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Post n°168 pubblicato il 13 Aprile 2011 da vpanda
CleanThis – truffa. Come sbarazzarsi di CleanThis malware Marzo 21, 2011 — andy L' CleanThis virus è un altro sapore ampiamente distribuite tool maligno chiamato Pensa Point. CleanThis finge di essere come un programma decente anti-virus su siti web che sono state progettate infatti per truffare la gente e distribuire questo badware tra gli utenti PC. Associato un Trojan si diffonde anche da prima di infettare i siti web e rendere l'esecuzione automatica di un programma canaglia sul computer dell'utente.
Questo strumento online maligno provvederà ingannevole utenti di scansione e offrono di scaricare e installare una versione commerciale del programma CleanThis. Non è facile per gli utenti di identificare che si tratta di infezione perché sarà mascherare i suoi obiettivi reali e farà finta di guardare dopo che il sistema, inoltre dispone di interfaccia piuttosto accattivante e, a prima vista è difficile dire che è canaglia. La maggior parte di tutti può venir fuori che faceva parte del sistema operativo Windows. Le vittime possono essere bombardati con varietà di pop up pubblicitari e messaggi di avviso sulla barra delle applicazioni. Si eviterà anche di tutti i programmi in funzione di lancio e si afferma che il file è contaminata. Si consiglia di pulire il computer da questo parassita, altrimenti una nuova finestra del browser si apre e si propone di fornire la chiave di registrazione di CleanThis pagando con l'aiuto della vostra carta di credito. Non lasciatevi ingannare da questa applicazione canaglia, Se per qualche motivo essa è penetrata al PC, avviare la scansione del sistema con le applicazioni di sicurezza decente sotto. E 'in grado di sbarazzarsi di qualsiasi forma di software contraffatti tra cui virus.You CleanThis può ottenere tutto questo fatto seguendo la guida in dotazione al di sotto. Vi offriamo una scelta tra computer manuale e automatico di pulizia. Il metodo scelto da voi. trojan killer è un antivirus a pagamento CleanThis rimozione automatica: 1. Scarica l'ultima versione di GridinSoft Trojan Killer per cancellare (non infetto) computer e installarlo. 2. Aggiornare il database dei virus. CleanThis manuale Guida alla rimozione: Eliminare i file CleanThis: %UserProfile% Application Data completescan Eliminare CleanThis voci di registro: HKCU Software Microsoft Windows NT CurrentConfiguration Winlogon Shell =% AppData% gog.exe
Post n°167 pubblicato il 13 Aprile 2011 da vpanda
ENNESIMA BUFALA A CATENA, NON C'E' NESSUN VIRUS giovedì, 4 dicembre 2008 alle 17:27 Ecco il testo del messaggio:
Post n°166 pubblicato il 13 Aprile 2011 da vpanda
“Pezzano va a casa nel desolante silenzio di molti” Milano, 12 aprile 2011 – “Finalmente, dal Consiglio regionale esce un segnale politico chiaro su una nomina vergognosa. Al di là delle responsabilità, per troppo tempo la politica, col suo silenzio, ha tollerato amicizie intollerabili”. Così Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, commenta l’odierna approvazione, di misura, della mozione di revoca della nomina di Pietrogino Pezzano alla direzione generale della Asl Milano 1. “Resta però ben impresso il desolante atteggiamento di quei consiglieri di maggioranza che, quando è stato il momento di discutere la mozione di revoca della nomina di Pezzano, sono fuggiti fuori dall’Aula. Mi chiedo – continua il consigliere regionale di IdV – se questa improvvisa fuga sia stata un maldestro tentativo di rinviare all’indomani la discussione della mozione o, peggio, dettata dalla volontà di non affrontare la questione: se così fosse si aggraverebbe in modo imperdonabile la responsabilità politica degli assenti”. “L’Aula semi vuota – aggiunge Cavalli – rappresenta un colpo di spugna sul tanto rumore per nulla che ha accompagnato leggi sulla legalità che riempiono le pagine dei quotidiani ma lasciano vuote le poltrone al momento del voto”. “Apprezzo – conclude Cavalli – il rinnovato e inaspettato senso di responsabilità e legalità che ha spinto l’Assessore Colucci a precipitarsi in Aula per garantire il numero legale minimo necessario a votare il provvedimento”.
