Arte moderna – I rinati

È morto Tomás Quintín Rodríguez Milián, conosciuto nel mondo con il nome d’arte di Tomas Milian.

Un cigno travestito da falco…

Ecco quello che era Tomas… un artista, elegante, esteticamente sensuale nel suo recitare, che il duro mercato della settima arte, trasforma nel simbolo del grottesco, del romano de Roma… trucido e spaccane…

Un artista rinato in un mondo, che non concedeva attese…

Lo voglio ricordare con un’immagine… estratta dal film Il tormento e l’estasi, del 1965… in cui da il volto al sublime Raffaello Sanzio…

Tomas Milian e Charlton Heston in "Il tormento e l'estasi" - Carol Reed, 1965
Tomas Milian e Charlton Heston in “Il tormento e l’estasi” – Carol Reed, 1965

Arte moderna – Seduzione

Dalla provocazione giungere alla seduzione, il passo è breve…
L’arte in fin dei conti… ha provocato sempre con l’obiettivo di sedurre la mente, di richiamare attraverso l’estro delle forme, un’attenzione verso l’origine del colore emotivo e, attraverso l’emozione, giungere al pensiero vivo della comprensione della natura umana….
Perché?
Perché il fulcro originale di ogni creazione è: l’essere umano….
In ogni paesaggio, in ogni costruzione, in ogni astrazione, in ogni manipolazione e provocazione, vi è un messaggio per voi… e in voi…

Il corpo… “porzione limitata di materia definita da una o più proprietà che le conferiscono una individualità.”
Il corpo espressione individuale, come metafora della condizione umana.
Come simbolo e veicolo di protesta.
Come mezzo prospettico di definizione spaziale.
Ma soprattutto, corpo come forma sublime di seduzione.

Francisco Goya - Maja Desnuda - 1798-1800 - olio su tela - Museo del Prado, Madrid
Francisco Goya – Maja Desnuda – 1798-1800 – olio su tela – Museo del Prado, Madrid

L’arte ha contemplato il corpo, creando la storia d’un sentimento… verso la donna, vera creatrice di vita…
Un corpo ancora prigioniero però della quotidianità, del silenzio, del non agire, che durerà troppo, ma che alla fine vedrà nel sorgere del novecento, l’inizio della liberazione da una catena che mistifica la seduzione…
Ed ecco che l’arte libera la forma… espressione e bellezza si materializzano, nella varietà, a volte caldo, a volte freddo, un dì denso, un altro leggero, ma è sempre il corpo, provocatorio, arrogante a volte deviato altre conformato, ma sempre seducente….
Costante ispirazione per ogni artista, che vive la diversità, come espressione di fecondità…
Come Amedeo Modigliani provocatorie le sue donne, sinuose ma erotiche e a volte oscure, una seduzione che tormenta.

Amedeo Modigliani - Nudo sdraiato - 1917-1918 - Olio su tela - 60×92 cm -Collezione Gianni Mattioli, Milano
Amedeo Modigliani – Nudo sdraiato – 1917-1918 – Olio su tela – 60×92 cm -Collezione Gianni Mattioli, Milano

Che diventa oggetto del desiderio, e l’arte indaga, riformula, ri-ispira.

Egon Schiel - Ragazza nuda accopvacciata - 1917
Egon Schiele – Ragazza nuda accopvacciata – 1917

Il corpo muta e muta ancora, nel suo seguire, il martello che rompe ogni discriminazione e la forma si ribella all’aggressività… al femminicidio che macchia l’anima dell’uomo e seduce senza aggressività con forme non più belle a volte deformi, per purgarsi dal desiderio maschile, una seduzione eterea, invisibile.

Alberto Viani - Nudo, cariatide - 1951-1952, gesso - cm. 119 x 68 x6
Alberto Viani – Nudo, cariatide – 1951-1952, gesso – cm. 119 x 68 x6

