Misteri

La Pasqua è indiscindibilmente legata alla resurrezione di Gesù Cristo e l’arte nel suo percorso ha rappresentato in modi e stili diversi questo evento della cristianità. Da Giotto a Piero della Francesca, da Tiziano a Tiepolo, ogni artista si è per commissione o fede, cimentato con la trasposizione di questa scena mistica di fede.
Metto a confronto due opere.
La celebra Resurrezione di Piero della Francesca e la non meno conosciuta Resurrezione di Pericle Fazzini.

L’affresco di Piero della Francesca custodito su una parate della Pinacoteca Comunale di Sansepolcro rappresenta un Cristo solenne, che emerge dal santo sepolcro, la figura troneggia (con in mano lo stemma di Sansepolcro città natale di Piero) sulla vita e la morte, la grandiosità del momento è fissato dalla storia e dalla natura che alla spalle del Cristo sembra dividersi in due, a simbolo del prima e del dopo, a simbolo del miracolo che la natura percepisce, una parte arida e abbandonata e un’altra fiorente e viva. A dispetto invece dei soldati in primo piano che non riconoscono il miracolo e restano dormienti a perenne ignoranza e lontananza dalla luce.

Piero della Francesca, Resurrezione, 1450-63. Affresco, Museo Civico, Sansepolcro
Piero della Francesca, Resurrezione, 1450-63. Affresco, Museo Civico, Sansepolcro

L’altra opera commissione da Papa Paolo VI per essere collocata in un’aula del Vaticano, è una spettacolare scultura che si espande nello spazio, il Fazzini ribadisce il valore universale di salvezza del Cristo, che con la sua morte non conclude il suo compito in terra ma inizia il suo destino di salvatore e figlio dell’uomo, proteggendo chi vivi in suo nome dal caos e dal disordine morale che l’oscurità insinua nei nostri cuori.

Pericle Fazzini, Resurrezione, 1970-75. Scultura in bronzo, Aula Nervi, Stato della Città del Vaticano, Roma
Pericle Fazzini, Resurrezione, 1970-75. Scultura in bronzo, Aula Nervi, Stato della Città del Vaticano, Roma