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TERRA NOMADI

Madre
Adesso che ho passato il mare,
Ricordati di pregare
appena puoi
Ora
che ho lasciato la mia nave ora
Ho nel cuore una parola sola
ed e' per te
Nel tuo bacio il mio pensiero vola
Ho paura e non ho fiato in gola
Faccio a pugni con la mia coscienza
senza te e e e
Da che parte e' la mia terra
Ricomincia un'altra storia
La mia sorte il mio destino
La mia stella il mio cammino
Da che parte e' la mia terra
Ricomincia un'altra storia
Ho negli occhi il mio destino
Madre prega anche per me
Madre
Adesso che ho passato il mare
Regalami un coraggio forte
come il tuo
Ora
che ho lasciato la mia nave ora
Ho nel cuore una parola sola
ed e' per te
La tua voce mi riscalda ancora
Del tuo abbraccio avrei bisogno ora
Faccio i conti con la tua saggezza
senza te e e e
Da che parte e' la mia terra
Ricomincia un'altra storia
La mia sorte il mio destino
La mia stella il mio cammino
Da che parte e' la mia terra
Vado incontro alla mia storia
Nascondendomi nel buio
Madre abbracciami
Respiro l'aria fresca
Fremito di rabbia dentro di me
Nei piedi solo fretta
piango ma non passa
Prega per me
Da che parte e' la mia terra
Ricomincia un'altra storia
La mia sorte il mio destino
La mia stella il mio cammino

Da che parte e' la mia terra
Dentro il cuore la memoria
E negli occhi il mio destino
Madre abbracciami

 

IL MONDO INSIEME A TE

Forse non sarei
come sono adesso
forse non avrei
questa forza addosso
forse non saprei
neanche fare un passo
forse crollerei
scivolando in basso
invece tu sei qui
e mi hai dato tutto questo
e invece tu sei qui
mi hai rimesso al proprio posto
i più piccoli
pezzi della mia esistenza
componendoli
dando loro una coerenza

come è bello il mondo insieme a te
mi sembra impossibile
che tutto ciò che vedo c'è
da sempre solo che
io non sapevo come fare
per guardare ciò che tu
mi fai vedere
come è grande il mondo insieme a te
è come rinascere
e vedere finalmente che
rischiavo di perdere
mille miliardi e più di cose
se tu non mi avessi fatto
il dono di dividerle con me

forse non avrei
mai trovato un posto
forse non potrei
regalarti un gesto
forse non saprei
neanche cosa è giusto
forse non sarei
neanche più rimasto
invece tu sei qui
sei arrivata per restare
invece tu sei qui
non per prendere o lasciare
ma per rendermi
ogni giorno un po' migliore
insegnandomi
la semplicità di amare

come è bello il mondo insieme a te
mi sembra impossibile
che tutto ciò che vedo c'è
da sempre solo che
io non sapevo come fare
per guardare ciò che tu
mi fai vedere
come è grande il mondo insieme a te
è come rinascere
e vedere finalmente che
rischiavo di perdere
mille miliardi e più di cose
se tu non mi avessi fatto
il dono di dividerle con me

come è grande il mondo insieme a te
è come rinascere
e vedere finalmente che
rischiavo di perdere
mille miliardi e più di cose
se tu non mi avessi fatto
il dono di dividerle con me

 

 

 

INCONTRARE

 

 

 

QUESTA NON E' UNA BUFALA MA E' UN VIRUS PERICOLOSO... SI CHIAMA CLEAN THIS

Post n°168 pubblicato il 13 Aprile 2011 da vpanda

CleanThis – truffa. Come sbarazzarsi di CleanThis malware

L' CleanThis virus è un altro sapore ampiamente distribuite tool maligno chiamato Pensa Point. CleanThis finge di essere come un programma decente anti-virus su siti web che sono state progettate infatti per truffare la gente e distribuire questo badware tra gli utenti PC. Associato un Trojan si diffonde anche da prima di infettare i siti web e rendere l'esecuzione automatica di un programma canaglia sul computer dell'utente.

 

CleanThis virus

CleanThis virus

Questo strumento online maligno provvederà ingannevole utenti di scansione e offrono di scaricare e installare una versione commerciale del programma CleanThis. Non è facile per gli utenti di identificare che si tratta di infezione perché sarà mascherare i suoi obiettivi reali e farà finta di guardare dopo che il sistema, inoltre dispone di interfaccia piuttosto accattivante e, a prima vista è difficile dire che è canaglia. La maggior parte di tutti può venir fuori che faceva parte del sistema operativo Windows.

Le vittime possono essere bombardati con varietà di pop up pubblicitari e messaggi di avviso sulla barra delle applicazioni. Si eviterà anche di tutti i programmi in funzione di lancio e si afferma che il file è contaminata. Si consiglia di pulire il computer da questo parassita, altrimenti una nuova finestra del browser si apre e si propone di fornire la chiave di registrazione di CleanThis pagando con l'aiuto della vostra carta di credito. Non lasciatevi ingannare da questa applicazione canaglia, Se per qualche motivo essa è penetrata al PC, avviare la scansione del sistema con le applicazioni di sicurezza decente sotto. E 'in grado di sbarazzarsi di qualsiasi forma di software contraffatti tra cui virus.You CleanThis può ottenere tutto questo fatto seguendo la guida in dotazione al di sotto. Vi offriamo una scelta tra computer manuale e automatico di pulizia. Il metodo scelto da voi.

trojan killer è un antivirus a pagamento

CleanThis rimozione automatica:

1. Scarica l'ultima versione di GridinSoft Trojan Killer per cancellare (non infetto) computer e installarlo.

2. Aggiornare il database dei virus.
3. Copiare l'intera cartella "GridinSoft Trojan Killer" per l'unità salto (memory stick). Normalmente si trova nel seguente percorso: (C:Programmi Killer Trojan GridinSoft). "C" sta per il disco di sistema del computer. Il nome del disco di sistema, tuttavia, possono essere contrassegnati con un'altra lettera.
4. Aprire il salto di unità (memory stick). Trovare la cartella "GridinSoft Trojan Killer" non ci. Apritelo , trovare il file sotto il "trojankiller.exe" Nome e rinominarlo in "iexplore.exe".
5. Spostare chiavetta per PC infetto, aprire la cartella "GridinSoft Trojan Killer" ed eseguire iexplore.exe. Facoltativo: copiare la cartella "GridinSoft Trojan Killer", dal disco salto in qualche altra cartella creata sul tuo PC ed eseguire "iexplore.exe".