Arte moderna – Provocazioni

Provocazione: “Atto, comportamento, parola o discorso offensivo o di sfida, che mira a irritare e a provocare una reazione violenta.”
Nella sua connotazione negativa, la provocazione è un comportamento deplorevole… che presume un incapace di mitigare la violenza con la logica riflessione…
Ma quando è depositata nelle mani di chi nella sensibilità dell’arte, trova la poesia della riflessione, la provocazione, diventa un arma contro il pregiudizio, l’oscurantismo e l’ignoranza ottusa…
Gina Pane… in un certo modo è stata una provocatrice, e il sangue il suo mezzo per provocare una riflessione…
Nei secoli gli artisti hanno ampiamente utilizzato la provocazione per combattere le forme del pensiero violento, una evoluzione del giudizio critico che è cresciuta con la crescita tecnologica e la rincorsa verso la supremazia sociopolitica, raggiungendo la punta di esplosione nel secolo scorso… con le avanguardie, che hanno accentuato l’arte della provocazione, nei temi, ma anche nel colore e nelle forme, condizionando non solo le correnti dell’epoca, ma anche gran parte degli artisti successivi.
Un esempio il Dada di Tristan Tzara. Per i dadaisti fare arte significa annullare la creazione, giungere al nulla… questo è quello che rendeva il data provocatorio.

Marcel Duchamp – Fontana – 1919
Marcel Duchamp – Fontana – 1919

L’arte contemporanea ha accettato l’eredità e in questi anni, ha in ogni parte del mondo provocato, il disgusto, l’indignazione, la critica spietata verso un modo di essere, l’immortalità della società.
Come Maurizio Cattelan, famoso per le sue opere che provocano scandalo nell’opinione pubblica, opere che nascondono dietro un tormentato messaggio, che deve scandalizzare ma anche far riflettere…

Maurizio Cattelan - L.O.V.E - 2012 - Piazza affari, Milano
Maurizio Cattelan – L.O.V.E – 2012 – Piazza affari, Milano

Il 21 Marzo è stato l’equinozio di primavera…
È stata la giornata mondiale della poesia… 5 città del mondo hanno trasformato le piazze in circoli poetici… cantando in versi la vita.
Ma è stata anche la giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale…
Indovinate quale notizia ha avuto meno diffusione?

L’opinione generale da quel che vedo e sento… è ben arroccata sul pensiero, che non bisogna cedere alla provocazioni… a rigor di logica… ciò è vero… ma sottile è la linea che separa la provocazione dal sopruso…
E l’arte ha il dovere di accettare la provocazione è mostrare con l’unica arma che possiede, la sensibilità, i mostri che si nascondono dietro la morale… quella morale che rende ciechi…

Plastic Jesus - Cocainomane - 2015
Plastic Jesus – Cocainomane – 2015

quella morale che rende bigotti…

Giancarlo Casnati - Drag in Black-il Backstage - 2014
Giancarlo Casnati – Drag in Black-il Backstage – 2014

Arte moderna – Arte donna

In un post precedente dissertai su cosa può per un artista essere arte…

Gina Pane

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Nata in Francia a Biarritz nel 1939, è stata la prima artista a imporsi nella body art.
Il suo amore e la sua passione per l’arte fu evocazione per il dono più sublime… il corpo sua espressione d’interiorità… di progetto, di materia e di esecuzione…
Dopo i primi anni di ricerca sulla materia della scultura…. il suo percorso muto indirizzando l’artista a realizzare numerose performances, in cui la dimensione del gesto viene studiata nella sua essenza più mistica, il dolore:
”vivere il proprio corpo, vuol dire allo stesso modo scoprire sia la propria debolezza, sia la tragica e impietosa schiavitù delle proprie manchevolezze, della propria usura e della propria precarietà”.
Gina rivolge la sua attenzione soprattutto al mondo femminile…. vero centro del cammino del dolore…
Famosa, Azione sentimentale, performance del 1973, divisa in più parti, l’esibizione illustra una dimensione cattolica del martirio attraverso l’automutilazione.
Vestita in bianco, con un solo bouquet di rose rosse in mani, Gina stacco una ad una le spine dagli steli, con cui si procurò ferite lungo le braccia portandolo al sanguinamento.
Negli anni successivi realizzò sculture e installazioni che hanno come tematica principale il corpo e la sua relazione con il mondo, smise di mettere in gioco il proprio corpo ma lasciò un ricordo delle sue azioni nelle Partizioni, ovvero ricordi delle performance compiute.

Azione sentimentale - 1973 - Eseguito nel Centre Pompidou, Parigi
Azione sentimentale – 1973 – Eseguito nel Centre Pompidou, Parigi

Arti maggiori – Maestri

L’Arte ha esaltato la primavera con opera immortale… Note come fiori, colori come richiami…
La più celebre… in onore dell’equinozio che porta le sfumature dell’arte…

La primavera… Sandro Botticelli.

