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Creato da zorbailpazzo il 15/08/2009

Aforismi di un pazzo

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Notturno 001

Post n°30 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da zorbailpazzo
 

Notturno 001

La verità non è né dentro né fuori di noi.
Piccoli segni concordati su un pezzo di carta che non vedo, se non per la brace di una sigaretta che le illumina quando aspiro qualcosa che prima o poi mi ucciderà.
Perché devo sforzarmi di mostrarmi normale?
Il senso della vita…
Ce lo siamo chiesti per millenni e ancora non abbiamo trovato una risposta.
Raccontare notti insonni, forse tacere per sempre.
Il senso della vita è guardare domattina i suoi occhi, sorridenti…

 
 
 

Il fumo si dissolve nell'aria

Post n°29 pubblicato il 22 Ottobre 2009 da zorbailpazzo
 

 

Il fumo si dissolve nell'aria

Un click secco ma leggero, come un motivetto cantato sottovoce.
Il rumore dell’ossigeno che brucia, della combustione della fiamma.
Il primo filo di fumo, che sa di novità e cose mai fatte.

Benvenuto in questo abisso.

Scoprire il mondo, amare i propri genitori come se fossero eroi. Imparare a conoscere le cose che ci circondano, imparare a scrivere, a leggere, che il Sole è una stella. La differenza tra il bene e il male.


Uno schiocco di labbra, un’aspirazione lenta e intensa, il sapore del tabacco, un’espirazione controllata, il fumo che si dissolve nell’aria.


Ribellarsi a qualsiasi valore trasmesso, scoprire le gioie del sesso e di quell’amore che solo i sedicenni sono in grado di provare, imparare a combattere per ciò in cui si crede, scoprire che le guerre spesso si perdono. E molte volte attraverso lacrime e sofferenza.


Le labbra restano aggrappate all’arancio del filtro, l’inspirazione è decisa, fumo azzurro che gira veloce nei polmoni, un’espirazione stizzita, di rabbia. Il fumo che si dissolve nell’aria.


Diventare maturi, uccidere gli ideali dell’adolescenza nascondendosi dietro a futili giustificazioni. Crearsi un lavoro importante, una posizione, una famiglia, esportare stabilità.


Le labbra si arricciano, inspirazione ed espirazione esprimono soddisfazione, ma il gusto acre del tabacco si è perso. Il fumo che si dissolve nell’aria.


Incurvarsi sotto il peso del tempo, invidiare la giovinezza, attendere la morte.


Le labbra si muovono appena, il sapore del tabacco da la nausea.


La sigaretta rotola nell’aria, un rumore impercettibile quando tocca terra. Il tacco di una scarpa eterna la spegne con forza, soffocando la fiamma.

La nostra vita è un'inutile sigaretta nel pacchetto di una divinità annoiata.

Smoke on the waterDeep Purple

 
 
 

Blackout

Post n°28 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da zorbailpazzo

Blackout

Le mani tremano, schiacciano troppi tasti alla volta. Impazzisco se ci penso. Impazzisco, tutto gira, e io sono ancora al buio, seduto a fumare sul balcone, mentre i Muse evaporano come il fumo della mia sigaretta. Voglia di fumare, voglia di bere, voglia del sapore dolce di Marijuana e quello aspro di un Braulio. Voglia di sapori forti, in grado di cancellare il sapore più forte di tutti: il tuo. Me lo sento addosso, ogni poro di pelle continua a chiamare il tuo sapore, il tuo calore... Voglio un sapore più grande, più forte, più intenso... In grado di cancellare tutto, in grado di *Blackout*.
La testa esplode, merda, esplode, il mio corpo esplode, ormoni impazziti e neuroni in delirio, un violino e una chitarra troppo distorta che si perseguitano, si inseguono, esplodono.
Un violino ciclico e dolce, quasi sfiorato, e la sua voce calda e disperata. Calda e disperata, calda e disperata, calda e disperata. Come te. Come me.
Sono troppo giovane, sono troppo vecchio per capirci qualcosa, sono troppo triste e troppo felice, sono completamente pazzo per avere la minima speranza di convivere con il me stesso schizofrenico. Non cazzeggiare, non fare il coglione. Esplodi in qualche modo. E che sia un blackout lungo, senza luce, senza sogni; il blackout di un sogno infranto, il blackout di un amore perfetto…
Questa vita potrebbe essere l'ultima, corriamo impazziti di terrore, sono impazzito di terrore, terrore e paura razionale, terrore e tristezza, terrore e disperazione.  E noi siamo troppo giovani per rendercene conto?!?!
"Don't kid yourself/ and don't fool yourself/ this love's too good to last/ and i'm too old to dream/ don't grow up too fast/ and don't embrace the past/ this life's too good to last/ and i'm too young to care/ don't kid yourself/ and don't fool yourself/ this life could be the last/ and we're too young to see"

BlackoutMuse

 
 
 

La rivolta del Rag.Fantozzi

Post n°27 pubblicato il 30 Settembre 2009 da zorbailpazzo

 

La rivolta del Rag.Fantozzi

Sono quello che ha sempre subito le angherie dei capi, lavoravo al posto dei miei colleghi, io mi sbattevo e loro venivano promossi, sono l’archetipo del dipendente della megaditta, costretto a lavorare in un sottoscala, ad umiliarsi per i capricci di una direzione viziosa, a partecipare alle inutili attività ricreative del solito rag. Filini, costretto a sopportare la vergogna di uno stipendio da fame, necessario alla mia sopravvivenza ma del tutto inadeguato all’esigenza di sollevarmi dalla mia condizione di paria.

