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        <title>PEZZI, pezzotti</title>
        <description>(le Opinioni tarocche)</description>
        <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/</link>
        <lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 08:48:55 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Arte e Cultura</category>
        <category>Libri e Giornali</category>
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            <title>domanda semplice x la Gabanelli</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12105839.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; class=&quot;youtube-player&quot; type=&quot;text/html&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/d4I_o2dhjhQ&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;La domanda semplice che il miserabile Hans si permette di porre all'eccelsa Gabanelli &amp;egrave; la seguente: ma questa &amp;egrave; informazione? Mi sembra una predica. Mi sembra un &quot;severo monito&quot; in stile Napolitano!!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;(&lt;em&gt;se il video non parte, cliccare sulla scritta &lt;/em&gt;YouTube)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 21 May 2013 08:48:54 +0200</pubDate>
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            <title>Quarantaquattro anni, in fila x 3, col resto di</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12104431.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; class=&quot;youtube-player&quot; type=&quot;text/html&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/GaXuMC_GHEE&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;2 (di picche)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;se non si vede, vogliate per piacere cliccare sulla soprastante scritta&lt;/em&gt; youtube&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 20 May 2013 12:39:19 +0200</pubDate>
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            <title>Post rubacchiato da un profilo di Libero...</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12080985.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Mi permetto di fare il copia&amp;amp;incolla di questo apologo che ho trovato su un profilo di Libero, qualche tempo fa. Non ricordo pi&amp;ugrave; il nick e me ne rammarico. (Non mi pare di aver visto, in calce al testo o nei box a margine,&amp;nbsp;i soliti avvisi-diffide del tipo RIPRODUZIONE RISERVATA oppure MATERIALE PROTETTO DA COPYRIGHT.)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%; font-size: 18pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;&amp;laquo;Un anziano nonno indiano disse a suo nipote, giunto da lui arrabbiato con un amico, poich&amp;eacute; questo gli aveva fatto un torto: -Lascia che ti racconti una storia. Anch'io, a volte, ho provato un grande odio per coloro che pretendono cos&amp;igrave; tanto, senza preoccuparsi per ci&amp;ograve; che fanno. Ma l&amp;rsquo;odio ti distrugge, e non nuoce al tuo nemico. &amp;Egrave; come avvelenarsi e desiderare che il tuo nemico muoia. Ho combattuto molte volte contro questi sentimenti. &amp;Egrave; come se in me ci fossero due lupi; uno &amp;egrave; buono, e non fa male a nessuno. Vive in armonia con tutto ci&amp;ograve; che c&amp;rsquo;&amp;egrave; intorno a lui e non si offende, quando gli si rivolge un&amp;rsquo;offesa. Egli combatter&amp;agrave; soltanto quando sar&amp;agrave; giusto farlo, e nel modo giusto. Risparmia tutte le sue energie per la giusta lotta. Ma l&amp;rsquo;altro lupo&amp;hellip; &amp;Egrave; pieno di odio. La minima cosa lo fa impazzire. Combatte contro chiunque, ogni momento, per nessun motivo. Non riesce a pensare, perch&amp;eacute; la sua rabbia e il suo odio sono smisurati. La sua &amp;egrave; una rabbia disperata, perch&amp;eacute; non &amp;egrave; in grado di cambiare nulla. A volte &amp;egrave; difficile vivere con questi due lupi dentro di me, perch&amp;eacute; entrambi cercano di dominare il mio spirito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%; font-size: 18pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri;&quot;&gt;Il ragazzo guard&amp;ograve; intensamente negli occhi suo nonno, e chiese: -Quale dei due vince, nonno? Il nonno sorrise, e disse: -Quello a cui do da mangiare.&amp;raquo;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 07 May 2013 11:27:04 +0200</pubDate>
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            <title>Commento al post precedente</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12069090.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Optimi culpa pessima&lt;/em&gt;: il forte sentire di Antonio Gramsci &amp;egrave; stato speso per una causa sbagliata. E spietata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si pu&amp;ograve; essere &quot;differenti&quot; senza essere spietati: vedi madre Teresa di Calcutta, tanto per indicare un nome esemplare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Certo, non sono madre Teresa. Non amo &quot;fino a farmi male&quot;, come esigeva la Santa, e quindi potrei essere giudicato indifferente, indolente, buono a nulla.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sconto il mio limite. Non mi dichiaro innocente. So di dover pagare. Per&amp;ograve; al cazziatone di Antonio Gramsci mi sento di replicare: dovessi scegliere tra l'empiet&amp;agrave; di chi, col suo forte sentire,&amp;nbsp;ha ritenuto&amp;nbsp;suo dovere&amp;nbsp;ammazzare Aldo Moro e la piet&amp;agrave; di un Alberto Sordi qualsiasi che davanti al plotone di esecuzione&amp;nbsp;piagnucola inebetito &quot;e che si ammazzano cos&amp;igrave;, i cristiani?&quot; (cfr. il finale del film &lt;em&gt;La grande guerra&lt;/em&gt;), preferirei essere quello che piagnucola e muore, anzich&amp;eacute; quello che fa il partigiano e uccide.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questione di gusti personali...&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 30 Apr 2013 17:36:44 +0200</pubDate>
