Quando è troppo è troppo La spaventosa idea dell’orrore L’addio in lacrime del capitano e un po’ di retorica Per rabbia e per amor di polemica La lotta contro l’omofobia tra pregiudizi e leggi dimenticate Se la diffamazione corre sul web Finalmente giustizia per Sara Ospitalità e intolleranze quotidiane Presunti flop e numeri a caso per le unioni civili Dio salvi la democrazia Freddure post pasquali Aforismi – Pasqua, festa di luce Le torture in Cecenia e la Storia che si ripete Un mondo sotto scacco La corrida: tradizioni secolari e fanatismi Divenire consapevoli tutto l’anno Lavoro, follie e calcetto Trasmissioni inopportune e messaggi fuori luogo Una ricorrenza per fare il punto della situazione La vergogna dei silenzi mancati Alla disperata ricerca di un eroe Le inutili catene di Sanremo Salvini: “Prima gli italiani” … ma quali? Music box – La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) Le verità relative di Beppe Aforismi – Oroscopo e segni sbagliati L’anno nuovo e i vecchi propositi Aforismi – Buon Natale Lavoro, giovani in fuga e frasi fuori luogo Aforismi – I sogni di Walter Curiosità sulla Netiquette Anche il Vaticano dice basta Music box – Una città per cantare Aforismi – Generosità disinteressata Il Paese delle bufale e del cattivo gusto La terra trema di nuovo Music box – Notturno Quando i fan diventano fanatici Aforismi – L’allegria è una cosa seria Il panino della discordia Ordinarie disavventure ferroviarie Un autunno senza castagne? Music box – Il concerto dei Coldplay Aforismi – L’invasione dei social media Le abitudini che ci portano all’infelicità La triste parabola dell’eroe decaduto Music box – Sospesa Profezie millenarie di sventura Aforismi – Cuore di cane Referendum, che passione! Music box – Qualcosa che non c’è Aforismi – Vivere in eterno In “ricordo” del Presidente Ciampi Music box- Il pescatore di asterischi Vita di metropolitana La vergogna di chi dice “se l’è cercata” Aforismi – Ricchezza e salute Il discorso del Re Music box – Il negozio di antiquariato Il diritto a riappropriarsi della propria vita I dolori della giovane Virginia La vignetta di Charlie Hebdo: è giusto indignarsi? Introduzione

Ordinarie disavventure ferroviarie

Mi è capitato più di una volta di parlare delle mie disavventure ferroviarie. E fortunatamente non sono un pendolare, per cui negli ultimi anni i miei viaggi in treno sono stati abbastanza limitati.

In ogni caso, andiamo con ordine. Per un paio di mesi, il treno diretto Roma – Potenza era stato sospeso per lavori sulla rete ferroviaria. Ho realizzato, quindi, le trasferte estive verso la mia città di origine tramite i pullman di una ormai “collaudata” società di trasporti lucana.

Venerdì scorso, invece, essendo, ormai, terminata l’interruzione del servizio, ho pensato bene di prendere nuovamente il treno.

I ricordi di passati viaggi della speranza, in balia di treni sperduti nelle campagne laziali che macinavano ritardi su ritardi, avrebbero dovuto farmi desistere dall’intraprendere quell’avventura, o avrebbero dovuto indurmi a stare almeno un po’ in ansia. E, invece, ecco che la memoria in certe occasioni si fa molto corta o tende ad edulcorare il passato. Nella mia mente, infatti, il treno è rappresentato sempre come un mezzo molto più comodo del pullman.

Treno 2

E così sono salito sul mio vagone e mi sono accomodato al mio posto con molta tranquillità e la sottile speranza di arrivare a casa in orario. Ma la mia speranza è stata ben presto annientata.

All’approssimarsi dell’orario di partenza, una vocina registrata annuncia un ritardo di venti minuti che poi diventa di mezz’ora, che, infine, si trasforma in una notizia allarmante e quasi inaspettata: bisogna lasciare il treno che non potrà partire a causa di un guasto e dirigersi ad un altro mezzo fermo ad un vicino binario. Da quel momento in poi, per circa mezz’ora siamo passati da un binario all’altro in balia di controllori impazziti che continuavano a dirottarci verso altri treni facendoci rasentare l’isteria. Finalmente a bordo del treno giusto, siamo partiti con settanta minuti di ritardo, mentre l’ennesima vocina registrata ci annunciava che quello, in realtà, non era il treno giusto. Per fortuna, come chiarito subito dal capotreno prima che la sommossa popolare avesse inizio, era la vocina ad essere sbagliata.