Post n°165 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda
Cos'è la convezione sulle armi nucleari senzatomica virial 1
Orologio dell'Apocalisse flashmob 26 febbraio 2011 piazza della signoria a Firenze
Post n°164 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda
VIVA IL NANEROTTOLO E CHI LO SOSTIENE LA LEGA E CHI LO VOTA FORSE MI BANNERETE IL BLOG MA NON ME NE IMPORTA NON STO IN SILENZIO.... SCANDALO FRANCESE ..... DEPOSITI DI SCORIE IN PIEMONTE
Post n°163 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda
MA COSA CI SARA' SOTTO?
Post n°162 pubblicato il 12 Aprile 2011 da vpanda
QUESTIONE DI CRISI?
Post n°160 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda
tra vent’anni, quando si esaurisce il Conto Energia e, dunque, non ho più interesse a tenere il mio impianto fotovoltaico, che problemi avrò a smaltire i pannelli? A dire il vero, spesso questo tipo di preoccupazione cela una scarsa disponibilità reale a procedere nella realizzazione dell’impianto stesso. E’ la volpe che non riesce ad allungarsi fino al grappolo d’uva, come diceva Fedro, e per questo motivo lo bolla come ancora immaturo. Altri, però, si pongono seriamente il problema, anche se la distanza di tempo è molto lunga. Il pannello fotovoltaico è composto da silicio (chiamiamolo impropriamente sabbia per rendere meglio l’idea) e lo smaltimento avviene come per le schede dei computer o dei circuiti stampati. Non è materiale tossico, non è materiale contro natura (come invece è l’eternit). Il pannello è rivestito da una lastra di vetro temperato, che si smaltisce come il cristallo, ed è rifinito dai profili metallici. C’è poi uno strato di EVA (Etil Vinil Acetato) che si smaltisce come si fa con le tovaglie impermeabili. Cavi e junction box si utilizzano normalmente in edilizia. Discorso diverso, invece, quando i pannelli contengono telloruro di cadmio, che è una sostanza tossica ed altamente inquinante. In Germania, che nel settore fotovoltaico è all’avanguardia, si sono accorti che molti di questi impianti vanno sostituiti, proprio perché appare davvero illogico lavorare con filosofie ecologiche, utilizzando materiali pericolosi per la natura e per l’uomo. Le aziende che montano questo tipo di pannello si impegnano anche al relativo smaltimento, ma è un impegno rinviato di 20 anni. Domanda: dovessero dismettere l’attività entro i primi 19 anni, chi si farà carico di rispettare quell’impegno? Un’ultima considerazione: perché mai dovremmo smaltire l’impianto tra 20 anni? Forse che i pannelli non sono garantiti per 25 anni? Forse che, scaduti gli incentivi del Conto Energia, l’impianto non continuerà a produrre chilowattora gratis? Prove di laboratorio indicano la durata del pannello fino a 80 anni, solo che non abbiamo uno storico che possa confermarcelo. Ipotizzando scenari lontani, infine, siamo comunque spinti a credere che fra qualche anno, con l’avanzare delle nuove tecnologie, si creerà anche un mercato dell’usato e che i pannelli utilizzati per vent’anni in Italia possano poi essere nuovamente sfruttati in Paesi più caldi e meno ricchi.
Post n°159 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda
Il Classico Impianto di base : il Sistema Eolico piu' popolare : Con un Aerogeneratore possiamo trasformazione l’energia meccanica, attuata da un sistema Eolico in fase di rotazione, in Energia Elettrica. Energie Alternative .org ingloba :
Post n°158 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda
Le Energie Alternative sono tutte le forme di energie prodotte da fonti non tradizionali.