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            <title>virgolettato di Antonio Gramsci</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12069080.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-text-size-adjust: auto;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;laquo;Odio gli indifferenti.&lt;/strong&gt; Credo come Federico Hebbel che &quot;vivere vuol dire essere partigiani&quot;. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla citt&amp;agrave;. Chi vive veramente non pu&amp;ograve; non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza &amp;egrave; abulia, &amp;egrave; parassitismo, &amp;egrave; vigliaccheria, non &amp;egrave; vita. Perci&amp;ograve; odio gli indifferenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-text-size-adjust: auto;&quot;&gt;L'indifferenza &amp;egrave; il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, &amp;egrave; la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi pi&amp;ugrave; splendenti, &amp;egrave; la palude che recinge la vecchia citt&amp;agrave; e la difende meglio delle mura pi&amp;ugrave; salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perch&amp;eacute; inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-text-size-adjust: auto;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L'indifferenza opera potentemente nella storia.&lt;/strong&gt; Opera passivamente, ma opera. E' la fatalit&amp;agrave;; e ci&amp;ograve; su cui non si pu&amp;ograve; contare; &amp;egrave; ci&amp;ograve; che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; &amp;egrave; la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ci&amp;ograve; che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) pu&amp;ograve; generare, non &amp;egrave; tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ci&amp;ograve; che avviene, non avviene tanto perch&amp;eacute; alcuni vogliono che avvenga, quanto perch&amp;eacute; la massa degli uomini abdica alla sua volont&amp;agrave;, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potr&amp;agrave; tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta far&amp;agrave; abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potr&amp;agrave; rovesciare. La fatalit&amp;agrave; che sembra dominare la storia non &amp;egrave; altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perch&amp;eacute; non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perch&amp;eacute; non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalit&amp;agrave; a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non &amp;egrave; responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volont&amp;agrave;, il mio consiglio, sarebbe successo ci&amp;ograve; che &amp;egrave; successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attivit&amp;agrave; a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-text-size-adjust: auto;&quot;&gt;I pi&amp;ugrave; di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, &lt;strong&gt;preferiscono parlare di fallimenti ideali&lt;/strong&gt;, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano cos&amp;igrave; la loro assenza da ogni responsabilit&amp;agrave;. E non gi&amp;agrave; che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi pi&amp;ugrave; urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non &amp;egrave; animato da alcuna luce morale; &amp;egrave; prodotto di curiosit&amp;agrave; intellettuale, non di pungente senso di una responsabilit&amp;agrave; storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere. &lt;strong&gt;Odio gli indifferenti&lt;/strong&gt; anche per ci&amp;ograve; che mi d&amp;agrave; noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ci&amp;ograve; che ha fatto e specialmente di ci&amp;ograve; che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia piet&amp;agrave;, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte gi&amp;agrave; pulsare l'attivit&amp;agrave; della citt&amp;agrave; futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non &amp;egrave; dovuta al caso, alla fatalit&amp;agrave;, ma &amp;egrave; intelligente opera dei cittadini. Non c'&amp;egrave;in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attivit&amp;agrave; di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perch&amp;eacute; non &amp;egrave; riuscito nel suo intento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;-webkit-text-size-adjust: auto;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Vivo, sono partigiano. Perci&amp;ograve; odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.&amp;raquo;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 30 Apr 2013 17:28:48 +0200</pubDate>
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            <title>Pensierino per Beppe Grillo (sapendo che non leggerà mai...)</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12062194.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Dici che alle prossime elezioni prenderai&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; seggi? Dopo aver&amp;nbsp;congelato milioni di voti e scongelato dalla cella frigorifera&amp;nbsp;i morti viventi? (E non mi riferisco al Quirinale!&amp;nbsp;Napolitano non ha colpa n&amp;eacute; dell'et&amp;agrave; che ha n&amp;eacute; dell'altrui inconcludenza.)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 26 Apr 2013 15:19:05 +0200</pubDate>
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            <title>se non si vede, cliccate sulla scritta youtube</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12060823.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; class=&quot;youtube-player&quot; type=&quot;text/html&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/GuanbnnzXQ4&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 25 Apr 2013 18:16:32 +0200</pubDate>
