Creato da HansSchnier il 28/10/2009

PEZZI, pezzotti

(le Opinioni tarocche)

 

 

Libertà di molestia

Post n°246 pubblicato il 10 Gennaio 2018 da HansSchnier

Catherine Deneuve insorge contro il moralismo americano e difende la "libertà" dei maschi, sostenendo che non sia reato rubare un bacio o toccare un ginocchio. A suo dire, la levata di scudi delle attrici americane favorirebbe l'integralismo religioso. Boh! Non credo che la religione c'entri molto. Posso anche simpatizzare per la tollerante Catherine, che in fondo ha semplicemente reagito, con il suo solito disincanto, al perbenismo a giorni alterni del coro hollywoodiano. Ma mi chiedo se abbia un senso teorizzare una libertà di molestia. La libertà di ciascuno, lo sappiamo tutti, incontra il limite della libertà altrui. Se una ragazza non vuole essere baciata, basta, finisce là, i baci non si rubano e nemmeno si comprano. Perché i baci sono come i voti... Caro, puoi anche rompermi le palle con la tua vomitevole propaganda, in tutti i telegiornali pubblici e privati (per non parlare del giornale radio). Lo so quanto sei bravo, quanto sei macho, quanto sei leader e quanto sei quel che sei. Il voto non te l'ho dato il 4.12.2016 e non te lo do neanche il 4.3.2018!

 
 
 

Segno di contraddizione

Post n°245 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da HansSchnier

Oggi nelle chiese di rito romano si legge il Vangelo della Presentazione al Tempio. Il vecchio Simeone prende il Bambino tra le braccia e improvvisa il Nunc dimittis, dopo di che profetizza il futuro di Gesù rivelando a Giuseppe e Maria che "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele... sarà semèion antilegòmenon, signum cui contradicetur".

La Bibbia della CEI traduce da sempre "segno di contraddizione". Bellissimo, sembra Nietzsche.

In realtà il testo greco (e con esso la Vulgata, la Neovulgata, la TILC, la King James Bible e chi più ne metta) parla di segno contraddetto, non di segno che contraddice. Un segno che potrà essere rifiutato, con pensieri parole opere e omissioni che vanno in tutt'altra direzione. Un segnale stradale che non piace - la strada è ripida e angusta, toglie il fiato - e perciò viene trascurato, disatteso, divelto dal suolo, buttato via, maledetto, straziato, offeso gratuitamente.

 
 
 

Entrata in vigore

Post n°244 pubblicato il 30 Dicembre 2017 da HansSchnier

Oggi entra in vigore la L. 4 dicembre 2017, n. 181, e così il "Canto degli Italiani" di Goffredo Mameli, musicato da Michele Novaro, diventa UFFICIALMENTE l'inno nazionale...

Rileggendo oggi le nobili parole dell'inno e ripensando alla breve vita del Poeta, sacrificatosi a ventidue anni per la Repubblica romana, si prova un misto di tenerezza e sconforto.

Almeno sono contento di una cosa: l'anno prossimo l'inno non sarà massacrato dai patrioti pallonari, sui campi di calcio putinizzati...

Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta;
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma;
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme;
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci;
L'unione e l'amore
Rivelano ai popoli
Le vie del Signore.
Giuriamo far libero
Il suolo natio:
Uniti, per Dio,
Chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

 
 
 

Bufalopedia

Post n°243 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da HansSchnier

Provo ad elencare qui di seguito alcune frasi traboccanti di cattiva retorica che taluni utenti dei social attribuiscono pomposamente a questo o a quell'Autore. Il disprezzo degli internauti altisonanti (direi meglio: altoparlanti) per il principio della verifica delle fonti è totale e mi fa cadere le braccia.

Neruda: Muore lentamente chi ... (fervorino di tale Martha Medeiros);

Goethe: Inizia! (La magia sta tutta nell'inizio ecc., frase interpolata da un certo Anster, americano, in un adattamento del Faust);

Sofocle: Insegna a tua figlia lo splendore della disobbedienza... (pseudo-Antigone, citata con sussiego su Facebook da qualche pseudogrecista saccente e maleducata; la frase, di per sé sgraziata e priva di una vera logica, si deve a un giornalista italiano);

Voltaire: Non condivido neanche una parola di quel che dici ma darei la vita per difendere il tuo diritto a sostenere la tua tesi (non so chi l'abbia detta 'sta frase in odor di ipocrisia, ma nessuno è in grado di indicare gli estremi esatti della presunta citazione; certamente non sta nel Trattato sulla tolleranza)

Catullo: Amami quando non lo merito, perché è allora che ne ho più bisogno (frase in tutto degna dei Baci Perugina, certamente estranea al pensiero del Poeta di Verona).

