Una Dalia in giardino

 

mimiimir

 

Cortigiana dal seno duro, dall’occhio opaco e bruno

 che lentamente si apre come quello di un bue,

 il tuo gran torso splende come un marmo nuovo.

 Fiore grasso e ricco, nessun aroma fluttua

 intorno a te, e la serena bellezza del tuo corpo

 svolge, opaca, i suoi accordi impeccabili.

 

Non odori neppure di carne, quel sapore che almeno

 emanano le donne che rivoltano il fieno,

 e troneggi, Idolo insensibile all’incenso.

 

– Così la Dalia, regina vestita di splendore,

 solleva senza orgoglio la sua testa inodore,

 irritante tra i provocanti gelsomini!

VERLAINE

 

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Spirali concentriche.

 

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Afferro le sue mani

e la stringo al mio petto.

 

Tento di riempire le mie braccia

della sua bellezza,

di depredare con i baci

il suo dolce sorriso,

di bere i suoi bruni sguardi

con i miei occhi.

 

Ma dov’è?

Chi può spremere l’azzurro dal cielo?

 

Cerco di afferrare la bellezza;

essa mi elude

lasciando soltanto il corpo

nelle mie mani.

 

Stanco e frustrato mi ritraggo.

 

Come può il corpo toccare

il fiore che soltanto

lo spirito riesce a sfiorare?

Rabindranath Tagore

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Sono solo un uomo

Che ha trovato

L’immortalità

Nel Tuo

Profumo.

Unicamente

Nei

Tuoi

Battiti

 

 

 

 

Immortale Misteriosa Capricciosa Desiderata

 

Sono fiorite le Ortensie del mio Giardino

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Per te io curo questi fiori,

fulgido assente!

Si fendono le vene di corallo

della mia fucsia – ed io semino e sogno –

 

I gerani si tingono di chiazze –

umili margherite si frastagliano –

dirada il cactus le spinose punte

per mostrare la gola –

 

Stilla aromi il garofano

presto colti dall’ape –

un giacinto nascosto

sporge il capo arruffato –

esalano profumi

del fiale così tenui

che ti domandi come li serbassero –

 

Fiocchi di raso spargono le rose

sferiche sulla ghiaia del giardino –

pure – tu non sei qui –

e vorrei che i miei fiori

non avessero piu’ rossi colori –

 

Che sia felice il fiore

e il suo signore – assente –

mi dà solo dolore –

in un calice grigio mi rinchiudono –

umilmente – per esser d’ora in poi

la tua margherita –

in lutto di te!

Emily Dichinson

 

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Faccio tutto ciò che posso

perché il mio amore

non ti disturbi,

ti guardo di nascosto,

ti sorrido quando non mi vedi.

Poso il mio sguardo

e la mia anima ovunque

vorrei posare i miei baci:

sui tuoi capelli,

sulla tua fronte,

sui tuoi occhi,

sulle tue labbra,

ovunque le carezze

abbiano libero accesso.

VICTOR HUGO

 

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ORTENSIA BLU

 Così come l’ultimo verde nelle tavolozze dei colori

queste foglie sono vecchie, appiattite e ruvide,

dietro le ombrella dei fiori che non possiedono

un loro blu, ma lo riflettono solo da lontano.

 

Lo riflettono opaco ed impreciso,

come se volessero di nuovo perderlo,

e come nell’antica carta da lettere blu

in loro c’è il giallo, il viola e il griggio;

 

scolorito come un grembiule da bambino

non più portato, a cui non accade più niente:

come si percepisce la brevità di una piccola vita.

 

Ma all’improvviso il blu sembra rinnovarsi

in una delle ombrelle e si vede un blu

commuovente contento dinnanzi al verde.

 

Rainer Maria Rilke

 

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Le Poesie nascono dai Fiori

 

kkkkk

 

Fiorire – è il fine –  chi passa un fiore

con uno sguardo distratto

stenterà a sospettare

le minime circostanze

 

coinvolte in quel luminoso fenomeno

costruito in modo così intricato

poi offerto come una farfalla

al mezzogiorno –

 

Colmare il bocciolo – combattere il verme –

ottenere quanta rugiada gli spetta –

regolare il calore – eludere il vento-

sfuggire all’ape ladruncola-

 

non deludere la natura grande

che l’attende proprio quel giorno –

essere un fiore, è profonda

responsabilità –

 

Emily Dickinson

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Emily, studentessa non solo scrupolosa, ma intelligente, studia con passione la storia naturale, zoologia e botanica, e impara a distinguere il calice e il sepalo, la corolla, lo stame, il pistillo, il ricettacolo, il pericarpo, il seme. è precisa Emily. Ha una mente lucida, ama il dettaglio. Non usa mai l’ immagine del fiore in modo decorativo, evocativo – alla maniera di Wordsworth, per fare un esempio. Semmai, lavora al modo opposto. Osservate la poesia 66: nei primi quattro versi descrive nudamente il processo che porta dal bulbo al fiore, nei tre successivi associa alla metamorfosi del bruco in farfalla. E negli ultimi tre ci lascia perplessi. Sapremo cogliere il simbolo? Sì, se saremo capaci della piroetta metafisica, che stringe in vertiginosa intimità micro e macrocosmo. Ma intanto, sotto i nostri occhi è fiorito un bulbo, è nata una farfalla.

Dal Web

 

 

 

 

 

 

Il Geranio Rosso

 

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Il geranio dei miei più verdi anni

 imperterrito dura. Forse mi somiglia.

 Sopravvissuto a tutte le intemperie

 mostra ancora il coraggio di fiorire

 di sorridere al sole.

 

  Per lungo tempo, ha messo solo foglie

 sui rami scarni, subito ingiallite.

 Io lo guardavo e mi faceva pena

 la sua lotta ostinata per la vita.

 

  Oggi sorrido e gli dico:- Dai!

 Uno, due fiori rossi, un bocciolino

 ma non importa…vivi e mi sei caro.

 

   Maria Teresa Savino

Grazie

Fulgido assente

 

 

Ho capito

 non mi vuoi più parlare

parlerò

con i miei fiori

loro amano i poeti senza parole

 

 Per te io curo questi fiori,

fulgido assente!

Si fendono le vene di corallo

della mia fucsia – ed io semino e sogno –

 

I gerani si tingono di chiazze –

umili margherite si frastagliano –

dirada il cactus le spinose punte

per mostrare la gola –

 

Stilla aromi il garofano

presto colti dall’ape –

un giacinto nascosto

sporge il capo arruffato –

esalano profumi

del fiale così tenui

che ti domandi come li serbassero –

 

Fiocchi di raso spargono le rose

sferiche sulla ghiaia del giardino –

E.D.

 

 

Nell’alba la Tua musica…

 

Destandomi all’alba ho trovato la sua lettera.

Non so che dica, perché leggere non so.

Lascerò il savio, solo cò suoi libri, senza

turbarlo: chi sa mai s’egli possa leggervi dentro?

 

Io me la vò posare sulla fronte, io me

la vò premere sul cuore.

Quando la notte placida s’inoltr e sorgano

le stelle ad una ad una, io me la spiegherò

sul grembo, e rimarrò in silenzio.

Ad alta voce me la leggeranno stormendo le foglie,

me la intonerà la correntìa

del torrente, e le sette stelle veggenti me

la canteranno dal cielo.

 

Non riesco a trovare quel che cerco;

non posso comprendere ciò che sapere vorrei;

ma questo messaggio non letto mi ha già reso

più lieve ed ha cambiato in cantici i miei pensieri.

 

Rabindranath Tagore