Post n°157 pubblicato il 05 Aprile 2011 da vpanda
Tag: REFERENDUM
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il
Post n°156 pubblicato il 05 Marzo 2011 da vpanda
Ho capito una cosa con tante cose successe in questo periodo nella vita bisogna lottare Lottare per risolvere i problemi nel quotidiano Lottare per diffendere i piu' piccoli quelli che non hanno coraggio o non hanno la forza di farlo Lottare per chi non si fa i capperi suoi sopratutto al lavoro Lottare per stare bene Io voglio essere felice e stare bene con me stessa voglio essere serena e non mi importa piu' di un fico secco di quello che dicono le persone sul mio conto ma non permettero' mai a nessuno di toccare e di insultare e far star male le persone che sono deboli che non si sentono in grado di controbbattere con altri......
Post n°154 pubblicato il 23 Gennaio 2011 da vpanda
Alla fine ti hanno preso Vincenzino. Ti hanno preso nonostante quella tua aurea da boss a cui, in fondo, nemmeno tra i tuoi di Bollate non ci ha mai creduto nessuno. Ti hanno preso tutto bello panciuto mentre latitavi a San Giuliano Milanese. Come un latitante co.co.pro., che deve rifugiarsi in periferia. Le carte dell’operazione infinito ci dicevano che a capo della “locale” di Bollate c’era il tuo sguardo da tipico italiano in vacanza mentre facevi finta di essere solo un imprenditore un po’ eccessivo nei modi a capo della tua Imes Srl: società (tanto per cambiare) di strade e costruzioni come tante altre qui da noi che fingono di fare imprenditoria concimandosi con il letame della vostra violenza ed arroganza. Ti hanno preso sul piazzale della stazione, come un noioso film francese in bianco e nero in cui la finta vedova si incontra nell’ombra.
Post n°153 pubblicato il 23 Gennaio 2011 da vpanda
Bollate, periferia di Milano, oggi è una di quella città che scottano. Dopo l’ultima operazione contro la ‘ndrangheta (che ha portato in dono 160 arresti solo in Lombardia) intere zone si sono scoperte impudicamente nude di fronte alla potenza e prepotenza delle famiglie criminali che ormai da anni infestano il territorio. A Bollate comanda(va?) Vincenzo Mandalari, originario di Guardavalle (CZ). residente a Bollate e oggi latitante. Mandalari, come gli altri “guappi” ‘ndranghetisti, si dilettava nel campo dell’edilizia, in quel giochino facile facile che è la movimentazione terra; ovvero spostare, nascondere, caricare e scaricare macerie e merda per riciclare denaro. A Bollate (ce lo dimostra oggi un’inchiesta dell’Associazione SOS RACKET USURA completata da un video girato con una telecamera nascosta) c’è una discarica in cui sicuramente si vede qualcosa di curioso: rifiuti scaricati con estrema facilità, formulari non compilati e qualche dubbio sul personale incaricato. Oggi presenterò un’interrogazione urgente al presidente della Regione Lombardia per chiedere che vengano effettuati quanto prima dalla politica e dalle autorità preposte tutti i controlli necessari per chiarire la gestione dei rifiuti e delle macerie della “ex cava Bossi” a Cascina del Sole in Viale Friuli a Bollate. Con più di un dubbio e una mezza idea sulla “funzione” della discarica nell’economia criminale della zona. Qualche mio collega in Consiglio Regionale propaganda spesso la “politica del fare”, “metterci la faccia” dicono: su quella discarica oggi ci metto la mia. La denuncia di SOS RACKET E USURA
Post n°152 pubblicato il 16 Gennaio 2011 da vpanda
Introduzione Prima parte
Seconda parte Terza parte
Quarta parte Quinta parte
Sesta parte Settima parte
Post n°151 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da vpanda
Un losco figuro si aggira per le campagne lombarde. Ha la lingua lunga (e intercettata) ed è il nuovo che avanza della ‘ndrangheta lombarda. I nuovi boss che si nascondono sotto il tappeto. Ad ascoltarli fanno tenerezza. Lontani anni luce dall’icona del boss tra cacchette di capra e ricotte che scriveva in codice sui pizzini stropicciati come Binnu Provenzano, oggi gli aspiranti boss lombardi sono un misto di prepotenti con la cazzuola ed esosi da periferia. Il guappo Vincenzo Mandalari al telefono nel febbraio del 2009 si incensa come fanno le sciantose sotto il portico della Scala: “C’è stato un momento, in cui ad Assago comandavo io! credimi! per mia negligenza, sempre per il fatto di essere abusivista, io ce l’ho nel sangue di essere abusivista!”