Questa foto sgranata compie 20 anni ma è già nella storia: ecco perché

First_camera_phone_picture_19120107Questa foto, decisamente sgranata, ha una risoluzione di 320×240 pixel, una dimensione pari ad appena 27 kb ed è in formato GIF. Non serve un esperto di tecnologia per capire che si tratta di un’immagine decisamente datata, e in effetti è stata scattata 20 anni fa. Dietro una semplice immagine di una neonata si nasconde però un vero e proprio spartiacque nella storia della tecnologia.
Si tratta, infatti, della prima foto digitale inviata attraverso un telefono cellulare. A scattarla è stato, l’11 giugno 1997, Philippe Kahn, imprenditore e informatico francese, in occasione della nascita della figlia Sophie. Da tempo l’uomo e sua moglie Sonia stavano studiando la possibilità di inviare immagini digitali attraverso dispositivi mobili come i telefoni cellulari, ma quel giorno il lieto evento indusse Kahn a ideare un sistema piuttosto ingegnoso per inviare a parenti e amici la foto della neonata. La foto di Sophie era stata scattata con una fotocamera digitale Casio QV-10: Kahn riuscì a collegare la fotocamera con il suo telefono cellulare, un Motorola StarTac, attraverso il sistema audio della sua automobile. Philippe e Sonia Khan erano riusciti a intravedere le potenzialità di un sistema capace di inviare foto digitali anche attraverso dispositivi mobili e, attraverso la loro compagnia LightSurf, inventarono Picture-Mail. Fu solo nel 2000, però, che il sistema richiamò l’attenzione di alcuni colossi dell’hi-tech giapponesi, come Sharp e J-Phone. Ad ogni modo, i primi cellulari con fotocamera sarebbero arrivati poco dopo, ma proprio sulla base dell’idea innovativa di Philippe Kahn. Nonostante l’uomo non abbia brevettato l’invenzione rivoluzionaria, resta il primo ad aver combinato un dispositivo di telefonia mobile con una fotocamera digitale. E dopo aver fondato altre compagnie come Fullpower Technologies e Starfish Software, ora non se la passa male…

Questa foto sgranata compie 20 anni ma è già nella storia: ecco perchéultima modifica: 2017-06-19T15:58:19+00:00da cristina_a2016

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