CleanThis manuale Guida alla rimozione:

Eliminare i file CleanThis:

%UserProfile% Application Data completescan
%UserProfile% Application Data gog.exe
%UserProfile% Application Data install

Eliminare CleanThis voci di registro:

HKCU Software Microsoft Windows NT CurrentConfiguration Winlogon Shell =% AppData% gog.exe


 

 
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ENNESIMA BUFFOLA

Post n°167 pubblicato il 13 Aprile 2011 da vpanda

ENNESIMA BUFALA A CATENA, NON C'E' NESSUN VIRUS

giovedì, 4 dicembre 2008 alle 17:27

Ecco il testo del messaggio:

Comunica a tutti i tuoi contatti della tua lista, di non accettare

il contatto pete.ivan@hotmail.com non è un video di Bush, è un hacker:

formatta il computer, ti cancella i contatti e ti toglie la password

alla posta elettronica.

ATTENZIONE, se i tuoi contatti lo accettano, pure tu lo prenderai,

così invia il messaggio urgentemente a tutti, questo è di molta

importanza, semplicemente copia e incolla.

ecc. ecc. ecc.
Invece guardate qui, in questo link:

http://attivissimo.blogspot.com

Questo bravissimo giornalista sfaterà le bufale che girano nel web e nelle famose catene di e-mail
Prima di far girare le e-mail che ricevete controllate sempre. Grazie a dark Venus per aver segnalato questo link

I dettagli sono nell'indagine antibufala generale sull'argomento, ma ripeto in sintesi: Sono anni (in alcuni casi, almeno da dicembre 1994) che ogni tanto storie di questo tipo fanno capolino. La solfa è sempre la stessa: si tratta di messaggi che annunciano l'arrivo di un pericolosissimo virus riconoscibile dal titolo del messaggio o dal suo mittente.

A volte vengono citati nomi di aziende (Microsoft, IBM, CNN, AOL) per conferire apparente autorevolezza all'appello, e cambia il titolo che l'e-mail pericolosissimo dovrebbe avere, ma il principio è sempre lo stesso. Questi appelli sono l'equivalente Internet del grido "al lupo, al lupo". Pertanto ignorateli e avvisate chi ve li manda che si tratta di bufale.

Non è dal titolo o dal mittente che si capisce se un e-mail è pericoloso o meno. Un e-mail infetto può avere qualunque titolo e qualunque mittente (anche quello citato nell'appello). Quindi appelli come questi sono del tutto inutili e fuorvianti, perché fanno pensare che soltanto e-mail con quel titolo o quel mittente siano pericolosi, creando una falsa sensazione di sicurezza.
In realtà tutti i messaggi che ricevete vanno considerati a rischio, a prescindere dal titolo e dal mittente, e anche se provengono (apparentemente) da persone che conoscete.
La difesa contro i virus non si basa sul nome del messaggio o sul suo mittente, ma su tecniche un po' meno superficiali. Per esempio, bisogna tenere costantemente aggiornato il proprio antivirus, eseguire sistematicamente gli aggiornamenti di sicurezza del proprio sistema operativo, usare programmi privi di vulnerabilità e non aprire mai gli allegati di qualsiasi provenienza (anche "fidata" senza controllarli prima con un antivirus aggiornato (meglio comunque non aprirli se non sono strettamente indispensabili).
Questi allarmi sono falsi anche se li ricevete da persone di cui vi fidate. Ve li stanno mandando semplicemente perché a loro volta si sono fidati di chi li ha mandati a loro, e così via. Il fatto che siano "firmati" da qualcuno che conoscete non è affatto una garanzia di affidabilità.
Gli avvertimenti veri a proposito di virus includono sempre un riferimento a una pagina di documentazione di un sito di produttori di antivirus e offrono dettagli precisi sul funzionamento del virus (ad esempio quali sistemi operativi ne sono colpiti, come agisce).
Gli avvertimenti veri non contengono frasi ad effetto ma prive di qualsiasi significato tecnico come "virus di nuovissima generazione" o "qualcuno vi toglierà l'e-mail".
Gli avvertimenti falsi, invece, non riportano mai una data, in modo da non scadere mai.
I tempi di reazione delle società produttrici di antivirus sono incredibilmente ristretti: quando esce un nuovo virus, l'aggiornamento dell'antivirus e la documentazione del virus sono disponibili sui loro siti nel giro di poche ore. Pertanto, se questi siti non parlano del virus citato nell'appello, l'appello è falso.

 
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PEZZANO DIRETTORE DELL'ASL 1 DI MILANO VA A CASA -GIULIO CAVALLI-

Post n°166 pubblicato il 13 Aprile 2011 da vpanda

“Pezzano va a casa nel desolante silenzio di molti”

Milano, 12 aprile 2011 – “Finalmente, dal Consiglio regionale esce un segnale politico chiaro su una nomina vergognosa. Al di là delle responsabilità, per troppo tempo la politica, col suo silenzio, ha tollerato amicizie intollerabili”. Così Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, commenta l’odierna approvazione, di misura, della mozione di revoca della nomina di Pietrogino Pezzano alla direzione generale della Asl Milano 1.

“Resta però ben impresso il desolante atteggiamento di quei consiglieri di maggioranza che, quando è stato il momento di discutere la mozione di revoca della nomina di Pezzano, sono fuggiti fuori dall’Aula. Mi chiedo – continua il consigliere regionale di IdV ­– se questa improvvisa fuga sia stata un maldestro tentativo di rinviare all’indomani la discussione della mozione o, peggio, dettata dalla volontà di non affrontare la questione: se così fosse si aggraverebbe in modo imperdonabile la responsabilità politica degli assenti”.

“L’Aula semi vuota – aggiunge Cavalli – rappresenta un colpo di spugna sul tanto rumore per nulla che ha accompagnato leggi sulla legalità che riempiono le pagine dei quotidiani ma lasciano vuote le poltrone al momento del voto”.

“Apprezzo – conclude Cavalli – il rinnovato e inaspettato senso di responsabilità e legalità che ha spinto l’Assessore Colucci a precipitarsi in Aula per garantire il numero legale minimo necessario a votare il provvedimento”.

