<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>A.T.T.I.L.I.O.</title>
        <description>Attivisti Territoriali Terribilmente Incazzati Lievemente Inconsapevoli a Oltranza</description>
        <link>http://blog.libero.it/votattilio/</link>
        <lastBuildDate>Wed, 23 Nov 2011 12:09:20 +0100</lastBuildDate>
        <generator>Libero Blog</generator>
        <category>Politica e Societá</category>
        <category>Politica e Partiti</category>
        <item>
            <title>Note dal ritiro: due o tre cose che vorrei sapere da chi si candida alla guida del Pd del Lazio</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/10829301.html</link>
            <description>&lt;div class=&quot;mbl notesBlogText clearfix&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Nel sottoscala l'umidit&amp;agrave;  continua e la tastiera nuova che mi ha datto peggiora la situazione.  Microsoft &amp;egrave; quasi peggio di Minzolini, altera la realt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Noto,  comunque con disappunto, che il dibattito sul Pd del Lazio non decolla.  Da una parte chi dice che &amp;egrave; impeganto a salvare il Pd del Lazio,  dall'altra chi lancia appelli all'unit&amp;agrave; non si capisce bene su cosa e  per fare cosa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Personalmente resto dell'opinione espressa ieri. Il  tema &amp;egrave; la natura stessa del Pd, il fallimento della ragione storica che  ha portato alla sua nascita. E le conseguenze drammatiche di questo  fallimento nel campo della sinistra italiana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Detto questo per&amp;ograve;  non scappo e provo a cimentarmi con alcune questioni di merito, su cui  mi piacerebbe conoscere il parere dei due aspiranti segretari, i molto  onorevoli Gasbarra e Bachelet.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Lazio bene comune&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come  accenavo nella precedente nota, trovo che quella dei beni comuni sia  una chiave di analisi di societ&amp;agrave; pi&amp;ugrave; che un tema specifico. Per questo  mi piacerebbe conoscere cosa pensano i due molto onorevoli su alcuni  temi specifici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Trasporti:&lt;/strong&gt; Le varie societ&amp;agrave;  pubbliche che gestiscono il trasporto sono alla bancarotta. Cosa  facciamo, cosa diciamo? Privatizziamo, rifinanziamo a fondo perduto come  accade di solito salvo accorgersi che non serve a nulla? Nel primo caso  dobbiamo capire che un eventuale privato ci vorrebbe guadagnare dal  servizio e quindi, automaticamente sarebbero a rischio le tratte pi&amp;ugrave;  periferiche, che generano meno introiti, sono meno frequentate, ma  costituiscono spesso l'unico mezzo di collegamento per migliaia di  cittadini. Nel secondo caso bisogna quanto meno trovare i fondi. E mi  sembra complicato. Io credo che bisognerebbe garantire intanto il  servizio pubblico, altro che privati. Studiando, intanto, una nuova  struttura societaria che riunifichi le varie societ&amp;agrave; che esistono sul  territorio. Con le giunte di centro sinistra abbiamo assistito ad una  moltiplicazione delle societ&amp;agrave;, abbiamo spezzato gestione della rete da  quella del patrimonio, moltiplicato poltrone e poltroncine senza  risolvere alcunch&amp;eacute;. Questo &amp;egrave; il punto da cui partire. Forse creare una  sola holding regionale che gestisca nel complesso il tarsporto su gomma,  le metropolitane e le ferrovie concesse sarebbe non la soluzione di  tutti i mali, ma almeno l'inizio della soluzione. In secondo luogo:  studiare una differenziazione delle vetture a seconda delle tratte. CHe  senso ha usare i pulmann pi&amp;ugrave; grandi in tutte le situazioni? Entrando nel  dettaglio si potrebbe pensare anche di unificare, ove gi&amp;agrave; non succede,  la figura dell'autista con quella del bigliettaio per combattere  l'evasione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Urbanistica&lt;/strong&gt;: &amp;egrave; il tema pi&amp;ugrave; scottante  dell'ultimo anno, in cui il Pd si &amp;egrave; opposto, almeno a parole, al piano  casa Ciocchetti-Polverini. Senza mai avanzare una proposta alternativa.  Io credo che dobbiamo capovolgere l'ottica usata negli ultimi decenni.  Il territorio &amp;egrave; il nostro bene comune per definizione. E l'uso del  territorio va pianificato con attenzione. Costruire, cementificare &amp;egrave; un  danno per tutti, in primo luogo per chi andr&amp;agrave; ad abitare in citt&amp;agrave; senza  senso, senza anima, senza &quot;vissuto&quot;. Servirebbe una legge nazionale  sull'uso dei suoli, ma anche a livello regionale si pu&amp;ograve; fare molto,  stabilendo norme pi&amp;ugrave; chiare e stringenti, pi&amp;ugrave; semplici, ma proprio per  questo automaticamente pi&amp;ugrave; restrittive. Tolleranza zero per l'abusivismo  che non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; quello di necessit&amp;agrave;, ma essenzialmente speculativo.  Obbligo di elevato grado di autosufficienza energetica per le nuove  costruzioni, rispetto assoluto per le norme di salguardia idrogeologica,  delle coste e dei fiumi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sanit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;: ripensare  davvero il sistema sanitario, andando a chiudere gli ospedali inutili,  quelli di paese, creando policlicini di livello per macroarea,  potenziare la medicina di base, creando una rete assistenziale h24.  Riequilibrare la sanit&amp;agrave; romana, ipertrofica, con quella delle province.  Rivedere il sistema degli accreditamenti, tagliando la sanit&amp;agrave; privata  che non p&amp;egrave;u&amp;ograve; stare sullo stesso piano di quella pubblica. Incrementare  il sistema di controlli sull'appriopriatezza delle prestazioni. Sono  solo i titoli, ma anche in questo campo occorre una svolta copernicana,  lasciando da parte le troppe timidezze della giunta Marrazzo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rifiuti&lt;/strong&gt;:  raccolta porta a porta obbligatoria, per legge, su tutto il territorio  regionale, nell'arco di due anni. E' l'unico modo, radicale anzi  brutale, per voltare pagina, dire addio alle discariche e superare  l'emergenza rifiuti. Serve un ruolo forte del pubblico non solo nella  raccolta, ma anche negli impianti di gassificazione - la parte  redditizia del ciclo - che non possono essere lasciati al solito Manlio  Cerroni. La produzione di energia attraverso i rifiuti pu&amp;ograve; diventare una  ricchezza per la nostra Regione. Al tempo stesso valorizzare i  rivoluzionari progetti avanzati da molte universit&amp;agrave; italiane per il  trattamento meccanismo dell'indifferenziato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le istitituzioni bene comune&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Legge  elettorale regionale con collegi uninominali a doppio turno,  costituziuone dell'area metropolitana di Roma, Regione come ambito  naturale per lo sviluppo della Capitale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi limito ai titolo,  perch&amp;eacute; davvero serve un capitolo a parte per ogni argomento. Ma si  tratta di temi che un partito che vuole governare e non solo vincere le  elezioni non pu&amp;ograve; dimenticare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riduzione degli sprechi:&lt;/strong&gt; riportare a cinquanta il numero dei consiglieri regionali, garantendo  una rappresentanza a tutte le Province. Taglio del cinquanta per cento  dello stipendio complessivo dei consiglieri regionali, oltre 15mila euro  attualmente. Riforma del sistema previdenziale dei consiglieri  regionali: non pi&amp;ugrave; il vitalizio garantito dopo una legislatura, ma  semplice versamento dei contributi previdenziali come tutti i comuni  mortali. Eliminazione della liquidazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Taglio del cinquanta per  cento degli stipendi dei dirigenti apicali della Regione. Eliminazione  del concetto di auto blu personale, creando un sistema a rotazione.  L'auto blu &amp;egrave; copmunque da utilizzare solo per gli impegni istituzionali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Area metropolitana di Roma&lt;/strong&gt;:  E' urgente, ancora pi&amp;ugrave; che dotare la capitale di poteri maggiori. Serve  un coordinamento di area vasta per garantire al sistema Roma una  dimensione competitiva dal punto di vista economico, dello sviluppo,  delle conoscenze. Fare sistema attraverso la Regione che deve essere  davvero organoi di programmazione e non di amministrazione. Delega alle  province e ai Comuni di tutti i poteri amministrativi, dalla gestione  delle strade, al turismo, all'urbanistica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riforma del Consiglio regionale:&lt;/strong&gt; taglio del numero delle commissioni, da portare a 8, accorpando le  competenze per materia omogenea, dotare le commissioni di potere  legiferante sul modello della Camera. Taglio del personale in servizio  nelle segreterie politiche, nell'ufficio di presidenza, nei gruppi  politici: una riduzione del 50 per cento, effettuata potenziando al  contempo i servizi istituzionali del Consiglio che devono essere  autorevoli e autonomi rispetto alla politica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Partito demcratico, una scommessa fallita&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prendiamo  atto che il PD, cos&amp;igrave; come &amp;egrave; oggi, &amp;egrave; una scommessa fallita. Lasciamo  perdere la continua redazione di regolamenti, statuti, circolari.  Documenti fumosi pieni di regole non sanziate, che non rispetter&amp;agrave; mai  nessuno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ripartire da zero: tesseramento con quota in proporzione  al reddito, organismi dirigenti veri, segreterie votate dagli organismi  dirigenti e non nominate. Stabilire incompatibilit&amp;agrave; chiare, poche regole  ma precise, affidare ad organismi di controllo seri, se necessario  esterni al partito, il potere di sanzionare eventuali irregolarit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Costruire la federazione della Provincia di Roma, in analogia all'area metropolitana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Stabilire  un patto di consultazione a livello regionale con Sel e Idv, per  costruire una vera opposizione unitaria alla giunta Polverini.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come  vedete ho scritto soltanto i titoli e molti atri ce ne sarebbero. C'&amp;egrave;  anche la volont&amp;agrave; di confrontarsi, nei luoghi propri (l'assemblea e la  direzione regionale)? A me sembra che troppi evitino il confronto per  nascondere le proprie debolezze dietro toni esasperati che coprono il  vuoto assoluto dell'elaborazione, ma sono disposto a ricredermi in ogno  momento.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 23 Nov 2011 12:09:20 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/10829301.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Note dal ritiro: sul Pd e la formazione dei gruppi dirigenti</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/10826257.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/votattilio/getmedia.php?Ror%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3F%270726809a%3B%2511%25%3Baalaemo%2Fxciltttamk%27%7E26%27z%05kgonmghom%05jR&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Mentre anche nel sottoscala della Pisana &amp;egrave; arrivato l'inverno e  l'umidit&amp;agrave; ti entra nelle ossa, mi accingo a partire per un fine  settimana e Londra, ben contento di avere una ragione incontestabile (il  biglietto prenotato) per non partecipare all'assemblea regionale di  sabato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per&amp;ograve;, facendo parte - ormai mio malgrado - di quella  comunit&amp;agrave; politica, mi arrivano commenti, riflessioni, oltre ovviamente a  pettegolezzi e retroscena vari.