Aforismi – Generosità disinteressata

Il male è che la generosità può anche essere un buon affare” (Ugo Ojietti)

Ugo Ojietti, scrittore e giornalista italiano, ha certamente messo il dito nella piaga con questo suo breve ma fulminante inciso.

La generosità non è sempre un atto disinteressato, spinto esclusivamente dall’amore verso il prossimo. Mi vengono in mente ricchi imprenditori che fanno generose donazioni per aumentare i propri introiti grazie alla pubblicità ottenuta o le signore dell’alta società che organizzano serate di beneficienza per ampliare la propria visibilità e il prestigio negli ambienti che contano. Ma anche gente comune che ogni volta che compie una buona azione corre ad annunciarlo ai quattro venti per sentirsi maggiormente apprezzata e considerata.

Questi esempi mi inducono, purtroppo, a valutare con pessimismo il pur lodevole, almeno in apparenza, comportamento altrui.

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In questi giorni in cui tanti volontari si stanno dando da fare per aiutare le popolazioni colpite dal sisma, colpiscono soprattutto i gesti eclatanti (ad esempio, i due sposi che hanno rinunciato al viaggio di nozze per servire i pasti in mensa) che strappano di istinto un sentimento benevolo di approvazione. Poi, però, dopo una riflessione un po’ più ponderata, comincia ad insinuarsi il dubbio che, simile ad un serpente strisciante, suggerisce che forse quei gesti, così generosi, sorprendenti e tanto osannati dai notiziari e dal popolo dei social, potrebbero essere dettati da una voglia di notorietà. In fondo, quanti volontari operano nel pieno anonimato, faticando tanto senza apparire sui media?

Ma il pensiero è notoriamente multiforme e così il lato razionale, pratico e tutto sommato benevolo comincia a farsi spazio e a mettere da parte i dubbi striscianti.

Ci importa davvero di conoscere i motivi che spingono le persone a compiere gesti di solidarietà e generosità? Tutto sommato se il fine viene raggiunto e i destinatari di quegli atti benevoli risultano avvantaggiati, possiamo comunque ritenerci felici e soddisfatti.

Un comportamento generoso, che sia un atto disinteressato o un buon affare, può comunque essere una scintilla che innesca un benefico incendio, se davvero le buone azioni sono contagiose.

Generosità

Aforismi – Generosità disinteressataultima modifica: 2016-11-04T00:28:41+00:00da LorenzAdd1979

24 commenti

  • Anch’io ho avuto spesso questo sospetto. Per chi ha molto, fare beneficenza non e’ mai un sacrificio. La vera beneficenza e’ quella fatta nel silenzio da chi ha poco e quel poco che riesce a dare se lo toglie davvero di bocca a volte…non sappia la tua mano destra cosa fa la tua sinistra…
    Di quanti che operano nella Protezione Civile, nei Vigili del Fuoco, nella Croce Rossa o nei corpi militari conosciamo il nome? A nessuno viene in mente di esaltare il proprio operato nei social o sui media, eppure quanto lavoro anonimo e gratuito stanno facendo….

  • Semmai avessi bisogno d’aiuto, non mi domanderei il perché della generosità che mi viene elargita. Piuttosto ringrazierei la mano che mi porge. Ed è per questa ragione che non elmetto nessun giudizio negativo. La generosità rimane sempre un atto degno di lode. Ogni aiuto che mi viene offerto questo mondo, avrà sempre la mia eterna gratitudine. Non ho mai sputato nel piatto dove mangio. Ciao Lorenz.

    • Ovviamente Laura, chi riceve un atto di generosità non può che ringraziare, lungi dallo sputare nel piatto in cui si mangia. Più che giudicare, si riflette sul comportamento umano e alcuni comportamenti danno da pensare. Anche se conta il risultato

  • Penso che non sia importante lo scopo ma il fine.
    Se si riesce ad ottenere ben venga e a poco vale sapere il motivo.
    Buona giornata Lorenzo da Diana.

    • Cara Diana, siamo in linea sul fatto che conti il risultato, ma sarai d’accordo che alcuni atteggiamenti possono infastidire. Perché tanto clamore su due volontari, assolutamente generosi certo, ma che fanno una loro scelta, simile a quella di tanti altri che operano nell’anonimato? Sono dubbi che vengono, certo poi messi da parte da quella che è la conclusione finale del post. è il risultato che conta. La mente gira e certe domande sono inevitabili, anche se poi valgono poco. Buona giornata a te Diana

  • Buongiorno Lorenzo, io penso che se quando fai un piccolo gesto di generosità, non va diffusa fra tutti, ma deve rimanere fra noi stessi, A tutti volontari che stanno aiutando
    la popolazione colpita dal terremoto vanno i miei più sinceri complimenti, fa male e spezza il cuore vedere dalle immagini quanto disastro ha fatto il terremoto, sono molto vicina a tutta la popolazione colpita dal terremoto e anche a te che fai parte di questa popolazione, anche vanno i miei complimenti per i post che pubblichi . Un abbraccio

    • Ciao Carla hai colto sicuramente un atteggiamento importante, quello del non diffondere la notizia e mantenere una certa umiltà per evitare di degradare il gesto pur lodevole. Grazie mille un abbraccio a te

  • Buongiorno…Per quanto le modalità della solidarietà possano essere valutate,il bene è nelle buone intenzioni.Il bene in un qualsiasi gesto di solidarietà afferma il linguaggio semplice dei valori comuni tra gli uomini.