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            <title>Dialetto torrese</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12057238.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Ogni tanto un mio amico mi illustra curiosi lemmi del dialetto di Torre Annunziata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Premetto che Torre Annunziata ha dato i natali a persone importanti: il linguista Tullio De Mauro, il narratore Michele Prisco, il fondatore della dinastia De Laurentiis... Lungi da me ogni accusa di campanilismo. A Torre ci sono persone splendide. Se mi diverto a riferire qualche curiosit&amp;agrave; dialettale, spero di non essere frainteso: il mio mood &amp;egrave; quello del sorriso venato di ammirazione per la creativit&amp;agrave; popolare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;E insomma: pare che una volta a Torre l'ascensore si chiamasse TRAM A MURO.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Pare che dalla bocca del popolo&amp;nbsp;torrese il mondo abbia appreso il vero nome dell'Ape Piaggio: &lt;em&gt;'o 3 rrote&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Pare che lo specchio e la fotografia (nel senso di fotogramma) siano stati ivi definiti, rispettivamente, &lt;em&gt;'o taleqquale&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;'a taleqquale &lt;/em&gt;(o forse vale anche in napoletano la regoletta che vieta il raddoppiamento della &quot;q&quot;? devo confessare la mia ignoranza).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Ma la vera perla &amp;egrave; il vocabolo che designa l'ozioso, il fannullone, l'inconcludente: LISCIAPELUSCIA. Bersani, tu&amp;nbsp;non puoi vantare nessun copyright sulla metafora del&amp;nbsp;pettinare le bambole...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;P.S.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;A leggere i profili di Libero, sembra che tra gli utenti, e le utenti, di questa community non ci sia nessun &lt;em&gt;lisciapeluscia&lt;/em&gt;. Tutti bravi, laboriosi, realizzatori. Uomini che non devono chiedere mai e donne che&amp;nbsp;gi&amp;agrave; sanno&amp;nbsp;benissimo dove abita mr Right (peccato che&amp;nbsp;gli uni e le altre stanno&amp;nbsp;in questo carrozzone, chiss&amp;agrave; chi li ha costretti ad aprire profili e a perdere tempo qua dentro...). Ciao!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 23 Apr 2013 17:55:11 +0200</pubDate>
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            <title>Le conseguenze</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12051011.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske05&quot;&gt;Tra le opere di Keynes ce n'era una dal titolo enigmatico (...ma non troppo): &lt;em&gt;Le conseguenze economiche di mr Winston Churchill&lt;/em&gt;. Ci vorrebbe uno, anche meno&amp;nbsp;bravo&amp;nbsp;di Keynes, che oggi scrivesse un libro intitolato &lt;em&gt;Le conseguenze istituzionali del Massimo on. D'Alema&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>SATIRA</category>
            <pubDate>Sat, 20 Apr 2013 10:32:46 +0200</pubDate>
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            <title>don Tonino</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/12050986.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Oggi&amp;nbsp;sono venti anni che don Tonino Bello ha &quot;traslocato&quot;. Parlano di beatificarlo. Occorrerebbe, per l'Italia, uno che facesse il Presidente della Repubblica come lui ha fatto il Vescovo, con lo stesso disinteresse, con la stessa umilt&amp;agrave; e praticit&amp;agrave;, con la stessa fedelt&amp;agrave; ai giuramenti prestati. Speriamo che il futuro Santo ci faccia&amp;nbsp;in giornata&amp;nbsp;un generoso anticipo (nel suo stile) sulle grazie da elargirci in futuro!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 20 Apr 2013 10:18:14 +0200</pubDate>
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            <title>UNA SERATA DA RICORDARE</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11979490.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Questo il discorso integrale di papa Francesco ai fedeli raccolti in piazza San Pietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;Fratelli e sorelle -&amp;nbsp;buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave &amp;egrave; di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo! Ma siamo qui... Vi ringrazio dell'accoglienza, alla comunit&amp;agrave; diocesana di Roma, al suo Vescovo, grazie. E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perch&amp;egrave; il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi ha pregato: Padre nostro, Ave Maria,&amp;nbsp;Gloria al Padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;E adesso incominciamo questo cammino, Vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, che &amp;egrave; quella che presiede nella carit&amp;agrave; a tutte le chiese. Un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l'uno per l'altro, preghiamo per tutto il mondo, perch&amp;eacute; ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi incominciamo - mi aiuter&amp;agrave; il mio cardinale vicario qui presente - sia fruttuoso per la evangelizzazione di questa sempre bella citt&amp;agrave;... Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il Vescovo benedica il popolo io vi chiedo che voi pregate il Signore perch&amp;egrave; mi benedica: la preghiera del popolo chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.&amp;raquo;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;[Silenzio in tutta Piazza San Pietro]&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;laquo;Adesso dar&amp;ograve; la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volont&amp;agrave;&amp;raquo;, ha proseguito, impartendo la benedizione in latino e concedendo l'indulgenza plenaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;laquo;Grazie tante dell'accoglienza. Pregate per me e a presto, ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna perch&amp;eacute; custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo.&amp;raquo;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;CHE DIO LO SOSTENGA&amp;nbsp;E LO&amp;nbsp;PROTEGGA!&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 13 Mar 2013 22:46:54 +0200</pubDate>