. Poi, resosi presto conto che “i politicanti vedi che sono scemi” decide di scendere in campo. Aveva in mente di darsi da fare a Bollate per le elezioni comunali. Una strategia precisa: far cadere l’attuale amministrazione, prima, ed eleggere un sindaco amico, poi. “Adesso riusciamo a farla cadere, perché io mi sono intrufolato in politica»”dice in una conversazione del 13 febbraio 2009 Mandalari, e poi l’idea di fondare un partito “non è importante destra o sinistra a livello locale”. Un politico con le idee chiare, senza dubbio. Se è vero che Calderoli è diventato ministro non possiamo che ringraziare la Boccassini per avere frenato la rincorsa di Vincenzino verso la Presidenza del Consiglio. Ma la lingua lunga, nell’opera buffa della ‘ndrangheta milanese si paga: così oggi al Mandalari latitante per la sgarrupata periferia milanese forse converrebbe una residenza certa in carcere piuttosto che un bossolo lucido infilato nella schiena. Le malelingue dicono che stia facendo le primarie per decidere se costituirsi.Intanto, di sicuro, ha chiesto che vengano dissequestrati i suoi beni perché in questi tempi di crisi anche le latitanze costano. Domani, giovedì 14 ottobre, dalle ore 18.30/19.00 nella piazza di fronte al Comune di Bollate (MI) proveremo tutti insieme a raccontare e fare chiarezza sulle vicende che qualcuno vorrebbe taciute con una manifestazione tra le gente: NO MANDALARI DAY. Siamo scesi in piazza per condonati, prescritti e salvati. Domani scendiamo in piazza per sgretolare l’onore. Chi è Vincenzo Mandalari? Ecco cosa scrive l’ordinanza di cattura: MANDALARI Vincenzo è il capo della locale di Bollate. In apparenza è un incensurato imprenditore, impegnato nel settore edilizio e delle compravendite immobiliari. Nel contesto ‘ndranghetistico ha ereditato il ruolo dal padre Giuseppe, da lui indicato come uno dei fondatori della “Lombardia”. Unitamente al fratello Nunziato ed a numerosi altri soggetti fu denunciato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. dai Carabinieri della Compagnia di Rho nell’ ambito di indagini che prendevano lo spunto dall’omicidio ALOISIO e da altro evento omicidiario, sempre commesso in Rho il 18.01.1991 in danno di STASI Giuseppe (vedasi comunicazione di notizia di reato dei CC Rho del 18.11.1991). Il suo nome era emerso in occasione delle indagini sul sequestro SGARELLA, poiché, come si è già evidenziato trattando della “ Lombardia”, già all’epoca gli orti di Novate Milanese erano luogo di ritrovo degli affiliati ed egli ha paretecipato al summit del 30 maggio 1998 (come l’esame dei nastri allora registrati ha mostrato). MANDALARI Vincenzo era presente presso la pensione “SCACCIAPENSIERI” di Nettuno il 30 aprile 1999 in occasione di quello che fu definito dagli investigatori un summit di ‘ ndrangheta. In tale occasione erano presenti oltre a NOVELLA Carmelo, all’epoca capo della lombardia, GALLACE Giuseppe, figlio di GALLACE Vincenzo, BARRANCA Cosimo, BARBARO Domenico detto “l’australiano”, attualmente detenuto per il reato di cui all’articolo 416 bis c.p., MOLLUSO Giosofatto, affiliato al locale di Corsico, MINASI Saverio, affiliato al locale di Bresso, RISPOLI Vincenzo, capo del locale di Legnano, MANDALARI Nunziato, affiliato del locale di Bollate, PANETTA Pietro Francesco, PANETTA Salvatore, LAVORATA Vincenzo e BELCASTRO Pierino, capo ed affiliati del locale di Cormano, dunque, un nutrito gruppo di affiliati della “lombardia”. MANDALARI Vincenzo, come si è detto, si intrattiene quotidianamente a bordo della propria autovettura con PANETTA Pietro Francesco, con il quale è legato dalla comune appartenenza alla ‘ndrangheta, ma anche da vincoli di amicizia. Le conversazioni tra i due sono state una inesauribile fonte di informazioni sulla regole di ‘ndrangheta, sulla struttura e sulla organizzazione delle cellule di base, le locali, e degli organi di rappresentanza, la Provincia. La figura di MANDALARI è quella di un navigato uomo di ‘ ndrangheta che esprime tutta la sua ammirazione ed il suo sostegno nei confronti di un soggetto carismatico quale era NOVELLA Carmelo (anch’egli originario di Guardavalle).