Il viaggio di ritorno, per la “legge della compensazione”, invece, è andato bene, oltretutto con un biglietto super scontato in prima classe. Ma questi sono eventi rari.

Qualcuno mi ha, giustamente, fatto notare che i disagi ferroviari sono un elemento che unisce l’intero territorio italiano. Di sicuro, non vi è molta attenzione per le tratte locali, così come il Sud è spesso abbandonato a se stesso. Scarsa manutenzione della rete e dei mezzi di locomozione rendono il viaggio un’impresa. Oltre ad una colossale incapacità organizzativa.

In effetti, il treno che ho preso venerdì era già in stazione parecchio tempo prima dell’inizio del viaggio, per cui avrebbero potuto accorgersi per tempo del guasto e cambiare mezzo senza causare ritardi. Ma, forse, sto chiedendo troppo!

Treno

Ordinarie disavventure ferroviarieultima modifica: 2016-10-18T08:08:11+00:00da LorenzAdd1979

26 comments:

  1. Oggi sfondi una porta aperta con questo argomento, perché stamattina ho pensato bene di prendere il treno delle 7.10 che era in ritardo di 10 minuti prima, 19 nel durante e alla fine ho preso il treno delle 7.14 che era anche lui in ritardo di 10 minuti. L’unica nota positiva è che stranamente ho trovato posto a sedere.. ma immagino il disagio e il nervoso per le tratte lunghe come la tua..

    1. Ciao Ale, diciamo che per le tratte lunghe il disagio si associa alla fatica del viaggio, ma i piccoli ritardi si avvertono poco. Invece, immagino bene il nervoso dei pendolari, anche dieci minuti sono stancanti, perché si ripetono e si cumulano giorno per giorno

  2. Meno male che non prendo mai il treno e non devo incorrere in simili disguidi.
    Ciò che ti è capitato già mi terrorizza e spero solo di non trovarmi mai in codesta situazione.
    Sono abituata ad una vita tranquilla e ogni scossone mi sconvolge.
    Buona giornata caro Lorenzo da Divina.

  3. Caro Lori….e anche questa è Italia.. vorrei chiederti dove sono finiti tutti i miliardi millantati per investimenti dall’attuale governo visto che le scuole vanno a pezzi (molte chiudono, molte crollano) mentre la rete ferroviaria, beh.. hai dato tu uno spaccato ben preciso di quello che è lo stato delle rete ferroviaria.. Ora tu penserai che sono ironica.. ma del ponte sullo Stretto ce ne sarebbe proprio bisogno visto che manco in treno riusciamo a raggiungere le destinazioni prefissate!?!?!??!?!?!!?!?!?!?!??
    Mi chiedo se Renzi abbia avuto gli stessi problemi mentre si recava in visita da Obama!?!?!?!??!!?!?
    E anche questa è Italia!!!

  4. Avventure disagianti che a me non sono mai accadute o, perlomeno, con ritardi minimi. A dire la verità ho viaggiato pochissimo…il treno, però, ha una sua poesia particolare…tu hai postato delle immagini, ecco, lo sguardo spazia con dolcezza e serenità stando seduti a guardare dal finestrino. Puoi, in rilassatezza, ammirare e pensare, raccogliendosi nei propri pensierie senza alcuno che ti disturbi. I disagi, come da te descritti, mi avrebbero visto stressata, con un panino al prosciutto per combattere il tempo inutilmente sprecato e, magari con una valigetta, camminare su e giù senza pace. Oggi starei più tranquilla certamente, per quanto, il panino per alleggerire l’attesa, sarebbe d’obbligo. Un abbraccio e buona continuazione di questo martedì piovoso!”…licia

    1. Ciao Licia, è vero, infatti, quando non è in ritardo, amo viaggiare in treno: paesaggi, possibilità di muoversi, leggere senza farsi venire mal di testa; è un mezzo che ha tanti vantaggi, tra cui il fatto che non debba imbattersi nel traffico. Un buon martedì a te