 

 
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ANCORA NUCLEARE

Post n°165 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda

Cos'è la convezione sulle armi nucleari                                 senzatomica virial 1

                              

Orologio dell'Apocalisse

flashmob 26 febbraio 2011 piazza della signoria a Firenze

 
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NUCLEARE

Post n°164 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda

VIVA IL NANEROTTOLO E CHI LO SOSTIENE LA LEGA E CHI LO VOTA FORSE MI BANNERETE IL BLOG MA NON ME NE IMPORTA NON STO IN SILENZIO....

SCANDALO FRANCESE .....

DEPOSITI DI SCORIE IN PIEMONTE

 

 

 
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FINDITALIA INDAGATA

Post n°163 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda

MA COSA CI SARA' SOTTO?

 
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FALLIMENTO EMMELUNGA

Post n°162 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda

QUESTIONE DI CRISI?

 
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AIAZZONE (MA NON PARLATEMI DI CRISI).... BENVENUTA MAFIA....

Post n°161 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda


 
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SMALTIMENTO PANELLI FOTOVOTAICI

Post n°160 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda

 tra vent’anni, quando si esaurisce il Conto Energia e, dunque, non ho più interesse a tenere il mio impianto fotovoltaico, che problemi avrò a smaltire i pannelli?

A dire il vero, spesso questo tipo di preoccupazione cela una scarsa disponibilità reale a procedere nella realizzazione dell’impianto stesso. E’ la volpe che non riesce ad allungarsi fino al grappolo d’uva, come diceva Fedro, e per questo motivo lo bolla come ancora immaturo.

Altri, però, si pongono seriamente il problema, anche se la distanza di tempo è molto lunga. Il pannello fotovoltaico è composto da silicio (chiamiamolo impropriamente sabbia per rendere meglio l’idea) e lo smaltimento avviene come per le schede dei computer o dei circuiti stampati. Non è materiale tossico, non è materiale contro natura (come invece è l’eternit).

Il pannello è rivestito da una lastra di vetro temperato, che si smaltisce come il cristallo, ed è rifinito dai profili metallici. C’è poi uno strato di EVA (Etil Vinil Acetato) che si smaltisce come si fa con le tovaglie impermeabili. Cavi e junction box si utilizzano normalmente in edilizia.

Discorso diverso, invece, quando i pannelli contengono telloruro di cadmio, che è una sostanza tossica ed altamente inquinante. In Germania, che nel settore fotovoltaico è all’avanguardia, si sono accorti che molti di questi impianti vanno sostituiti, proprio perché appare davvero illogico lavorare con filosofie ecologiche, utilizzando materiali pericolosi per la natura e per l’uomo. Le aziende che montano questo tipo di pannello si impegnano anche al relativo smaltimento, ma è un impegno rinviato di 20 anni.

Domanda: dovessero dismettere l’attività entro i primi 19 anni, chi si farà carico di rispettare quell’impegno?
Morale, usiamo pannelli al silicio senza aggiunta di alcunché.

Un’ultima considerazione: perché mai dovremmo smaltire l’impianto tra 20 anni? Forse che i pannelli non sono garantiti per 25 anni? Forse che, scaduti gli incentivi del Conto Energia, l’impianto non continuerà a produrre chilowattora gratis? Prove di laboratorio indicano la durata del pannello fino a 80 anni, solo che non abbiamo uno storico che possa confermarcelo.

Ipotizzando scenari lontani, infine, siamo comunque spinti a credere che fra qualche anno, con l’avanzare delle nuove tecnologie, si creerà anche un mercato dell’usato e che i pannelli utilizzati per vent’anni in Italia possano poi essere nuovamente sfruttati in Paesi più caldi e meno ricchi.

 
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ENERGIA EOLICA

Post n°159 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda

Il Classico Impianto di base : il Sistema Eolico piu' popolare :

Con un Aerogeneratore possiamo trasformazione l’energia meccanica, attuata da un sistema Eolico in fase di rotazione, in Energia Elettrica.

La macchina Eolica basica :

Allo scopo si utilizza un’elica coassiale ad un alternatore coassiale a magneti permanenti in modo da avere il massimo rendimento con il tipo di avvolgimento trifase e la massima semplicità con l’utilizzo dei magneti permanenti che ci evitano l’impiego di un circuito di eccitazione separato.

La corrente generata ai capi del generatore sarà raddrizzata e trasformata in corrente continua convogliata ai capi di una serie di accumulatori per essere immagazzinata e resa disponibile nel momento dell’utilizzo.

Fondamentalmente vale quanto detto per gli impianti fotovoltaici ad eccezione del gruppo di produzione e della fonte primaria di energia.

La pala eolica presenta delle componenti meccaniche di impatto differente da quello prodotto dai pannelli, richiede una minore superficie, a parità di potenza generata e produce in tutto l’arco della giornata in presenza di vento.

Può essere facilmente abbinato ad un impianto fotovoltaico garantendo, vista la doppia fonte energetica, una maggiore autonomia dell’intero sistema.

Energie Alternative .org ingloba :

Produttori Turbine Eoliche

Produttori Componenti Aerogeneratori

Energia Eolica in Italia

Mini Eolico in Italia

Funzionamento di una Turbina Eolica

 
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ENERGIA ALTERNATIVA

Post n°158 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda

Le Energie Alternative sono tutte le forme di energie prodotte da fonti non tradizionali.
L’energia elettrica viene prodotta, nella maggior parte dei casi e nella più alta percentuale, da fonti tradizionali non rinnovabili, quali la combustione del petrolio o gas sia naturali, sia liquefatti per l’alimentazione delle centrali elettriche.

Le centrali alimentate a gas sono le meno inquinanti, ma bruciano un combustibile che andrà ad esaurirsi e quindi non sarà più disponibile in un prossimo futuro.

Le centrali ad olio combustibile sono tra le prime nate per la produzione di energia elettrica ed insieme alle centrali idroelettriche producono la maggior parte dell’energia necessaria per il nostro fabbisogno giornaliero, affinché possiamo utilizzare scaldabagni, lavatrici, condizionatori d’aria etc.

Per la produzione di un kW/h elettrico occorre bruciare l’equivalente di circa 2,5 kW/h di combustibili fossili (petrolio e derivati) immettendo in atmosfera circa 600 grammi di Anidride Carbonica che, mista a gas incombusti ed a polveri sottili, crea danni all’ambiente.