Post n°150 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da vpanda
Che tragica opera buffa la ‘ndrangheta che in Lombardia in incognito si fa chiamare Lombardia. Un’opera da qualcosa in più dei soliti tre soldi con qualche Pantalone, un paio di Azzeccagarbugli e la solita decina di politici distratti. La colonna sonora sarebbe una mazurka tra le consonanti ispide calabresi e le vocali lunghe lombarde. POLITICI INCONSAPEVOLI. Una razza in costante aumento: “io non sapevo”, “non lo conosco”, “incontro tante persone in campagna elettorale”, “ognuno vota chi vuole”. Ormai possiamo dare per assodato che a lato dei candidati che sudano a smontare gazebo con il nero dei santini sulle mani, in Lombardia si è ramificata una nuova generazione di candidati: le vittime (vincenti) delle preferenze criminali. Faraoni e signorotti a cui pagano cene elettorali a tradimento schiere di fan estasiati e criminali ovviamente a loro insaputa. Però sono da capire; a differenza di Scajola e la sua casa regalata a tradimento, sulle preferenze non si paga l’ICI e sono più difficili da scovare. Abelli non sapeva che l’ASL di Pavia fosse un suo comitato elettorale con un cordone ombelicale che andava diritto tra i peli della ‘Ndrangheta. Emilio Santomauro è un fuoriclasse: dopo essere inconsapevolmente caduto nelle mani della camorra (con il clan Guida) è passato per sbadataggine sotto gli interessi della ‘ndrangheta. Del resto, essendo un uomo dal sangue UDC è sempre stato professionista della larghe intese per “ricucire l’Italia”. Poi c’è Ponzoni Massimo, che se di nome facesse Tom potrebbe essere un eroe del male per fumetti: ultimamente riesce ad essere per caso e per sfortuna in quasi tutti i “buchi neri” lombardi. Ma solo quando lo troveranno con un carico di armi nucleari in giardino sarà abbastanza indegno da pensare alle dimissioni. BOSS DALLA LINGUA LUNGA. Ad ascoltarli fanno tenerezza. Lontani anni luce dall’icona del boss tra cacchette di capra e ricotte che scriveva in codice sui pizzini stropicciati come Binnu Provenzano, oggi gli aspiranti boss lombardi sono un misto di prepotenti con la cazzuola ed esosi da periferia. Il guappo Vincenzo Mandalari al telefono nel febbraio del 2009 si incensa come fanno le sciantose sotto il portico della Scala: “C’è stato un momento, in cui ad Assago comandavo io! credimi! per mia negligenza, sempre per il fatto di essere abusivista, io ce l’ho nel sangue di essere abusivista!”. Poi, resosi presto conto che “i politicanti vedi che sono scemi” decide di scendere in campo. Aveva in mente di darsi da fare a Bollate per le elezioni comunali. Una strategia precisa: far cadere l’attuale amministrazione, prima, ed eleggere un sindaco amico, poi. “Adesso riusciamo a farla cadere, perché io mi sono intrufolato in politica»”dice in una conversazione del 13 febbraio 2009 Mandalari, e poi l’idea di fondare un partito “non è importante destra o sinistra a livello locale”. Un politico con le idee chiare, senza dubbio. Se è vero che Calderoli è diventato ministro non possiamo che ringraziare la Boccassini per avere frenato la rincorsa di Vincenzino verso la Presidenza del Consiglio. Ma la lingua lunga, nell’opera buffa della ‘ndrangheta milanese si paga: così oggi al Mandalari latitante per la sgarrupata periferia milanese forse converrebbe una residenza certa in carcere piuttosto che un bossolo lucido infilato nella schiena. Le malelingue dicono che stia facendo le primarie per decidere se costituirsi. MEDICI MITOMANI E BOSS PER FINTA. Più parla Carlo Antonio Chiriaco e più rischia di diventare l’eroe incontrastato della tragica farsa passato il polverone. Direttore sanitario dell’Asl di Pavia e arrestato per associazione mafiosa e corruzione, oggi dichiara di avere fatto tutto per finta. Perché malato. Un direttore sanitario patologico. La radice quadrata di un direttore sanitario ma anche un boss alla seconda. Un mafioso pentito di non essersi pentito di aver giocato, per finta, fino a convincere la mafia ad essere uno di loro. Un mitomane che comprava voti al “faraone” Giancarlo Abelli corrompendo qualche paio di infermieri per una sua libido elettorale. Un direttore sanitario che tra una