Dal Vasari considerato animo “sofistico”, era un esteta della bellezza, un tormentato cuore alla continua ricerca del bello ideale…
E nella Primavera, che non è un semplice omaggio alla fiorente stagione, ma una allegoria dei complessi valori del neoplatonismo, il messaggio prende la più alta trasfigurazione, nel ritmo delle danze, nella bellezza dei corpi e dei volti, nel prato fiorito…
In un boschetto colmo di aranci, su un cielo azzurro, sono disposte nove figure, collocate simmetricamente attorno alla figura centrale e perno della composizione
Il suolo è disseminato da un’infinita varietà di specie vegetali… Che nella primavera trovano il piedistallo per sedurre, fiordaliso, papavero, margherita, viola, gelsomino.

L’opera che va letta da destra verso sinistra… vede Zefiro come prima figura, vento della primavera, e flora come seconda figura… da Zefiro rapita da ninfa e mutata in personificazione della stessa primavera… Al centro domina Venere con sopra di lei il figlioletto cupido nell’atto di scoccare la sua, per il cuore, letale freccia… Seguono le grazie danzanti… ed infine a chiudere il capolavoro, Mercurio, riconoscibile dai tipici calzari alati, che col caduceo scaccia le nubi per preservare l’eternità della primavera.

La Primavera  - 1482 circa - Tempera su tavola - 203×314 cm - Galleria degli Uffizi, Firenze
La Primavera – 1482 circa – Tempera su tavola – 203×314 cm – Galleria degli Uffizi, Firenze

Arti maggiori – Opere

Dopo il post precedente… Un opera i miei ricordi hanno estratto…
Forse un modo mio inconscio… di vincere l’ottusità…

Il pensatore… Auguste Rodin

In origine l’opera scultorea doveva far parte di un più complesso progetto… Per la realizzazione decorativa di una grande porta in bronzo per il Musée des Arts Décoratifs… Il progetto sfortunatamente non venne mai iniziato, rimane solo il capolavoro che oggi ammiriamo…
Nato per omaggiare un sommo della letteratura italiana.
Dante Alighieri.

E come Dante… noi siamo viaggiatori erranti di un mondo che non sempre comprendiamo… Senza riflettere sul cammino… Perché?

“Nel mezzo del cammin di nostra vita”
a volte si ci ritrova smarriti per una selva oscura,

Il pensatore - 1880 - 1902 - Fusione in bronzo - 200×130×140 cm - Musée Rodin, Parigi
Il pensatore – 1880 – 1902 – Fusione in bronzo – 200×130×140 cm – Musée Rodin, Parigi

Interiorità – Idiozia

“Il mondo è pieno di idioti distribuiti strategicamente, affinché tu possa incontrarne almeno uno al giorno!”… Questo ho letto stamattina in un semplice ma sentito post dell’amica Mistero…
Perché rispondere con un post? Perché poche cose sono condivise più dell’idiozia…
Chi non ha avuto tra voi! L’insana esperienza di avvertire… questa condizione… sentirti all’improvviso sprofondare nella logica incapacità di capire… il perché è toccato a noi incontrare questo strategico pensatore…

Ma andiamo con ordine…
Chi è l’idiota?
In linea di massima, è un individuo incapace di andare oltre i suoi limiti… Non un semplice scemo… Termine dispregiativo utilizzato per identificare a volte una persona con handicap mentali… Ma un individuo totalmente incapace di materializzare pensieri conformi alle esigenze comuni… e morali…
Questa porta ad una seconda affermazione…
L’idiota è agli occhi della morale, osceno.
Questa seconda affermazione, porta ad un’altra considerazione… Un idiota potrebbe scegliere o meglio assecondare questo comportamento, se le regole del vivere comune, non fossero di suo gradimento… Comportarsi da perfetti idioti per violare le norme restrittive della società… e quei valori deviati che generano pregiudizio…
A questo punto sorge una domanda…. quindi è meglio esser idioti?…A rigor di logica di sì…

Un modo forse non così deviato per giungere alla salvezza… Dal male peggiore, l’omologazione dell’individualità e la globalizzazione generatrice di inadattabilità…
In un certo modo gli artisti sono la follia… e l’idiozia della realtà… Perché distruggono la morale e le leggi dell’uomo… Attraverso un alito di fantasia… Mettendo a nudo il volto nascosto della morale…

Quindi l’idiota non è un individuo incapace… di andare oltre i propri limiti… ma una creatura innocente che mostra all’uomo normale la grettezza dei suoi valori… e la sua incapacità di apprendere i limiti universali della vita, un drogato di ignoranza e ottusità… Una scelta cerebrale che porta cecità… e all’illimitatezza dell’assenza graduate dell’intero… Che non può filtrare apertura…
Quindi muto la frase iniziale in questa:
Il mondo è pieno di ottusi distribuiti strategicamente, affinché tu possa incontrarne almeno uno al giorno.