Anche il petrolio, come il gas, è destinato all’esaurimento e diventa ogni giorno più prezioso come confermato dal costante aumento dei prezzi. Le energie alternative (alle classiche e piu’ diffuse come : il petrolio, il gas, e l’atomo) sono quelle energie per la cui produzione vengono utilizzate materie rinnovabili a basso costo, quali il legno (scarti di lavorazione, residui organici della pulizia del sottobosco) od il letame utilizzato per la produzione del biogas. Si utilizza anche l’alcol prodotto dalla canna da zucchero, il mais, la soia, i semi di girasole, etc. per la produzione del gasolio ecologico (biodiesel).

Tutte queste materie, se non direttamente presenti in natura, devono essere prodotte o adattate tramite lavorazioni, quindi hanno un costo oltre a provocare fumi con la loro combustione.

Ad Oggi le piu' diffuse Energie Alternative Rinnovabili , sia ad impiego Domestico che Aziendale sono :

Energia Fotovoltaica
Energia Solare Termica
Energia Eolica

L’irradiazione solare viene sfruttata per produrre energia elettrica e termica; la potenza del vento viene impiegata per produrre energia elettrica e meccanica.
 
 
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AL REFERENDUM DI DOMENICA 12 E LUNEDI 13 GIUGNO VOTA SI PER DIRE NO.

Post n°157 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda
 


1 - Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.

2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.

3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

RICORDATEVI CHE, se siete d'accordo, DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi
non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum
lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per tutti i
cittadini italiani:

1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' FARE
ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.

2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, BERLUSCONI

NON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI
PRIMA NECESSITA'.

3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON
POTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E (forse)
DOVRA' DIMETTERSI.

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E'
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Secondo la
propaganda berlusconiana le cose devono andare a finire così:

1 - I cittadini si informano attraverso la Tv.

2 - Le Tv appartengono a Berlusconi.

3 - Berlusconi, per i motivi sopra indicati, non vuole che il referendum
passi.

4 - Il referendum non sarà   pubblicizzato in TV.

5 - I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il
12 giugno.

6 - I cittadini, non andranno a votare il referendum.

7 - Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà,
resterà al suo posto.

 

Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il
referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!


 
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CAPITO

Post n°156 pubblicato il 05 Marzo 2011 da vpanda

Ho capito una cosa con tante cose successe in questo periodo

nella vita bisogna lottare

Lottare per risolvere i problemi nel quotidiano

Lottare per diffendere i piu' piccoli quelli che non hanno coraggio o non hanno la forza di farlo

Lottare per chi non si fa i capperi suoi sopratutto al lavoro

Lottare per stare bene

Io voglio essere felice e stare bene con me stessa voglio essere serena

e non mi importa piu' di un fico secco di quello che dicono le persone sul mio conto

ma non permettero' mai a nessuno di toccare e di insultare e far star male le persone che sono deboli che non si sentono in grado di controbbattere con altri......

 

 
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LA PREGHIERA DEL GUERRIERO

Post n°155 pubblicato il 17 Febbraio 2011 da vpanda

 
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Lettera al boss Mandalari di Giulio Cavalli

Post n°154 pubblicato il 23 Gennaio 2011 da vpanda

Alla fine ti hanno preso Vincenzino. Ti hanno preso nonostante quella tua aurea da boss a cui, in fondo, nemmeno tra i tuoi di Bollate non ci ha mai creduto nessuno. Ti hanno preso tutto bello panciuto mentre latitavi a San Giuliano Milanese. Come un latitante co.co.pro., che deve rifugiarsi in periferia. Le carte dell’operazione infinito ci dicevano che a capo della “locale” di Bollate c’era il tuo sguardo da tipico italiano in vacanza mentre facevi finta di essere solo un imprenditore un po’ eccessivo nei modi a capo della tua Imes Srl: società (tanto per cambiare) di strade e costruzioni come tante altre qui da noi che fingono di fare imprenditoria concimandosi con il letame della vostra violenza ed arroganza. Ti hanno preso sul piazzale della stazione, come un noioso film francese in bianco e nero in cui la finta vedova si incontra nell’ombra.

La tua finta vedova tutta risentita che ci ha sfidato con gli occhi mentre passava davanti alla tua casa bunker con quello sguardo bieco dei diritti e delle leggi diventati proprietà privata. Hai raccontato che sei scappato perché hai visto gli elicotteri. Poveretto. Vorresti essere un primula rossa e invece sei la fotografia esatta della ‘ndrangheta in mutande che perde nonostante tutto. Nonostante i mezzi che perdono i pezzi delle forze dell’ordine mentre ti inseguono e nonostante la tua storia e questa storia abbia fatto notizia per un paio di giorni. Poi è diventata strumentalizzazione politica, dicevano. Lo dicevano nel Consiglio comunale della tua città mentre ancora in molti sostenevano che comunque sei una brava persona.

Caro Vincenzino, sei finito come la fine del topo come nemmeno in una commedia di subordine. Hai fatto finta di fare il boss e invece eri un criceto sulla ruota. Chissà se adesso almeno non ti senti un po’ più al sicuro, almeno per quella tua bocca troppo larga che ha alzato il velo su questo letame sparso in Lombardia. Adesso sei al sicura dai tuoi “amici” che non ti perdoneranno certo questa tua inclinazione a parlare troppo. Infami, li chiamate voi. Infami come la fine che ti ha aspettato nel piazzale.

Oggi la Lombardia è sulle spalle del lavoro sommerso e incessante del colonnello Giuseppe Spina che non ha mollato la presa. Oggi la Lombardia con il topo in gabbia sorride. Buona domenica, zio Enzo.

 
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La politica del fare? mettere il naso nella discarica di Bollate

Post n°153 pubblicato il 23 Gennaio 2011 da vpanda

Bollate, periferia di Milano, oggi è una di quella città che scottano. Dopo l’ultima operazione contro la ‘ndrangheta (che ha portato in dono 160 arresti solo in Lombardia) intere zone si sono scoperte impudicamente nude di fronte alla potenza e prepotenza delle famiglie criminali che ormai da anni infestano il territorio. A Bollate comanda(va?) Vincenzo Mandalari, originario di Guardavalle (CZ). residente a Bollate e oggi latitante. Mandalari, come gli altri “guappi” ‘ndranghetisti, si dilettava nel campo dell’edilizia, in quel giochino facile facile che è la movimentazione terra; ovvero spostare, nascondere, caricare e scaricare macerie e merda per riciclare denaro. A Bollate (ce lo dimostra oggi un’inchiesta dell’Associazione SOS RACKET USURA completata da un video girato con una telecamera nascosta) c’è una discarica in cui sicuramente si vede qualcosa di curioso: rifiuti scaricati con estrema facilità, formulari non compilati e qualche dubbio sul personale incaricato.