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel merito della contesa io la  vedo cos&amp;igrave;: una disfida fra ex Dc che davvero non mi appassiona. Non vedo  cosa ci sia di nuovo in nessuna delle due candidature, Gasbarra e  Bachelet. Sicuramente persone rispettabili, dirigenti autorevoli, ci  mancherebbe altro. Ma i per&amp;ograve; sono molti. Intanto sono tutti e due  parlamentari. Ed essendo stato fra i protagonisti di una battaglia  contro la duplicazioni degli incarichi e la socrapposizione dei ruoli mi  sembrerebbe contradditorio sostenere l'una o l'altra candidatura. Poi  qualcuno nel corso degli anni tende a cambiare idea a seconda della  propria convenienza, ma questa &amp;egrave; un'altra storia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Le candidature in campo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le  due candidature, al di l&amp;agrave; delle apparenze, mi sembrano inoltre buttate  l&amp;agrave; senza un progetto politico condiviso. Una, quella di Gasbarra, nasce  dai cosiddetti caminetti, l'altra si ammanta di una sorta di  nepopulismo, ma poi, alla resa dei conti viene buttata nella mischia con  l'unico scopo di contrastare la prima.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per questo la vicenda mi  appassiona ben poco. Mancano le condizioni per invertire quella tendenza  che ha portato il Pd del Lazio ad essere sempre pi&amp;ugrave; un partito di  notabili, una sorta di partito ottocentesco e non quel moderno movimento  di massa che servirebbe alla nostra Regione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ma conta solo il metodo?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;N&amp;eacute;  mi appassiona pi&amp;ugrave; di tanto l'altra disputa di questi giorni. Ovvero, in  che modo lo eleggiamo questo segretario? Intanto, essendo per mia  natura precursore dei dinosauri, secondo me a questo partito servirebbe  un congresso. Non una di quelle robe a cui siete stati abituati negli  ultimi vent'anni, in cui non si discute nulla e si vota. Ma una roba  giurassica: con le tesi politiche che si confrontano, si emendano, si  approvano, si eleggono i delegati e questi votano il segretario, la  segretaria e la direzione. Come conclusione di un percorso politico che  doti questo sgangherato partito di una &quot;visione&quot; sulla Regione in base  alla quale articolare poi l'iniziativa politica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In secondo luogo,  perch&amp;eacute; credo sia un falso problema. Mi spiego meglio. In questo partito  abbiamo sperimentato vari modelli di elezione degli organismi  dirigenti. Con le primarie aperte a tutti gli elettori, con l'elezione  diretta da parte degli iscritti, con l'elezione in assemblea.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il  primo caso &amp;egrave; stato quello usato per l'elezione di Veltroni e Bersani al  nazionale, nonch&amp;eacute; di Mazzoli. Fermo restano il mio giudizio positivo  sull'azione che sta portando avanti Bersani, non mi sembra che il  consenso che ha ricevuto dalle primarie sia sufficiente a determinare  quella uinit&amp;agrave; di azione e quella incisivit&amp;agrave; che gli elettori ci chiedono  per poter rappresentare un'alternativa di governo credibile. Sul  fallimento di Veltroni abbia gi&amp;agrave; ampiamente detto. Su Mazzoli parlano i  fatti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abbiamo eletto con il voto degli iscritti, tra gli altri,  Marco Miccoli a Roma. Non mi sembra che, al di l&amp;agrave; di una pur importante  ripresa organizzativa, il PD della Capitale sia riuscito in questo anno a  mettere in campo gli strumenti necessari per tornare a vincere, ma  soprattutto per governare davvero la citt&amp;agrave;. Siamo in campagna elettorale  e, al di l&amp;agrave; di qualche convegnuccio di facciata, le attenzioni di tutti  sono orientate al toto candidati oppure, peggio, addirittura al  totoassessori. Faccio sommessamente notare che questo errore l'abbiamo  gi&amp;agrave; fatto una volta e ci ritroviamo Alemanno sindaco.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con il  metodo dell'assemblea &amp;egrave; stato eletto Roberto Morassut al regionale, dopo  le dimissioni di ZIngaretti. Ci prov&amp;ograve;, difficile negarlo. Ci mise la  consueta passione e intelligenza, salvo confessarsi agli intimi  &quot;stremato dalla continua pratica del compromesso su tutto&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La funzione della sinistra&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da  questa frase bisogna ripartire. Pu&amp;ograve; funzionare un partito chiuso a  compartimenti stagni, dove gli eletti hanno il potere di decidere in  perfetta solitudine i cardini della loro azione nelle istituzioni? Pu&amp;ograve;  funzionare un partito dove esisti soiltanto se sei simpatico ai mass  media, a loro volta sempre a caccia del fenomeno da sbattere in prima  pagina, del rottamatore di turno?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pu&amp;ograve; funzionare un partito  senz'anima, scollegato dal suo popolo, che non ha radici nella societ&amp;agrave;  che non siano quelle della spartizione correntizia e senza qualit&amp;agrave; di  qualsiasi strapuntino a disposizione?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco questo &amp;egrave; il punto. Io  credo che sia inutile stare a arrovellarsi il cervello su statuti e  regolamenti che tanto poi nessuno rispetter&amp;agrave;, se non si rifonda la  ragion stessa della presenza di un partito di sinistra nella societ&amp;agrave;  italiana di oggi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A me appassiona molto la discussione sui &quot;beni  comuni&quot;. Credo che sia una delle chiavi pi&amp;ugrave; avanzate di analisi che oggi  possiamo usare. A me piacerebbe discutere su come si forma un gruppo  dirigente, non su come va eletto. Su come si legittima, sulla forza e  sull'autorevolezza che non derivano da forme di elezione pi&amp;ugrave; o meno  drogate, ma dal lavoro e dall'elaborazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco, perdonate la  rozzezza del ragionamento, ma non voglio annoiarvi ulteriormente. A me  di questo piacerebbe discutere. Di come si gestiscono i beni comuni, di  come, in un paese in crisi, si d&amp;agrave; spazio all'innovazione. Di come un  partito pu&amp;ograve; mettere radici in quella che viene chiamata la societ&amp;agrave;  liquida. Di quali funzioni ha la sinistra oggi. Di come, in definitiva,  la politica torna ad essere uno strumento utile ai cittadini e non utile  soltanto a se stessa. E detto questo torno in silenzio nel sottoscala.  Buona assemblea a tutti.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 12:25:05 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/10826257.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Note dal ritiro: a proposito delle elezioni nel Lazio</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/10231758.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Sono  due giorni, qua negli scantinati della Pisana dove continua il mio  ritiro spirituale, che si odono fragorosi e colpi. L&amp;rsquo;aria &amp;egrave; lacerata da  deflagrazioni improvvise, il silenzio dei campi &amp;egrave; rotto da boati  assordanti. E noi negletti dell&amp;rsquo;ufficio stampa ci siamo lungamente  interrogati sulla natura dei suddetti colpi. Non &amp;egrave; uno dei cantieri  infiniti che assillano il Consiglio regionale, non sono tuoni, visto che  il cielo &amp;egrave; sereno. Da buoni giornalisti alla fine abbiamo scoperto  l&amp;rsquo;origine e la natura dei botti: sono le cazzate che il capogruppo del  Pd, Esterino Montino, spara dal suo ufficio ai piani alti.&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;mbl notesBlogText clearfix&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Ora il  solerte ufficio stampa dir&amp;agrave; che ho il dente avvelenato con l&amp;rsquo;ex  bracciante di Maccarese ora agrario di Capalbio. Bah. Sicuramente penso,  e non da oggi, che quando uno &amp;egrave; nato il 6 aprile del 1948, arrivato al  2010 potrebbe pensare di andare in pensione, anche dorata peraltro,  invece di ricandidarsi alla regionali. Soprattutto se ha ricoperto tutti  gli incarichi possibili.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come penso, e anche qui non da oggi, che  sarebbe bene discutere le scelte di un partito negli organismi  dirigenti e non sulle pagine dei giornali. Per questo avevo scelto di  non commentare i risultati elettorali nel Lazio, pensando che, prima o  poi, qualcuno avrebbe pensato di riunire la direzione regionale. In  teoria, poi, dovrei anche far parte della segreteria fantasma. Ero stato  perfino zitto malgrado il delirio di chi gridava alla vittoria. &amp;ldquo;Beh,  lo fanno per dovere d&amp;rsquo;ufficio - ho pensato &amp;ndash; e sicuramente chi ricopre  l&amp;rsquo;incarico di coordinatore del comitato regionale ha a disposizione la  potente macchina del Pd e quindi avr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; elementi di me per valutare&amp;rdquo;.  Resta da capire cosa coordini se non si riunisce la segreteria o quello  che &amp;egrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi hanno cominciato lo stratega di Maccarese-Capalbio e lo  stesso coordinatore a sparare cazzate a palle incatenate. D&amp;rsquo;Ausilio ha  concluso in tarda serata: &amp;ldquo;Nel corso di una riunione tra i segretari del  Pd di Frosinone e Latina e il commissario del Pd Lazio, Vannino Chiti,  si &amp;egrave; stabilito che la decisione sui ballottaggi a Sora, Cassino e  Terracina sar&amp;agrave; presa localmente, valutando caso per caso. Tale  valutazione sar&amp;agrave; improntata alla verifica delle condizioni politiche  locali, dei programmi e dei candidati sindaci&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Eccolo l&amp;agrave;. &lt;strong&gt;&amp;ldquo;Si valuta caso per caso&amp;rdquo;.&lt;/strong&gt; Come dire, nessuna strategia, almeno Montino ne avanzava una &amp;ndash; suicida &amp;ndash;  quella di &amp;ldquo;disarticolare il Pdl sostenendo i candidati della  Polverini&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E allora mi sono detto: forse, ma dico forse, sar&amp;agrave; il  caso di andarseli a guardare questi dati, senza cedere alla tentazione  di un augusto componente della segreteria romana del Pd che, ligio al  suo ruolo, ci comunica: &amp;ldquo;Analisi del voto: abbiamo vinto&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dunque:  vinciamo pi&amp;ugrave; comuni della tornata scorsa. Vero, indubbiamente. Per&amp;ograve;,  per&amp;ograve;. Soprattutto Comuni sotto i 15mila abitanti dove il voto non ha, di  solito, molto di politico. Ballottaggi: Genzano, Mentana, Pomezia,  innanzitutto. &amp;nbsp;E che ballottaggi: a &lt;strong&gt;Genzano&lt;/strong&gt; fra due  esponenti del Pd. Con il paradosso che, in una citt&amp;agrave; dove il  centrosinistra esprime il 64 per cento dei consensi, a scegliere saranno  gli elettori del centro destra. A &lt;strong&gt;Pomezia&lt;/strong&gt; il sindaco  uscente porta a casa uno striminzito 38 per cento. Avr&amp;agrave; governato male?  Sar&amp;agrave; stato sbagliato rompere con un pezzo di sinistra per accogliere  quattro consiglieri comunali ex Forza Italia? A &lt;strong&gt;Mentana&lt;/strong&gt;,  definita laboratorio politico per l&amp;rsquo;accordo con l&amp;rsquo;Udc, il candidato  sindaco Altiero Lodi (Udc appunto) arriva secondo con il 31 per cento.  Che sommato al 17 per cento ottenuto dalla candidata dell&amp;rsquo;altro pezzo  del Pd fa quasi la maggioranza assoluta: saranno sommabili questi voti?  Speriamo. Non tocchiamo palla a Marino, Colleferro, perdiamo Valmontone,  centro nevralgico e forte attrattore di investimenti. Vinciamo bene a &lt;strong&gt;Ciampino&lt;/strong&gt;,  dove ci sono state le primarie vere e dove il candidato era assessore  nella giunta uscente. Quando ci si chiede come formare la classe  dirigente&amp;hellip; Sempre a proposito di classe dirigente: a &lt;strong&gt;Olevano&lt;/strong&gt; il potentissimo europarlamentare Guido Milana perde per tre voti contro  un candidato ex diesse. Non &amp;egrave; che a forza di ricandidare sempre gli  stessi l&amp;rsquo;elettorato si stufa?