Creato da caterina.x il 23/03/2008

...Caterina...

condividiamo parole ed emozioni

 

Scarabocchi di Caterina Niutta

Post n°365 pubblicato il 13 Giugno 2015 da caterina.x
 
 
 

Cinquantadue...sentirseli tutti !

Post n°364 pubblicato il 24 Maggio 2015 da caterina.x

Dicono che la vita inizia a cinquant'anni. E se fosse vero, da dove inizia, mi domando? Per le donne poi, si apre tutto un mondo; vero è che le cinquantenni di oggi son messe meglio di quelle di venti anni fa, ma realmente due decenni hanno capovolto tutto?

Le cinquantenni di quest'inizio millennio, che ormai si presume, hanno fatto carriera, superato eventuali fallimenti sentimentali, elaborato lutti, con figli ormai adulti, coadiuvate dalla scienza non temono la menopausa dovrebbero essere, a detta di psicologi e opinionisti televisivi, libere e soprattutto consapevoli del loro valore. Ma una cinquantenne, quanto vale in realtà sul mercato? Perché, per finire di questo si tratta: cosmetici, abbonamenti a palestre, corsi di vario genere, seminari tenuti da luminari della psiche, eruditi d'ogni genere e materia, capaci di farti sentire giovane, bella ancora desidera e soprattutto pronta a firmare l'assegno che servirà a pagare i loro servigi!

Io sinceramente, credo di aver superato la penultima curva,  la segnaletica stradale si premura d'annunciarmi che un altro paio mi attendono lungo il cammino, ma non me ne preoccupo, perché ormai ne ho percorso buona parte, e spesso sola.

Vorrei chiedere, però, a questi Guro, santoni del Wellness, Life Coach se realmente ci credono a quanto espongono, e se non fosse più sensato pensare che ogni età è bella, che la vita va vissuta si, ma non esasperata.

 E' già fin troppo difficile accettare il tempo che passa, i vari fallimenti e lutti, che abbiamo si elaborato, ma hanno irrimediabilmente segnato la nostra psiche; le rughe, che nessuna crema appiana, son solchi dentro i quali scorre tutto il nostro vissuto, son belle se sappiamo guardarci dentro, ma fatemi il favore di non specularci sopra.

 
 
 

Ode

Post n°363 pubblicato il 22 Maggio 2015 da caterina.x

 
 
 

Ci son giornate così...

Post n°362 pubblicato il 03 Maggio 2015 da caterina.x

 

Foto © C. Niutta

 
 
 

Questioni linguistiche!

Post n°361 pubblicato il 12 Aprile 2015 da caterina.x

Riflettevo sull’inutilità di tutte le nostre “quisquiglie” linguistiche. Si certo, l’italiano  è una lingua di tutto rispetto, bella melodiosa, fluente, contaminata un po’ negli ultimi tempi, ma si sa, bisogna adeguarsi, anche in tema linguistico ci siamo globalizzati. Sorvolo su questioni di grammatica, ortografia e via dicendo perché “so di non sapere”, tuttavia proprio ieri riflettevo sul fatto, che spesso ci complichiamo la vita, volendo ostinarci in sofismi del tutto inutili.

 Per esempio, se mentre lavoro, dovessi esplicitare all’operaio ucraino il da farsi, nell’immediato, magari mi esprimerei così: Aliosha, forse sarebbe meglio spostarci e raccogliere le arance sul filare esterno dell'agrumeto, quello che costeggia la strada; magari sarebbe opportuno, che tu raccolga le arance più in alto, utilizzando la scala a pioli, io raccoglierei quelle che pendono dai rami più bassi. Mi faresti un grande favore, così eviterei d’usare la scala a mia volta.

 Mi sono espressa bene? Se sbaglio correggetemi, ve ne prego.

 Aliosha, dal canto suo, non la mena per le lunghe e mi dice: Katia, tu voi vicino strada? Io sopra tu sotto!

 

 Si, qualcuno avrà da obiettare, ma io questi stranieri li adoro!