Oggi presenterò un’interrogazione urgente al presidente della Regione Lombardia per chiedere che vengano effettuati quanto prima dalla politica e dalle autorità preposte tutti i controlli necessari per chiarire la gestione dei rifiuti e delle macerie della “ex cava Bossi” a Cascina del Sole in Viale Friuli a Bollate. Con più di un dubbio e una mezza idea sulla “funzione” della discarica nell’economia criminale della zona. Qualche mio collega in Consiglio Regionale propaganda spesso la “politica del fare”, “metterci la faccia” dicono: su quella discarica oggi ci metto la mia.

La denuncia di SOS RACKET E USURA

Siamo entrati nella cava-discarica di Bollate a bordo di un furgone e, senza compilare il formulario, abbiamo scaricato rifiuti di ogni tipo, tutto rigorosamente in nero, ed abbiamo visto una decina di lavoratori boliviani ed albanesi che vi lavorano per sei euro l’ora, senza contratto di lavoro.

Questa è la storia di una cava in odore di N’drangheta.

È una mattina di giugno del 2010 e riusciamo, insieme al giornalista del Fatto, Davide Milosa, a convincere un imprenditore di Garbagnate Milanese a portarci – a bordo del suo furgone – in un luogo dove scaricare rifiuti di ogni tipo, i cosidetti rifiuti ‘sporchi’. Arriviamo così nella cava discarica di Bollate, a Cascina del Sole in viale Friuli ed esattamente nell’ex cava Bossi.

Con una microtelecamera nascosta, cominciamo a filmare il carico del nostro camion e, arrivati all’ingresso della cava, ci viene chiesto subito se vogliamo dare il formulario o pagare in nero. “Non c’e problema ci dice l’omino all’ingresso della cava andate più avanti che i ragazzi vi dicono dove dovete scaricare”.

Percorse alcune centinaia di metri ci troviamo di fronte ad una decina di ragazzi boliviani ed allbanesi che, senza chiederci il contenuto del camion, ci fanno scaricare il furgone con la ribalta in un piazzale dove sono ammassati cumuli di rifiuti di ogni tipo alti una decina di metri.

È un inferno Dantesco quello che si presenta con questi lavoratori che sotto il solo cocente mettono le mani nei rifiuiti smistando ogni cosa: eternit, bidoni e liquidi; legno, carta, plastica, polistirolo, macerie sporche provenienti da chissà quali lavori senza nessuno che controlla cosa stiamo scaricando.

Ci dicono che prendono sei euro l’ora e lavorano senza contratto, praticamente sono lavoratori in nero e dicono anche che quelle rare volte che vengono “i controlli”, i proprietari della cava vengono avvisati e noi scappiamo’.

Pochi minuti dopo, finito lo scarico, andiamo a pesare il camion e paghiamo 90 euro per il nostro scarico. Se avessimo presentato il formulario ci sarebbe costato 15 euro… L’omino della discarica si premunisce anche di darci un numero da segnare per le prossime volte che saremmo tornati a scaricare, numero da segnare sul formulario. Mi raccomando, ci dice, non mettete la data, così se vi ferma la Polizia voi dite che l’avete dimenticata altrimenti per voi sono grossi problemi.

Ci rilascia una ricevuta fasulla e noi andiamo via.

Bollate, terra di quella ‘ndrangheta decimata da una colossale operazione delle DDA di Milano e Reggio Calabria, dove a capo della Locale vi è Vincenzo Mandalari, padrino sfuggito all’arresto, tuttora latitante.

È lui che comanda su tutto il territorio, ed è sempre lui che cosrtuisce, asfalta, fa il movimento terra a Bollate e circondario.

Alcuni mesi fa, in un bar di Bollate, una microspia ambientale intercetta Vincenzo Mandalari ed un imprenditore edile, tale Rocco Ascone, anche lui arrestato in questa operazione, che parlano dell’arrivo di un carico di rifiuti tossici provenienti da Brescia, che devono essere smaltiti in una cava di Bollate.

Nella cava-discarica di Bollate abbiamo visto frantoi e numerosi escavatori, che risultano essere di propietà di tale Nicola Grillo, grande amico di Vincenzo Mandalari e proprietario dell’impresa SDS Srl che lavora per Mandalari.

Nicola Grillo e suo fratello Stefano vengono chiamati vent’anni fa da un paesino della provincia di Catanzaro, Davoli, proprio da Vincenzo Mandalari che gli dice “venite su che qui di lavoro al nord ce nè tanto”.

Stefano e Nicola Grillo sono amici di altri boss, i fratelli Pietro e Santo Maviglia di Nova Milanese che, guarda caso. hanno un magazzino di fronte ad un’altra cava, sempre a Nova in via delle cave.

I proprietari della cava di Bollate tentano alcuni mesi fa anche di costruire decine di palazzi sull’area della cava stessa, offrendo in cambio alla passata Giunta guidata dal sindaco Stelluti la donazione di metà area, ma il progetto non passa. Nell’ ufficio di Vincenzo Mandalari ci sono decine di targhe che la passata giunta bollatese si è premurata di consegnare, per riconoscenza dei lavori eseguiti dall’imprenditore Mandalari. Da Rho, Pero, Cesate, Garbagnate Milanese, Novate, Senago, Cesano Maderno, Bresso, Cormano, ed altre decine di comuni dell’hinterland, è cosa nota che chiunque voglia scaricare rifiuti di ogni tipo, tossici o “sporchi”, può andare alla cava dei veleni di Bollate.

Tutti gli imprenditori edili, piccoli o grandi, scaricano veleni in quella cava; la cosa è nota a tutti, e noi quel giorno abbiamo visto decine di camion che scaricavano ogni cosa.

L’Associazione SOS Racket e Usura chiede al Sindaco del comune di Bollate, Stefania Lorusso, di intervenire tempestivamente su questo scandalo da noi denunciato.