Francisco Goya - Saturno che divora i suoi figli - 1819-1823 - Olio su tela - Museo del Prado, Madrid
Francisco Goya – Saturno che divora i suoi figli – 1819-1823 – Olio su tela – Museo del Prado, Madrid

Festa del papà

Oggi 19 Marzo… Sì festeggia l’uomo definito giusto…

Il padre… Il papà…

Ricordate chi era il giusto…

Giuseppe sposo di Maria e padre putativo di Gesù…

Per amore e solo per amore scelse la vita, l’educazione… la paternità del genere umano…

Ricordate come bisogna essere…. Chi essere nella vita non è un fato imposta dal destino… Ma una scelta d’amore verso il vostro cuore e quella scintilla che illumina il ricordo di San Giuseppe…. Perché possiamo essere tutti padri del genere umano…

Guido Reni - San Giuseppe con Bambin Gesù - olio su tela - 126 x 101 cm - 1620
Guido Reni – San Giuseppe con Bambin Gesù – olio su tela – 126 x 101 cm – 1620

 

Arti moderne – Immaginazione

L’immaginazione… Questa parola é una delle chiavi più ricercate e abusate della storia dell’arte… In nessun campo del fare umano, essa non è stata presente… come fuga, come tormento, come salvezza…
E in quest’ultima rappresentazione ha trovato molte voci che hanno raccontato, narrato mondi ed echi di ponti che portavo a realtà oniriche…
La settima arte a mescolato con mestiere questa realtà con l’irreale… trasfigurato i simboli stessi della narrazione….
Da un regista a me caro… Un film magico

Il labirinto del fauno…. Guillermo del Toro…

Spagna… 1944… la giovane Ofelia si ritrova tra sogno e realtà… spinta da un misterioso insetto alato nelle spire di un labirinto… nella sua oscurità vivrà il potere dell’immaginazione tra sogno e incubo, tra pace e guerra

Arti moderne – Comunicativitá

Nei secoli l’arte, come molte volte ho affermato, a mutato i suoi codici… portando l’osservatore a elaborazione cognitive spesso non codificabili dal solo mezzo visivo… La capacità di comunicare diventa fondamentale quindi per permettere all’osservatore di acquisire, le associazioni necessarie a decifrare i simboli che si celano dietro ad un messaggio artistico…
Questa capacità comunicativa è innata in un artista di straordinario impatto sociale…
Che oggi portò ad esempio…

Banksy

La sua arte è rappresentazione di un nuovo espressionismo urbano… satirico, provocatorio, ironico, anonimo, Banksy evoca le realtà povere ed estreme dalla società, massimo esponente dell’arte del graffito, con il suo segno porta le condizione della società alla visibilità dell’occhi, utilizzando simboli che rielaborano le nostre associazioni… creando uno shock visivo… che ci veicola il messaggio come emotiva reazione riflessiva…

Questa è la grande capacità di questo artista di strada, riuscire a rimodificare temi violenti, a volte in piano contrasto con la morale pubblica, in opere codificate con tale sensibilità da provocare nel l’osservatore un tilt cognitivo…
Ciò che rende l’arte di Banksy cosi comunicativa, è la sua leggibilità, la sua immediata interpretazione, che la rende fruibile da ogni individuo… senza distinzione di età, religione, sesso, o cultura… comunicazione diretta, incisiva… e sovversiva… la sua arte non è lineare, ed è proprio questo contrasto, questa contraddittorietà… che rende le sue opere visibili a tutti…

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I suoi interventi sono sempre spinti da una morale… di strada… che condanna l’autocrazia dell’ordine sociale… famose le sue incursione nei musei… come espressione del suo dissenso verso la mercificazione dell’opera artistica…

“L’arte che guardiamo è fatta da solo pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell’Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo. Quando vai in una galleria d’arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari.”

Un esempio di queste incursioni:
Madama con maschera antigas, installato nel Metropolitan Museum of Art e rimosso dopo due ore.

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