Arte moderna – Nudo

Storicamente le arti tradizionali hanno fondato i loro impianti percettivi su generi tecnicamente ed eticamente più adeguati alla morale delle società che si sono susseguite. Paesaggio e ritratto, sono stati alla base della produzione artistica dell’arte fino al Novecento.
Scrivendo di Stieglitz e della sua fotografia è nata l’ispirazione per questo post, puntando la mia attenzione su un genere che si sviluppa nella sua esaltazione proprio con la fotografia, liberando la sua percezione, dalla sottomissione ai canoni estetici imperante nel mondo della pittura.

Il Nudo fotografico.

L’avvento del nuovo mezzo tecnologico, permette di eliminare le difficoltà tecniche nel riprodurre il corpo umano, permettendo agli artisti di esprimersi nella più totale libertà di composizione.
Tra i primi a esplorare queste nuove applicazioni e ad approfondire i canoni estetici del nudo con risultati totalmente nuovi per le arti tradizionali dell’epoca, vi è Edward Weston.
Il suo modo di evocare gli scatti, anche se rimane tecnicamente monumentale, le sue stampa ricordano una certa statuaria solennità, hanno la capacità di esprimere attraverso la potenza plastica della forma umana, un’interiorità che va ben oltre la rappresentazione dinamica di un movimento, conferendo un’anima che brilla di luce, la luce che ogni artista cerca di cogliere dalla sua opera.

Edward Weston - Nude (1936)
Edward Weston – Nude (1936)

E da lui si sviluppano diverse filosofie, che tra gli anni quaranta del secolo scorso, portano alla nascite di diverse scuole, liberando definitivamente il fotografo da ogni condizionamento, per esplorare ogni aspetto ed effetto di luce, forma e percezione.

George Platt Lynes - Salvador Dalí / Stampa ai sali d'argento - 1939
George Platt Lynes – Salvador Dalí – 1939

Una esaltazione del nudo, dall’ottica e da un accuratissimo processo di sviluppo e stampa, che porta l’opera artistica a raggiungere a volte una percezione quasi mistica della visione.

Ruth Bernhard - Two Forms, 1963
Ruth Bernhard – Two Forms, 1963