 

 
 
 

Ritroviamo noi stesse

Post n°360 pubblicato il 08 Marzo 2015 da caterina.x

fare silenzio, fuori e dentro di noi...

 
Foto © C. Niutta
 

 
 
 

8 marzo tra retorica e consapevolezza

Post n°359 pubblicato il 07 Marzo 2015 da caterina.x

 Una giornata del genere e non di genere, perché appartiene a tutti, donne e uomini, la rivendicazione dei propri diritti laddove vengono vessati; e se in quest’occasione si parla di donne, beh, non fatecene una colpa, domani parleremo di altre controverse situazioni ma l’8 marzo non può essere considerata una giornata retorica, perché ci sono ancora milioni di persone a cui vengono negati i diritti umani e civili, e se non sono femminista, semplicemente per il fatto che non mi è necessario esserlo, perché nel mio orticello ci sto bene, questo non vuol dire che non devo di tanto in tanto metterci il naso fuori e guardare oltre.

 Se in Italia, nel corso dei decenni la situazione femminile è migliorata, rimane il 53% della popolazione mondiale a cui i diritti più elementari vengono negati, e mi domando quante donne in occidente possono realmente vantare un rapporto paritario, sul posto di lavoro, a livello istituzionale o semplicemente nella famiglia stessa!

 Fino a qualche anno fa, ci stupivano le attiviste più efferate con i loro slogan: “Tremate, tremate, le streghe sono tornate.” , “Io sono mia.”, “L’utero è mio e lo gestisco da me.” E via dicendo.

 Oggi, si replica con: “Non sono femminista.” e mi domando cosa si vuol rivendicare con un'affermazione del genere, o di genere, o forse estremamente "degenere".

 In realtà non lo sono nemmeno io, ma grazie al fatto che qualcuna lo è stata a suo tempo, lasciandomi in dono il diritto di replica, la libertà d’espressione che a mia nonna, e talvolta anche a mia madre, per fare un esempio, è stato negato.

 No, per favore, hanno già trasformato una giornata che doveva essere di riflessione e consapevolezza, in un’occasione di festa talvolta sconfinante nella più becera volgarità, non la facciamo divenire il giorno della retorica anti femminista, ma ridiamole la sua dignità semplice, essenziale, concisa.

 

 

 
 
 

Questioni linguistiche !

Post n°358 pubblicato il 27 Febbraio 2015 da caterina.x

Riflettevo sull’inutilità di tutte le nostre “quisquiglie” linguistiche. Si certo, l’italiano  è una lingua di tutto rispetto, bella melodiosa, fluente, contaminata un po’ negli ultimi tempi, ma si sa, bisogna adeguarsi, anche in tema linguistico ci siamo globalizzati. Sorvolo su questioni di grammatica, ortografia e via dicendo perché “so di non sapere”, tuttavia proprio ieri riflettevo sul fatto, che spesso ci complichiamo la vita, volendo ostinarci in sofismi del tutto inutili.

Per esempio, se mentre lavoro, dovessi esplicitare all’operaio ucraino il da farsi, nell’immediato, magari mi esprimerei così: Aliosha, forse sarebbe meglio spostarci e raccogliere le arance sulla fila esterna dell'agrumeto, quella che costeggia la strada; magari sarebbe opportuno, che tu raccolga le arance più in alto, utilizzando la scala a pioli, io raccoglierei quelle che pendono dai rami più bassi. Mi faresti un grande favore, così eviterei d’usare la scala a mia volta.

Mi sono espressa bene? Se sbaglio correggetemi, ve ne prego.

Aliosha, dal canto suo, non la mena per le lunghe e mi dice: Katia, tu voi vicino strada? Io sopra tu sotto!
Si, qualcuno avrà da obiettare, ma io questi stranieri li adoro!

 
 
 

Le "zie"...finisce che prima o poi ne ammazzo una !

Post n°357 pubblicato il 24 Febbraio 2015 da caterina.x

E bene, visto l’odierna congiunzione Marte/Venere, come ci informa Rosagiuliana, l’incontro non è stato cosa di rimandarlo!