RESTO IN ATTESA DI ULTERIORI CONTRIBUTI 

 
 
 

"bestemmiare il tempo"

Post n°242 pubblicato il 28 Luglio 2017 da HansSchnier

Espressione cattolica, ma di sinistra. Fonte: don Lorenzo Milani. Chi non studia e non lavora, "bestemmia il tempo". Non hai studiato e dovevi preparare l'esame: sei un profanatore. Dovevi portare a casa l'obiettivo e, cazzo, ti sei bevuto il tavernello e con esso il cervello. Sei peggio dell'ISIS. Dovevi prepararti la difesa per l'udienza e - pezzo di merda - sei rimasto contumace. Adesso il giudice ti spiega per bene come e perché sei un fallito. Di più, Ciccio: sei un ipocrita, perché dici che non vuoi il male e invece lo fai. Se non lo fai direttamente, lo lasci fare ed è peggio. Oh! Almeno sparassi due proiettili a sfregio nelle zampe di una vecchia o di un cane. Avresti il tuo capo d'imputazione. Meriteresti una rieducazione. Viene in carcere la signora perbene e ti spiega come usare i colori e come dipingere un ritratto, con o senza prospettiva. Ma così, non funziona proprio. Svégliati da questo sonno, cretino. Infliggi un po' di sofferenza al prossimo.

Non bestemmiare il tempo restando a parlare con il salumiere e con il barista. Non scrivere appunti sui bestseller che compri: mica sei un critico letterario. Non spendere soldi in giornali di cui leggi solo la pagina dello sport e dello spettacolo.

Hai studiato poco - e certo non per il bene del tuo prossimo - e non hai fatto politica e poi, quando ti hanno chiamato per il militare, oh bella!, manco hai fatto finta di obiettare perché eri terzo fratello e la smidollata, democristianissima legge italiana ti ha dispensato.

Che merdaccia fantozziana che sei.

Riscàttati, vota il boy scout. Lui è meritocratico (e la moglie è pure professoressa) però che bello che è, la camicia bianca, la bici che fa molto don Milani, è toscano, cattolico, lui il tempo non lo bestemmia.

Votalo. Avanti! E rottamiamo l'ingenua Costituzione del 1948, che grullo che sei stato ad aggregarti ai pecoroni del NO, dovevi sbloccare l'Italia. Perché l'Italia è un cantiere, è una scuola olden, è una SA-RC che diventa AUTOSTRADA DEL MEDITERRANEO...

#coglionestaisereno 

 
 
 

Bruno Fazio e Fabio Vespa

Post n°241 pubblicato il 25 Giugno 2017 da HansSchnier

E basta. Bruno Vespa stava al tg1 il giorno della strage di via Fani. Basta. Fabio Fazio il mese scorso teneva l'orazione CIVILE in memoria di Falcone e Borsellino... e civilmente si accontenta di duemilioniottocentomila euro l'anno. Basta!

 
 
 

North Kensington

Post n°240 pubblicato il 16 Giugno 2017 da HansSchnier

Va a fuoco un grattacielo dove abitano prevalentemente stranieri. I pompieri arrivano con ore di ritardo. Sono giorni che ci dicono che i morti accertati sono diciassette, ma là dentro ce ne saranno anche degli altri. Pare che il rischio di incendio fosse già stato ampiamente segnalato nel 2016. Questo disastro non è avvenuto in Italia e nemmeno a Scampia. Questa è Londra. Vedremo i risultati della giustizia di Sua Maestà Britannica, adesso che non è più intralciata dall'Unione Europea dovrebbe essere efficientissima... efficientissima a far la guerra agli stracci che volano e ad assolvere i soliti miliardari impuniti, è normale.