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            <title>Stavolta ci sono le prove!</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11946000.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; class=&quot;youtube-player&quot; type=&quot;text/html&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/cUmfcJjQBhM&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowFullScreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Feb 2013 11:16:49 +0200</pubDate>
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            <title>L'Italia di quelli «giusti»</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11945766.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Nel lontano 2009, quando i mulini erano bianchi, la Berta filava e Berlusconi sgovernava, Piero Fassino non ammise Beppe Grillo alle primarie del Partito Democratico e gli rivolse questa profetica esortazione: &amp;laquo;Ma se Grillo vuol fare politica, perch&amp;eacute; non crea&amp;nbsp;il suo&amp;nbsp;partito? Perch&amp;eacute; non si presenta direttamente alle elezioni con una propria lista? Voglio proprio vedere se lo fa&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Bravo Fassino, una mossa giusta per l'Italia giusta!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Feb 2013 09:33:43 +0200</pubDate>
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            <title>Opinione di uno spettatore.</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11841186.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Eduardo scrisse &lt;em&gt;Filumena Marturano&lt;/em&gt; per sua sorella Titina, che&amp;nbsp;gli aveva chiesto&amp;nbsp;- per una volta - una parte da protagonista.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricordo bene la Filumena di Titina De Filippo e anche quella di Pupella Maggio, per averle viste in televisione. Della &lt;em&gt;Filumena Marturano&lt;/em&gt;&amp;nbsp;recitata da Titina avevo persino il 33 giri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non voglio mancare di rispetto a nessuno, e tanto meno alla grandissima Titina. Per&amp;ograve; lasciatemelo dire: la Filumena pi&amp;ugrave; originale, pi&amp;ugrave; febbrile, pi&amp;ugrave; sorprendente si chiamava Mariangela Melato.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 11 Jan 2013 14:38:03 +0200</pubDate>
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        <item>
            <title>&quot;Don&quot; Domenico Soriano e don Domenico di Moiano (NA). Un augurio a tutti noi maschi.</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11813964.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;A) &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Monologo di Filumena Marturano (Eduardo De Filippo).&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Erano 'e tre dopo mezanotte. P' 'a strada cammenavo io sola. D' 'a casa mia gi&amp;agrave; me n'ero iuta 'a sei mise. (&lt;em&gt;Alludendo alla sua prima sensazione di maternit&amp;agrave;&lt;/em&gt;) Era 'a primma vota! E che ffaccio? A chi 'o ddico? Sentevo ncapo a me 'e voce d' 'e ccumpagne meie: &amp;laquo;A che aspetti! Ti togli il pensiero! Io cunosco a uno molto bravo..&amp;raquo;. Senza vul&amp;eacute;, cammenanno cammenanno, me truvaie dint' o vico mio, nnanz' all'altarino d' 'a Madonna d' 'e rrose. L'affruntaie accuss&amp;igrave; (&lt;em&gt;Punta i pugni sui fianchi e solleva lo sguardo verso una immaginaria effige, come per parlare alla Vergine da donna a donna&lt;/em&gt;): &amp;laquo;C'aggi' 'a fa'? Tu saie tutto... Saie pure pecch&amp;egrave; me trovo int' 'o peccato. C'aggi' 'a fa'? &amp;raquo; Ma essa zitto, nun rispunneva. (&lt;em&gt;Eccitata&lt;/em&gt;) &amp;laquo;E accuss&amp;igrave; ffaie, &amp;egrave; ove'? Cchi&amp;ugrave; nun parle e cchi&amp;ugrave; 'a gente te crede?... Sto parlanno cu' te! (&lt;em&gt;Con arroganza vibrante&lt;/em&gt;) Rispunne!&amp;raquo;. (&lt;em&gt;Rifacendo macchinalmente il tono di voce di qualcuno a lei sconosciuto che, in quel momento, parl&amp;ograve; da ignota provenienza&lt;/em&gt;) &amp;laquo;'E figlie so' ffiglie!&amp;raquo;. Me gelaie. Rummanette accuss&amp;igrave;, ferma. (&lt;em&gt;S'irrigidisce fissando l'effige immaginaria&lt;/em&gt;) Forse si m'avutavo avarria visto o capito 'a do' veneva 'a voce: 'a dint' a na casa c' 'o balcone apierto, d' 'o vico appriesso, 'a copp' a na fenesta... Ma penzaie: &amp;laquo;E pecch&amp;egrave; proprio a chistu mumento? Che ne sape 'a ggente d' 'e fatte mieie? E' stata Essa, allora... &amp;Egrave; stata 'a Madonna! S'&amp;egrave; vista affrontata a tu per tu, e ha vuluto parl&amp;agrave;... Ma, allora, 'a Madonna pe' parl&amp;agrave; se serve 'e nuie... E quanno m'hanno ditto: &quot;Ti togli il pensiero!&quot;, &amp;egrave; stata pur'essa ca m' 'ha ditto, pe' me mettere 'a prova!... E nun saccio si fuie io o 'a Madonna d' 'e rrose ca facette c' 'a capa accuss&amp;igrave;! (&lt;em&gt;Fa un cenno col capo come dire: &quot;Si, hai compreso&quot;&lt;/em&gt;) 'E figlie so' ffiglie!&amp;raquo; E giuraie. Ca perci&amp;ograve; so' rimasta tant'anne vicino a te... Pe' lloro aggio suppurtato tutto chello ca m' he fatto e comme m'he trattato! E quanno chillu giovane se nnammuraie 'e me, ca me vuleva spus&amp;agrave;, te ricuorde? Stevemo gi&amp;agrave; nzieme 'a cinc'anne: tu, ammogliato, 'a casa toia, e io a San Putito, dint' a chelli tre cammere e cucina... 'a primma casarella ca me mettiste quanno, doppo quatt'anne ca ce cunusc&amp;eacute;vamo, finalmente, me levaste 'a ll&amp;agrave; ncoppo! (&lt;em&gt;Allude al lupanare&lt;/em&gt;) E mme vuleva spus&amp;agrave;, 'o povero giovane...Ma tu faciste 'o geluso. Te tengo dint' 'e rrecchie: &amp;laquo;Io so' ammogliato, nun te pozzo spus&amp;agrave;. Si chisto te sposa...