 Si ragà, è andata proprio così. Mi sono armata di coraggio, indossato il pantalone più logoro, quello che di norma giace in fondo all’armadio, il pull

oversize, quello che mio figlio non mette più, sciarpone multicolore, capello super arruffato, piumino d’oca e via, un impegno è pur sempre un impegno e la parola data non può essere ritrattata!

 Puntualissima, forse no, ma si sa le donne ci dobbiamo sempre fare aspettare, arrivo a casa di “zia”. Davanti il cancello scorgo da lontano una Golf TD, e già questo mi rassicura, è proprio il tipo da Golf TD, come avevo immaginato, e mi domando di che colore saranno le sue “Paciotti” o se porta le“Hogan”, pechè si sa, tendenza è tendenza, e da quelle parti tendono verso le 4US !

 Ci resto un po’ male nel vedere che porta un normalissimo paio di scarponcini, però passatemelo, un pizzico di pregiudizio non ha mai ucciso nessuno.

 Saluto, va da se si saluta sempre dopo aver chiesto permesso. M’invitano ad accomodarmi vicino al caminetto, e si che son gelata, mi presentano il nipote e fanno di tutto per mettermi a mio agio ed io che so di non potermi mai e poi mai trovare ad agio in una situazione del genere, vado subito al punto.

 Esplicito in men che non si dica il mio punto di vista; sarebbe a dire che non ci tengo a “rifarmi una vita”, perché una vita ce l’ho già e mi  piace pure, ho le mie abitudine, i miei spazi…. E mentro pronuncio la parola spazi, lui sogghigna: “ah ah, i suoi spazi”, ed io conto mentalmente fino a trentadue, perché vorrei rispondergli e immaginerete di sicuro cosa! Ma riprendo fiato e continuo, spiegando garbatamente che non vorrei offendere nessuno, ma il fatto è che magari sarò fatta male io….e qui altro sogghigno, guardandomi da capo a piede dice:”no no, non sei fatta per niente male”. Beh, questa volta ho contato fino a quaranta, e poi cercato di spiegargli che la mia vita è ormai organizzata in un certo modo. Ma che! Quello non capisce e mi

risponde che capisce benissimo, che lui rispetta gli spazi altrui, e tanto per fare un esempio, metti che io in casa mi debba occupare della cucina, lui non verrebbe mai a metterci scompiglio, caso mai dovesse prendere lo zucchero poi lo rimetterebbe subito a posto. Avrei voluto dirgli che io ho la pessima abitudine di lasciare tutto fuori posto e che nella mia cucina c’è uno scompiglio tale da far accapponare la pelle ma riprendo a contare mentalmente. Intanto vuol sapere di mio figlio, che lavoro fa? E’ del tutto normale chiedere a una donna nell’intento di corteggiarla che lavoro fa il figlio, lo sanno tutti no! Tanto quanto è normale sapere che non si menziona mai il pargolo ad una madre single, se lei non ha accordato il permesso di farlo. Ma ci passo su, sarà a causa della congiunzione Marte/Venere? Boh non saprei, ma poi penso che sarebbe tempo perso spiegarglielo e forse sarebbe il caso di concentrarsi e organizzare una via di fuga.

 Il dentista è risaputo è sempre un’ottima via di fuga, lo sanno tutti, e mi  chiedo come mai non ci ho pensato prima. Si, garbatamente dico che li devo lasciare perché ho un appuntamento dal dentista e un paio d’altre commissioni da sbrigare.

 Ma la “zia” non demorde, incalza, suggerisce di scambiarci il numero di telefono, di vederci per un caffè, di….oh mio Dio! Il numero di telefono no, non lo do a nessuno! Allora lui, si premura di farmi sapere che non ha l’abitudine di fare pressione o di correre dietro alle donne, e che se caso mai lo volessi cercare non si formalizzerebbe, ormai si sa anche le donne  possono fare il primo passo ! Agguanto il piumino, la borsa e vado, il primo

passo verso casa mia ! Volendo, avremmo potuto firmare il contratto, seduta stante, per il trasferimento non ci sarebbero stati problemi, sarebbe venuto lui con il suo camion....

