Arti maggiori – Vite

Una mostra in atto a Milano mi ha dato lo spunto per questo nuovo post.
Dopo l’esaltazione dell’ideale del bello, la crudeltà fa da sfondo all’opera pura e poetica di questa pittrice. E mai la sua lezione è più viva che in questi giorni, ricchi di propaganda al fallo guerriero, mente e cervello d’un corpo privo di sensibilità e arte.

Charlotte Salomon

Charlotte mentre dipinge - 1939
Charlotte mentre dipinge – 1939

Ebrea tedesca in un mondo in conflitto, affrontò demoni e mostri attraverso l’arte, liberando il suo grido di silenziosa libertà, trasformando la sua vita in un mezzo per abbattere il vittimismo e la vergogna.
Nella sua grande produzione artistica ella rivive la sua vita, realizza oltre 1300 dipinti usando la tecnica del guazzo, che intitolerà “Vita? o Teatro?“. Perché la sua produzione è la trasposizione teatrale degli eventi principali della sua vita, dagli studi, al suicidio della madre, fino all’arresto. In alcune opere aggiungerà persino un’accompagnamento musicale.
La sua opera è più di una semplice trasposizione storica, è il testamento di un’artista, che affida all’arte il valore della memoria e l’importanza del messaggio.
Muore all’età di 26 anni nel campo di concentramento di Auschwitz.

Charlotte Salomon - Dalla seria Vita o Teatro
Charlotte Salomon – Dalla seria Vita? o Teatro?

Di lei Carlo Levi scriverà:
“Charlotte Salomon è stata una di quelle persone che hanno sentito la necessità di ripensare l’esistenza e di affidarla a qualcosa che, per il solo fatto di essere espresso, fosse libero dal comune destino di morte”.

Charlotte Salomon - Dalla seria Vita? o Teatro?
Charlotte Salomon – Dalla seria Vita? o Teatro?