  5. Caro mio, io sono uno di quelli che quando nel 1970 fu deliberato di istituire le regioni con poteri amministrativi importanti, dissi: “Mi sembra una cosa buona e giusta”. Dopo alcuni giorni seppi di una telefonata fatta da Ugo La Malfa, allora personaggio di spicco della nostra politica, con un collega (PRI) deputato come lui alla camera. “Approvando la legge sull’istituzione delle regioni e conferendo loro larghi poteri amministrativi, abbiamo fatto la più grossa sciocchezza del secolo”. Ebbene, passati 10/15 anni circa dall’attuazione delle regioni, ho ricordato quelle parole e vedendo come andavano, al sud peggio che al nord, le rosse ancora meglio delle altre, capii che non era una battuta gratuita: la disparità di funzionamento la possiamo notare anche oggi così come 20/25 anni fa. Detto questo, a parte le ferrovie italiane, il problema sono le tratte regionali che spesso sono in mano a società o aziende “partecipate” o asservite alla politica regionale. Insomma, non si sa mai in questa Italia di chi sono le colpe e le responsabilità. Ecco perché non vedo l’ora per certi cambiamenti, tra cui poteri ridotti alle regioni, per cominciare a vedere un governo che funzioni per tutta la legislatura e faccia le cose che deve senza potersi sottrarre alle sue responsabilità. Perdonami la tirata, ma io credo molto nel cambiamento, altrimenti avremo voglia ad andare sempre peggio: credo che i soloni, i vecchi che oggi osteggino i mutamenti,abbiano dimostrato cosa abbiano saputo fare. Ecco perché votano per il NO.

    Ciao Lorenzo, splendida giornata.

    1. Concordo sul fatto che molte Regioni non abbiano fatto buon uso dei poteri loro attribuiti. Il titolo V del 2001 ha generato tanto contenzioso. Eppure, questa riforma non mi convince molto. Rifletterò ancora. Una meravigliosa giornata a te, Carlo

  6. Io non ho davvero molte occasioni di prendere il treno e forse per questo, quando l’ho fatto, anche se magari qualche ritardo c’è stato, mi è rimasto solo il ricordo del viaggio, sempre ricco di molti incontri con persone diverse e che se sei fortunato, ti rendono il viaggio anche più leggero, certe sagome….da ridere e da piangere!
    Comunque sempre molto affascinante viaggiare su rotaie….

  7. Io sono una tipa che amo viaggiare in macchina o in aereo, il treno non lo digerisco proprio. Pensa che dovevo prendere un treno da Messina per andare a Palermo e sono rimasta in stazione di notte, freddo e gelo, si era in Febbraio, solo perchè si era rotto non so che cosa. Dio mio che paura, anzi che disavventura! Non dmenticherò mai quella notte di terrore, sola ed indifesa, bye Lorenzo.

    1. Ciao Nina, immagino il terrore, poi in una stazione di notte. Io ho scoperto da poco l’aereo, ma treno o pullman sono scelte obbligate per certe tratte, e ci si affida alla sorte. Anche con il pullman certe disavventure, una volta abbandonati in autogrill per due ore!!
      Buona serata Nina

  8. Che viaggio sarebbe senza treno in ritardo. Negli anni 50 si prendeva un treno di seconda classe per andare a Torino un giorno e mezzo di viaggio. Si occupava anche il posto per le valige. A Napoli era la fermata piùà gioiso,paniniiii, giornali… sfogliatelle…caffè.. ecc.
    Poi tun tun tun a macinare chilometri. I ritardi non interessavano nessuno,l’orario era previsto come le previsioni di Bilancio di Renzi. Stati calmi non vi agitate il ponte è previsto ma non necessario anche perchè lo Stretto è più stretto di prima ed i miliardi
    promessi non sono necessdari. Reggio e Messina sono costrim stretti cherm si muniscono da soli. Le promesse di Renzi sono solo promesse per strappare un si. Ma non è così NO? Infatti dopo tanti signorsì un No grande ci vuole diversamente gli immigrati dicono che siamo pecore di Renzi. No, NO non è così. Un caro saluto

    1. Buonasera! Sicuramente il Ponte è una promessa di sapore berlusconiano per strappare un si, ma credo che la scelta tra SI e NO debba basarsi sul merito della riforma: meglio fare un cambiamento, qualunque esso sia, o decidere di rimanere come siamo consapevoli che le cose peggioreranno?
      Un saluto a te!

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.

2016 Name of Company