Alla Polizia Provinciale Ambientale, che propio a Bollate Ha un grosso distaccamento, chiediamo di eseguire immediati controlli sul terreno all’interno della cava.

All’Ispettorato del Lavoro di verificare che i lavoratori siano in regola con contratto di lavoro e sopratutto chiediamo – per i reati che abbiamo documentato – la chiusura immediata della cava.

L’associazione chiede che venga aperta un’inchiesta da parte dell’Autorità giudiziaria al fine di verificare i gravi fatti da noi denunciati, Al Consigliere regionale dell Idv Giulio Cavalli chiediamo una presa di posizione politica con una interrogazione in Consiglio Regionale da presentare sui gravi fatti da noi denunciati al fine di far cessare questo gravissimo scandalo.

Milano 22 luglio 2010

Frediano Manzi

Presidente Associazione SOS Racket e Usura

 
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CENTO PASSI DAL DUOMO -SPETTACOLO DI GIULIO CAVALLI

Post n°152 pubblicato il 16 Gennaio 2011 da vpanda

Introduzione                                                               Prima parte

                   

Seconda parte                                                        Terza parte

                  

Quarta parte                                                        Quinta parte

                

 Sesta parte                                                         Settima parte

                 

 

 

 
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Bollate, giovedì 14 ottobre: NO MANDALARI DAY. Fuori la mafia! di Giulio Cavalli

Post n°151 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da vpanda

Un losco figuro si aggira per le campagne lombarde. Ha la lingua lunga (e intercettata) ed è il nuovo che avanza della ‘ndrangheta lombarda. I nuovi boss che si nascondono sotto il tappeto. Ad ascoltarli fanno tenerezza. Lontani anni luce dall’icona del boss tra cacchette di capra e ricotte che scriveva in codice sui pizzini stropicciati come Binnu Provenzano, oggi gli aspiranti boss lombardi sono un misto di prepotenti con la cazzuola ed esosi da periferia. Il guappo Vincenzo Mandalari al telefono nel febbraio del 2009 si incensa come fanno le sciantose sotto il portico della Scala: “C’è stato un momento, in cui ad Assago comandavo io! credimi! per mia negligenza, sempre per il fatto di essere abusivista, io ce l’ho nel sangue di essere abusivista!”. Poi, resosi presto conto che “i politicanti vedi che sono scemi” decide di scendere in campo. Aveva in mente di darsi da fare a Bollate per le elezioni comunali. Una strategia precisa: far cadere l’attuale amministrazione, prima, ed eleggere un sindaco amico, poi. “Adesso riusciamo a farla cadere, perché io mi sono intrufolato in politica»”dice in una conversazione del 13 febbraio 2009 Mandalari, e poi l’idea di fondare un partito “non è importante destra o sinistra a livello locale”. Un politico con le idee chiare, senza dubbio. Se è vero che Calderoli è diventato ministro non possiamo che ringraziare la Boccassini per avere frenato la rincorsa di Vincenzino verso la Presidenza del Consiglio. Ma la lingua lunga, nell’opera buffa della ‘ndrangheta milanese si paga: così oggi al Mandalari latitante per la sgarrupata periferia milanese forse converrebbe una residenza certa in carcere piuttosto che un bossolo lucido infilato nella schiena. Le malelingue dicono che stia facendo le primarie per decidere se costituirsi.Intanto, di sicuro, ha chiesto che vengano dissequestrati i suoi beni perché in questi tempi di crisi anche le latitanze costano.

Domani, giovedì 14 ottobre, dalle ore 18.30/19.00 nella piazza di fronte al Comune di Bollate (MI) proveremo tutti insieme a raccontare e fare chiarezza sulle vicende che qualcuno vorrebbe taciute con una manifestazione tra le gente: NO MANDALARI DAY.

Siamo scesi in piazza per condonati, prescritti e salvati. Domani scendiamo in piazza per sgretolare l’onore.

Chi è Vincenzo Mandalari? Ecco cosa scrive l’ordinanza di cattura:

MANDALARI Vincenzo è il capo della locale di Bollate. In apparenza è un incensurato imprenditore, impegnato nel settore edilizio e delle compravendite immobiliari. Nel contesto ‘ndranghetistico ha ereditato il ruolo dal padre Giuseppe, da lui indicato come uno dei fondatori della “Lombardia”. Unitamente al fratello Nunziato ed a numerosi altri soggetti fu denunciato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. dai Carabinieri della Compagnia di Rho nell’ ambito di indagini che prendevano lo spunto dall’omicidio ALOISIO e da altro evento omicidiario, sempre commesso in Rho il 18.01.1991 in danno di STASI Giuseppe (vedasi comunicazione di notizia di reato dei CC Rho del 18.11.1991). Il suo nome era emerso in occasione delle indagini sul sequestro SGARELLA, poiché, come si è già evidenziato trattando della “ Lombardia”, già all’epoca gli orti di Novate Milanese erano luogo di ritrovo degli affiliati ed egli ha paretecipato al summit del 30 maggio 1998 (come l’esame dei nastri allora registrati ha mostrato). MANDALARI Vincenzo era presente presso la pensione “SCACCIAPENSIERI” di Nettuno il 30 aprile 1999 in occasione di quello che fu definito dagli investigatori un summit di ‘ ndrangheta. In tale occasione erano presenti oltre a NOVELLA Carmelo, all’epoca capo della lombardia, GALLACE Giuseppe, figlio di GALLACE Vincenzo, BARRANCA Cosimo, BARBARO Domenico detto “l’australiano”, attualmente detenuto per il reato di cui all’articolo 416 bis c.p., MOLLUSO Giosofatto, affiliato al locale di Corsico, MINASI Saverio, affiliato al locale di Bresso, RISPOLI Vincenzo, capo del locale di Legnano, MANDALARI Nunziato, affiliato del locale di Bollate, PANETTA Pietro Francesco, PANETTA Salvatore, LAVORATA Vincenzo e BELCASTRO Pierino, capo ed affiliati del locale di Cormano, dunque, un nutrito gruppo di affiliati della “lombardia”. MANDALARI Vincenzo, come si è detto, si intrattiene quotidianamente a bordo della propria autovettura con PANETTA Pietro Francesco, con il quale è legato dalla comune appartenenza alla ‘ndrangheta, ma anche da vincoli di amicizia. Le conversazioni tra i due sono state una inesauribile fonte di informazioni sulla regole di ‘ndrangheta, sulla struttura e sulla organizzazione delle cellule di base, le locali, e degli organi di rappresentanza, la Provincia. La figura di MANDALARI è quella di un navigato uomo di ‘ ndrangheta che esprime tutta la sua ammirazione ed il suo sostegno nei confronti di un soggetto carismatico quale era NOVELLA Carmelo (anch’egli originario di Guardavalle).