 
 
 

Slivellamento

Post n°239 pubblicato il 10 Giugno 2017 da HansSchnier

C'è qualcuno che ricordi la storia di Mario Amato? Mi sono emozionato leggendola su Wikipedia ieri sera. Le scarpe bucate... la macchina blindata che non si può avere, e allora tanto vale prendere l'autobus... ostriche&champagne per Mambro&Fioravanti... Ecco, la Cassazione, occupandosi dell'ergastolano Totò Riina, si è posta il problema del suo "diritto di morire dignitosamente": ma la morte veramente dignitosa è stata quella di Mario Amato, magistrato antiterrorismo con le scarpe bucate alla fermata dell'autobus. Riina, Mambro, Fioravanti, Moretti sono candidati a un altro tipo di morte. Non è poi così vero che la morte è una livella, mi perdoni quell'altro Totò.

 
 
 

Il buongiorno si vede dal Mattino

Post n°235 pubblicato il 19 Maggio 2017 da HansSchnier

Titolo del Mattino di oggi: Woodcock rischia il trasferimento. Questa sì che è una notizia per i napoletani... Tutti quanti in ansia per l'inchiesta Consip, per il buon nome della famiglia Renzi ("papà le bugie non si dicono"), per i rapporti tra la Procura di Roma e la Procura di Napoli. Vogliamo sapere dove Henry John andrà a lavorare nei prossimi anni. Poco ci importa dei cantieri delle varie metropolitane aperti in eterno e dell'assicurazione che ormai a malapena si può pagare a rate. La vera priorità è la giustizia. La vera priorità è sapere che Henry John non capterà altre conversazioni eccellenti. Un'idea per la nuova sede di Henry John ce l'avrei, facciamolo sindaco, difficile che faccia rimpiangere DeMa. Il Mattino, dalla parte del buon cittadino.

 
 
 

Prodigio

Post n°231 pubblicato il 02 Aprile 2016 da HansSchnier

Lettera ai ragazzi del Sud, di Franco Arminio

Cari ragazzi
abitate da poco una terra antica,
dipinta con le tibie di albe greche, ...
col sangue di chi è morto in Russia, in Albania.
Avete dentro il sangue il freddo delle navi
che andavano in America,
le grigie mattine svizzere dentro le baracche.
Era la terra dei cafoni e dei galantuomini,
coppole e mantelle nere,
era il sud dell’osso, era un uovo, un pugno di farina,
un pezzo di lardo.
Ora è una scena dissanguata,
ora ognuno è fabbro della sua solitudine
e per stare in compagnia si è costretti a bere
nelle crepe che si sono aperte tra una strada e l’altra,
tra una faccia e l’altra.
Tutto è spaccato, squarciato, separato.
Sentiamo l’indifferenza degli altri
e l’inimicizia di noi stessi.
È una scena che non muta,
ma è importante sollevare lo sguardo, allungarlo:
la rivoluzione del guardare.
Uscite, contestate il vomito invecchiato su una mattonella
a cui si è ridotta la politica.
Contestate con durezza i ladri del vostro futuro:
sono qui e a Milano e a Francoforte,
guardateli bene e fategli sentire il vostro disprezzo.
Siate dolci con i deboli, feroci coi potenti.
Uscite e ammirate i vostri paesaggi,
prendetevi le albe, non solo il far tardi.
Vivere è un mestiere difficile a tutte le età,
ma voi siete in un punto del mondo
in cui il dolore più facilmente si fa arte:
e allora suonate, cantate,scrivete, fotografate.
Non lo fate per darvi arie creative,
fatelo perché siete la prua del mondo:
davanti a voi non c’è nessuno.
Il Sud italiano è un inganno e un prodigio.
Lasciate gli inganni ai mestieranti della vita piccola.
Pensate che la vita è colossale.
Siate i ragazzi e le ragazze del prodigio.

 
 
 

Recensione: L.B., il precario esistenziale.

Post n°229 pubblicato il 16 Febbraio 2015 da HansSchnier
 

Qualche settimana fa vedo delle recensioni a questo libro. Ammazza, dico, questo sì che dev'essere un bel contributo su Bianciardi, altro che Corrias! Qui si fa sul serio: il precario esistenziale, qui ci dev'essere per forza una bella analisi del contenuto e dello stile delle opere, e non solo una carrellata sulla vita dell'autore...

Vado in libreria.

