La ragazza dei crediti

Dall’inizio di quel timido capolino attraverso la porta, sei entrata ed uscita dalla nostra stanza non ricordo più quante volte, una decina? Non le ho contate ad essere sincero ed ero anche un po’ perso o più opportunamente concentrato sui tanti ragionamenti all’ordine del giorno.

La riunione era iniziata alle 9:30; c’era ancora molto da discutere malgrado le prime due ore già trascorse. Lo startup della nuova banca ci impegnava su troppe criticità ancora da smarcare, quale sarebbe stato il target dei clienti campione? Quali i criteri per la generazione dei portafogli?

Sei entrata per utilizzare la fotocopiatrice, la più vicina al tuo ufficio, ed è stato in quel momento che la cravatta mi stringeva al collo più del normale e l’ambiente mi sembrava chiuso di un’aria troppo pesante.

Sono bastati venti metri al massimo di quel tuo passo deciso, quei movimenti perfetti, stretti in un tailleur blu, le gambe nude – alte – che laceravano l’aria con un fruscio di pelle… ed un sorriso di padronanza che mi ha lasciato disorientato.
Roberto e Mario che analizzavamo gli ultimi flussi di dati, si sono arrestati per fissarmi attendendo una risposta ad una domanda posta che non avevo udito in alcun modo.

– ma sta seguendo Ingegner Penna? –
– no, scusate, ma oggi il condizionatore è rotto vero? –

Loro non mi hanno di certo capito, ma il tuo accenno di sorriso mentre eri di spalle a loro, ha segnato un sottile traguardo di complicità.

La ragazza dei creditiultima modifica: 2017-07-12T08:38:19+00:00da RiccardoPenna
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2 pensieri su “La ragazza dei crediti

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