Alberto

Poteva essere solo questione di qualche anno e dunque lo avrei conosciuto.
Cosi come è stato per Bevilacqua, per la Maraini alla presentazione di ‘voci’ nel ’93; era allora che frequentavo quel salotto culturale a Casalotti, un quartiere di Roma. E’ stato proprio all’incontro con la Maraini che ho iniziato ad appassionarmi così per lui, nelle narrazioni di lei e per come le brillavano gli occhi parlando del compagno ormai scomparso da qualche anno.

Cosa ha di particolare Moravia? Sinceramente non lo so.

Forse un po’ tutto il neorealismo italiano mi appassiona; c’è qualcosa di assolutamente semplice in quei racconti e allo stesso tempo una ricerca di profondità di pensiero che non è propriamente ovvia. Mai nulla di scontato e mai nulla di troppo fantasticato, tipo quelle storie inverosimili da improbabili colpi di scena che alla fine ti distaccano dal poter prestarci fede.

C’è la realtà di tutti i giorni e di tutti noi.

C’è l’esposizione di una verità attraverso il susseguirsi di situazioni. Ciò che difatti assume valore è proprio questa verità e non tanto la ricerca di stile; oggi mi sembra che la ricerca d’espressione sia in primo piano rispetto al pensiero… comprendi quello che voglio dire? Pagine di metafore e giri pindarici ma per arrivare a cosa? E il concetto?

E poi amo la scrittura in prima persona dove la narrazione è condotta esclusivamente dallo scrittore stesso e non da un terzo individuo che somiglia ad un suggeritore di teatro nascosto nella buca; senza dimenticare poi che Moravia è un Voyeur e che io sono un fotografo.
Le sue sono descrizioni visive che riconducono sempre a qualcosa di fotografico, inquadrature, particolari messi a fuoco, tagli.. luci, ombre.
Non è un caso che più registi abbiano usato i suoi libri come sceneggiature: la ciociara, la noia, l’uomo che guarda, ieri, oggi… domani – Sì, ieri, oggi.. domani, hai presente il secondo episodio della snob Milanese? Ebbene si, è un racconto moraviano…. si potrà dire moraviano?

Lo so…

…sono in conclusione… lo so, mi rimane poco altro da leggere di lui… cosa farò quando avrò finito di leggerli tutti? Non lo so… forse farò come i film di Truffaut, andrò a riprenderli uno ad uno, alla ricerca di nuove angolature, per scavare in profondità ancora qualche nuovo significato non compreso precedentemente, sì perché, tutto sommato, ciò che osserviamo risulta sempre essere differente nel tempo, rispetto alle nostre consapevolezze del momento, ma soprattutto anche rispetto al nostro stato d’animo transitorio.

self

Albertoultima modifica: 2017-07-09T08:25:49+00:00da RiccardoPenna
Share on FacebookShare on Twitter+1

Un pensiero su “Alberto

  1. In questo mmento ho nella menteuna citazione di Moravia : ” L’uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato”

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.