 
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‘Ndrangheta buffa: Mandalari parlava troppo e Chiriaco faceva finta di Giulio Cavalli

Post n°150 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da vpanda

Che tragica opera buffa la ‘ndrangheta che in Lombardia in incognito si fa chiamare Lombardia. Un’opera da qualcosa in più dei soliti tre soldi con qualche Pantalone, un paio di Azzeccagarbugli e la solita decina di politici distratti. La colonna sonora sarebbe una mazurka tra le consonanti ispide calabresi e le vocali lunghe lombarde.

POLITICI INCONSAPEVOLI. Una razza in costante aumento: “io non sapevo”, “non lo conosco”, “incontro tante persone in campagna elettorale”, “ognuno vota chi vuole”. Ormai possiamo dare per assodato che a lato dei candidati che sudano a smontare gazebo con il nero dei santini sulle mani, in Lombardia si è ramificata una nuova generazione di candidati: le vittime (vincenti) delle preferenze criminali. Faraoni e signorotti a cui pagano cene elettorali a tradimento schiere di fan estasiati e criminali ovviamente a loro insaputa. Però sono da capire; a differenza di Scajola e la sua casa regalata a tradimento, sulle preferenze non si paga l’ICI e sono più difficili da scovare. Abelli non sapeva che l’ASL di Pavia fosse un suo comitato elettorale con un cordone ombelicale che andava diritto tra i peli della ‘Ndrangheta. Emilio Santomauro è un fuoriclasse: dopo essere inconsapevolmente caduto nelle mani della camorra (con il clan Guida) è passato per sbadataggine sotto gli interessi della ‘ndrangheta. Del resto, essendo un uomo dal sangue UDC è sempre stato professionista della larghe intese per “ricucire l’Italia”. Poi c’è Ponzoni Massimo, che se di nome facesse Tom potrebbe essere un eroe del male per fumetti: ultimamente riesce ad essere per caso e per sfortuna in quasi tutti i “buchi neri” lombardi. Ma solo quando lo troveranno con un carico di armi nucleari in giardino sarà abbastanza indegno da pensare alle dimissioni.

BOSS DALLA LINGUA LUNGA. Ad ascoltarli fanno tenerezza. Lontani anni luce dall’icona del boss tra cacchette di capra e ricotte che scriveva in codice sui pizzini stropicciati come Binnu Provenzano, oggi gli aspiranti boss lombardi sono un misto di prepotenti con la cazzuola ed esosi da periferia. Il guappo Vincenzo Mandalari al telefono nel febbraio del 2009 si incensa come fanno le sciantose sotto il portico della Scala: “C’è stato un momento, in cui ad Assago comandavo io! credimi! per mia negligenza, sempre per il fatto di essere abusivista, io ce l’ho nel sangue di essere abusivista!”. Poi, resosi presto conto che “i politicanti vedi che sono scemi” decide di scendere in campo. Aveva in mente di darsi da fare a Bollate per le elezioni comunali. Una strategia precisa: far cadere l’attuale amministrazione, prima, ed eleggere un sindaco amico, poi. “Adesso riusciamo a farla cadere, perché io mi sono intrufolato in politica»”dice in una conversazione del 13 febbraio 2009 Mandalari, e poi l’idea di fondare un partito “non è importante destra o sinistra a livello locale”. Un politico con le idee chiare, senza dubbio. Se è vero che Calderoli è diventato ministro non possiamo che ringraziare la Boccassini per avere frenato la rincorsa di Vincenzino verso la Presidenza del Consiglio. Ma la lingua lunga, nell’opera buffa della ‘ndrangheta milanese si paga: così oggi al Mandalari latitante per la sgarrupata periferia milanese forse converrebbe una residenza certa in carcere piuttosto che un bossolo lucido infilato nella schiena. Le malelingue dicono che stia facendo le primarie per decidere se costituirsi.

MEDICI MITOMANI E BOSS PER FINTA. Più parla Carlo Antonio Chiriaco e più rischia di diventare l’eroe incontrastato della tragica farsa passato il polverone. Direttore sanitario dell’Asl di Pavia e arrestato per associazione mafiosa e corruzione, oggi dichiara di avere fatto tutto per finta. Perché malato. Un direttore sanitario patologico. La radice quadrata di un direttore sanitario ma anche un boss alla seconda. Un mafioso pentito di non essersi pentito di aver giocato, per finta, fino a convincere la mafia ad essere uno di loro. Un mitomane che comprava voti al “faraone” Giancarlo Abelli corrompendo qualche paio di infermieri per una sua libido elettorale. Un direttore sanitario che tra una preghiera a Don Giussano e un inchino a Comunione e Liberazione era affascinato «morbosamente» (dice proprio così nell’interrogatorio) dalla voglia, fin da giovane, di farsi credere dagli altri un malavitoso della ’ndrangheta, per vedere poi l’effetto che fa in chi ascolta. Un mafioso per finta. Ma la nomina alla direzione dell’ASL è una cosa verissima.

IL BOSS DEI BOSS CHE SERVE A MARONI. Pino Neri è il capo della ‘ndrangheta in Lombardia, nessuna prova più lampante della sua tesi di laurea sui “riti della ‘ndrnagheta”. Anzi no, arrestato il boss dei boss Pasquale Zappia. Il capo dei capi era lui. E che diamine, è anche stato eletto a Paderno Dugnano dai mafiosi, non si può andare contro la volontà popolare dei ‘ndranghetisti. Anzi, scoop: il grande capo è Cosimo Barranca. Ha il cognome onomatopeico della potenza criminale. Prima pagina: Domenico Oppesidano, il vero volto del re della ‘ndrangheta. Comunque vada, in Italia, se c’è qualche maxi operazione trovatevi presto il boss dei boss. La comunicazione spicciola antimafia e di propaganda elettorale ha bisogno di una faccia che funzioni da copertina. E non importa se la forza della mafia calabrese sia proprio il suo essere orizzontale. La disattenzione, al massimo, la pagheranno i nostri figli.