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rieti&lt;/strong&gt;: perdiamo Fara Sabina. Roccaforte rossa della Sabina. &lt;strong&gt;Latina&lt;/strong&gt;:  l&amp;rsquo;incolore Claudio Moscardelli si ferma al 35.51 per cento. Poco sopra  al disastroso risultato delle regionali dell&amp;rsquo;anno scorso quando la  Bonino arriv&amp;ograve; al 33. Terracina: il nostro candidato arriva quarto. Non  c&amp;rsquo;&amp;egrave; bisogno di ulteriori commenti. Cassino: altro laboratorio per  l&amp;rsquo;accordo con l&amp;rsquo;Udc, arriviamo terzi, al ballottaggio vanno il Pdl (con  sindaco uscente cacciato dalla sua maggioranza) e il candidato della  sinistra pi&amp;ugrave; un pezzo del Pd. Sora, lasciamo perdere per carit&amp;agrave; di  patria, basta dire che anche in questo caso siamo quarti. Per&amp;ograve; il  segretario del Pd di Cassino &amp;egrave; soddisfatto. Beato lui. La verit&amp;agrave; &amp;egrave; ch in  Provincia di Frosinone il centrosinistra non esiste. Altro che  meridionalizzazione, qua siamo nella Sicilia peggiore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Certo i  ballottaggi possono raddrizzare la situazione, per questo avevo deciso  di stare in silenzio. Possiamo confermare Pomezia e strappare Mentana  alla destra.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un dato per&amp;ograve; non potr&amp;agrave; essere cancellato, il  risultato del Pd. Vado a macchia di leopardo, raffrontando il risultato  con le Regionali. Lo so, &amp;egrave; improprio, ma vi assicuro che il confronto  con le politiche sarebbe peggiore. E comunque, anche alle regionali  c&amp;rsquo;erano le liste civiche. &lt;strong&gt;Genzano&lt;/strong&gt;: passiamo dal 42 per cento al 21. &lt;strong&gt;Mentana&lt;/strong&gt;, dal 24 al 14. &lt;strong&gt;Marino&lt;/strong&gt;, dal 28 al 12. &lt;strong&gt;Pomezia&lt;/strong&gt;, dal 23 al 16. &lt;strong&gt;Colleferro&lt;/strong&gt;, dal 24 all&amp;rsquo;11. &lt;strong&gt;Cassino&lt;/strong&gt; dal 13 al 4 per cento. &lt;strong&gt;Sora&lt;/strong&gt;, dal 14 al 2.5.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E  tutto questo avviene in una situazione in cui il Pdl, in molte zone,  sta peggio di noi. A Morlupo avevano tre liste, contro una nostra.  Ebbene siamo riusciti a perdere. A Cassino due. Altrettante a Sora e  Terracina: vanno al ballottaggio fra di loro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dice il fine  stratega Montino: beh, vista la situazione sosteniamo la Polverini e i  suoi candidati, cos&amp;igrave; mettiamo in difficolt&amp;agrave; il Pdl. E magari facciamo  entrare in fibrillazione la stessa maggioranza in Regione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora,  prima di entrare nel merito, io continuo a sostenere che una decisione  del genere andrebbe presa negli organismi dirigenti di un partito e non  negli uffici del capogruppo. Che saranno anche ricchi di fini  consiglieri, ma non sono il partito. Fa notare l&amp;rsquo;ufficio stampa del  gruppo Pd alla Pisana: &amp;ldquo;Questi stanno qui perche prendono i voti, non  sono nominati come in parlamento&amp;rdquo;. Ora, premesso che mi piacerebbe  sempre sapere quanto hanno speso &amp;ldquo;questi&amp;rdquo; in campagna elettorale, faccio  notare che le liste dello scorso anno furono costruite a posta per  farli eleggere senza troppi disturbi. E faccio anche notare timidamente  che con &amp;ldquo;questi&amp;rdquo; abbiamo perso il Lazio. &lt;strong&gt;Poi, visto che il metro &amp;egrave; questo, fra quattro anni, invece, di stare ordinatamente al mio posto chieder&amp;ograve; di essere candidato&lt;/strong&gt;. Voglio misurarmi con le preferenze. Magari supero le dieci prese dai portaborse messi l&amp;igrave; a riempire le liste.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che fare oggi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave;  un&amp;rsquo;esigenza immediata, quella dei ballottaggi. Ecco, io credo che la  posizione di Montino ci danneggi, non solo a livello locale, ma a  livello nazionale. L&amp;rsquo;unico dato certo di queste elezioni &amp;egrave; che vinciamo  quando siamo chiari. Quando, come diceva Fassino, le priorit&amp;agrave; sono:  coalizione unita e il miglior candidato possibile. Dunque che si doveva  fare? Intanto partire dall&amp;rsquo;unit&amp;agrave; del centro-sinistra (Pd-Idv-Sel),  cercare di ampliare la coalizione ove possibile. E poi scegliere caso  per caso il candidato pi&amp;ugrave; forte, con equilibrio ma senza egoismi di  partito. Possibilmente con le primarie, perch&amp;eacute;, e questo l&amp;rsquo;hanno capito  in pochi, non solo si attiva uno strumento di partecipazione che il  nostro elettorato ritiene essenziale, ma si fa gi&amp;agrave; un bel pezzo di  campagna elettorale. Mentre il centro-destra discute di chi debba essere  il suo candidato, noi siamo gi&amp;agrave; nelle piazze, sui giornali. Come dire,  ci portiamo avanti con il lavoro. E di un bel pezzo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel Lazio,  salvo poche eccezioni, non abbiamo fatto questo. Hanno prevalso alleanza  spurie, spaccature all&amp;rsquo;interno del Pd e nella coalizione. Hanno  prevalso gli interessi di &amp;ldquo;questi che stanno qui perche prendono i voti,  non sono nominati come in parlamento&amp;rdquo; rispetto a una strategia  complessiva. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si pu&amp;ograve; rimediare, vincendo i ballottaggi. E si  vincono mandando un messaggio semplice e chiaro: dove ci siamo si votano  i nostri candidati, con accordi con le altre forze di centrosinistra.  Sosteniamo i candidati delle altre forze di centro sinistra&amp;nbsp; dove non ci  siamo. Dove il ballottaggio &amp;egrave; fra due candidati del centro destra,  invitiamo gli elettori ad andarsene al mare. Niente tattichette, niente  inciuci, niente dalemate su scala locale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sostenere la Polverini,  sostiene Montino. Ora, prendendo come presupposto che sia in buona fede e  non siano vere le voci su presunti inciuci con la governatrice per le  nomine nelle societ&amp;agrave; regionali, ora, dicevo, occorre partire da un  presupposto, che forse lo stratega non ha ben chiaro: la Polverini  governa il Lazio con il centro-destra e noi siamo all&amp;rsquo;opposizione. La  Polverini &amp;egrave; quella del piano casa trasformato in piano speculazione, &amp;egrave;  quella della legge Tarzia sui Consultori. E&amp;rsquo; quella che ha tagliato gli  ospedali su misura delle cliniche private. E&amp;rsquo; quella che ha bloccato i  fondi sulla formazione. E&amp;rsquo; quella a cui dovremmo opporci con tutti i  mezzi concessi alla minoranza. Dovremmo appunto. Il condizionale &amp;egrave;  quantomeno doveroso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; una Polverini buona, quella che  candida i suoi&amp;nbsp; a Terracina e Sora, e una cattiva, quella che ha  paralizzato la Regione. E non dimentichiamo e i due candidati a  Terracina e Sora sono due ex consiglieri regionali, fatti fuori da Tar  che ha giustamente riportato a 70 il numero dei componenti  dell&amp;rsquo;assemblea legislativa dopo, tra l&amp;rsquo;altro, un ricorso del Pd. Due ex  consiglieri regionali a cui la presidente vuole assicurare un contentino  per tenerli legati a s&amp;eacute;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa tattichetta del dalema de  noantri, ci danneggia. Danneggia i nostri candidati al ballottaggio, che  per vincere hanno bisogno di un quadro chiaro e di una strategia  definita. E ci danneggia non solo nel Lazio, visto che &amp;egrave; finita sui  quotidiani nazionali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Che fare dopo.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La  questione vera &amp;egrave; che serve un partito. Al quale tutti, dai consiglieri  eletti a quelli che non campano con la politica ma dedicano il loro  tempo al partito per passione, possano portare un contributo. E in cui  il contributo di ognuno venga valutato per quello che &amp;egrave;&amp;nbsp; e non per la  persona da cui proviene. Chiedo troppo? Pare di s&amp;igrave;. Non voglio entrare  nel dibattito primarie s&amp;igrave;, primarie no per eleggere il segretario  regionale. Faccio notare per&amp;ograve; che, fino ad oggi, lo strumento ha  mostrato forti limiti. Se &amp;egrave; essenziale per i candidati alle cariche  monocratiche, infatti, per quanto riguarda gli organismi di partito  nutro forti dubbi. A meno che, come nel caso del segretario nazionale  non coincida con il nostro candidato premieri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Due, essenzialmente  i motivi. Il primo: non aiutano una nuova generazione ad emergere. Un  candidato che deve confrontarsi con gli elettori deve essere  necessariamente conosciuto dai mass media. Deve essere attraente  mediaticamente. Il secondo: la contemporanea presenza di liste per  eleggere l&amp;rsquo;assemblea mette il segretario eletto nelle mani delle  correnti. N&amp;eacute; la situazione migliorerebbe se alle liste bloccate  sostituissimo le preferenze, perch&amp;eacute; allora avremmo assemblee composte  soltanto da consiglieri comunali e di municipio. Gli unici avere davvero  il controllo del territorio e dunque delle preferenze. Trasformeremmo,  insomma, le primarie in una sorta di elezione comunale anticipata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci serve contarci ancora? Ci serve l&amp;rsquo;ennesima corsa alle tessere finta come le monete da tre euro?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La  condizione migliore, per un partito inesistente come il Pd del Lazio,  sarebbe una sorta di tregua fra i capobastone, l&amp;rsquo;elezione di una sorta  di segretario di garanzia, che mettesse a lavorare accanto a lui i  giovani pi&amp;ugrave; capaci, facendoli conoscere sul territorio, esaltando le  competenze, le capacit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E&amp;rsquo; possibile tutto ci&amp;ograve;? Non credo. Troppe  le lacerazioni, troppo invocati questi giovani e questo nuovo. La  verit&amp;agrave; &amp;egrave; che nel Pd i giovani sono pi&amp;ugrave; omologati e omologanti dei  vecchi. Costretti a chinare la testa da un meccanismo correntizio che  premia la fedelt&amp;agrave;, non mi stancher&amp;ograve; mai di dirlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La soluzione  peggiore sarebbe sicuramente l&amp;rsquo;ennesimo inciucetto che porterebbe a un  segretario di facciata. Non credo che tutto questo faccia bene al Pd, n&amp;eacute;  tanto meno a chi, forse, dovrebbe occuparsi di pi&amp;ugrave; del partito se ha  l&amp;rsquo;ambizione di concorrere a traguardi importanti. A cominciare da &lt;strong&gt;Nicola Zingaretti&lt;/strong&gt;,  promesso sindaco di Roma. Caro Nicola, non basta governare bene la  Provincia. Comincia a sporcarti un po&amp;rsquo; le mani nel partito, a Roma, come  nel Lazio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Note a margine.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Qualcuno  dir&amp;agrave;: il solito Cardulli che usa un linguaggio sguaiato, esagera, si  incazza invece di ragionare. Beh, premesso che me ne torno subito nel  mio ritiro spirituale: vi rispondo anticipatamente: quando ce vo&amp;rsquo;, ce  vo&amp;rsquo;. Mi d&amp;agrave; fastidio persino il vostro paludato e incomprensibile  linguaggio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Siamo (uso il plurale perch&amp;eacute; non credo di essere il  solo) stanchi, molto stanchi di apprendere le notizie dai giornali, di  leggere di inciuci o presunti tali, a Roma come in Regione. Vogliamo un  partito vero, non pi&amp;ugrave; o meno di sinistra, ma un partito che sappia dare  risposte al disorientamento del nostro elettorato. Che sappia  rappresentare un argine alla frana che sta investendo non solo la destra  di Berlusconi ma il nostro Paese nel suo complesso. Vogliamo  ricominciare a pensare all&amp;rsquo;interesse comune e non alle preferenze.  Cordiali saluti e buon ballottaggio a tutti i nostri candidati.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
        <category>ballotaggi</category>
        <category>democrazia</category>
        <category>di stefano</category>
        <category>elezioni</category>
        <category>montino</category>
        <category>Partito Democratico</category>
        <category>Pd</category>
        <category>polverini</category>
        <category>Regione</category>
        <category>trasparenza</category>