&amp;raquo; E te mettiste a. chiagnere. Pecch&amp;eacute; saie chiagnere, tu... Tutt' 'o cuntrano 'e me: tu, saie chiagnere! E lo dicette: &amp;laquo;Va buo', chisto &amp;egrave; 'o destino mio! Dummineco me vo' bbene, cu tutt' 'a bbona volunt&amp;agrave; nun me p&amp;ograve; spus&amp;agrave;; &amp;egrave; ammogliato... E ghiammo nnanze a San Putito dint' 'e tre cammere! &amp;raquo; Ma, po', doppo duie anne, tua moglie murette. 'O tiempo passava... e io sempre a San Putito. E penzavo: &amp;laquo;&amp;Egrave; giovane, nun se vo' attacc&amp;agrave; pe' tutt' 'a vita cu n'ata femmena. Venarr&amp;agrave; 'o mumento ca se calma, e cunsidera 'e sacrificie c'aggiu fatto!&amp;raquo; E aspettavo. E quann'io, 'e vvote, dicevo: &amp;laquo;Dummi', saie chi s'&amp;egrave; spusato? ...Chella figliola ca steva 'e rimpetto a me dint' 'e fenestelle... &amp;raquo;, tu redive, te mettive a ridere, tale e quale comm' a quanno saglive, cull'amice tuoie, ncopp' add&amp;ograve; stevo io, primma 'e San Putito. Chella resata ca nun &amp;egrave; overa. Chella resata c'accumencia 'a miez' 'e scale... Chella resata ca &amp;egrave; sempe 'a stessa, chiunque 'a fa! T'avarria acciso, quanno redive accuss&amp;igrave;! (&lt;em&gt;Paziente&lt;/em&gt;) &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;strong&gt;E aspettammo. E aggio aspettato vinticinc'anne! E aspettammo 'e grazie 'e don Dummineco! Oramaie tene cinquantaduie anne: &amp;egrave; viecchio! Add&amp;ograve;? Ca pozza iett&amp;agrave; 'o sango, chillo se crede sempe nu giuvinuttiello!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; Corre appriesso 'e nennelle, se nfessisce, porta 'e fazzulette spuorche 'e russetto, m' 'a mette dint' 'a casa! (&lt;em&gt;Minacciosa&lt;/em&gt;) Miettamm&amp;eacute;lla mo dint' 'a casa, mo ca te so' mugliera. Te ne caccio a te e a essa. Ce simmo spusate. 'O pr&amp;egrave;vete ce ha spusate. Chesta &amp;egrave; casa mia!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Erano le tre dopo mezzanotte. Camminavo da sola per la strada. Ero gi&amp;agrave; andata via da casa da sei mesi. (&lt;em&gt;Alludendo alla sua prima sensazione di maternit&amp;agrave;&lt;/em&gt;) Era la prima volta. E che faccio? A chi chiedo un consiglio? Mi tornavano in mente i consigli delle mie amiche: &quot;Cosa aspetti! Ti togli il pensiero! Io conosco uno molto bravo...&quot; Per combinazione, camminando camminando, mi ritrovai nel mio vicolo, davanti all'altarino della Madonna delle rose. L'affrontai cos&amp;igrave; (&lt;em&gt;Punta i pugni sui fianchi e solleva lo sguardo verso una immaginaria effige, come per parlare alla Vergine da donna a donna&lt;/em&gt;): &quot;Cosa devo fare? Tu sai tutto...Sai pure perch&amp;egrave; ho peccato. Cosa devo fare?&quot;. Ma Lei zitta, non rispondeva. (&lt;em&gt;Eccitata&lt;/em&gt;) &quot;Tu fai cos&amp;igrave;, &amp;egrave; vero? Pi&amp;ugrave; non parli e pi&amp;ugrave; la gente ti crede?...Sto parlando con te! (&lt;em&gt;Con arroganza vibrante&lt;/em&gt;) Rispondi!&quot;. (&lt;em&gt;Rifacendo macchinalmente il tono di voce di qualcuno a lei sconosciuto che, in quel momento, parl&amp;ograve; da ignota provenienza&lt;/em&gt;) &amp;laquo;I figli sono figli!&amp;raquo;. Mi bloccai. Rimasi cos&amp;igrave;, ferma. (&lt;em&gt;S'irrigidisce fissando l'effige immaginaria&lt;/em&gt;) Forse se mi giravo avrei visto o capito da dove veniva la voce: da una casa con un balcone lasciato aperto, dal vicolo vicino, da una finestra...Ma pensai: &quot;E perch&amp;egrave; proprio in questo momento? Che ne sa la gente dei miei problemi? E'stata Lei, allora...E'stata la Madonna! Si &amp;egrave; vista affrontata faccia a faccia&amp;nbsp;e ha voluto parlare...Ma, allora, la Madonna per parlare si serve di noi...E quando qualcuno mi ha detto: &quot;Ti togli il pensiero!&quot;, era sempre lei a parlare, per mettermi alla prova! ...E non so se fui io o la Madonna delle rose a fare cos&amp;igrave; con la testa! (&lt;em&gt;Fa un cenno col capo come dire: &quot;Si, hai compreso&quot;&lt;/em&gt;) &amp;laquo;I figli sono figli!&amp;raquo; E giurai solennemente. Ed &amp;egrave; per questo che sono rimasta per tanti anni accanto a te... Per loro ho sopportato tutto quello che mi hai fatto e come mi hai trattata! E quando quel giovane si innamor&amp;ograve; di me e voleva sposarmi, ricordi? Tu ed io&amp;nbsp;avevamo una storia gi&amp;agrave; da cinque anni: tu, sposato, a casa tua, e io a San Potito, in quell'appartamentino... la prima casetta che mi desti quando, dopo cinque anni che ci conoscevamo, finalmente mi togliesti da quel posto! (&lt;em&gt;Allude al lupanare&lt;/em&gt;). Mi voleva sposare, povero ragazzo... Ma tu facesti il geloso. Mi sembra ancora di sentirti: &quot;Io sono ammogliato, non posso sposarti. Se questo qui ti sposa...&quot; E ti mettesti a piangere. Perch&amp;eacute; sai piangere, tu! Non come me, anzi, proprio il contrario! Tu sai piangere. E io dissi: &quot;Va bene, &amp;egrave; questo il mio destino. Domenico mi vuol bene, con tutta la buona volont&amp;agrave; non pu&amp;ograve; sposarmi; &amp;egrave; ammogliato... Tiriamo avanti qui a San Potito, in queste tre stanzette!&quot;. Ma poi, dopo&amp;nbsp;due anni, tua moglie mor&amp;igrave;. Il tempo passava... e io sempre a San Potito. E pensavo: &quot;Giovane com'&amp;egrave;, ancora non gli va di legarsi per tutta la vita con un'altra donna. Verr&amp;agrave; il momento in cui si calmer&amp;agrave; e vorr&amp;agrave; tener conto dei sacrifici che ho fatto!&quot; E aspettavo. E quando mi capitava di dirgli: &quot;Domenico, lo sai chi si &amp;egrave; sposata? Quella ragazzina che abitava qui di fronte, al pianterreno...&quot;, allora ti mettevi a ridere, s&amp;igrave;, ridevi,&amp;nbsp;proprio come quando coi tuoi amici venivi a trovarmi... dove stavo io, prima di trasferirmi a San&amp;nbsp;Potito. Quella risata incredibile. Quella risata che comincia mentre&amp;nbsp;si salgono&amp;nbsp;le scale. Quella risata che &amp;egrave; sempre la stessa, chiunque la faccia! Ti avrei ucciso, quando ridevi in quel modo! (&lt;em&gt;Paziente&lt;/em&gt;) &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;E aspettiamo. E ho aspettato venticinque anni! E aspettiamo che il signor Domenico si decida a farci la grazia! Ormai ha cinquantadue anni: &amp;egrave; vecchio! Macch&amp;eacute;! Che possa morire ammazzato, lui crede di essere ancora un giovanotto!