Una cosettina di venti, trenta pagine, di quelle ariose, dai caratteri spaziosi, con errori di stampa meravigliosi (a volte anche due o tre per pagina). Una specie di sermone. Quanti di voi hanno davvero letto Luciano Bianciardi, fratelli? Non l'avete mica letto, fate solo finta di amarlo... Pentitevi, e non sparate cazzate a vanvera come Adriano Celentano. Andate in pace, fratelli, sono sette euro e novanta centesimi, grazie.

Bellissime foto in bianco e nero.

Dopo l'omelia, una miniantologia bianciardiana: è ovvio, è un invito alla lettura. Così le trenta pagine diventano un centinaio.

Miracoli dell'editoria italiana!

 
 
 

Limerick

Post n°228 pubblicato il 15 Settembre 2014 da HansSchnier

C'è un Presidente del Consiglio

che ha le stesse passioni di mio figlio:

quando in cortile gusta il suo gelato

non pensa molto ai conti dello Stato,

quel baby-Presidente del Consiglio.

 
 
 

Poetry, beauty, romance, love...

Post n°226 pubblicato il 12 Agosto 2014 da HansSchnier
Foto di HansSchnier

We don't read and write poetry because it's cute.
We read and write poetry because we are member of the human race.
And the human race is filled with passion.
And medicine, law, business, engineering, these are noble pursuits and necessary to sustain life.
But poetry, beauty, romance, love: these are what we stay alive for.

 
 
 

''Incipit''

Post n°225 pubblicato il 29 Luglio 2014 da HansSchnier

"Incipit" è uno di quegli abracadabra, password, parole d'ordine, che bisogna usare per far vedere che si è conoscitori di non si sa che cosa.

Sentite questa:

«L’incipit dello slancio gustativo registra una bocca larga, carnosa e calda ed una grintosa ed imponente struttura tannica. Il portamento è austero e sontuoso, al servizio però di una beva comunque godibile, polposa e succosa, che si esalta in una coinvolgente progressione palatale. Riflettori accesi su rimembranze ancora fruttate e floreali ecc.»

Un consiglio: dopo l'opposizione retorica tra portamento austero e beva godibile ci potevi mettere anche un sapido inciso a base di "ossimoro" (altra parola che fa fico). Il lettore sarebbe corso subito in enoteca... per non sentirti più!

 
 
 

Messaggeria

Post n°224 pubblicato il 28 Luglio 2014 da HansSchnier

Copio&incollo un messaggino che mi ha illeggiadrito la casella del profilo, oggi 28 luglio 2014 (centesimo anniversario della dichiarazione di guerra dell'Impero austroungarico alla Serbia):

Ciao se la tua personalita e gradevole come il tuo aspetto fisico... allora contattami! :-) mi chiamo Nkul**, come ti chiami? e di che zona sei?
Scrivere alla mia mail: ****nkul@*******

Considerate più attentamente il mio avatar, please.

 
 
 

Eduardo Savarese, Le inutili vergogne (edizioni e/o, 2014)

Post n°221 pubblicato il 15 Giugno 2014 da HansSchnier
 

Se un uomo nato più o meno cento anni fa avesse sfogliato questo libro, probabilmente avrebbe esclamato: "Ma se hai tendenze omosessuali, perché cerchi di nobilitarle con codesta infarinatura di cattolicesimo misticheggiante? Così mi diventi blasfemo!".

Ma siamo nel terzo millennio e un'accusa del genere sarebbe ingenerosa ed eccessiva, nei confronti di un autore che ha senz'altro le doti del coraggio e della franchezza, oltre a quella che suol dirsi "una bella penna".

Se posso esprimere, sommessamente, una valutazione su questi argomenti così delicati, l'anelito religioso di Savarese mi sembra autentico. Proprio per la sua autenticità esso finisce inevitabilmente per interagire con il tumulto dei desideri del protagonista. La sua grande passione - e vogliate scusate la banalità - è la bellezza dei maschi (tra adulti liberi e consenzienti, non c'è problema...) e si sa che la dottrina cattolica maggioritaria non è precisamente "gay friendly".

Certo, nel libro c'è un approccio un po' disinvolto alla religione. Di fronte al Dio cristiano, il buon Savarese non mi pare particolarmente propenso a mettersi in discussione: il suo cattolicesimo paradossale comporta molta autocoscienza ma scarsa attitudine al "rinnegare sé stessi".