preghiera a Don Giussano e un inchino a Comunione e Liberazione era affascinato «morbosamente» (dice proprio così nell’interrogatorio) dalla voglia, fin da giovane, di farsi credere dagli altri un malavitoso della ’ndrangheta, per vedere poi l’effetto che fa in chi ascolta. Un mafioso per finta. Ma la nomina alla direzione dell’ASL è una cosa verissima. IL BOSS DEI BOSS CHE SERVE A MARONI. Pino Neri è il capo della ‘ndrangheta in Lombardia, nessuna prova più lampante della sua tesi di laurea sui “riti della ‘ndrnagheta”. Anzi no, arrestato il boss dei boss Pasquale Zappia. Il capo dei capi era lui. E che diamine, è anche stato eletto a Paderno Dugnano dai mafiosi, non si può andare contro la volontà popolare dei ‘ndranghetisti. Anzi, scoop: il grande capo è Cosimo Barranca. Ha il cognome onomatopeico della potenza criminale. Prima pagina: Domenico Oppesidano, il vero volto del re della ‘ndrangheta. Comunque vada, in Italia, se c’è qualche maxi operazione trovatevi presto il boss dei boss. La comunicazione spicciola antimafia e di propaganda elettorale ha bisogno di una faccia che funzioni da copertina. E non importa se la forza della mafia calabrese sia proprio il suo essere orizzontale. La disattenzione, al massimo, la pagheranno i nostri figli. GLI ESPERTI DELL’ULTIM’ORA. Come Puffo Quattrocchi giro e rigiro ripetendo tra me e me “l’avevo detto, io”. Ma è una recriminazione per cui non vale la pena. In compenso uomini di destra e di sinistra, associazioni e istituzioni oggi ci dicono che loro lo sapevano già. Mi ricordo bene l’appoggio e l’affetto quando da allarmista inascoltato e inascoltabile mi battevano la pacca sulla spalla. Credevo fosse pietismo, invece evidentemente è il loro modo di essere utili alla causa.
Post n°149 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da vpanda
Gli arresti di ieri a Milano che hanno portato in carcere 15 uomini legati a Francesco Valle (classe 1937), per gli amici Don Ciccio, ha i soliti disgustosi ingredienti della ‘ndrangheta in Lombardia. Le solite caratteristiche che non dobbiamo mai dare per scontate in una Regione in piena fase di alfabetizzazione, ch non dobbiamo stancarci di scrivere, che non dobbiamo smettere di raccontare sui giornali, sui blog, per strada, agli amici. La presa di coscienza deve essere un trauma che distrugge i collusi, condanna gli indifferenti e isola i negazionisti. C’è il boss come te lo aspetti: Francesco Valle, testa rotonda e stempiata e bocca (dicono) semi analfabeta con la solita casa che vorrebbe essere una reggia ma rimane sempre un mausoleo kitch con il solido sbrodolamento del gusto mafiopolitano (scrive Davide Milosa “leoni e discoboli, cavalli alati e la copia del cristo redentore di Rio de Janeiro. Il tutto rigorosamente in marmo bianco a puntellare viottoli, prati all’inglese e una piscina. All’ingresso una targa: villa Angelina”). Alle signorotte impomatate lombarde andrebbe di traverso il thé se sapessero che le ville stile Scarface sono uscite sottovoce dalla copia di Gomorra sul comodino e si sono insediate nel proprio borgo. Poi ci sono i figli: Angela Valle (46 anni) e Fortunato Valle (47 anni e un nome che oggi suona come uno scherzo del destino) che sono in posa nelle foto segnaletiche come mansueti yesman a disposizione per legami di sangue. Come la ‘ndrangheta ci ha abituato da sempre. Angela sorride, Fortunato invece ha l’aria di avere perso a causa dell’arresto un appuntamento importante nel pomeriggio. I due mandano avanti “l’impresa” con la faccia dell’aziendina lombarda ma nell’ombra dediti all’usura, ai prestiti non convenzionali e a gestire i rapporti con le finanziarie. Fortunato poi si prodiga per amore di famiglia a tessere rapporti istituzionali con l’aiuto degli amici Adolfo Mandelli e Riccardo Cusenza riuscendo (come si legge nell’ordinanza del GIP Giuseppe gennari) ad allargare la loro “sfera di influenza interessandosi a operazioni legate alle costruzioni immobiliari” e ad altre attività imprenditoriali “nella zona di Rho-Pero” in previsione “del prossimo Expo”. In particolare, l’assessore Valia “si prodigò” per mettere in contatto Fortunato Valle” con altri amministratori locali di altri comuni”.