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Corre dietro alle ragazzine, si rincoglionisce, i suoi fazzoletti sono sporchi di rossetto, e me la porta fin dentro casa! (&lt;em&gt;Minacciosa&lt;/em&gt;). Falla entrare adesso a casa mia, adesso che sono tua moglie. Vi butto fuori tutti e due. Ci siamo sposati. Il prete ci ha sposati. Questa &amp;egrave; casa mia!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;B) &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Testamento spirituale di don Domenico (dal bollettino parrocchiale)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Da quel 29 ottobre 2010 sono cambiate tante cose nella mia vita di giovane prete. Sapere di essere malato, vuol dire cominciare a vivere da malato, essere considerato da chi ti sta intorno un malato. [...] Mi sono imbattuto in quel mondo terribile delle cure chemioterapiche. [...]&amp;nbsp;Sono stato un paziente pazientissimo. A distanza di poco pi&amp;ugrave; di un anno su consiglio dei dottori ho lasciato le chemio perch&amp;eacute; portavano solo effetti collaterali importanti senza dare alcun beneficio in termini di guarigione dalla malattia. [...]&amp;nbsp;Sto sperimentando sulla mia pelle ci&amp;ograve; che per fede ho sempre saputo. Che non &amp;egrave; nelle capacit&amp;agrave; dell'uomo aggiungere giorni alla propria vita, e questo &amp;egrave; vero per tutti, non solo per un ammalato di cancro. Ma posso in tanti modi, e mi sto impegnando a farlo dal primo istante, aggiungere vita ai miei giorni. Posso riempire ogni singolo istante del tempo che trascorro di sentimenti, di giorni e di dolore, di entusiasmo e di compassione. Cerco di affinare i sensi per non perdere neanche una goccia di vita che intorno a me scorre abbondante dalle mani di Dio. Parlare con la gente, preparare un'omelia, cercare i giovani che scappano dallo sguardo del Padre e quindi da quello di Dio, raccogliere lacrime, programmare e sognare un viaggio con gli amici preti... questo e tant'altro perch&amp;eacute; i giorni che vivo siano pieni di vita. Sono sempre stato un vulcano di entusiasmo e di attivit&amp;agrave;, ma ci&amp;ograve; che sto provando in questo periodo &amp;egrave; la bellezza di una vita nascosta dietro ogni singolo e semplice giorno. E come &amp;egrave; vero che si pu&amp;ograve; vivere una vita intera in un solo istante di amore vissuto a pieno! &lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;Oppure, al contrario, si pu&amp;ograve; sprecare una serie sterminata di giorni se si lascia fuori dalla porta della vita l'amore e la passione per tutto ci&amp;ograve; che ci sta intorno.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Tante delle persone che ho incontrato in questi mesi si sono preoccupate di aggiungere giorni alla mia vita: compito ingrato e fallimentare. Io, forse oggi con un po' di autorevolezza in pi&amp;ugrave;, posso suggerire a chi incontro di provare ad aggiungere vita ai giorni... pi&amp;ugrave; vita, pi&amp;ugrave; vita, pi&amp;ugrave; vita, grida la mia anima. Cos&amp;igrave; si pu&amp;ograve; portare anche il peso del cancro senza rinunciare alla gioia e alla bellezza della vita, che generosa trova vie per rivelarsi ai cuori di quanti la cercano. Non mi servono giorni... solo pi&amp;ugrave; vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;L'augurio di Hans per il 2013, a s&amp;eacute; stesso e a tutti quelli come lui, &amp;egrave; quello di non far aspettare pi&amp;ugrave; nessuno e di non sprecare pi&amp;ugrave; una serie interminabile di giorni. Un augurio di vita.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 29 Dec 2012 12:33:57 +0200</pubDate>
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            <title>Natuzza</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11696499.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Sabato l'altro - quello prima del ponte dei morti - sono stato gi&amp;ugrave; in Calabria, a pregare sulla tomba di Natuzza Evolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Questa ragazzina, cresciuta in un ambiente degradato, che a nove anni supplicava la Madonna e la affrontava quasi con disperazione, per chiederle di essere liberata dalle strettoie della sua situazione familiare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Questa &quot;pazza&quot; che conobbe il manicomio - un'altra cosa in comune con Alda Merini, oltre all'essere mancate ai vivi il 1&amp;deg; novembre 2009 - e che vedeva i defunti come noi vediamo i vivi. Fino a dover chiedere a uno che era entrato in casa sua: Scusate, ma siete vivo o siete morto? Il che mi fa pensare ad Antonio de Curtis.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Eppure il fatto &amp;egrave; serio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Nuje simme serie, appartenimmo 'a morte (de Curtis).