I 10 COMANDAMENTI 2.0


Come ripetuto e come ripeto ancora il mio spazio è Arte.

E di arte discuto, condividendo i maestri, le tecnica e la passione per le virtù creatrici dell’essere umano.

Ma come ho scritto è civico ed etico porsi a difesa dei valori più semplici della vita o comunque prendere posizione verso di essi. Perché nel prendere posizione si difende la vita e i valori di essa. Io difendo l’Arte e con essa il suo più grande valore la libertà d’espressione. In ogni post scritto, in ogni maestro presentato, vi era un messaggio di libertà, perché ogni opera che un artista (nelle sue piene facoltà mentali) dona, vuole liberare il cuore e la mente da un pregiudizio.

Oggi sono in questa comunità è condivido i miei pensieri. È dovere mio esser rispettoso di ogni opinione condividendola o rifiutando con dignità verso la lingua italiana e l’integrità di ogni individuo.

Ma è anche mio diritto far battaglia con la stessa dignità, la stessa reverenza per la lingua italiana e integrità verso ogni individuo che condivide un pensiero. Perché quel che desidero è un web LIBERO d’azioni volgari e d’odio. Dove il dibattito sia nel valore della classicità dei maestri oratori che furono padri della nostra cultura.

Quindi con IRONIA e con pacifica e non violenta azione do BATTAGLIA alla morale dell’odio.

I DIECI COMANDAMENTI

by Nato dalla Tempesta

1 – Io sono il WEB, World Wide Web,  puoi avere altri Luoghi dove rompere i coglione oltre me.

2 – Puoi farti nickname con immagini in tutti i social che vuoi, ma non usare foto di attori e fotomodelli, le donne non sono fesse, NON CI CASCANO. Mentre gli uomini sono fessi… SVEGLIATI.

3 – Osserva un giorno per riposarti se non il Sabato, la Domenica non è un male staccarsi dalla rete e dalle onde elettromagnetiche che ti friggono le cellule del cervello. Esci per le strade e forse ti accorgerai che puoi avere ancora una speranza.

4 – Quando costruisce il tuo pensiero, prenditi tutto il tempo possibile, documentati, ci sono luoghi magici piene di fatate parole ed incantesimi che aprono le porte della verità, si chiamo biblioteca e contengono libri, consultali prima di scrivere un tuo pensiero. Non confutare quella che può essere solo un’idea, che sei un idiota.

5 – Non condividere Post senza averli letti e compreso bene. Perché è responsabilità tua ogni conseguenza, nel bene o nel male, ricorda che un click può uccidere. Se oggi sei tu il carnefice un giorno potresti essere la vittima. La saggezza ti può salvare la vita.

6 – Lo so che le prostitute o emerito testa di ca&&o non son più bianche e a te oh notturno depravato della destra radicata piacciano solo se son ariane. Ma lascia il web libero dai tuoi profili cacciatori, cosi che i poveri blogger gossippari possono condividere culi e tette in pace. Cosi anche voi oh sociali imbavagliati della sinistra picchiatrice che del colore non fate caso, giocate alla Playstation e lontani state dal web che vuole amare, non scopare.

7 – Non usate il web per chiedere soldi, ricattando con virus crittografici o catena di sant’Antonio che si è già rotto di portarla sta catena. Dovrete morire un giorno e i conti con il santo saran pesanti da incassare.

8  E se capita che giungi ad un dibattito tieni accanto a te oh combattivo avatar un VOCABOLARIO della lingua italiana, gli insulti, le parolacce i luoghi comuni non sono argomenti di risposta.

9 – E se hai oh sempre combattivo avatar comprato il VOCABOLARIO cerca la definizione di ANONIMO, perché questo sei. Un’immagine senza nome, quindi non è necessario moltiplicare i tuoi avatar, ne basta uno per nascondere le tue azioni.

10 – E se capita che un dialogo o una relazione virtuale non giunge a conclusione pacifica. Non rompere i coglioni camuffandoti con altro avatar (sei già anonimo coglione), per perseguire vendette all’onor tuo dileggiato e nell’oscurità della rete perseguitare chi in bene o male ti ha offeso. Si Chiama STALKING ed è perseguibile per legge.