            <pubDate>Thu, 19 May 2011 12:41:12 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/10231758.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Due o tre cose sulla Regione e sul PD del Lazio</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/9926738.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Da alcune settimane ho deciso di chiudermi in un profondo ritiro  spirituale, in seguito alla nomina del gruppo dirigente romano. La  verit&amp;agrave; &amp;egrave; che mi sono stancato di fare il grillo parlante in un partito  in cui non solo nessuno ti d&amp;agrave; retta, ma in cui le persone libere vengono  emarginate e messe forzatamente a tacere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma quello che sta  succedendo in questi giorni alla Regione mi spinge ad avviare una  profonda riflessione sul ruolo del Pd e della sinistra in generale in  questo squassato Paese.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Io sono convinto da sempre che noi  perdiamo - non solo ma innanzitutto - perch&amp;eacute; non offriamo  un&amp;rsquo;alternativa credibile alla destra. &lt;strong&gt;Alternativa morale&lt;/strong&gt;,  innanzitutto. Quando governiamo non siamo davvero alternativi alla  destra nel metodo e nel merito. Non si avverte quella discontinuit&amp;agrave; che,  in passato, aveva caratterizzato le giunte di centro sinistra. Di  esempi se ne potrebbero fare&amp;nbsp; a iosa. Critichiamo consulenze, assunzioni  facili, concorsi truccati, invasione della politica in Enti, Spa e Asl.  Ma poi ci comportiamo esattamente allo stesso modo. Forse lo facciamo  in misura minore, ma il ragionamento non &amp;egrave; quantitativo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Critichiamo  una democrazia ormai basata sul censo, dove tutti hanno diritto di  voto, ma dove soltanto che &amp;egrave; in grado di spendere centinaia di migliaia  di euro pu&amp;ograve; ambire a una carica pubblica. Leggiamo comunicati che  invitano alla sobriet&amp;agrave;, organizziamo pensosi convegni. Ma arrivati al  dunque i nostri candidati mettono in campo risorse ben oltre i limiti  previsti dalla legge. Basta andare a parlare con qualche tipografo  romano per sapere quanto hanno speso i consiglieri regionali eletti nel  centro sinistra nell&amp;rsquo;ultima campagna elettorale. Di pi&amp;ugrave;: applichiamo lo  stesso metodo anche ai nostri congressi e alle primarie. Pacchetti di  migliaia di tessere comprati grazie a risorse di cui non si conosce la  provenienza. Campagne pubblicitarie che vanno, anche in questo caso, ben  oltre il limite previsto dal nostro Statuto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il classico &amp;ldquo;siete tutti uguali&amp;rdquo;, purtroppo, &lt;strong&gt;non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; soltanto uno slogan qualunquistico&lt;/strong&gt;,  ma si basa su elementi di solida realt&amp;agrave;. N&amp;eacute; ci si pu&amp;ograve; appellare, lo  ribadisco, a un generico &amp;ldquo;la destra anche in queste cose &amp;egrave; peggio di  noi&amp;rdquo;. Non lo si pu&amp;ograve; fare per quella che amo definire la differenza  genetica del nostro elettorato. Io ero e resto convinto che in questo  Paese, accanto a una parte molto vasta della popolazione abituata alle  raccomandazioni, ai sotterfugi, alle piccole italiche furbizie, ci sia  un&amp;rsquo;area che, al contrario, &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; insofferente verso tutto questo.  E&amp;rsquo; quella parte che rifugge il berlusconismo dell&amp;rsquo;elogio dell&amp;rsquo;evasione,  che vede come il fumo negli occhi il devastante teatrino che affligge  da anni la politica italiana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco io sono convinto che per questa  parte di Italia noi non rappresentiamo un&amp;rsquo;alternativa. E l&amp;rsquo;ho  verificato con mano, nelle scorse settimane ai banchetti per la raccolta  di firme contro Berlusconi. Ho percepito molto chiaramente la grande  indignazione ma, allo stesso tempo, la grande sfiducia nei nostri  confronti, la richiesta di non limitarci a una raccolta di firme, di  andare oltre. Non rappresentando un'alternativa sono tanti quelli che a  votare non ci vanno proprio pi&amp;ugrave;. Negli anni '80, in presenza di  percentuali molto alte di votanti, la sinistra alle elezioni aveva  quasi&amp;nbsp; il 50 per cento dei consensi. E si trattava, volendo usare un  termine in voga ai giorni nostri, di una sinistra ben pi&amp;ugrave; radicale. Oggi  arriviamo a stento al 40 per cento sommandoci anche Di Pietro, sulla  cui collocazione politica nel campo del centro sinistra permettetemi di  continuare a nutrire alcuni fondati dubbi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma veniamo al  punto. Io credo che l&amp;rsquo;opposizione del PD alla Regione, del gruppo  consiliare e del partito, non possa limitarsi a fermi ma generici no, a  ferme ma generiche denunce di un presunto malgoverno della Polverini  che, in realt&amp;agrave;, si muove pi&amp;ugrave; o meno nel solco della giunta Marrazzo.  Basta pensare alla Sanit&amp;agrave;: abbiamo o no il coraggio di dire che non  abbiamo governato bene, pur fra mille difficolt&amp;agrave; la sanit&amp;agrave; del Lazio?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dobbiamo avere una &lt;strong&gt;proposta alternativa &lt;/strong&gt;e metterla in pratica dove e quando possiamo. A partire dalla questione morale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Io  credo che sia immorale la situazione che troviamo nel consiglio  regionale del Lazio. Settanta consiglieri pi&amp;ugrave; la presidente Polverini,  che occupano, udite udite, 83 incarichi, fra ufficio di presidenza,  presidenti e vice nelle commissioni, presidenti dei ben sedici gruppi  consiliari.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco dal mio partito mi aspetto non solo una generica  denuncia di questa situazione, ma comportamenti differenti e soprattutto  coerenti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi aspetto che non vengano assunti (con contratto a  termine) nel gruppo parenti o affini. Mi aspetto che non vengano  nominati componenti della segreteria nazionale del mio partito nei Cda  delle societ&amp;agrave; per azioni della Regione Lazio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi aspetto una  battaglia per ridurre il numero delle commissioni. E non bastano le  dichiarazioni di principio del capogruppo Montino che si giustifica  dicendo &amp;ldquo;noi siamo in minoranza&amp;rdquo;. Nel consiglio regionale ci sono sedici  commissioni permanenti. Uno sproposito. E a dicembre il mio partito,  insieme a Sinistra ecologia e libert&amp;agrave;, ha votato a favore  dell&amp;rsquo;istituzione di quattro nuove commissioni, chiamate speciali. E non  solo: due di quelle quattro commissioni &amp;ndash; quella sul federalismo e  quella sulla lotta alla criminalit&amp;agrave; &amp;ndash; sono presiedute da due esponenti  dell&amp;rsquo;opposizione: Marco Di Stefano (Pd) e Filiberto Zaratti (Sel).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una  voce critica del Pd, la sola, &amp;egrave; stata quella di Enzo Foschi che non si &amp;egrave;  presentato all&amp;rsquo;insediamento della commissione a cui era stato  assegnato, quella sui giochi olimpici del 2020, in polemica contro il  nome del presidente indicato dalla maggioranza, quel Romolo Del Balzo  accusato di truffa contro lo Stato, fino a ieri presidente della  commissione Lavori Pubblici. Carica dalla quale di &amp;egrave; dimesso soltanto  dopo aver avuto la nuova presidenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Foschi, forse memore  dell&amp;rsquo;aver presieduto per un annetto la Commissione per Roma Capitale  nella scorsa legislatura senza riunirla mai, deve aver pensato che una  figuraccia basta. Adesso mi aspetto che si dimetta da vicepresidente,  visto che &amp;egrave; stato eletto malgrado la sua assenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora tutti, nella  maggioranza si affannano a dire che le commissioni non sono sprechi ma  strumenti di lavoro per i consiglieri. Io vorrei limitarmi a ricordare  che un presidente di commissione guadagna 891 euro al mese in pi&amp;ugrave; e che  un vicepresidente ne guadagna 596.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non vorrei cadere nella  retorica populista dicendo che ci sono centinaia di migliaia di persone  che a 800 euro al mese ci arrivano a stento. Mi limito ad osservare che  si tratta di commissioni che non hanno alcun potere se non quello di  svolgere audizioni. Ovvero di dare spazio ad associazioni, comitati  eccetera, di farli parlare, denunciare, proporre. Possono fare studi,  ricerche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutte parole a cui nessuno dar&amp;agrave; mai alcun seguito. La  verit&amp;agrave; &amp;egrave; che troppo commissioni rallentano e complicano il lavoro. Il  fatto che due sole leggi (a parte assestamento di bilancio e  finanziaria) siano state approvate in quasi un anno di giunta Polverini  la dice lunga sull'efficienza del consiglio regionale. PEr la cronaca  una di queste due leggi &amp;egrave; quella che modifica la data dei saldi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il  punto &amp;egrave; che possiamo e dobbiamo dare un segno di qualit&amp;agrave; differente. E  credo che possiamo farlo da subito, anche dall&amp;rsquo;opposizione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vorrei invitare il gruppo PD a presentare due proposte di legge, semplici semplici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La  prima per una riforma in senso uninominale del sistema elettorale.  Prevedendo per legge, l&amp;rsquo;obbligo di svolgere primarie per la scelta dei  candidati. E prevedendo soprattutto un limite di spesa per la campagna  elettorale. Deve essere una previsione rigida e cogente: deve essere  prevista la decadenza dalla carica per chi viola la norma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La  seconda deve prevedere l&amp;rsquo;esclusione da tutti gli incarichi in societ&amp;agrave;,  enti, agenzie, di chi ha ricoperto incarichi elettivi negli ultimi  cinque anni. Si tratta di una norma di pulizia morale per impedire  l&amp;rsquo;invasione delle societ&amp;agrave; e delle agenzie regionali da parte di non  eletti alle elezioni. Io sono convinto che le societ&amp;agrave; regionali non  possano essere utilizzate come refugium peccatorum per risolvere i  problemi di equilibrio interno dei partiti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ultimo aspetto e chiudo davvero: &lt;strong&gt;il Pd regionale che fine ha fatto?&lt;/strong&gt; Ho partecipato, ovviamente in veste di uditore, all&amp;rsquo;ultima direzione  regionale nella quale il commissario Vannino Chiti ha detto che sarebbe  andata da Bersani per proporgli di andare alle primarie quanto prima.  Dell&amp;rsquo;esito di questo incontro non si &amp;egrave; saputo pi&amp;ugrave; nulla.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Personalmente,  per quanto pu&amp;ograve; contare, non ritengo saggio avviare subito il percorso  congressuale. Ci troviamo in una fase politica troppo delicata per  poterci impelagare in mesi e mesi di tesseramento selvaggio, congressi  dei circoli, liste e via dicendo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Credo per&amp;ograve; che non possa essere  lasciato il PD del Lazio nella situazione attuale, con un Commissario e  un responsabile del comitato regionale. Responsabile tra l&amp;rsquo;altro non si  sa bene di cosa non esistendo il comitato regionale. Credo ci debba  essere un&amp;rsquo;assunzione di responsabilit&amp;agrave; collettiva:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1) una  convocazione dell&amp;rsquo;assemblea e della direzione in cui si approvi il  rinvio del congresso per un periodo di tempo determinato, preciso e gi&amp;agrave;  fissato (ad esempio ottobre 2011);&lt;/p&gt;&lt;p&gt;2) l&amp;rsquo;elezione di un comitato  ristretto, chiamatela segreteria, comitato politico come vi pare, che  diriga il partito in vista delle elezioni amministrative e di eventuali  elezioni politiche: non dico che debba rappresentare competenze e merito  - finiamola di prenderci in giro da soli - ma che almeno sia  pluralista.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dette queste poche cose, torno al mio ritiro spirituale dal quale siete pregati di non distogliermi.&lt;/p&gt;</description>
        <category>democrazia</category>
        <category>di stefano</category>
        <category>montino</category>