C'è tutta una simbologia di "spudorata" matrice cristiana: il calice eucaristico che appare sullo specchio di casa (dinnanzi al quale si dice essere "cosa buona" il coito con il trans Nunziatina!), ma c'è anche la scala di Giacobbe (Gen 28,12); ricorre sovente, nel romanzo, la "compresenza degli angeli"; addirittura, alla fine del libro, c'è un'icona trinitaria, dissimulata in una scena di danza (proprio in quel momento, avvertendo un soffio di vento che lo rianima, uno dei tre personaggi mormora: "Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto").

Secondo Savarese - così mi pare di aver capito, e chiedo scusa se ho frainteso - i corpi sono tendenzialmente santi, gli amori sono santi per definizione, le vergogne sono inutili, anzi, sono paralizzanti, costituendo in definitiva una resa alla "durezza del cuore" tanto deprecata dal Signore Gesù; Dio non ci chiede di soffocarci, ma di obbedire alla voce interiore ovunque essa ci conduca; dopo, semmai, verrà il tempo della purificazione ("bisogna mangiare il frutto e poi metterlo da parte", pag. 140).

Questa purificazione potrà consistere in un grottesco eccidio di bamboline "Barbie" collezionate fin dall'adolescenza, in un "coming out" che per la verità è piuttosto un "acting out" e in un'abiura del sesso compulsivo cercato in chat (mi pento di non aver procreato, di essermi messo il rossetto e di aver fatto sesso orale con sconosciuti immeritevoli: così parlò Benedetto de Notaris, ginecologo cinquantenne, dopo aver avuto un mezzo infarto in chiesa, al matrimonio della nipote con un bellissimo giovane).

Non mi interessa il "merito" degli orientamenti sessuali e delle vicende personali. Non sono omofobo e non sono un censore. Papa Francesco ha detto: "Chi sono io per giudicare un gay che con sincerità cerca Dio?". Ciò che mi dispiace di questo libro è l'eccesso di profezia. Troppo invadente la pretesa di parlare a nome dell'Altissimo, anche se a profferir parola non è Eduardo Savarese e non è nemmeno Benedetto de Notaris bensì Raffaele-Nunziatina ("il mio cuore è nel cuore di Dio", pag. 150); altre volte provvede zia Gilda (la quale, negli inserti diaristici, veramente pontifica a tutto spiano).

Consapevole, forse, di questa debolezza l'autore sente il bisogno del sostegno di un'autorità spirituale e munisce la sua opera della postfazione di un dottissimo padre gesuita.

Domando: è proprio scritto in Cielo, nel battito delle sante ali degli Angeli, che il mythos debba diventare logos? Non lo si carica, in questo modo, di improprie responsabilità? Oltre tutto, trattasi - nella fattispecie - di un mythos di ottimo livello letterario, ed è peccato, è proprio un peccato, quest'ansia di trasformarlo in parabola esemplare.

 
 
 

Amore, carità, buonismo, ecc.

Post n°220 pubblicato il 31 Maggio 2014 da HansSchnier

Su Libero gli autori più gettonati sono Coelho, la Medeiros di "Muore lentamente chi..." e sicuramente l'Oscar Wilde aforistico. 

Una notevole new entry è Paolo di Tarso. L'inno alla carità (cap. 13 della Prima lettera ai Corinzi) è comparso in qualche profilo.

Non posso e non voglio dire che il cap. 13 di 1 Cor sia una banalità o che sia stucchevole o che sia poco fine: è una bella pagina, non ci piove. Piuttosto, voglio proporvi un'altra pagina dell'epistolario paolino, altrettanto importante, sul medesimo argomento.

L'amore è incompatibile con l'ipocrisia. Aborrite il male, aderite con tutte le forze al bene. Amatevi cordialmente con l'amore di fratelli, prevenitevi vicendevolmente nella stima; siate solleciti e non pigri, ferventi nello spirito, servite il Signore; abbiate gioia nella speranza, siate costanti nelle avversità, assidui nella preghiera; prendete parte alle necessità dei santi, praticate a gara l'ospitalità. Invocate benedizioni su chi vi perseguita, benedizioni e non maledizioni; prendete parte alla gioia di chi gioisce, al pianto di chi piange; abbiate, gli uni per gli altri, gli stessi pensieri e sollecitudini; non aspirate a cose eccelse, ma lasciatevi attrarre dalle cose umili. "Non siate saggi presso voi stessi".