Nato dalla tempesta - Il silenzio è d'oro
Nato dalla tempesta – Il silenzio è d’oro

Arti moderne – Maestri

Ruth Bernhard

14 ottobre 1905, Berlino, Germania - 18 dicembre 2006, San Francisco, California, Stati Uniti
14 ottobre 1905, Berlino, Germania – 18 dicembre 2006, San Francisco, California, Stati Uniti

Ruth Bernhard nasce a Berlino nel 1905.

Dopo due anni presso l’Accademia d’Arte di Berlino, nel 1927 si trasferisce a New York dove ha iniziato la sua carriera fotografica, che la porterà a diventare una della più grandi interpreti femminili dell’erotismo fotografico.

A portare Ruth ad una consapevolezza della fotografia oltre il suo status di mezzo meccanico di riproduzione è stato l’incontro nel 1935 con Edward Weston su una spiaggia della California a Santa Monica. Un incontro che avrebbe inevitabilmente trasformato ed elevato tutta la sua percezione della fotografia.

“Ero impreparata… vedere le sue foto per la prima volta è stato travolgente È stato un fulmine nel buio… qui davanti a me era la prova inconfutabile di quello che avevo pensato possibile. Un’artista intensamente vitale il cui mezzo è stato fotografia.”

La consapevolezza che la fotografia potesse essere Arte per Ruth è stato illuminante.

Ruth Bernhard - Dentro il cerchio - 1934
Ruth Bernhard – Dentro il cerchio – 1934

E si dedico con energia e devozione all’arte cercando di trasformare i suoi scatti in un porte verso la creativa e l’eternità. Rendendo ferme nel tempo la bellezza e la forma della vita.

“La luce è la mia ispirazione, la mia vernice e il mio pennello. È di vitale importanza come il modello stesso. Profondamente significativo, accarezza le curve superlative essenziali e le linee. Riconosco la luce come l’energia da cui dipende ogni forma di vita su questo pianeta”. Ruth Bernhard

Ruth Bernhard - Star shell, 1943
Ruth Bernhard – Star shell, 1943

“Per me, la creazione di una fotografia è vissuta come una risposta emotiva intensificata, più affine alla poesia e musica, ogni immagine è il culmine di un impulso irresistibile che non può negare. Sia che si lavori con una figura umana o una natura morta, Io sono profondamente consapevole della mia connessione spirituale con essa. Nella mia vita, come nel mio lavoro, sono motivata da un grande desiderio di equilibrio e armonia al di là del regno della esperienza umana, raggiungendo l’essenza di unità con l’universo”. Ruth Bernhard

Ruth Bernhard - Doll's head, 1936
Ruth Bernhard – Doll’s head, 1936

Arti maggiori – Maestri dell’espressione

La natura umana sconvolge al margine degli avamposti dello spirito. Nel suo viaggio tra luce e ombre scandalizza l’innocente pensiero della vita. ferendo con la spada dell’inutilità l’onesta virtù che concede la scelta. 


“Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò
il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue
mi fermai, mi appoggiai stanco morto a un recinto
sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco
i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.”

Dal Diario di Edvard Munch.

Edvard Munch - L'Urlo - 1893 - olio, tempera, pastello su cartone - 91×73,5 cm - Museo Munch, Oslo
Edvard Munch – L’Urlo – 1893 – olio, tempera, pastello su cartone – 91×73,5 cm – Museo Munch, Oslo

Altre 22 vite urlano il sacrilegio all’infranta vita, giunge l’urlo dell’emerito viandante che nel pianto si piega all’infamia della morale della guerra.

NO ALLA VIOLENZA

Arti moderne – Maestri della comunicazione

Il suo vero nome era Friedmann Endre Ernó, nato a Budapest il 22 ottobre del 1913.

Il mondo lo conosce come:

Robert Capa

22 Ottobre 1913 - 25 Maggio 1954
22 Ottobre 1913 – 25 Maggio 1954

Tra i più grandi esponenti del fotogiornalismo, maestro indiscusso nella narrazione visiva, ha reso l’immagine un icona della comunicazione globale.

Ha fatto discutere, emozionare, indignare.