        <category>Partito Democratico</category>
        <category>Pd</category>
        <category>Regione</category>
        <category>trasparenza</category>
            <pubDate>Fri, 25 Feb 2011 14:21:31 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/9926738.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>E adesso facciamo il Pd</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/9423285.html</link>
            <description>&lt;div&gt;&lt;div style=&quot;width: 420px; text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://issuu.com/mik154/docs/documento_roma?mode=embed&amp;amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml&amp;amp;showFlipBtn=true&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Open publication&lt;/a&gt; - Free &lt;a href=&quot;http://issuu.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;publishing&lt;/a&gt; - &lt;a href=&quot;http://issuu.com/search?q=roma&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;More roma&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 24 Oct 2010 10:03:53 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/9423285.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Nomina assessore X Municipio: le decisioni carbonare del Pd</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/9389056.html</link>
            <description>&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;em&gt;Dichiarazione congiunta di Flavia Leuci  e  Marco Ciarafoni, della direzione regionale del Pd&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&amp;ldquo;Cos&amp;igrave; &amp;egrave;, se  vi pare: occorre scomodare Pirandello per  commentare la decisione carbonara  assunta dai vertici del Pd del X  municipio, in accordo con quelli romani, che  hanno chiesto ed ottenuto la  nomina di Piero Latino ad Assessore ai lavori  pubblici del Municipio  presieduto da Sandro Medici. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;Una  scelta  effettuata per soddisfare le solite e deleterie bramosie correntizie  e che  confligge con la necessit&amp;agrave;, in un partito normale, di  garantire una  partecipazione larga e democratica sulle scelte da fare, per  di pi&amp;ugrave; con una  nomina che &amp;egrave; estranea al territorio del  municipio stesso. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;La decisione  presa &amp;egrave; molto grave e non &amp;egrave;  una buona premessa per un partito  che si appresta nella nostra citt&amp;agrave; a &lt;span&gt; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;svolgere il suo congresso.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;L&amp;rsquo;unit&amp;agrave; del  partito democratico, tanto evocata quanto  sbandierata, ha bisogno di ben altri  atteggiamenti perch&amp;eacute; divenga  prassi di lavoro alla quale tutti richiamarci. A  meno che non serva per  chiedere il silenzio di chi ha opinioni diverse e  liberamente le  manifesta.&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 15 Oct 2010 15:08:51 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/9389056.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Pd Roma, fra il dire e il fare...</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/9384533.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Ho riflettuto molto se scrivere o meno di questa vicenda, primo  perch&amp;eacute; mi riguarda direttamente, almeno in parte, secondo perch&amp;eacute; forse  servivano altre prese di posizione, pi&amp;ugrave; autorevoli, che al momento  tardano ad arrivare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla fine ho deciso di spiegare come la vedo,  perch&amp;eacute; credo sia emblematica rispetto alla situazione del nostro  partito, ma anche perch&amp;eacute; c&lt;strong&gt;redo che il PD abbia bisogno di persone che pensano e dicono quello che pensano pubblicamente&lt;/strong&gt;,  senza paura. Sar&amp;ograve; vecchio ma credo che un dirigente di partito abbia  questo dovere. E invece nel PD regna un clima di ipocrisia  generalizzata, di tatticismi esasperati, di &amp;ldquo;meglio che mi faccio gli  affari miei&amp;rdquo;. In tutte le are, componenti, cantucci vari, senza  distinzione. Questo &amp;egrave; il frutto pi&amp;ugrave; velenoso dell&amp;rsquo;organizzazione  correntizia: il fatto che non discute pi&amp;ugrave; liberamente, ma si sente cosa  dice il proprio capobastone e poi ci si allinea. &lt;strong&gt;Ma un partito che premia la mediocrit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;ipocrisia, il &amp;ldquo;sissignore&amp;rdquo;, non va da nessuna parte.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La  vicenda che vorrei provare a raccontarvi &amp;egrave; quella della nomina di Piero  Latino, come assessore ai Lavori pubblici del X Municipio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inizio  facendo gli auguri a una persona che continuo a ritenere uno dei  dirigenti pi&amp;ugrave; capaci del Pd del Lazio, tanto che ho sostenuto lealmente  la sua candidatura come segretario. Auguri non formali: come sempre sar&amp;ograve;  pronto a dare il mio contributo in termini di impegno e di idee per  aiutarlo, se lo riterr&amp;agrave; opportuno, in un lavoro che non sar&amp;agrave; facile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Detto questo, per&amp;ograve;, devo dire, con la massima onest&amp;agrave; che di questa nomina non ho condiviso n&amp;eacute; il metodo n&amp;eacute; il merito.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come &amp;egrave; andata&lt;/strong&gt;:  venerd&amp;igrave; scorso il capogruppo del PD in Campidoglio ha incontrato il  presidente del X Municipio. E qui le versioni divergono. Secondo Latino  gli ha chiesto una sorta di &amp;ldquo;placet preventivo&amp;rdquo;, per non aprire una  discussione inutile all&amp;rsquo;interno del PD. Di questo, a quanto mi risulta,  era stato preventivamente informato, Marco Miccoli, coordinatore della  campagna elettorale del PD di Roma, poi diventato di fatto coordinatore  del partito. Secondo Medici, invece, la comunicazione &amp;egrave; stata del tipo:  &amp;ldquo;Questa &amp;egrave; la scelta fatta dal PD&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Racconta Latino che, subito  dopo il via libera preventivo del presidente, ha chiesto al coordinatore  del PD del X Municipio, Giulio Bugarini, di organizzare una riunione  del partito del X Municipio per verificare il consenso su questa  opzione. Detto fatto. Lo stesso Bugarini, sabato mattina di buon ora ha  telefonato ad alcuni dei coordinatori dei circoli. Racconta Valter  Avellini (Capannelle): &amp;ldquo;Mi ha comunicato semplicemente che il PD aveva  scelto e il nome indicato a Medici era quello di Piero Latino&amp;rdquo;. Altro  che discussione in una sede di partito. Peraltro difficilmente  individuabile, da noi abbiamo il coordinatore, che per&amp;ograve; si &amp;egrave; sempre  rifutato di procedere all'elezione del coordinamento. Hai visto mai che  qualcuno disturbasse le grandi manovre!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Luned&amp;igrave;, l&amp;rsquo;area Marino del X  Municipio, con la presenza di Maurizio Veloccia, che vorrei  ringraziare, aveva gi&amp;agrave; da tempo fissato un incontro con Miccoli, proprio  per parlare di questa vicenda. Le dimissioni di un assessore di cui non  si sapevano &amp;ndash; e ancora non si sanno - le cause.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Malgrado il  fastidio per la piega che avevano preso gli eventi, siamo comunque  andati all&amp;rsquo;incontro. Presenti anche Flavia Leuci, consigliere  provinciale, Arianna Vannozzi, coordinatrice del circolo di Anagnina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Miccoli ci ha spiegato che quella postazione, istituzionale non di partito, &lt;strong&gt;era stata assegnata in un accordo romano, nel 2008, all&amp;rsquo;area D&amp;rsquo;Alema&lt;/strong&gt;.  E che questo equilibrio non si poteva toccare. Almeno fino al prossimo  congresso. La suddetta area aveva indicato Latino, scelta su cui lui  auspicava un&amp;rsquo;ampia condivisione di tutto il partito. Latino doveva  essere, insomma. E' espressione del PD del territorio? No, abita  dall'altra parte di Roma. Particolari competenze nella materia? Boh? In  pi&amp;ugrave;, essendo consigliere di amministrazione di una grande societ&amp;agrave;  pubblica, la Cotral, si apre una delicata questione di conflitti di  interesse, oltre che di cumulo di cariche (Latino fa parte anche del  coordinamento politico del PD di Roma). Tutto questo conta? No, l'area  D'Alema, aveva deciso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ieri pomeriggio la nomina ufficiale da  parte di Medici, che ha dimostrato di abdicare con grande docilit&amp;agrave; al  volere dei capi di un pezzo di una parte dell&amp;rsquo;area Bersani. Quando pare a  lui i poteri del presidente non contano. In passato quando tutto il  partito, all&amp;rsquo;epoca i Ds, gli indic&amp;ograve; un assessore molto scomodo per lui,  dimostr&amp;ograve; di avere un grado di &amp;ldquo;autonomia&amp;rdquo; molto maggiore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma non era di questo che volevo parlare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quello  che mi preme mettere in evidenza &amp;egrave; la siderale distanza fra quello che  viene detto e quello che poi il PD mette in pratica nel suo agire  quotidiano.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ieri sera, cos&amp;igrave; per curiosit&amp;agrave;, sono andato ad  assistere alla direzione romana. Ho sentito una dottissima relazione di  Mario Ciarla che evidenziava la necessit&amp;agrave; di &lt;strong&gt;dare maggiori poteri ai coordinamenti municipali&lt;/strong&gt;,  compreso quello, fondamentale, di dire l&amp;rsquo;ultima parole sulle liste del  livello amministrativo corrispondete. Autonomia finanziarie, regole  chiare, ecc. ecc.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Stessa tesi che ci ha esposto Miccoli in  quell&amp;rsquo;incontro. E negli interventi, anche di esponenti del X Municipio  ho percepito la solita insopportabile retorica: pi&amp;ugrave; poteri ai circoli,  pi&amp;ugrave; voce agli iscritti, coinvolgimenti di militanti ed elettori nelle  nostre scelte.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fra il dire e il fare c&amp;rsquo;&amp;egrave; in mezzo un oceano in tempesta&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non faccio parte della direzione e quindi non sono potuto intervenire. Ma alcune considerazioni vorrei farle comunque. S&lt;strong&gt;e c&amp;rsquo;&amp;egrave; la volont&amp;agrave; di fare quello che tanti, troppi, dicono non basta scriverlo in un regolamento.&lt;/strong&gt; Bisogna metterlo in pratica, dando alle persone che credono davvero a  questa linea di azione gli strumenti per battere chi, invece, si  compiace della calda sicurezza dei caminetti che garantiscono comode  rendite di posizione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vicende come quella che ho raccontato e che &amp;ndash;  non ho dubbi &amp;ndash; si ripetono con le stesse agghiaccianti modalit&amp;agrave; in  tutta Roma, al contrario, non fanno altro che rafforzare la catena di  comando correntizia, proprio quella catena che, solo a parole, si  vorrebbe spezzare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dico di pi&amp;ugrave;: vicende come questa rafforzano  quel senso di estraneit&amp;agrave;, di non far parte pi&amp;ugrave; dello stesso partito che  angoscia molti iscritti e militanti. &lt;strong&gt;Quando ti comunicano una scelta presa chiss&amp;agrave; dove, allora, vuol dire che non ci si considera iscritti allo stesso partito.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quello  che succede in X Municipio dalla fondazione del PD a oggi &amp;egrave; esemplare:  un&amp;rsquo;area, anzi un blocco di potere che nei congressi rappresenta circa il  55 &amp;ndash; 60 per cento del partito, si arroga il diritto di decidere su  tutto e su tutti, si prende a forza il 100 per cento del PD, di tutti  gli incarichi compresi quelli istituzionali. Merito, valorizzazione  delle risorse del territorio, competenze. Che tutto vada a farsi  fottere, bisogna essere fedeli alla linea.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E gli esclusi, per loro volont&amp;agrave; e per rigido rifiuto di questo modello di partito, devono anche stare zitti. &lt;strong&gt;Qualsiasi dissenso, sia pur flebile come il mio, viene tacciato come sfascismo, attentato all&amp;rsquo;unit&amp;agrave; del partito.