    • Ciao Patty, sono d’accordo in parte. La solidarietà è importante per gli effetti che produce, anche se le intenzioni iniziali possono non essere del tutto onorevoli. Intenzioni che a volte possono creare dubbi, fastidi, pur contando sempre il risultato

  • Buon fine settimana Lorenzo…

  • Sì, magari è così, in fondo la visibilità comunque si manifesti, oggi è un totem davanti al quale, direttamente o indirettamente, ci inchiniamo per invocare dei che citando un altro aforisma “Gli uomini fanno progetti e gli dei sorridono”, sono là ad irriderci, a sbeffeggiarci o gorgionarci. Io non mi affannerei troppo per valutarli e giudicarli: in fondo quando certe azioni sono finalizzate in tal modo, non offendono nessuno e la generosità resta. La visibilità e la generosità scelte come veicolo, come portante, sono da criticare perché manifestano apertamente il loro scopo, in tal caso, a parte le bonarie e velate critiche, il prezzo lo pagano con il dare agli altri anche se non è spontaneo. Preoccupiamoci di mire più malandrine, più evidenti e più dannose.
    Buon giorno Lorenzo.

    • Infatti Carlo, hai colto il mio pensiero. L’atteggiamento di chi ostenta la generosità è criticabile, ma fino ad un certo punto, nel senso che non ne facciamo un dramma, se poi il risultato è buono va bene lo stesso. L’importante è che qualcuno ne benefici. Buona giornata a te

  • Non credo che vogliano farsi pubblicita’ chi fa sapere che fa beneficenza. Penso sia lusinghiero far sapere che faccio del bene al prossimo. Buon pomeriggio, un abbraccio. 🙂 Dolce

    • Ciao Dolce, è una interpretazione anche questa, rispettabilissima, ma alla fine anche la lusinga ha la sua convenienza. Volendo accedere ad una idea ancor più benevola, possiamo dire che la pubblicità o in qualunque modo vogliamo chiamarla, può anche essere positiva laddove serve a diffondere messaggi e favorire il buon esempio. Un abbraccio a te

  • Provo un certo fastidio quando leggo, come un meritorio atto di plauso, la beneficenza fatta da chicchessia. La volontà di beneficiare qualcuno la si fa nel silenxzio ed è già di per sè, complimento silenzioso al bene fatto. Poi…non tutti si è uguali…teniamoci il “fastidio” e guardiamo a chi, riconosente, godrà del bene fatto. Buon weekend, caro Lorenzo, un abbraccio…*___*

  • Nel nostro quotidiano, tutti noi offriamo e riceviamo piccoli gesti di cortesia che ai più possono apparire come forme di altruismo, ma non è proprio così perché i piccoli gesti di cortesia, per quanto importanti nell’instaurare relazioni e dinamiche tra le persone, non costano nessuna fatica nel compierli. Non ci si priva di qualcosa per far star meglio un’altra persona. È raro, infatti, riuscire ad offrire qualcosa che serve a noi, a qualcun altro. Pertanto Lorenzo dico che se dietro un’azione (che noi riteniamo altruistica), c’è in realtà un pensiero e una scelta di convenienza, non si può proprio parlare di altruismo. È sempre importante riuscire a fare una distinzione tra la motivazione e il comportamento altruista, perché non sempre un comportamento è spinto da una motivazione puramente disinteressata, giusto? Che ne pensi?

    • Assolutamente si Nina, c’è chi compie una buona azione in modo completamente disinteressato, anche sacrificandosi, e questa è la generosità più autentica. Ma ammettiamo che stiamo parlando di esempi piuttosto rari e difficili da realizzare. In fondo anche un gesto gentile, compiuto in maniera spontanea, pur non costando nulla, può considerarsi generoso. Diverso è il caso in cui ci sia convenienza o voglia di farsi vedere o sentirsi lusingati. Ho dubbi a considerarli davvero atti generosi, ma se portano buoni frutti ben vengano anche loro. Buona serata cara

  • Fare distinzione tra benificienza ed altriusmo sono due cose distinti esaparasti. La beneficienza la fa colui che versa anche un euro per via telefonino o altre forme e dipende dal cuore e dalla disponibuilità di ognuno se sente di dare, l’altruismo affronta le fatiche ed i disagi per aiutare gli altri.. Al momento del dare nessuno ne parla ma col passare del tempo ricorda a se ed agli altri la fatica e la generosità che ha avuto per il suo prossimo quando questo ne ha avuto necessità. Dirlo agli altri è una ricompensa morale non vedo il perchè si scandalizzi quando qualcuno parla della sua partecipazione volontaria durante un disastro. Sono uno scout e per 26 anni ne ho fatto parte attiva e ne sono tuttora orgoglioso di quello che ho fatto per aiutare gli altri forse parlarne può invogliare gli altri a seguire l’esempio. mimmo

    • Buongiorno Mimmo. Qui nessuno si sta scandalizzando. Ho esposto riflessioni sul comportamento umano ed esposto alcuni dubbi, soprattutto quando il raccontare di alcuni rasenta l’autocelebrazione tramite i social media nel corso del disastro, quando l’attenzione dei media è molto elevata, rispetto a tanti volontari che invece scelgono l’anonimato e magari il loro racconto lo fanno dopo, passati gli anni a figli e nipoti ed amici. A volte bisogna distinguere tra il semplice racconto e l’esaltazione. Comunque, come puoi vedere leggendo la fine del post e il mio commento a Dolcesettembre e agli altri amici, la mia conclusione è che alla fine ciò che conta è il risultato, il bene che si fa agli altri, e che la cosiddetta pubblicità può essere intesa anche in senso buono laddove volta a diffondere messaggi e favorire il buon esempio. Ti auguro un sereno fine settimana

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