Questo passo è tratto dalla Lettera ai Romani, cap. 12. L'ultimo periodo è tra virgolette perché Paolo cita un versetto dell'Antico Testamento (Proverbi 3, 7). La traduzione che ho trascritto è quella delle Edizioni San Paolo, a cura di padre Ugo Vanni.

L'amore è incompatibile con l'ipocrisia. Altri traducono: la carità sia senza infingimenti, così non si capisce cosa voleva dire Paolo e stiamo a posto come ai tempi della Messa in latino. Che non sia un amore di facciata, che non sia buonismo, che non sia una pia recita, che non sia paraculaggine!

 
 
 

Lyrics...

Post n°219 pubblicato il 14 Maggio 2014 da HansSchnier

Oh, che sarà, che sarà
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste, nelle parole
che accende le candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza
quel che non ha ragione
né mai ce l'avrà
quel che non ha rimedio
né mai ce l'avrà
quel che non ha misura.

Oh, che sarà, che sarà
che vive nell'idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai-e-dai delle meretrici
nel piano derelitto dei banditi.

Oh, che sarà, che sarà
quel che non ha decenza
né mai ce l'avrà
quel che non ha censura
né mai ce l'avrà
quel che non ha ragione.

Ah che sarà, che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare
che tutte le campane andranno a cantare
e tutti gli inni insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
persino il Padreterno da così lontano
guardando quell'inferno dovrà benedire
quel che non ha governo
né mai ce l'avrà
quel che non ha vergogna
né mai ce l'avrà
quel che non ha giudizio

(Buarque de Hollanda - Fossati)

 
 
 

Donne marziane?

Post n°218 pubblicato il 12 Maggio 2014 da HansSchnier
Foto di HansSchnier

Oggi Papa Francesco ha detto che, se un marziano tutto verde con il naso lungo e le grosse orecchie gli chiedesse il battesimo, lui non si farebbe problemi e, docile allo Spirito Santo, lo battezzerebbe.

Ricorderete senz'altro quella sua frase: "Chi sono io per negare i sacramenti a un gay che cerca Dio?"

Ma se io fossi prete, gliela farei fare la comunione a quella drag queen con la barba che ha vinto il festival canoro europeo? Non lo so... Non voglio indulgere all'omofobia. Ho amici omosessuali. Ma quella barba, onestamente, mi ha fatto ribrezzo, e forse fa ribrezzo anche ai miei amici omosessuali (credenti e non credenti). Tra l'accoglienza cristiana e la sudditanza psicologica alle interessate provocazioni, c'è differenza.

 
 
 

Antipatie

Post n°216 pubblicato il 03 Maggio 2014 da HansSchnier

La prima cosa che mi ispira antipatia è la figura retorica chiamata "anafora", cioè la ripetizione seriale delle prime parole della frase, all'inizio di ogni frase, per cinque, dieci, venti, cinquanta volte. Ma che palle! Che cattivo gusto, che insulsa pretesa di solennità. Tanto più fuori luogo quando si fa l'elenco delle cose che piacciono o non piacciono.

Poi mi sta maledettamente antipatica l'espressione "Madre Coraggio". Sarebbe interessante sapere che gusto c'è a riproporre questo luogo comune così risaputo. Meglio "coraggiosa". Non è che ogni mamma capace di atti di coraggio debba diventare il coraggio fatto persona. A parte il fatto che Brecht non l'ho mai trovato all'altezza della sua fama.

Segue la mania dell'inglese anche quando c'è un plausibile equivalente italiano. Il massimo dell'antipatia - mi perdoni chi si occupa di queste cose professionalmente - si raggiunge nel linguaggio delle mostre canine, con "obedience". Non so perché, ma mi viene in mente l'intelligence. Come diceva Elio: "Servizi segreti bulgari - servizi segreti italiani, via! Dedicatevi al Pippero".

Però anche Elio mi sta diventando antipatico. Ha voluto strafare.

 
 
 
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