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Natuzza, semianalfabeta, riceveva in casa persone semplici e complicate, istruite e incolte, con o senza appartamenti intestati, con o senza precedenti penali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Con o senza problemi di tossicodipendenza o di alcolismo, per esempio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Ed atei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Che redarguiva con ironica, femminile spietatezza. &quot;Qui c'&amp;egrave; tuo nonno, quello di cui ti sei portato la fotografia, l&amp;igrave; nella tasca della giacca. Mi sta dicendo che sei nato il 16 aprile 1967, che lui &amp;egrave; morto il 9 novembre 1983, che non ti ha mai visto sulla sua tomba, che stai pensando di lasciare la fidanzata ma che non sai cosa vuoi dalla vita, perch&amp;eacute; l'hai confusa con un divertimento&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Questa &quot;strega&quot; dalla quale scappare a gambe levate, perch&amp;eacute; davanti al suo candore di persona ignara dell'alta finanza e del diritto romano, della sintassi tedesca e del numero di Avogadro, ci si ritrovava messi a nudo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;O con una corona del Rosario in mano, per poter chiedere perdono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Natuzza organizzava pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo. Giovani calabresi affollavano i suoi pullman e si sfottevano pesantemente, ragazzi e ragazze, con allusioni sessuali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&quot;Dite pure le &lt;em&gt;fetenzie&lt;/em&gt;, io le accetto, ma prima dobbiamo dire il Rosario&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;L'amore di Natuzza - a parte il sig. Nicolace e un altro bell'uomo di duemila anni fa, alto quasi due metri, la barba castana, i capelli non troppo lunghi e la tunica bianca inconsutile - erano i giovani sbandati. Per esempio, i drogati.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Ai quali diceva: &quot;Mi fate pena, siete sull'orlo del precipizio, avete buoni sentimenti ma vi fate turlupinare da persone senza scrupoli&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Tutto questo in calabrese stretto!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Io non ho avuto l'umilt&amp;agrave; di andare l&amp;igrave;, a Paravati, quando Natuzza era tra noi (e fino a&amp;nbsp;qualche anno&amp;nbsp;fa&amp;nbsp;abitavo in Calabria: aggravante specifica). E adesso parlo di lei, cos&amp;igrave;, come se fossi stato pappa e ciccia con lei una vita intera. Pazienza. Devolver&amp;ograve; alla sua Fondazione il 5 per mille... Ma &amp;egrave; ovvio che non pu&amp;ograve; bastare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;(N.B.: La Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime sta costruendo un'imponente opera assistenziale nel sopra menzionato paesino del vibonese: ospizio per anziani, chiesa grande e bella, sala polifunzionale, comunit&amp;agrave; di recupero.)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Passate parola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 06 Nov 2012 19:06:08 +0200</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11696499.html</guid>
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            <title>Piccola e povera...</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11638539.html</link>
            <description>&lt;p&gt;... &amp;egrave; Firenze, secondo Marchionne.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che acume.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che amor di patria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che cultura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Hans &amp;egrave; piccolo e povero, e chiede asilo a Firenze.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 11 Oct 2012 17:32:59 +0200</pubDate>
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            <title>Sempre sul tema religioso: le astuzie del diavolo e l'ora di religione.</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11625042.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Si dice sempre che la pi&amp;ugrave; grande astuzia del diavolo &amp;egrave; stata quella di essersi fatto dimenticare dagli uomini, anzi, quella di averli indotti a credere che egli non esista (Baudelaire).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Un&amp;rsquo;astuzia non inferiore &amp;egrave; quella di aver relegato Dio nell&amp;rsquo;ora di religione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Un&amp;rsquo;ora alla settimana, puramente ornamentale; intanto la vita deve continuare, indipendentemente dalla religione; ti confessi, ma devi peccare; la vita te lo impone. Cos&amp;igrave; come la vita ti impone i suoi castighi, indipendentemente dal perdono di Dio; il perdono di Dio &amp;egrave; un ornamento, una consolazione di cortesia, un contentino. La materia &amp;ldquo;religione&amp;rdquo; &amp;egrave; la meno importante di tutto l&amp;rsquo;orario scolastico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;I sacramenti sono cerimonie, o talvolta passatempi spirituali; in quest&amp;rsquo;Italia ex D.C. (alquanto cattolica e non molto cristiana n&amp;eacute; democratica), pi&amp;ugrave; uomini e donne di quel che si possa immaginare si concedono questi piccoli lussi; la vita per&amp;ograve; &amp;egrave; tutta un&amp;rsquo;altra cosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;E quindi tu puoi e &amp;ldquo;devi&amp;rdquo; essere contemporaneamente uno che va in Chiesa e uno che nella vita campa come se Dio non esistesse, combinando sfracelli e venendo sfracellato. Appunto, &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;c&amp;rsquo;est la vie&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Il punto di vista di un credente &amp;egrave; completamente diverso, nelle due dimensioni: verticale e orizzontale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-indent: -18pt; margin-left: 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;1)&lt;span style=&quot;line-height: normal; font-variant: normal; font-style: normal; font-weight: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Il sacro &amp;egrave; sacro se sta al primo posto. Ognuno inevitabilmente, voglia o non voglia, deve mettere qualcosa al primo posto, nella sua interiorit&amp;agrave;; a chi sull&amp;rsquo;altare interiore mette gli idoli &amp;ndash; ma fosse pure l&amp;rsquo;idolatria del puro niente &amp;ndash; peggio per lui. Ha creduto nel niente, nel successo, nella comodit&amp;agrave;, nell&amp;rsquo;eterna giovinezza e cos&amp;igrave; via.