o di nessuno?

E non è che questa checklist mi confonde le idee, creando un’illusione ottica, come quando guardi attraverso un caleidoscopio?

Ho un po’ di cose da rivedere, mi sa.

 
 
 

ma Paolo Fox l'aveva detto!

Post n°254 pubblicato il 04 Luglio 2011 da barracudaebambolina

Poi, non ho ancora ben capito come, ti svegli una mattina e ti sembra che non ti manchi proprio niente.
È una splendida estate e mi sento bene come non mi capitava da tanto tempo.
Improvvisamente mi sembra che tutte le tessere del mosaico siano al loro posto, e ho la netta impressione di aver ritrovato quel pezzettino di me che mi sembrava mancasse. 
Non lo so, dove l'ho trovato. Magari l'ho sempre avuto da qualche parte ma ero troppo impegnata a preoccuparmi di questo e di quello e non me ne ero mai accorta.
O semplicemente ho attivato, forse più per caso che coscientemente, il mio mood  più positivo e propositivo, e allora inizio a riscattare tutti i mesi cupi e tristi e negativi che ho alle e sulle spalle.
Non è successo nulla di particolare, nella mia vita. Non un incontro importante, non un'occasione speciale, eppure sto bene. Non ho più voglia di scappare, di cambiare, di cercare.
Allora, forse, è proprio vero che la serenità non dipende da niente e da nessuno? O la felicità è piuttosto quel famoso amare ciò che si ha già? 
In questo momento mi sembra tutto possibile e non mi ricordo neppure che cosa era a rendermi così triste e sola. Che fosse proprio quel maledetto Saturno Contro? Che abbia, finalmente, ragione Paolo Fox a dirmi che da qui in poi andrà alla grande?
E' che basta poco, a volte. O forse basta quel " giusto" che ti serve in quel momento.
Forse basta organizzare un viaggio in Sicilia on the road per ricordarmi quanto sono fortunata e per farmi riflettere sul fatto che, se c'è una cosa preziosa e rara, quella cosa è proprio la libertà.
Di fare, di dire, di andare, di pensare, di programmare, ma soprattutto da tutto quello che opprime.
Da vincoli e da legami troppo stretti, da impegni, da promesse e da rendiconti.
Libera di e libera da.
Bello, proprio bello.
Talmente tanto che ho quasi paura a dirlo.

 
 
 

DI RIFLESSIONI E DI TEORIE

Post n°253 pubblicato il 29 Giugno 2011 da barracudaebambolina

Stamattina, mentre Marco Galli chiacchierava on air dagli studi di Radio 105, mi sono trovata a riflettere su una certa teoria.

Quella che, con le mie amichette Sex&theCity, amiamo definire la TEORIA DELL’USATO SICURO.

Ovvero, sesso con l’ex.

Un tempo, fragile com'ero, l'avrei condannata a priori, senza nemmeno dare il beneficio di elencare i pro e i contro.

Oggi invece, giusto perchè cambiare idea è segno di apertura mentale...

Ecco, dopo attenta riflessione, sono arrivata alla conclusione che, nonostante tutto, al netto delle giustificate riserve, tolte le opportune paranoie, dimenticati i torti e le ragioni e le questioni di principio, il sesso con l'ex sia una gran cosa.

Sempre che si tratti effettivamente e per entrambi solo di sesso, giusto per non scadere nella solita della minestrina riscaldata del proviamoci di nuovo, e sempre che non ci siano di mezzo altre persone che potrebbero prenderla non troppo bene.  
Già, pensavo che non sono d’accordo con chi è convinto che una notte con l’ex si debba evitare a tutti i costi, come si evita di sedersi in un campo di ortiche.

No no, anzi!

Perché, tra due persone che hanno condiviso momenti ed emozioni, che magari si conoscono più che bene, c'è già la confidenza che toglie l'imbarazzo, c'è una conoscenza acquisita delle rispettive manie, dei punti deboli e di quelli sensibili, c'è la tranquillità e la certezza di poter essere come siamo. Anche senza essere perfetti.
Ma, di contro, non c'è quell'ansia da prestazione che rischia di rovinare il momento, non c'è l'incognita dell’incontro, della forma e del risultato, del piacersi e dell’essere all’altezza.
E non c'è tutto quel bagaglio di tensioni emotive e di aspettative del giorno dopo che rendono il tutto un pochino più forzato, meno sciolto.

...sono diventata questa senza neanche accorgermene...

 
 
 

a parte che gli anni passano per non ripassare pił

Post n°252 pubblicato il 07 Giugno 2011 da barracudaebambolina

E’ tanto tempo che non scrivo quassù. Forse troppo.
Tanto che mi sono dimenticata come si fa a tradurre in parole gli stati d’animo, ammesso che si possa riuscire a fare una cosa del genere.

Mi riempio gli occhi e le giornate di amici, di cose da fare, di foto, di chat, di sensazioni, mi regalo scarpe e giorni solo per me, e mi accorgo che sono compulsiva in tutto quello che faccio, che compro e che dico.

Non so interpretarmi.

Forse riempio solamente un vuoto, o forse me la godo un po’, o magari vivo alla giornata e prendo semplicemente quello che viene, quello che capita, quello che c’è di buono.

Oggi è una giornata umidissima, fa freddo e piove, siamo già a giugno inoltrato e questo periodo mi sta passando veloce davanti agli occhi e nelle mani e intanto che tutto intorno gira vorticosamente, cerco di capire cosa c’è, dentro.

Sto bene, a volte, altre volte meno. Certi giorni non si batte, certi altri meno. In fondo è così che va per tutti.

Mi dicono che sono in forma e di cogliere l’essenza, di vivere il momento, di stare tranquilla.

Mi dicono che ci pensa la vita, ma mi sembra di non riuscire a capire se è così davvero, o se è solo l’ennesimo slogan che ti propinano e tu lì che ci credi.

Perché, in tutto questo, nonostante i ritmi così frenetici, mi sembra di non vivere mai fino in fondo. 
E mi sento sempre provvisoria, come se fossi seduta sul bordo della sedia, pronta ad alzarmi da un momento all’altro.

Mi sento come una che aspetta.

Che mi chiamino per darmi una certa risposta che potrebbe anche cambiarmi la vita, in meglio o in peggio ancora non l’ho capito, di riuscire ad organizzare un aperitivo con quel tale che ho conosciuto qualche festa fa e che mi gira in testa e intorno, che arrivi venerdì per andare al mare, di prenotare il B&B per il fine settimana con le mie amichette Sex&theCity, e già lo so che sarà favoloso, che ‘sto maledetto Saturno si decida a non essermi più contro, o forse solo di arrivare alla fine di questa frenetica giornata.

Il bello è che, in realtà, non so cosa sto aspettando veramente. Forse un treno che non so se poi passerà, e se io vorrò salire a bordo.

 

Tra un mese esatto compio 35 anni e davvero non so cosa voglio, come regalo e nella vita.

E forse non so più se sto solo aspettando o anche sperando.

 
 
 

 

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