&lt;/strong&gt; Quando abbiamo denunciato il tesseramento finto, gli iscritti  trasportati con i pullman a votare, le persone che non sapevano neanche  di essere scritte che si aggiravano con aria stordita nei circoli,  quando abbiamo denunciato tutto questo ci hanno risposto che era tutto  regolare. Quando abbiamo sbattuto i pugni ci hanno detto che non era  educato. Quando siamo stati costretti a &amp;ldquo;fare i matti&amp;rdquo; ci hanno detto  che eravamo offensivi. E invece dicevamo semplicemente pane al pane,  vino al vino, delinquente al delinquente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Io credo che bisogna non solo parlare, ma gridare&lt;/strong&gt;.  E gridare in questo caso vuol dire ricominciare dalle idee,  confrontarsi su quelle liberamente e senza rete. E solo in seguito  abbinare a quelle idee le persone pi&amp;ugrave; adatte a rappresentarle. Abbiamo  bisogno di idee e di dirigenti liberi e autorevoli che le rappresentino.  E soprattutto abbiamo bisogno di iscritti che, questa volta, non si  facciano prendere in giro dai discorsi belli che si fanno quando si va a  parlare nei circoli, dai lustrini mostrati nelle Feste de L&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;, ma  che vadano a guardare la polvere nascosta accuratamente sotto gli  zerbini.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Io credo, ne sono convinto che ci siano dirigenti validi in tutte le mozioni.&lt;/strong&gt; E sono fermamente convinto del fatto che si debba andare oltre le  appartenenze, oltre le &amp;nbsp;divisioni delle primarie del 2009, quelle di  Bersani segretario, scomponendo e riaggregando le forze sane del PD  intorno a un progetto. Questa &amp;egrave; la condizione di base per poter tornare a  parlare al nostro popolo: costruire un gruppo dirigente solidale,  aperto e plurale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non &amp;egrave; facile perch&amp;eacute; la catena correntizia &amp;egrave;  forte. E&amp;rsquo; forte del potere di ricatto che ti d&amp;agrave; il posto di lavoro  assegnato in quell&amp;rsquo;azienda pubblica al segretario del circolo. E&amp;rsquo; forte  perch&amp;eacute; a chi &amp;egrave; fuori da quella logica viene tagliata l&amp;rsquo;erba sotto i  piedi, giorno dopo giorno, con costanza e pervicacia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma si pu&amp;ograve;  battere, perch&amp;eacute; quel Pd autoreferenziale che abbiamo conosciuto, ormai  non basta pi&amp;ugrave; neanche a mantenere semplicemente questa macchina  generatrice di finto consenso. Questo PD, quello delle mafie locali, dei  capobastone, ormai ha le ore contate. E se non spazziamo via questo  perverso sistema di consorterie, saranno gli elettori a farlo, costretti  &amp;ndash; da noi, dalla nostra ignavia &amp;ndash; a fare di tutta l&amp;rsquo;erba un fascio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vale ancora la pena di farla questa battaglia? Io credo proprio di s&amp;igrave;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Giulio Bugarini</category>
        <category>Marco Miccoli</category>
        <category>Partito Democratico</category>
        <category>Pd</category>
        <category>Piero Latino</category>
        <category>Sandro Medici</category>
        <category>X Municipio</category>
            <pubDate>Thu, 14 Oct 2010 15:05:41 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/9384533.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Figli di un giornalismo minore</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/8088738.html</link>
            <description>&lt;div class=&quot;note_header&quot;&gt;&lt;div class=&quot;note_title_share clearfix&quot;&gt;&lt;div class=&quot;share_and_hide clearfix&quot;&gt;Premetto che in questo periodo non ho molto da fare, qua a Pisanopoli il consiglio regionale &amp;egrave; sciolto tranne che per marchette elettorali e sistemazione dirigenti, amici, amanti e parenti vari. Noi del secondo sottoscala a destra, ufficialmente aiuti addetti stampa, in pratica venditori di un prodotto invendibile, siamo impegnati soltanto in ansiose partite via internet, rassegne stampa destinate a consiglieri introvabili, marchette varie che per fortuna nessuno legger&amp;agrave; perch&amp;eacute; agli editori dei giornali ancora un minimo di dignit&amp;agrave; &amp;egrave; rimasto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;byline&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt; La seconda premessa &amp;egrave; che stamani, aprendo il mio conto on-line mi sono trovato un bel -2.236, a fronte di assicurazione della moto da pagare, mutuo di casa che scade, regali da fare, bollette ecc ecc.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La terza premessa &amp;egrave; che questa situazione &amp;egrave; dovuta essenzialmente al fatto che essendo figli di un giornalismo minore, abbiamo un contratto minore. Non le cifre astronomiche degli addetti stampa del presidente della giunta, quattordici persone fra cui quello che prende di meno credo arrivi intorno ai 70.000 euri l&amp;rsquo;anno, lordi. Non le cifre meno astronomiche degli addetti stampa dei gruppi politici, 2.200 euro netti al mese, tredicesima e &amp;ldquo;redazionale&amp;rdquo; come da contratto giornalistico. Non le cifre ancora meno astronomiche degli addetti stampa degli assessori, che non ci dovrebbero essere ma hanno comunque un contratto migliore del nostro, compreso il pagamento della Casagit, la importantissima cassa autonoma di previdenza dei giornalisti che ti rimborsa dal ticket sui farmaci al cambio di sesso. A te, moglie, figli, compagni di vita, anche dello stesso sesso. &lt;br /&gt; Ma essendo gli unici, noi del secondo sottoscala a destra, ad avere vinto un concorso (sei raccomandato! Direte voi. Magari s&amp;igrave;, ma neanche tanto) non solo abitiamo appunto nel sottoscala del consiglio regionale, ammassati in nove in una stanza quando gli impiegati della stessa &amp;ldquo;area&amp;rdquo; (nella fantastica terminologia burocratica regionale noi non siamo l&amp;rsquo;ufficio stampa ma l&amp;rsquo;area informazione) godono di una stanza privata, ma abbiamo anche un misero contratto da aiuto addetto stampa, livello D1 che, straordinari esclusi, arriva a stento a 1.500 euri al mese, senza Casagit. Poi svolgiamo mansioni ben superiori, in un qualsiasi giornale saremmo almeno capiservizio, ma all&amp;rsquo;amministrazione non interessa. &amp;ldquo;Fateci causa&amp;rdquo;, ci disse un autorevole dirigente apicale del consiglio regionale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma sono tanti, direte voi. Vabbeh, metteteci che vostra moglie (ottima grafica) da anni lavora a gratis perch&amp;eacute; quando c&amp;rsquo;&amp;egrave; da stampare qualcosa per il partito la chiamano, ma quando c&amp;rsquo;&amp;egrave; da guadagnare qualcosa si perdono misteriosamente il suo numero di telefono. Metteteci 3.600 euri di mutuo ogni sei mesi. Metteteci un figlio, la playstation, il nintendo, metteteci che i pantaloni si rompono e i piedi che crescono malgrado tutto. Ed ecco il conto in banca. Metteteci anche che, essendo giornalista professionista dal 1995 uno si aspetterebbe forse di guadagnare qualcosa di pi&amp;ugrave;. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La quarta premessa &amp;egrave; che stamani un autorevole consigliere del Lazio &amp;egrave; caduto dalle nuvole quando ho provato a spiegargli che non si possono assumere dirigenti, sistemare gente che dovrebbe tornare alla sua amministrazione di provenienza e fregarsene di persone che rivendicano soltanto diritti e non favori, con la scusa che &amp;ldquo;essendo il consiglio regionale sciolto non si pu&amp;ograve; fare niente&amp;rdquo;. Di legale, aggiungo io.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La quinta premessa &amp;egrave; che mi sono rotto di stare in un partito dove i cretini fanno carriera perch&amp;eacute; &amp;ldquo;portano i voti&amp;rdquo; (e ci fanno perdere le elezioni) e quelli bravi (sono presuntuoso mi ritengo una delle poche persone che capiscono di politica nel Pd del Lazio) vengono usati, strizzati e poi puntualmente umiliati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; S&amp;igrave;, ma a noi che ce ne frega? Direte voi. Niente, era solo per spiegarvi il senso di questa nuova opera &amp;ldquo;letteraria&amp;rdquo; che mi accingo a scrivere (Enzo e Federica, questa volta prometto di finirla). Un libretto a puntate che pubblicher&amp;ograve; su internet con cadenza assolutamente irregolare, dal titolo, appunto, &amp;ldquo;Figli di un giornalismo minore&amp;rdquo;. E&amp;rsquo; la storia di un ragazzino che si iscrive alla Fgci a 14 anni, comincia a fare questo mestieraccio a 18, continua con un viaggio nel giornalismo di provincia e finisce con gli anni di Pisanopoli.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; S&amp;igrave;, ma a noi che ce ne frega? Ribadirete voi. Niente, siete sempre padroni di leggere altrove, &amp;egrave; il bello di internet.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Piano dell'opera&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Premessa&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 1&lt;br /&gt; La Fgci di Roma&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 2&lt;br /&gt; La svolta di Occhetto&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 3&lt;br /&gt; Gli anni di Paese Sera&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 4&lt;br /&gt; Da Roma Circoscrizione al Giornale di Ostia&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 5&lt;br /&gt; Fra Tiburno e le forze armate&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 6&lt;br /&gt; Avventure&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 7&lt;br /&gt; Arrivo a Pisanopoli&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 8&lt;br /&gt; Un segretario di nome Meta&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 9&lt;br /&gt; E venne Marrazzo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 10&lt;br /&gt; Dal gruppo all&amp;rsquo;ufficio stampa&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Capitolo 11&lt;br /&gt; Un partito nuovo che puzza di marcio&lt;/p&gt;</description>
        <category>elezioni</category>
        <category>Marrazzo</category>
        <category>Michele Cardulli</category>
        <category>Paese Sera</category>
        <category>Pd</category>
        <category>Politica</category>
        <category>Tiburno</category>
