Il canto del cuore …

 

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Nel primo dolce sonno della notte

 mi risveglio dai sogni in cui tu appari,

 quando sospira lievemente il vento

 e splendono le stelle luminose:

 mi risveglio dai sogni in cui tu appari,

 e uno spirito allora mi ha condotto,

 chissà come, vicino alla finestra

 della tua camera, o dolcezza mia!

 

 

Le arie vagabonde illanguidiscono

 lungo il ruscello oscuro e silenzioso,

 i profumi del Champak svaniscono

 come dolci pensieri in un sogno;

 muore il lamento dell’usignolo sul cuore

 della diletta, proprio come me

 destinato a morire sul tuo,

 o tu che sei la mia amata!

 

 

 Oh, ti prego, sollevami dall’erba!

 Muoio e mi sento debole e languido!

 Oh, che il tuo amore piova in mille baci

 sulle mie labbra e sulle smorte palpebre.

 Ahimè, le guance sono fredde e pallide,

 ed il mio cuore batte impetuoso e forte!

 Oh, stringilo al tuo cuore nuovamente,

 dove alla fine si dovrà spezzare!

 

“Percy Bysshe Shelley”

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Tu sei paradiso e inferno… sei il mio arcobaleno.

 

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Oh Mary, se tu fossi qui, cara

con i tuoi occhi castani, lucenti e chiari

e la tua dolce voce, che canta amore

al suo compagno sconsolato.

Il tuo piglio celeste più del cielo;

più di certi sogni acuminati!

Mary cara, vieni da me presto

io non sto bene se tu mi sei lontana;

come il tramonto per il sole dardeggiante,

come il crepuscolo per la stella d’occidente;

Così tu molto amata sei per me.

Oh Mary, se ci fossi tu, cara

l’eco del castello “qui” mormora.

 

Percy Bysshe Shelley

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“La filosofia dell’amore”

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Le fonti si confondono col fiume

i fiumi con l’Oceano

i venti del Cielo sempre

in dolci moti si uniscono

niente al mondo è celibe

e tutto per divina

legge in una forza

si incontra e si confonde.

Perché non io con te?

Vedi che le montagne baciano l’alto

del Cielo, e che le onde una per una

si abbracciano. Nessun fiore-sorella

vivrebbe più ritroso

verso il fratello-fiore.

E il chiarore del sole abbraccia la terra

e i raggi della Luna baciano il mare.

Per che cosa tutto questo lavoro tenero

se tu non vuoi baciarmi?

 

Percy Bysshe Shelley

 

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Non ti scrivo Più…

 

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Non con una Clava, il Cuore si spezza

Né con una Pietra –

Una Frusta tanto sottile da non poterla vedere

Ho sentito

 

Sferzare la Magica Creatura

Finché cadde,

Eppure il Nome di quella Frusta

Troppo nobile allora per rivelarlo.

 

Magnanima come un Uccello

Da un Ragazzo scovato –

Che canta alla Pietra

Da cui è ucciso –

 

La vergogna non deve acquattarsi

In una Terra come la Nostra –

Vergogna – stai diritta –

L’Universo è tuo.

Emily Dickinson

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Il Tuo Profumo per sempre…

 

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Fra le mie dita tenevo un gioiello

Quando mi addormentai.

La giornata era calda, era tedioso il vento

E dissi “Durerà”.

 

Sgridai al risveglio le dita inconsapevoli

La gemma era sparita.

Ora solo un ricordo di ametista

A me rimane

“EMILY DICKINSON”

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Niente cancella il Tuo profumo

 

Fuoco e cielo

 

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Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti,

di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori detti pensieri,

di rose dette presenze,

di sogni che abitino gli alberi,

di canzoni che facciano danzare le statue,

di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia la pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

 

La mia poesia è alacre come il fuoco

trascorre tra le mie dita come un rosario

Non prego perché sono un poeta della sventura

che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,

sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,

sono il poeta che canta e non trova parole,

sono la paglia arida sopra cui batte il suono,

sono la ninnanànna che fa piangere i figli,

sono la vanagloria che si lascia cadere,

il manto di metallo di una lunga preghiera

del passato cordoglio che non vede la luce.

Alda Merini

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