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-indent: -18pt; margin-left: 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-list: Ignore;&quot;&gt;2)&lt;span style=&quot;line-height: normal; font-variant: normal; font-style: normal; font-weight: normal;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Quanto detto vale sull&amp;rsquo;asse verticale, nell&amp;rsquo;interiorit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;individuo. Per&amp;ograve; la sfera individuale interagisce con la realt&amp;agrave; sociale; se tutta una societ&amp;agrave; (o una buona parte di essa) devitalizza il sacro riducendolo a una Messa cantata e a una &amp;hellip; messa in scena nel confessionale, questo deprezzamento (disprezzo) del divino si ripercuote sulla sensibilit&amp;agrave; dei singoli. La parola &amp;ldquo;sacro&amp;rdquo; perde significato; si sa che i significati delle parole dipendono dall&amp;rsquo;uso comune.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: center;&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;L&amp;rsquo;astuzia del diavolo &amp;egrave; anche quella di farci credere la volont&amp;agrave; di Dio lontana, impraticabile, fondamentalmente avulsa dalla realt&amp;agrave;. Ci crogioliamo, a volte, nell'illusione di un Dio contento degli onori formali e che si lasci rabbonire da un po&amp;rsquo; di pratica religiosa, come un gerarca che tenga all&amp;rsquo;ossequio anzich&amp;eacute; al bene dei suoi sottoposti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;E se scoprissimo che la &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;vera&lt;/em&gt; volont&amp;agrave; di Dio coincide (coincideva) con ci&amp;ograve; che &amp;egrave; (era, sarebbe stato) meglio per noi?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 05 Oct 2012 19:39:26 +0200</pubDate>
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            <title>Carofiglio vs. Ostuni</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11610830.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Ostuni Vincenzo ha offeso Carofiglio Gianrico col pretesto di criticarlo?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Carofiglio Gianrico ha diritto a un risarcimento perch&amp;eacute; il critico letterario ha abusato del diritto di critica?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non spetta a me pronunciarmi su questa &lt;em&gt;res iudicanda&lt;/em&gt;, e meno male! :-)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma la posso dire una cosa, a bassa voce? Carofiglio gioca bene le sue carte, perch&amp;eacute; &amp;egrave; un ex P.M. e conosce la giurisprudenza. Non &amp;egrave; un duello ad armi pari. Ostuni chieda scusa pubblicamente, &amp;egrave; meglio per tutti quanti... Anche per la giustizia italiana.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 29 Sep 2012 10:33:15 +0200</pubDate>
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            <title>Matteo 25, 24-30 (applicazione)</title>
            <link>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11317771.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Propongo un'applicazione della parte finale della parabola dei talenti (Mt 25, 24-30). Riporto il passo del Vangelo:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;laquo;Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cos&amp;igrave;, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perch&amp;eacute; a chiunque ha sar&amp;agrave; dato e sar&amp;agrave; nell'abbondanza; ma a chi non ha sar&amp;agrave; tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; l&amp;agrave; sar&amp;agrave; pianto e stridore di denti.&amp;raquo;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sottolineo due cose:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1) gli aggettivi e pronomi &lt;em&gt;possessivi&lt;/em&gt;. Il denaro non &amp;egrave; del servo ma del padrone. Il servo ha un compito e deve adempierlo con lealt&amp;agrave; e non in funzione della propria tranquillit&amp;agrave;. Non pu&amp;ograve; bastare la restituzione del capitale: in fondo, (limitarsi a) salvaguardare l'integrit&amp;agrave; del capitale significa voler tutelare s&amp;eacute; stessi e cercare una rassicurazione per la propria &lt;em&gt;paura&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;2) i &lt;em&gt;banchieri&lt;/em&gt;. Si tratta dell'impiego ordinario, cio&amp;egrave; dell'investimento pi&amp;ugrave; ovvio e doveroso del denaro ricevuto. Ogni investimento comporta un minimo di &lt;em&gt;rischio&lt;/em&gt; e un minimo di &lt;em&gt;sforzo&lt;/em&gt;. Anche per portare il denaro in banca bisogna informarsi, individuare l'istituto che pratica il tasso d'interesse meno insoddisfacente e le commissioni meno onerose, uscire di casa, parlare con il direttore e, poi, leggere gli estratti conto, passare allo sportello di tanto in tanto per chiedere chiarimenti su questo o quell'addebito... Ed &amp;egrave; innegabile che anche la banca apparentemente pi&amp;ugrave; solida pu&amp;ograve;&lt;em&gt; fallire&lt;/em&gt;! Tutte queste cose, se non proprio ansiogene, sono comunque incompatibili con l'atarassia a cui aspira il servo fannullone.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In via applicativa, l'impiego ordinario dell'unico talento ricevuto, in vista di una remunerazione seppur modesta, pu&amp;ograve; essere inteso come l'adempimento dei doveri ordinari del cristiano, nel suo stato di vita (sposato o &lt;em&gt;single&lt;/em&gt;, figlio o genitore, lavoratore o studente, ecc.). L'impegno da profondere in tale adempimento dev'essere leale e vigilante. Vale a dire: esso dev'essere intelligentemente finalizzato - con l'aiuto del Signore Ges&amp;ugrave; - a un &lt;em&gt;progresso&lt;/em&gt; e non alla &quot;tranquillizzante&quot; salvaguardia del proprio piccolo capitale di perbenismo.&lt;/p&gt;</description>
        <category>esegeta da strapazzo</category>
            <pubDate>Sat, 19 May 2012 09:43:11 +0200</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/zibaldonabusivo/11317771.html</guid>
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