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LA SCELTA VEGAN TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Post n°2776 pubblicato il 03 Aprile 2012 da xavier1962
 

03/04/2012 - Gabriele Bindi

La scelta etica vegana può coniugarsi con il salutismo e la sostenibilità ecologica. Vi sveliamo i falsi pregiudizi sulla soia, le produzioni locali e gli alimenti specifici come tofu, seitan e tempeh con l'articolo "La scelta vegan fra tradizione e innovazione". 

La scelta vegan fra tradizione e innovazione
Quando si parla di soia vengono in mente le coltivazioni intensive, gli ogm e la deforestazione di vasti territori. Tutta colpa dei vegani? No, i carnivori dovrebbero ricredersi. Potrebbe sembrare un paradosso, ma fatti i dovuti conti sull’intero ciclo dalla terra al piatto, un carnivoro rispetto a un vegano, consuma molta più soia e quindi più territorio. Infatti, solo il 2% della soia prodotta a livello globale viene utilizzata nell’alimentazione umana, sotto forma di lecitine, tofu, bevande o altri preparati specifici; il 98% finisce nei mangimi per polli, tacchini, maiali, mucche e persino per i pesci in regime di acquacoltura.

La soia oggi è la pianta più coltivata dopo grano, mais e riso. Proprio in virtù del suo elevato carico proteico, oggi i semi di soia sono utilizzati negli allevamenti intensivi per aumentare la produzione di latte e di carne. Questa pianta leguminosa, ricca di aminoacidi, finisce così per diventare la «droga» ufficiale nella produzione industriale di carne e latte su scala globale. Se una mucca potesse scegliere forse preferirebbe cibarsi di erbette piuttosto che di fagioli, ma il fatto resta un altro: senza tutte queste proteine una mucca non potrebbe fornire fino a 14 mila litri di latte all’anno....

Trovate l'articolo "La scelta vegan fra tradizione e innovazione" nel mensile Terra Nuova Aprile 2012 disponibile anche come eBook. 

 
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