            <pubDate>Fri, 04 Dec 2009 13:00:32 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/8088738.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Perché dico: finalmente le primarie</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/7755435.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1) Cuius regio, eius religio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa espressione latina sintetizza, di fatto, il concetto di religione di stato. Ebbe grande rilevanza ai tempi della riforma protestante: vuol dire in sintesi che il popolo doveva avere la stessa religione del signore locale. E che c&amp;rsquo;entra con il Pd, il congresso e via dicendo? C&amp;rsquo;entra perch&amp;eacute; siamo un partito organizzato in questo modo. E lo dico senza dare un giudizio di merito, di valore. E&amp;rsquo; un dato di fatto. E questo succede sia nei circoli veri che in quelli finti. Il posizionamento di questo o quell&amp;rsquo;esponente che all&amp;rsquo;interno di un circolo viene ritenuto autorevole condiziona il comportamento di una parte considerevole degli iscritti. Si tratta di quegli esponenti capaci di produrre consenso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa non &amp;egrave; la degenerazione, &amp;egrave; la regola nel Pd. Le persone che sono state convinte dai dibattiti congressuali si contano sulla punta delle dita. Abbiamo perso il gusto e la capacit&amp;agrave; di confrontarci pubblicamente. Questa &amp;egrave; la mia esperienza, limitata a pochi circoli. Ma non credo che sia cos&amp;igrave; differente in generale. Certo, ci sono circoli pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;condizionati&amp;rdquo; e circoli pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;liberi&amp;rdquo;, ma si tratta soltanto di gradi differenti del medesimo fenomeno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La conseguenza &amp;egrave; che ormai i congressi, si tratta di una tendenza che viene da lontano, non sono altro che scontri fra eserciti organizzati. E non vince chi &amp;egrave; pi&amp;ugrave; convincente ma chi ha l&amp;rsquo;esercito meglio organizzato. Sono semplici fenomeni di conta.In questo periodo, tutto questo, &amp;egrave; andato verso la degenerazione del modello basato sul consenso personale. Lo abbiamo visto in Calabria, a Napoli, e anche a Roma. Quello a cui ho assistito personalmente a Osteria del Curato e che mi hanno raccontato tanti compagni attendibili in varie zone di Roma, &amp;egrave; vergognoso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E chi vota omaggiando il capobastone locale non &amp;egrave; una persona libera. E&amp;rsquo; un servo. Vi potrete scandalizzare per la durezza del tema, ma, come si dice, nun me ne po&amp;rsquo; frega&amp;rsquo; di meno. I benpensanti che fanno i giornalisti seguendo solo le conferenze stampa dei big farebbero bene a immergersi nella &amp;ldquo;fanga&amp;rdquo; come la chiama Zoro, che in questo caso assume le caratteristiche ben pi&amp;ugrave; inquietanti dell&amp;rsquo;escremento umano rispetto a quelle del semplice fango.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ieri 13 persone volevano votare pur non risultando iscritte in quel circolo (si tratta del 5 per cento del totale dei votanti, non di bazzecole). Uno di questi mi ha fatto vedere la tessera e risultava iscritto a Dragona, Ostia. Una ventina di chilometri pi&amp;ugrave; in l&amp;agrave;. Non sapeva neanche dove fosse, Dragona. E dire che, a termini di regolamento, avrebbe dovuto andare al circolo a iscriversi. Ho visto un dipendente dell&amp;rsquo;ufficio tecnico del X Municipio premurarsi di controllare chi avesse votato. Ho visto il coordinatore del circolo andare a verificare di persona come stessero votando alcuni iscritti. Ho visto un anziano signore che non riusciva a camminare, a parlare, non era in condizione davvero di esprimere liberamente il proprio voto. L&amp;rsquo;hanno portato a braccia nella stanza dove si votava e hanno fatto la croce sulle schede al suo posto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho visto un circolo fra i pi&amp;ugrave; piccoli d'Italia (cinque sezioni elettorali) in cui gli iscritti sono diventati 362 e all'ultimo giorno prima del congresso ne sono stati aggiunti altri 90 arrivando addirittura a 453. Hanno spedito qua tutta la monnezza avanzata a Roma, &amp;egrave; evidente.Ho visto troppe cose che mi fanno vergognare di essere iscritto a questo partito. Mi fermo qui non senza aver detto che autorevoli consiglieri regionali presenti, autorevoli giornalisti rai altrettanto presenti, non hanno sentito la stessa vergogna. Mi vergogno un po&amp;rsquo; anche per loro.Io non credo che questa sia la regola, questa &amp;egrave; la degenerazione di un sistema di gestione del potere. Un sistema che a me non sta bene.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2) Il respiro delle primarie&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; abbiamo deciso di far eleggere il nostro segretario con le primarie? Perch&amp;eacute; era l&amp;rsquo;unico modo di scardinare questo sistema. Penati, persona stimabilissima, coordinatore della mozione Bersani, ieri ha detto, in sostanza che Dario Franceschini si dovrebbe dimettere. Perch&amp;eacute; i due terzi degli iscritti al partito di cui &amp;egrave; segretario non l&amp;rsquo;hanno votato. E&amp;rsquo; un ragionamento che merita attenzione, si badi bene e che non trovo giusto liquidare con semplici battute. Perch&amp;eacute; prefigura una conclusione che la mozione Bersani, con grande sagacia sta cercando di introdurre nel dibattito gi&amp;agrave; da tempo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; o meno suona cos&amp;igrave;: visto che uno dei tre sfidanti ha raggiunto la maggioranza assoluta del voto fra gli iscritti, a che servono le primarie? E se i risultati fossero diversi da quelli dei congressi si tradurrebbero in una umiliazione degli iscritti.E&amp;rsquo; un ragionamento insidioso perch&amp;eacute; tende a svuotare di significato le primarie stesse e a far diminuire la partecipazione. Se si diffondesse questo messaggio, infatti, gli elettori potrebbero dire: ma se hanno gi&amp;agrave; deciso che c&amp;rsquo;andiamo a fare il 25 ottobre?Io credo che questo tentativo sia pericoloso, ma sia arginabile per due ordini di motivi.Il primo: gli iscritti sapevano benissimo che non votavano il segretario, ma selezionavano i candidati che poi sarebbero stati votati dagli elettori tutti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo sta scritto nello statuto del Pd, votato da tutti, Bersani e Penati compresi. Non altro.Il secondo: se il risultato delle primarie fosse radicalmente diverso da quello dei congressi, come &amp;egrave; del tutto legittimo, di chi sarebbe il problema? Degli elettori che non c&amp;rsquo;hanno capito nulla o di un sistema di gestione del consenso che &amp;egrave; andato in crisi?Mi spiego meglio: io sono convinto che il Pd, i Ds prima, abbia perso il tradizionale rapporto con il suo popolo. Un tempo parlavamo solo a un pezzo di societ&amp;agrave;, quando eravamo il Pci avevamo un blocco sociale di riferimento, ben definito. E c&amp;rsquo;era un&amp;rsquo;identit&amp;agrave; forte fra partito e blocco sociale. Perch&amp;eacute; il partito era presente nelle scuole, nelle fabbriche. Per cui le indicazioni date dal partito, ad esempio sulle preferenze alle elezioni, erano legge.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Qualcuno dei pi&amp;ugrave; anziani si ricorder&amp;agrave; il significato della parola &amp;ldquo;bloccato&amp;rdquo; riferito alle elezioni. Chi era bloccato, cio&amp;egrave; sostenuto in un certo numero di sezione di partito era sicuro al 95 per cento dell&amp;rsquo;elezione. E quando questo non succedeva, non era di certo causale, ma era sintomo di lotta politica.Poi, l&amp;rsquo;evoluzione della societ&amp;agrave; ecc. ecc., non a rifare tutta la storia, ha portato ad avere un partito che ha basato sempre pi&amp;ugrave; il consenso sulla catena di comando delle correnti. Un sistema di gestione del consenso basato sul favore, sulla clientela, sull&amp;rsquo;occupazione sistematica di tutte le poltrone, poltroncine, strapuntini. Un sistema che dalle aule parlamentari si dirama nei consigli regionali, poi arriva nei comuni, nei municipi, nei consigli di amministrazione delle societ&amp;agrave; dipendenti dalla pubblica amministrazione, si rafforzano con i posti di lavoro assegnati ai clienti, con i favori fatti ai fedeli. Altro che diritti, in Italia le cose le ottieni solo per favore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma si tratta di un sistema, questo &amp;egrave; quello che gi&amp;agrave; Enrico Berlinguer e Aldo Moro avevano intuito negli anni &amp;rsquo;70, che non &amp;egrave; assolutamente sintomo di forza della politica. Tutt&amp;rsquo;altro. E&amp;rsquo; il sintomo pi&amp;ugrave; evidente di una crisi profonda dei partiti che non sono pi&amp;ugrave; i blocchi ideologici di una volta, e che non riescono pi&amp;ugrave; ad orientare il consenso con la proposta, con le idee.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E&amp;rsquo; un sistema debole perch&amp;eacute; genera preferenze per questo o quel candidato ma non genera voti.Quando potr&amp;agrave; incidere sulle primarie e quanto incideranno, invece, tutti quelli che contestano questo sistema. Io credo sia questa la domanda a cui avremo una risposta il 25 ottobre.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se, come spero, i risultati delle primarie saranno differenti, anche magari non in maniera radicale, da quelli dei congressi, questo non vorr&amp;agrave; dire mettere in discussione il voto degli iscritti, ma, al contrario, vorr&amp;agrave; dire che il nostro partito e quel sistema di gestione del consenso, &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; distaccato dalla societ&amp;agrave; italiana che ha voglia di contare, di dire la propria, non accetta pi&amp;ugrave; di essere parte di un castelletto feudale, quel castelletto che ci sta portando al disastro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per questo dico: le primarie, finalmente.&lt;/p&gt;</description>
        <category>Battaglia</category>
        <category>Bettini</category>
        <category>Civati</category>
        <category>Congresso</category>
        <category>Marino</category>
        <category>Meta</category>
        <category>Osteria del Curato</category>
        <category>Pd</category>
        <category>Politica</category>
        <category>Primarie</category>
        <category>Roma</category>
            <pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:22:17 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/7755435.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Vogliamo il confronto fra i candidati</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/7640510.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;object width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/or3q_vG1aO8&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;wmode&quot; value=&quot;transparent&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/or3q_vG1aO8&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>Marino</category>
        <category>Partito Democratico</category>
        <category>Pd</category>
        <category>Politica</category>
            <pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:41:11 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/7640510.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Confrontarsi fa male, Berlusconi docet</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/7640361.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/votattilio/getmedia.php?%2Fre.jgmimJwugJw%7Deh%3D%25%7E432146%3Dc%3B-18%25%3Aaalaemo%2Fxciltttamk%27%7E26%27z%05kgonmghom-%3FO&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;Franceschini prima e Bersani poi hanno rfiutato il confronto chiesto a gran voce da Ignazio Marino. E' una tecnica consolidata. Chi sta davanti, o meglio, chi è convinto di essere in testa, cerca di schiacciare chi sta sta dietro.E in questo congresso del PD è chiaro che gli apparati stanno tutti dalla parte di Franceschini e Bersani. Cosa del tutto legittima, per carità. Del resto non sono davvero uno che parla con disprezzo degli apparati. Sono essenziale per un partito. Gente che fatica e, molto spesso, fa un lavoro grigio, chi si prende la ribalta sono i big.Del resto anche i giornali, o almeno la maggior parte di loro, sembra aver già deciso che il confronto è a due. Marino, per loro, è marginale, inutile nascondersi la verità.Dobbiamo avere la forza di dire le cose come stanno. Il tentativo è di non farci raggiungere il fatidico 5 per cento nei congressi del Pd, perché allora i due &quot;pesi massimi&quot; avrebbe campo libero.Se lo possono scordare.Noi ci saremo alle primarie. Ce lo dicono i dibattiti pieni, in tutta Italia. Ce lo dicono persino i primi dati che arrivano dai congressi del PD, che danno Marino sotto il 4 per cento. Tutti posti, però, dove pensavamo di non prendere neanche un voto.Rifiutare il confronto serve a questo: a nascondere le proprie debolezze da un lato, ed evitare di dare a chi rincorre la chanche di metterle in evidenza. Di fare domande imbarazzanti. Di parlare a tutto il popolo del Pd.Del resto è lo stesso schema usato da Berlusconi nel 2001 e nel 2008. Quando i sondaggi lo davano davanti rifiutò il confronto con Rutelli prima e con Veltroni poi. Al contrario i confronti ci furono con Prodi, perché in quel caso tutti gli analisti davano per certa una vittoria del centrosinistra.Si potrebbe dire che accusare Berlusconi di violare una delle regole base della democrazia e poi fare lo stesso non è un grande biglietto da visita per Bersani e Franceschini.Lasciamo perdere, lasciamoli cuocere nel loro brodo sempre più autoreferenziale.Dobbiamo avere la forza di parlare al Paese, a tutto il popolo del Pd.E se saremo capaci di farlo, un pezzo alla volta, come le formiche, riusciremo a dare una bella sorpresa a chi crede che tutto sia già deciso.Cari compagni (scusate ma non riesco e non voglio perdere il vizio) al lavoro e alla lotta. Con il nostro stile chiaro e diretto. Senza strillare, ma senza mai rinunciare a dire le cose come stanno</description>