Vedo i miei colleghi fare finta di nulla, percepire il mio stesso stipendio da fame, vivere ancora con i genitori a trent’anni e fottersi i soldi con cui costruirsi un futuro in vestiti, macchine, e status quo, che li illudano di essere come i mostri che vogliono imitare. Pagando di fatto per essere rinchiusi in una gabbia auto-costruita, auto-sorvegliata. Auto-condannati a morte. Pensando di essere liberi, pensando di scegliere come vivere.

E’ un mondo senza futuro, dove la massa è una macchia informe e scura piena di anime butterate e scorciate vestite a festa, come cadaveri decomposti vestiti con l’ultimo doppiopetto di Hugo Boss. E’ una massa che ci fa paura, da cui vogliamo fuggire dichiarando a gran voce la nostra unicità, il nostro essere individuali. Facendo di fatto il loro gioco, perché le stanze del potere temono la massa. Uomini e donne comuni, diventano famosi senza alcuna particolare abilità, senza alcun particolare talento che giustifichi la loro sete di immortalità, mentre le telecamere del Grande Fratello immortalano le loro bugie, la loro finzione. La loro falsità. Telecamere che li controllano, per vietare che un qualche barlume di idea o fantasia passi ad infettare le masse, come un virus incurabile.

Sogno i favori di una voluttuosa Signorina Silvani, sapendo già nel mio inconscio che sarà una cocente delusione; che non saprà capirmi, che non saprà apprezzarmi, che non saprà o non vorrà proteggermi, perché il suo bisogno di soddisfazione estetica non le permetterà di amare l’outsider, l’escluso, il solitario che la sua società deride, anche se ne è irrimediabilmente attratta, perché io ho la forza della verità, perché il mio odore ha il profumo del purezza del bianco, la purezza del bene.

Voglio di più della mia vita, più della mia piccola Pina che mi attende, a casa ogni sera, dolce e innamorata, che subisce i miei sfoghi, la mia rabbia e la mia aggressività, non per necessità o per sopravvivenza ma per amore. Che sa come prendermi, che sa come farmi ridere, che mi consola quando tocco il fondo, che mi rialza quando piango. Che sa rendermi felice. La Pina è la mia salvezza, ma ancora non lo so. Quando lo saprò sarà inevitabilmente troppo tardi, Questa è l’essenza di una tragedia destinata a compiersi. Avere già la soluzione ad ogni problema e fottersi l’esistenza a trovare un’alternativa, perché la nostra insoddisfazione è il motore del mondo, scontata e prevedibile come il finale di un romanzo rosa.

Sono insoddisfatto perché invidio chi sta meglio di me, lo osservo con i miei pregiudizi perché mi auto-convinco di essere migliore. Mai per un momento mi passa per la mente che il mondo sia giusto così com’è. Se abbiamo la presunzione di essere migliori di un meccanico mondo naturale, allora non accetto un mondo basato su caste auto-determinate o determinate da falsi valori di benessere e denaro. Forse non del tutto giusto. Sicuramente quasi niente sbagliato.

 

Na1ke - Io dissento - Storia di un impiegato

Io dissento (Storia di un impiegato)na1ke

 

 
 
 

In ombra

Post n°26 pubblicato il 28 Settembre 2009 da zorbailpazzo
 

In OmbraLa mia vita si è nascosta, come in un eclissi solare. Gli ultimi raggi di sole mi abbagliano gli occhi, perchè il mio modo di vedere le cose è obbligatoriamente in contro luce, voglio la verità adesso, a costo di bruciarmi le retine. Ma l'ombra scende veloce, mi oscura la vista, scende come una saracinesca sulla realtà.
Mi lascia in attesa, un impiegato con la fissa della rivolta, che durante il giorno risolve problemi e vende con gentilezza, e durante la notte progetta bombe da piazzare in obiettivi sensibili, senza sapere che da solo non cambierà mai un cazzo.
Una lama di luce mi attraversa, unico barlume di verità.
Volevo l'immortalità, una vita sempre al massimo, con l'ago den contagiri sempre spinto al limite della zona rossa, mi sono ritrovato ad avere una vita che va in quinta di riposo, quotidiana, senza sbalzi di umore, con qualche piccola soddisfazione lavorativa, qualche notte di sesso soddisfacente. Molta noia, molta ripetitività. Il mio mondo si sta oscurando. Ma non è che mi dispiaccia poi tanto in fondo, dopo anni spinti al limite tra droghe, alcol e delirio totale. Forse sto solo diventando grande. Forse ho smesso di sognare. Forse è normale.

Vita tranquillaFrancesco Tricarico

 
 
 
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