GLI ESPERTI DELL’ULTIM’ORA. Come Puffo Quattrocchi giro e rigiro ripetendo tra me e me “l’avevo detto, io”. Ma è una recriminazione per cui non vale la pena. In compenso uomini di destra e di sinistra, associazioni e istituzioni oggi ci dicono che loro lo sapevano già. Mi ricordo bene l’appoggio e l’affetto quando da allarmista inascoltato e inascoltabile mi battevano la pacca sulla spalla. Credevo fosse pietismo, invece evidentemente è il loro modo di essere utili alla causa.

 
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‘Ndrangheta: pronto il menù dell’Expo. Adesso tocca a noi di Giulio Cavalli

Post n°149 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da vpanda

Gli arresti di ieri  a Milano che hanno portato in carcere 15 uomini legati a Francesco Valle (classe 1937), per gli amici Don Ciccio, ha i soliti disgustosi ingredienti della ‘ndrangheta in Lombardia. Le solite caratteristiche che non dobbiamo mai dare per scontate in una Regione in piena fase di alfabetizzazione, ch non dobbiamo stancarci di scrivere, che non dobbiamo smettere di raccontare sui giornali, sui blog, per strada, agli amici. La presa di coscienza deve essere un trauma che distrugge i collusi, condanna gli indifferenti  e isola i negazionisti.

C’è il boss come te lo aspetti: Francesco Valle, testa rotonda e stempiata e bocca (dicono) semi analfabeta con la solita casa che vorrebbe essere una reggia ma rimane sempre un mausoleo kitch con il solido sbrodolamento del gusto mafiopolitano (scrive Davide Milosa “leoni e discoboli, cavalli alati e la copia del cristo redentore di Rio de Janeiro. Il tutto rigorosamente in marmo bianco a puntellare viottoli, prati all’inglese e una piscina. All’ingresso una targa: villa Angelina”). Alle signorotte impomatate lombarde andrebbe di traverso il thé se sapessero che le ville stile Scarface sono uscite sottovoce dalla copia di Gomorra sul comodino e si sono insediate nel proprio borgo.

Poi ci sono i figli: Angela Valle (46 anni) e Fortunato Valle (47 anni e un nome che oggi suona come uno scherzo del destino) che sono in posa nelle foto segnaletiche come mansueti yesman a disposizione per legami di sangue. Come la ‘ndrangheta ci ha abituato da sempre. Angela sorride, Fortunato invece ha l’aria di avere perso a causa dell’arresto un appuntamento importante nel pomeriggio. I due mandano avanti “l’impresa” con la faccia dell’aziendina lombarda ma nell’ombra dediti all’usura, ai prestiti non convenzionali e a gestire i rapporti con le finanziarie. Fortunato poi si prodiga per amore di famiglia a tessere rapporti istituzionali con l’aiuto degli amici Adolfo Mandelli e Riccardo Cusenza riuscendo (come si legge nell’ordinanza del GIP Giuseppe gennari) ad allargare la loro “sfera di influenza interessandosi a operazioni legate alle costruzioni immobiliari” e ad altre attività imprenditoriali “nella zona di Rho-Pero” in previsione “del prossimo Expo”. In particolare, l’assessore Valia “si prodigò” per mettere in contatto Fortunato Valle” con altri amministratori locali di altri comuni”.

 

Poi c’è la violenza: quella che colpisce di più i cuori e gli stomaci e serve per fare volare la notizia. Una ventina gli imprenditori e i commercianti strozzati, uno dei quali venne anche “convocato e picchiato brutalmente” da Fortunato Valle alla Masseria di Cisliano, una maxi-struttura con ristorante e piscina organizzata come un vero e proprio bunker, con telecamere, allarmi e sensori. Dalle vittime mai una denuncia.”O con lo Stato o contro lo Stato”, è stato il richiamo del procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini.

Poi ci sono le vecchie conoscenze, quelle che pensi che siano scomparsi nella melma mafiosa dei tempi che furono e in vece riemergono in maschera e boccaglio per ricordarci che la mafiosità è un gene da cui non si guarisce. Paolo Martino (classe 1955) è da decenni l’uomo al nord della cosca De Stefano e “pontiere” tra i Valle, iPapalia e Francesco Lampada (suo ex socio in un’attività di videopoker poi passata ad un “soldatino” delle figlie diVittorio Mangano. Sì, proprio lui, l’idolo del Senatore Marcello Dell’Utri.

Poi c’è la politica: l’assessore Valia “si prodigò” per mettere in contatto Fortunato Valle” con altri amministratori locali di altri comuni”. In un’intercettazione del 23 gennaio 2009 Fortunato Valle dice: “L’hanno fatta zona, come si dice, zona essendoci l’Expo”. Un altro risponde: “Sarà di espansione, di interesse”. Nell’informativa c’è anche il particolare di un tentativo di infiltrazione “nell’amministrazione del comune di Cologno Monzese, facendo candidare Valle Leonardo (il terzo figlio di Don Ciccio) alla carica di consigliere comunale” nella lista dei Riformisti. In una conversazione del 27 aprile 2009, poi, Cusenza vanta anche, spiega il gip, “di essere molto vicino all’attuale presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà“. Podestà (che ha un cognome che è un programma politico) in una nota smentisce tutto e parla di “vanterie”. Amen.

Infine c’è Expo. Mentre la politica non riesce nemmeno ad innescare la marcia e togliere il freno a mano la ‘Ndrangheta si è già messa la lavoro. Quella mafia che , ci avevano detto, “non sarebbe mai entrata nei cantieri Expo”; quella mafia che Maroni dichiarava di tenere “sotto osservazione”. Quella mafia che ancora una volta dimostra di essere più organizzata e decisionista della politica.

Eppure all’insediamento delle Commissioni in Regione Lombardia quando (come gruppo Italia dei Valori) abbiamo proposto una Commissione speciale sulle infiltrazioni in Expo nessuno ci ha risposto. Tutto in sordina. Richiesta negata.

Dicono gli uomini d’onore che per sapere stare sul campo bisogna essere capaci di “reinventarsi”. Adesso ci mettiamo a farlo anche noi. Mica per scherzo. A giorni gli aggiornamenti.

 
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