Poi c’è la violenza: quella che colpisce di più i cuori e gli stomaci e serve per fare volare la notizia. Una ventina gli imprenditori e i commercianti strozzati, uno dei quali venne anche “convocato e picchiato brutalmente” da Fortunato Valle alla Masseria di Cisliano, una maxi-struttura con ristorante e piscina organizzata come un vero e proprio bunker, con telecamere, allarmi e sensori. Dalle vittime mai una denuncia.”O con lo Stato o contro lo Stato”, è stato il richiamo del procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini. Poi ci sono le vecchie conoscenze, quelle che pensi che siano scomparsi nella melma mafiosa dei tempi che furono e in vece riemergono in maschera e boccaglio per ricordarci che la mafiosità è un gene da cui non si guarisce. Paolo Martino (classe 1955) è da decenni l’uomo al nord della cosca De Stefano e “pontiere” tra i Valle, iPapalia e Francesco Lampada (suo ex socio in un’attività di videopoker poi passata ad un “soldatino” delle figlie diVittorio Mangano. Sì, proprio lui, l’idolo del Senatore Marcello Dell’Utri. Poi c’è la politica: l’assessore Valia “si prodigò” per mettere in contatto Fortunato Valle” con altri amministratori locali di altri comuni”. In un’intercettazione del 23 gennaio 2009 Fortunato Valle dice: “L’hanno fatta zona, come si dice, zona essendoci l’Expo”. Un altro risponde: “Sarà di espansione, di interesse”. Nell’informativa c’è anche il particolare di un tentativo di infiltrazione “nell’amministrazione del comune di Cologno Monzese, facendo candidare Valle Leonardo (il terzo figlio di Don Ciccio) alla carica di consigliere comunale” nella lista dei Riformisti. In una conversazione del 27 aprile 2009, poi, Cusenza vanta anche, spiega il gip, “di essere molto vicino all’attuale presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà“. Podestà (che ha un cognome che è un programma politico) in una nota smentisce tutto e parla di “vanterie”. Amen. Infine c’è Expo. Mentre la politica non riesce nemmeno ad innescare la marcia e togliere il freno a mano la ‘Ndrangheta si è già messa la lavoro. Quella mafia che , ci avevano detto, “non sarebbe mai entrata nei cantieri Expo”; quella mafia che Maroni dichiarava di tenere “sotto osservazione”. Quella mafia che ancora una volta dimostra di essere più organizzata e decisionista della politica. Eppure all’insediamento delle Commissioni in Regione Lombardia quando (come gruppo Italia dei Valori) abbiamo proposto una Commissione speciale sulle infiltrazioni in Expo nessuno ci ha risposto. Tutto in sordina. Richiesta negata. Dicono gli uomini d’onore che per sapere stare sul campo bisogna essere capaci di “reinventarsi”. Adesso ci mettiamo a farlo anche noi. Mica per scherzo. A giorni gli aggiornamenti.
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