Temerario e spavaldo, ha saputo raccontato la seconda guerra mondiale come pochi.

6 giugno 1944, spiaggia di Omaha, Robert Capa era con il 16° reggimento fanteria della 1° divisione, il giorno più famoso della seconda guerra mondiale, il D Day. Fianco a fianco con i soldati, Capa scattò oltre 106 fotografie.

Di questa la storia racconta che per un errore di sviluppo se ne salvarono solo 11, LIFE pubblicò le foto il 19 giugno.

Si troverà con la sua fedele reflex anche nella mia amata Sicilia.

Luglio del 1943 e a bordo di un piccolo aereo arriva in Sicilia: si lancia col il paracadute, atterrando su un albero, dove rimane sino all’indomani, quando gli altri tre paracadutisti che erano con lui lo trovano e lo aiutano a scendere.

Lungo il percorso Capa scatta numerose foto. Questo il suo ricorda:

“Eravamo alla periferia di Palermo i tedeschi erano stati isolati e ciò che restava delle forze italiane non aveva intenzione di combattere. La jeep che mi ospitava, seguiva i primi carri della seconda divisione corazzata lungo il percorso verso il centro della città. La strada era fiancheggiata da decine di migliaia di siciliani in delirio che agitavano fazzoletti bianchi e bandiere americane fatte in casa con poche stelle e troppe strisce. Avevano tutti un cugino a “Brook-a-leen”. Ero stato all’unanimità riconosciuto come siciliano dalla folla in festa. Ogni rappresentante della popolazione maschile voleva stringermi la mano, le donne più anziane darmi un bacio e le più giovani riempivano la jeep di fiori e frutta. Nulla di tutto ciò mi fu di un qualche aiuto per scattare fotografie.”

Tra le montagne della Sicilia Capa realizzò alcune foto che diventeranno tra le più famose della sua carriera, fra queste quella scatta il 6 agosto 1943 al termine della battaglia di Troina, che vede il soldato americano accovacciato e il pastore Francesco Coltiletti detto massaru Ciccu, ricurvo che gli indica la strada per Sperlinga, scattata a 3 km dal paese sulla SS120 in contrada Ponte Capostrà.

Robert Capa - Sperlinga - 1943
Robert Capa – Sperlinga – 1943

Molte le critiche ai suoi scatti, molte le accuse di falsificazione.

Tra le più famose accuse quella sulla sua più popolare foto: Morte di un miliziano lealista.

Robert Capa, morte di un miliziano lealista, 1936
Robert Capa, morte di un miliziano lealista, 1936

Ancora oggi molti dubitano sull’autenticità dello scatto.

Egli stesso dirà:

“Per scattare foto in Spagna non servono trucchi, non occorre mettere in posa. Le immagini sono lì, basta scattarle. La miglior foto, la miglior propaganda, è la verità.”

Cornell Capa, fratello di Robert, anche lui fotografo dirà di lui:

“Capa ha dimostrato oltre ogni dubbio che la macchina fotografica non è un freddo oggetto meccanico. Come una penna, è potente come la persona che la usa. Può essere l’estensione della mente e del cuore.”

Robert Capa - 1948
Robert Capa – 1948

Arti moderne – Comunicazione

Torno a discutere dei simboli e del simbolismo alla base di ogni forma di espressione visiva. È un fatto che il messaggio comunicativo è per definizione oramai un insieme di simboli.

Nel tentativo dei simbolisti vi era l’aspirazione di trasformare l’idea di progresso e esaltazione della modernità, tipica del realismo ottocentesco, in una raffigurazioni trascendentale dell’interiorità, atta ad esternarsi attraverso medium visivi.
Il distacco dagli elementi naturali fu una delle conseguenze di questo processo che porto all’artefattizazione degli elementi compositivi.
Ciò che accade nel processo che sintetizza il contatto artistico è la creazione di un medium che mette in relazione due distinti individui artista e osservatore.

La comunicazione

I simboli si decifrano in un insieme di regole costruttive.
Il simbolo diventa mezzo di comunicazione perdendo parte del suo significato di affiliazione di idee.

Pubblicità Coca-Cola
Pubblicità Coca-Cola

Inizia l’era delle pubblicità.

Introduzione