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Ti ho amato fin quando la mia dignità non ha detto “non ne vale la pena”

In tutti i rapporti che manteniamo, sentimentali o meno, dobbiamo aver chiaro che, così come noi rispettiamo il prossimo, questi deve far valere la nostra dignità.

La dignità è il confine personale ed emotivo che funge da protezione psicologica. In base a dove si trovi questo limite, le nostre relazioni personali e sociali godranno di una salute e di un equilibrio migliore.

La dignità nelle relazioni affettive non deve accettare sconti né concessioni. Nel momento in cui iniziamo a cedere e a permettere una rinuncia dopo l’altra, questo tessuto eccezionale e coraggioso, si sfalderà. 

Se ci pensiamo bene, ci renderemo conto del fatto che sono davvero poche le volte in cui ci fermiamo ad analizzare questa dimensione così intima ed importante.

Ti ho amato fino a quando la mia dignità non ha detto “non ne vale la pena”. Se qualche volta vi siete trovati in questa situazione, ricorderete il processo interiore grazie al quale vi siete resi conto che l’amore, a volte, ha un limite, e si chiama dignità.

La stupidità è potente

“Non esiste altro peccato che la stupidità” è un celebre pensiero di Oscar Wilde che risulta impossibile non condividere per quanti giornalmente siano costretti a fare i conti con gli effetti tragicomici di comportamenti che sembrano solamente volti a complicare la vita a noi e a chi li ha generati.
Pochi sono stati gli studi condotti su uno dei mali che da sempre affligge l’umanità e ne condiziona il cammino storico.
E non è difficile comprenderne il motivo, né esserne stupiti: definire la stupidità o intraprendere uno studio su un argomento così vasto che investe la sfera soggettiva di ognuno di noi è difficile da esaminare.
La stupidità è molto potente e si potrebbe associare ad uno stato di apatia letargica, a differenza dell’intelligenza che implica la volontà di migliorare continuamente se stessi.
Non è facile circoscrivere un concetto che investe la sfera soggettiva di ognuno di noi. La stupidità, oltre ad essere soggettiva, è intuibile.

La percepisci, ma non riesci a sintetizzarla in poche parole e le percezioni soggettive non possono considerarsi un valore assoluto. Discutere della stupidità può comportare il rischio di inoltrarsi in un sentiero oscuro e sconosciuto che pochi studiosi hanno cercato di affrontare, anche perchè, essendo una caratteristica insita nella natura umana non si può curare. Puoi forse diagnosticarla, ma nessuno è mai riuscito a trovarne la cura.

Magari esistessero delle pillole che riuscissero a contenerne gli effetti! E un’osservazione attenta della società umana potrebbe portare alla misantropia, visto che la stupidità regna sovrana.