        <category>Berlusconi</category>
        <category>Bersani</category>
        <category>Congresso</category>
        <category>Franceschini</category>
        <category>Ignazio Marino</category>
        <category>Partito Democratico</category>
        <category>Pd</category>
        <category>Politica</category>
            <pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:15:01 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/7640361.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Marino: rifiuto confronto, sabotaggio della democrazia</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/7640353.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/votattilio/getmedia.php?0re.jgmimJwugJw%7Deh%3D%25%7E712146%3Dc%3B-18%25%3Aaalaemo%2Fxciltttamk%27%7E26%27z%05kgonmghom-%3FP&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt; &quot;Sono molto arrabbiato, preoccupato. Vedo aprirsi uno scenario che e' il contrario di quello che ho in mente quando penso al futuro del Pd&quot;. E' questo il commento di Ignazio Marino alla proposta di organizzare un dibattito tra i candidati alla segreteria dopo l'11 ottobre.&quot;Il rifiuto da parte di Bersani e Franceschini di partecipare ad un confronto alla pari, di fronte agli elettori, non e' altro che il sabotaggio della democrazia interna e un insulto nei confronti dei nostri iscritti. In ogni piazza d'Italia dove vado -continua Marino- incontro migliaia di persone, gli stessi organizzatori ne sono stupiti e le cronache dei giornali regionali riportano fedelmente l'interessesuscitato dalla mozione Marino. Sono gli stessi iscritti che chiedono il confronto. La stampa nazionale, invece, pare non accorgersi della novita' della nostra presenza al congresso, quasi ci fosse unacongiura del silenzio&quot;.&quot;Io mi batto per la democrazia sempre, dentro e fuori il partito, per questo mi pare che l'unico modo per dare ai nostri iscritti, ai molti che sono ancora indecisi, la possibilita' di capire quali siano le molte e sostanziali differenze tra le tre proposte sia quello di un confronto a tre. Il partito non puo' essere democratico solo di nome, deve esserlo nei fatti e mi pare ci sia molta strada da fare in questa direzione. Anche in Francia dove il congresso del Partito Socialista era aperto solo agli iscritti, la campagnacongressuale si e' svolta sostanzialmente attraverso il confronto diretto tra i candidati alla segreteria&quot;, conclude Marino.</description>
            <pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:13:34 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/7640353.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Reddito minimo: le domande vanno presentate a settembre</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/7492641.html</link>
            <description>&quot;Dal  1 al 30 settembre si potranno presentare le richieste per ottenere il reddito minimo garantito. I moduli da compilare si potranno trovare negli 800 uffici postali della Regione, nei 60 Comuni capofila di Distretto Socio Sanitario e nei 20 Municipi del Comune di Roma. Anche le Province potranno distribuirli tramite i Centri per l'Impiego e le altre strutture accreditate&quot;. E' quanto ha dichiarato, in una nota, l'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della regione Lazio Alessandra Tibaldi.&quot;Le domande - ha continuato - potranno essere consegnate presso i Comuni capofila e i Municipi, oppure essere inviate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Una volta raccolte tutte le domande pervenute le Province stileranno le graduatorie degli aventi diritto, secondo i criteri stabiliti dalla Regione. Contiamo che i beneficiari del reddito minimo possano ricevere il primo assegno a novembre&quot;. &quot;Con Poste Italiane abbiamo sottoscritto un accordo - ha detto ancora Tibaldi - per l'utilizzo degli uffici postali, presenti in modo capillare sul territorio compreso i piccoli comuni, per distribuire i moduli e la guida per  la compilazione,  ritirare le domande inoltrate ai comuni capofila e ai municipi romani, effettuare la prima lettura elettronica dei moduli e successivamente trasmetterli alle Province. Infine, dopo la compilazione delle graduatorie dei beneficiari da parte delle Province, gli uffici postali provvederanno anche ad erogare l'assegno del Reddito Minimo Garantito. A giorni saranno disponibili sul sito www.portalavoro.regione.lazio.it  il facsimile del modulo di presentazione delle domande e la guida alla compilazione&quot;.&quot;Procede così a tappe forzate - ha concluso Tibaldi - il percorso della legge sul Reddito Minimo Garantito che riguarda, nella sua prima fase sperimentale, donne e uomini di età compresa tra i 30 e i 44 anni e con  un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell'anno precedente. Con questo strumento e con gli interventi di politiche attive per il lavoro la Regione ha voluto dare una risposta concreta ai bisogni delle fasce più deboli del mercato del lavoro, particolarmente colpite in questo periodo di crisi economica&quot;.</description>
            <pubDate>Fri, 07 Aug 2009 11:38:29 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/7492641.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Due propostine operative per la mozione Marino</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/7474161.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-left: 18pt; text-indent: -18pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;1)&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il partito orizzontale. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;L&amp;rsquo;idea di partito come si &amp;egrave; sviluppata nel corso del &amp;lsquo;900, prevedeva una forte verticalit&amp;agrave; della struttura. La stessa concezione del classico &amp;ldquo;attivo&amp;rdquo; di sezione era di per s&amp;eacute; fortemente improntata al verticismo: introduzione del segretario di sezione, dibattito, conclusioni del funzionario inviato dalla federazione. Indiscutibili e definitive.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Questa idea funzionava in una societ&amp;agrave; che non aveva gli strumenti di comunicazione di cui disponiamo oggi, non aveva la complessit&amp;agrave; che oggi tutti viviamo. Era improntata sullo schema &amp;ldquo;lavoro-famiglia-chiesa&amp;rdquo;. Per cui anche gli organismi sociali che si sono sviluppati erano incasellati in quello schema. Sindacati, partiti, organizzazioni parallele della chiesa, tutti i cosiddetti corpi intermedi rispondono a questa trilogia che comincia a crollare negli anni &amp;rsquo;70, vive una profonda crisi dai &amp;rsquo;90 in poi. E adesso viene completamente travolta nella cosiddetta societ&amp;agrave; della comunicazione. Da qui la crisi del partito verticale e di massa e il passaggio al &amp;ldquo;partito del leader&amp;rdquo;, una risposta di destra che abbiamo provato di tanto in tanto a scimmiottare. Con scarsissimi risultati a dire il vero.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Perdonate l&amp;rsquo;analisi sociologica da bar, ma non mi voglio dilungare troppo.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Serve una risposta di sinistra e mi trovo d&amp;rsquo;accordo con quello che Enzo Puro definisce il &amp;ldquo;partito open source&amp;rdquo;, un modello di partito, cio&amp;egrave;, in cui i livelli di direzione e la circolazione di idee e di proposte assume direzioni diverse da quella classica &amp;ldquo;vertice-base&amp;rdquo;. A me piace definirlo partito orizzontale, ma il concetto &amp;egrave; molto simile. Si tratta di un partito dove il vertice non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; il terminale assoluto, ma dove la base, nel nostro caso i circoli, creano modalit&amp;agrave; di comunicazione e di organizzazione assolutamente orizzontali. Lo abbiamo fatto, molto a fatica, nel Pd, quando abbiamo creato siti, gruppi su fb, che hanno permesso lo scambio di informazioni, di opinioni, di documenti, in modalit&amp;agrave; assolutamente autogestita. A Roma questo &amp;egrave; successo anche per l&amp;rsquo;assoluta latitanza del livello federale del Pd. Quello che dovrebbe essere il tramite fra vertici nazionali e circoli ha clamorosamente fallito il suo compito. E il vuoto in politica tende sempre ad essere riempito.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Si tratta di un fenomeno assolutamente caotico, che si scontra contro l&amp;rsquo;unica forma di organizzazione vera esistente: quella delle correnti. Eppure si tratta anche dell&amp;rsquo;unico vero antidoto a questa. Nel senso che soltanto creando dei luoghi in cui ci si ritrova al di l&amp;agrave; della famiglia di appartenenza, si riesce ad unire quello che, apparentemente, tenderebbe a restare separato.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Ora si tratta di dare sistematicit&amp;agrave; e legittimit&amp;agrave; a questa organizzazione orizzontale. Si potrebbe pensare intanto a una sorta di &amp;ldquo;portale dei circoli&amp;rdquo;, ma anche questa &amp;egrave; una forma embrionale: servono luoghi e sedi stabili, non la semplice assemblea dei segretari dei circoli che, al massimo, diventa luogo per mettersi sotto le luci dei riflettori e non luogo di elaborazione collettiva.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-left: 18pt; text-indent: -18pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;2)&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Le liste del &amp;ldquo;passo indietro&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;A ottobre avremo le primarie. Anche questa volta su collegi molto grandi, con liste bloccate. Sempre meglio delle preferenze che le trasformerebbero in una competizione selvaggia fra consiglieri municipali, ma anche molto lontano dall&amp;rsquo;idea di democrazia che ho. Trattandosi di fenomeno, molto mediatico, infatti, tutte le mozioni tenderanno a mettere ai primi posti delle liste personaggi altrettanto mediatici. Lo hanno gi&amp;agrave; fatto Franceschini, Bersani e, in misura minore, anche Marino, nella partita dei segretari regionali. Ci fosse un candidato che &amp;egrave; cresciuto in questi anni sul territorio, che magari ha fatto il responsabile dell&amp;rsquo;organizzazione in federazione. Tutti deputati, consiglieri, addirittura vertici istituzionali come sindaci o presidenti di Provincia.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Premesso che non chieder&amp;ograve; di essere candidato, e cos&amp;igrave; mettiamo preventivamente a tacere le malilingue...&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;La mia proposta &amp;egrave; semplice: almeno per quanto riguarda le liste alle primarie, i &amp;ldquo;soliti noti&amp;rdquo; facciano un passo indietro. Mettiamo nei primi posti delle liste, a tutti i livelli, persone che siano espressione del territorio, di quelli che danno il fritto giorno dopo giorno, ma non se li incula mai nessuno. I deputati, i consiglieri regionali, provinciali, comunali, municipali, possono anche stare, per una volta nelle posizioni di lista immediatamente successive. Possono aiutare nuove leve, non tanto in senso anagrafico quanto in senso mentale, a emergere, a essere protagonisti, a vivere &amp;ndash; per davvero &amp;ndash; il Partito Democratico. In questa maniera, facendo un passo indietro, forse il passo in avanti lo farebbe il Pd.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 03 Aug 2009 18:00:17 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/7474161.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Incontro con Ignazio Marino al Circolo degli artisti</title>
            <link>http://blog.libero.it/votattilio/7439431.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;vertical-align: middle;&quot; src=&quot;http://lh5.ggpht.com/_l4tGL_D0OBs/Sm2hf0IsduI/AAAAAAAAAgo/EP4L8ZCz3eM/s576/Aperitivo%20marino%20corretto.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;230&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2009 14:47:17 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/votattilio/7439431.html</guid>
        </item>
    </channel>
</rss>