 Per questa volta ho salvato la pelle, e va bene così !

 

 
 
 

Le"zie"... da un po di tempo mi perseguitano!

Post n°356 pubblicato il 17 Febbraio 2015 da caterina.x

Quando ormai pensi di aver visto e sentito tutto, il visibile e l’udibile, che alla tua veneranda età nulla ti può più sorprendere, siediti respira forte a pieni polmoni e prendi consapevolezza che tutto può succedere.

 Di solito, a tutto può succedere sta qualcosa di bello e desueto, desueto si, ma rivestito di quella patina giallina, lieve come l’impalpabile polvere che copre le ali delle farfalle, invece una mattina, mentre pigramente cerchi di mettere in ordine casa, senti bussare alla porta e dopo i canonici due secondi di riflessione: rispondo o faccio finta di non aver sentito, ti decidi e apri.

 Con il senno di poi, ti dici che son cose da non fare, mai e poi mai aprire agli sconosciuti, anche se è una gentile conoscente, che ti aspetta sorridente, quasi sulla soglia e repentinamente si precipita dentro, senza nemmeno darti il tempo di finire l’usuale frase: buongiorno, come mai da queste parti? Prego acco…. Stai ancora cercando di mettere insieme due parole e trovare il modo di scusarti del disordine, che la gentile signora si premura di metterti al corrente dello scopo della sua visita.

 -Ma accomodati cara, ti preparo un caffè?

 E’ questa la sola frase che la gentile signora, ti lascia il tempo di emettere, quasi gutturalmente in un unico amorfo suono, perché lei ha fretta di darti la bella  notizia.

 La bella notizia, si. La signora ha un nipote, a dire il vero, il marito della signora, che  fortunatamente è rimasto in macchina, ha un nipote. Bello, alto, prestante, e porta al suo seguito: camion, ruspe, motopale, terreni, arnie con centinaia, che dico, migliaia di api, e… cerca moglie. Ma non una moglie qualsiasi, una bella donna, intelligente, che sappia parlare presentarsi, insomma che gli faccia fare bella figura con gli amici, nel caso in cui si decidesse di uscire, a cena o altra occasione sociale.

 - E tu mia cara, faresti al caso suo!

 Dove per tu mia cara, sta a: te povera inetta, che con le ginocchia doloranti e non per la solita artrite, ma per lo spavento, il disappunto, lo sconvolgimento morale, etico, giudiziario e penale, nel sentire quanto ti stanno sciorinando, vorresti urlare: no, non sono io!

 Ma la gentile signora non ti da il tempo di replicare e aggiunge: non vorrai restare da sola tutta la vita? Ormai non sei più una ragazzina, e tuo figlio presto prenderà la sua strada. Pensaci bene,se non ti sposi adesso rischi di non farlo mai più.

 Vorresti solo rispondere, che non ci tieni affatto a sposarti, anzi a risposarti, e che se le cose continuano ad andare di questo passo in Italia, tuo figlio rischia di non incamminarsi mai per la sua strada, ma nonfai in tempo, la gentile signora ti saluta abbracciandoti, già sentendosi tua zia, e sincerandosi di dirti che  telefonerà al più presto a quel gioiello di suo nipote, per fissare un appuntamento.

 Inutile puntualizzare che certe zie io le detesto, anzi quasi le odio, e mi sovvengo di un'altra zia che qualche mese fa si rammaricava di avere un nipote a dir poco, stronzo a sua detta, perchè pur conoscendo una si cara e valida ragazza, dove per cara e valida sta a: me medesima; non decide a prender moglie, ma questa è un'altra storia non divaghiamo. In effetti sono ancora qua a riflettere sull’accaduto, e non mi raccapezzo, ma vi racconterò, non disperate, vi racconterò  di come son riuscita ad evitare l’incontro…almeno lo spero !

 

 
 
 
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