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« Credere e aver fede. Dio...A ciascuno il suo »

LA COMUNIONE DELLE ANIME

Post n°780 pubblicato il 20 Febbraio 2009 da zeubunga
 

Nessuno è solo nè deve considerarsi tale perchè per natura lo spirito che lo permea fa parte del tutto. Come una piccola goccia dell'oceano non può dire di essere sola nè può dire di non essere l'oceano, così ogni spirito del creato è una piccola scintilla vivente proveniente dall'immensa fiamma vivificante dello Spirito Santo.

La comunione è quindi già uno stato di grazia di ogni spirito.

Il filo d'erba che spunta dal terreno è già in comunione con il pianeta Terra che gli passa le sostanze minerali per crescere, col Sole che gli permette di attuare la fotosintesi, con la Luna che regola la sua crescita, con il sistema solare che determina il moto dei suoi pianeti, con la galassia e con l'intero universo.

Il filo d'erba sa di essere in comunione col creato, perchè la sua vita dipende da esso e perchè lui, pur essendo così piccolo, è quell'importante tassello senza il quale non si può completare il variegato mosaico dell'esistenza.
Se la Terra fosse malata il filo d'erba non potrebbe crescere bene, lo stesso se l'attività solare non lavorasse a suo favore, se il moto lunare fosse irregolare, se il sistema solare avesse delle disarmonie al suo interno, se tutto l'universo fosse nel caos. Il piccolo filo d'erba lo sa che lui e la supernova appena esplosa a milioni di anni luce di distanza sono la stessa cosa. E (perchè no?) il piccolo filo d'erba non potrebbe, ad un occhio attento, rivelare nella sua struttura un nesso con ciò che accade o è accaduto dall'altra parte dell'universo?

Anche l'uomo fa parte di questo ordine naturale delle cose. Ordine che si manifesta sia esteriormente (la natura) che interiormente (lo spirito).

Come sopra così sotto.

La differenza tra l'uomo e il filo d'erba sta in questo: il filo d'erba deve per forza di cose obbedire alle sue leggi interne e in armonia col creato, l'uomo invece è dotato della facoltà di scegliere il bene o il male (il libero arbitrio).

E' necessario che sia così e che l'uomo scelga, perchè non c'è nessun merito nell'aver perpetuato il bene senza la coscienza di questo o senza aver compiuto un lavoro interno che richiede fatica e sacrificio.
E' questa la strada dell'evoluzione. Un angelo non sarà mai diventato tale senza aver prima conosciuto l'inferno.

Pur essendo lo spirito dell'uomo in naturale comunione col Tutto non è facile trovare qualcuno che abbia realizzato in sè questa verità. E' l'illusione, o l'ignoranza, rafforzata dalle scelte sbagliate, dalle azioni sbagliate, dai cicli del karma a cui ciascuno dà impronta, che impedisce all'uomo di VEDERE e di SENTIRE la verità.

Senza la verità che tutti siamo uno nascono le divisioni, l'odio, le guerre, il razzismo, l'invidia, la violenza, e tutto ciò che di negativo continua a ripetersi nella storia dell'umanità.

Tutti siamo uno, lo sconosciuto che incrociamo per strada è un altro noi ma con un volto diverso; il musulmano, l'ebreo, il cattolico, il buddhista, l'ateo, fanno parte dello stesso essere; l'africano, l'asiatico, l'europeo, l'americano, l'australiano, sono diverse sfaccettature della stessa vita.

Quando ci innamoriamo di qualcuno il nostro cuore si apre a questa verità ed è allora più sensibile e più ricettivo a quelle che sono le conseguenze della verità. L'amato o l'amata diventa la nostra metà, una parte di noi. L'amiamo quanto noi stessi, soffriamo se lui o lei soffre, siamo felici come lui o lei è felice. E a volte, quando abbiamo raggiunto uno stato di maggiore consapevolezza e sensibilità, e l'altro o l'altra con noi, riusciamo a sentire dentro di noi i suoi sentimenti, le sue sensazioni, i pensieri, i desideri. Sappiamo quindi che egli o ella vive in noi e noi viviamo nel suo profondo. Sappiamo che non c'è alcuna differenza tra noi e l'amato o l'amata, che l'unica differenza o l'unica distanza è corporea. Allora davvero sappiamo di amare e ci sentiamo amati, perchè mai nulla può riempire il vuoto del cuore se non il cuore stesso.

Questa è la comunione tra le anime.

E' sentire e vivere profondamente in noi l'essenza dell'altro. E' sapere con certezza che l'altro è me e che io sono l'altro. Vuol dire provare una costante spinta d'amore per l'altro, avendone il cuore pieno illimitatamente. Vuol dire sentire una gioia infinita dentro di sè e una reale pienezza d'amore.

