Battaglie civili

In un recente commento questa frase mi è stata lasciata dell’amica Mistero:
“lo pseudo classicista che nega la valenza dell’arte femminile contemporanea come denuncia di stati emotivi forti, in relazione ai tabù, al sesso e a un proprio ruolo espressivo nel mondo [….] come dire che l’intero etablishment culturale dovrebbe riconoscere, per esempio, in Carol Rama, solo una donna malata e non l’artista…”.
Alcune battaglie sono pronto a combatterle con tutta la dedizione che la mia anima sa esprimere, battaglie di posizione, erette sui pilastri della logica e dell’etica.
L’Arte è un aspetto nel pensiero espresso marginale, non è in essa la violazione del dogma, ma nella pura espressione del dominio animale, il maschio domina e la femmina viene dominata, qualunque pretesa di conquista di un dominio maschile è un offesa alla verità acquisita. Se la stupidità fosse premiata sarei felice di incoronare questo ideale pseudo primitivo con la palma dell’ingloriosità.
Iniziamo con lo sfatare il mito che l’arte sia un mondo maschile, nata dalla mano maschile, è vero che la storia ha tramandato più artisti uomini, ma ciò non è legata alla sessualità della virtù, ma alla reggenza di potere che ha caratterizzato l’epoche storiche, tralasciando per il momento la natura dei disegni rupestri preistorici, la comparsa dell’arte come artificio di ingegno e decorazione a sostegno di strutture e oggetti d’uso comune è femminile, le prime pitture su materiale sono da far risalire alla prima era del ferro, quando le donne iniziarono a dipingere gli indumenti, e a creare oggetti per la pettinatura, persino le prime reti intrecciate per la pesca, hanno le mani delle donna come arte. Quindi è errato pensare che sia l’uomo l’ingegno di ogni artificio creato lungo la storia, di fatto prima dell’avvento delle religioni monoteiste, l’arte era una creazione di armonia tra il fare femminile e il fare maschile, che collaboravano alla prosperità comune della comunità.
Fisiologia vuole che la donne sia creatrice di vita e l’uomo per struttura e resistenza custode della fragilità della creazione, ma l’uomo ha trasformato il dono che la natura gli ha conferito, custodire la vita, in sottomissione.
Togliendo alla storia, all’arte, alla filosofia, alla scienza, quella parte di potere che rendeva il dualismo mistico l’esaltazione dell’evoluzione.

È stata citata Carol Rama, grande artista e grande donna.
Sarò un onore renderle omaggio nel prossimo post.
Come simbolo dell’arte, come prima di lei ho fatto per Salomon, per Pane, per Frida, per Cassett.

Carol Rama
Carol Rama