Arti maggiori – Origini

In questi ultimi post ho intrapreso un viaggio a ritroso nella storia dell’ideale del bello. L’inizio fu Canova che con i suoi discepoli rappresenta la fine di una ricerca estetica di sublimazione ed esaltazione della purezza della forma, poi il Bernini, tra forza e virtù, fu allegoria della perfezione del gesto e del valore che trasmuta l’oggetto in immaginazione.
E in questo viaggio attraverso il marmo ora giungiamo all’origine, al crogiolo di fuoco che fuse le forma della classicità.

Mirone

Scultore attivo ad Atena tra il 470 e il 440 a.C. insieme a Fidia e Policleto, è il massimo esponente della scultura greco classica.
La storia ci ha lasciato solo tre opera della sua produzione copie in marmo di epoca romana, che cronache documentano essere stata invece costituita da numerose opere in bronzo e pietra.
Le tre opere sono, il gruppo scultoreo Atena e Marsia, l’atleta Anadoumenos e il celebre Discobolo.
Elogiato per la sua abilità nel riprodurre con accurata fedeltà le forme e i corpi, la sua ricerca nel tradurre il movimento rappresenta uno dei passaggi tra lo stile severo e il classicismo, che porterà all’esaltazione del bello e all’ideale di estetica eroica.

Il Discobolo

Discobolo - ca 480-460 a.C. - copia romana - Marmo - alt m. 1,56 - Museo Nazionale Romano, Roma
Discobolo – ca 480-460 a.C. – copia romana – Marmo – alt m. 1,56 – Museo Nazionale Romano, Roma

Studiato, riprodotto, è una delle icona della classicità, chi non lo conosce?
L’opera emblema e simbolo dei giochi olimpici, ha la sua forza nella composizione che esalta la plasticità dell’atleta e rendo vivo il valore eroico di forza e vittoria, nonché il culto del corpo e del bello ideale.
La struttura è articolata in due linea di movimento, la prima va dalla mano che regge il disco al tallone del piede flesso, ed è la linea che domina il movimento, la seconda linea è una S che va dalla testa al tallone del piede poggiato a terra, ed è la linea che equilibra le forze dinamiche dell’atleta.
Ogni movimento del corpo deve equilibrarsi in modo che il peso non causi la caduta, ed è questa elaborazione che rende il Discobolo un’opera innovativa, nelle epoche precedenti la posizione dominante era la posizione stante, stile severo, figure erette in verticale, con braccia lungo il corpo, ogni energia era annullata, la rappresentazione quindi era facilità dal l’unico blocco contenente la figura, il Discobolo crea un nuovo precedente permettendo agli scultori, attraverso lo studio della forze di equilibrare le composizioni e creare allegorie in movimento di bellezza e virtù straordinaria.
Al di là della sua origine il Discobolo rappresenta un opera straordinaria che permetterà lo sviluppo e la crescita della scultura greca e romana, mettendo le basi per quello che sarà il cammino verso la forma estrema che troverà la sua massima è conclusiva affermazione nel neoclassicismo.

Atena e Marsia - Copia romana da un originale greco del 450 a.C. circa - Marmo - Musei Vaticani, Roma
Atena e Marsia – Copia romana da un originale greco del 450 a.C. circa – Marmo – Musei Vaticani, Roma