Se il nostro amato è uno con noi perchè non dovrebbero esserlo tutti? Non solo i componenti della nostra famiglia o i nostri amici, ma anche tutta l'umanità e poi tutto il creato.

Come il filo d'erba risente di tutti i cambiamenti dell'universo, anche ogni singolo uomo è legato al destino e alle azioni dell'altro. Ci sono tanti bambini che muoiono di fame e di sete in altri luoghi, lontano da noi: siamo sicuri che la sofferenza si limiterà alla loro persona? In vari paesi si uccidono a causa dell'odio e della religione male interpretata: sarà solo la gente di lì che pagherà le conseguenze della guerra o gli effetti si ripercuoteranno in tutto il mondo? Così siamo tutti legati, sia sul piano fisico che sul piano spirituale, tutti siamo uno.

Ora devo chiarire una cosa con i miei amici: l'amicizia è una forma d'amore, da Yogananda è detta la più pura forma d'amore, quella che non muore quando muore il corpo fisico, quella che non si spegne con le distanze, quella che non è limitata dalle diversità.
Ma è anche quella che ti fa riconoscere un amico di tante vite quando lo ritrovi, quella che ti fa sentire l'altro dentro di te, così nel profondo come se fosse il tuo amato o uno dei tuoi infiniti amati.

L'amicizia deve arrivare ad essere comunione, si deve perfezionare, deve crescere, deve crescere tanto fino a quando tu dici: io e loro siamo la stessa cosa. E lo dici non perchè lo intuisci un pò o perchè è giusto così, ma perchè lo senti davvero dentro di te, perchè senti davvero il calore e il palpito di un cuore diverso dal tuo scandire i suoi moti nel tuo, in sincronia. Non è solo poesia che scrivo ma realtà, sono stati che si devono concretizzare.
E non basta, non basta per me, non ancora, sentire che c'è armonia con i miei amici, che ci rispettiamo, che ci vogliamo bene, che ci aiutiamo, ci parliamo, ci comprendiamo, litighiamo e ci perdoniamo a vicenda, condividiamo le cose belle e le cose brutte, che stiamo insieme e lavoriamo insieme per la stessa causa, non mi basta. E' bello tutto questo ed è già un bel traguardo ma per me c'è di più, c'è quella comunione più profonda che è portatrice di maggiore felicità e pienezza d'essere.

Questa è l'amicizia più pura, quella idilliaca di cui parlo, difficilissima da attuare, ma non impossibile.
Ed è anche un'amicizia che si crea e si costruisce da secoli, da millenni, e chissà forse anche da ancor più tempo. Come si può pretendere di raggiungere un tale stato in una vita sola? chi siamo noi per ritenerci preparati per sostenere un tale gioioso peso?
Ecco perchè sostengo che questo tipo di amicizia è davvero rara da concretizzare, perchè bisogna essere compagni del passato, anime legate da un cammino comune molto lungo e intenso, anime che si conoscono dall'eternità, ma anche anime risvegliate alla loro divina essenza.
Dormendo nessun fratello riconoscerebbe un altro fratello, questo è certo.

Che i miei amici non si offendano leggendo queste parole nè restino delusi, perchè intravedere un orizzonte più lontano deve essere cagion di miglioramento e di riflessione, non di abbattimento.

Ecco, ho scritto della verità che è dentro di me. Non posso dire che è giusta o sbagliata, mi basta sapere che è dentro di me. Non posso negarla nè tradirla, esiste in me e devo farla valere.

Chi, pur essendo felice, non desiderebbe una maggiore felicità se un giorno dovesse scoprire che sarebbe possibile realizzarla?

La vita è in continuo cambiamento ed evoluzione, nessuno deve restare fermo.

E' questo che desidero ed è per questo che lavoro su me stessa. Per essere degna e pronta a manifestare un stato d'essere più grande e più consono a quello che è il destino inevitabile di ogni spirito: realizzare Dio in sè.

Si, realizzare Dio in sè, perchè siamo tutti Uno e quest'Uno chi altri può essere se non Dio?

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Commenti al Post:
Yaris167
Yaris167 il 21/02/09 alle 10:01 via WEB
Il pi¨ bel commento che possa fare a questo post Ŕ il poterlo commentare con le tue stesse parole perchŔ SENTITE: "...sentire e vivere profondamente in noi l'essenza dell'altro. E' sapere con certezza che l'altro Ŕ me e che io sono l'altro. Vuol dire provare una costante spinta d'amore per l'altro, avendone il cuore pieno illimitatamente. Vuol dire sentire una gioia infinita dentro di sŔ e una reale pienezza d'amore." Rossella :-)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Er FriulÓ il 13/06/12 alle 15:44 via WEB
Spero di arrivare un giorno a provare questo sentimento per la mia metÓ e con dio!
 
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