Top 10 GazzettaRossi, il re è tornato
La nostra classifica del 2008: tocca alle due ruote, col pesarese
vincitore scontato. Bayliss da applausi, irrompe Simoncelli in 250,
Stoner, Lorenzo e Pedrosa con luci e ombre. Bravo Dovizioso
Valentino Rossi, 29 anni, ha vinto 8 titoli del Motomondiale. Epa
MILANO, 30 dicembre 2008 - Quando finisce un anno si è
portati a ricordare solo le cose migliori. Succede anche per questa
stagione di corse a due ruote, fatta di qualche problema (forse anche
più di quelli che si vedono) e molte emozioni. Possiamo dire che,
complessivamente, ci siamo divertiti. Grazie soprattutto ai grandi
attori di questo sport, capaci di dare il sapore a una stagione fin
troppo affollata di gare. Pochi sponsor, soldi mai sufficienti, venti
di crisi all’orizzonte: per un giorno facciamo finta che non ci siano.
Riguardiamoci i grandi protagonisti di questa bella stagione. Da
Valentino Rossi in giù, passando per Troy Bayliss, Marco Simoncelli,
David Philippaerts. Ovvero: MotoGP, Superbike e cross.
Dove gli italiani sono sempre protagonisti. Non solo
come piloti. E allora la classifica di fine anno racchiude idealmente
tutti gli ingegneri, gli operai e i meccanici delle nostre Case che
lottano (e spesso vincono) contro i colossi giapponesi. Applausi,
dunque, per la Ducati, per l’Aprilia e per la Gilera. La rossa, nella
nostra graduatoria, piazza i suoi due piloti-gioiello (il sempreverde
Bayliss e il martello Stoner) a ridosso di re Valentino. La Gilera con
Marco Simoncelli ha vinto il Mondiale 250 e si prenota per il bis. Poi,
chissà, potrebbe scapparci il salto di classe e il derby con l’amico
Rossi. Intanto Marco è nelle posizioni alte della nostra graduatoria.
E, forse, questo lo rende già un po’ meno simpatico a Valentino...
1 - Rossi - Esperienza e classe, mai stato così forte
Più del titolo - l’ottavo, condito dal record di vittorie (durante
la stagione si è preso il lusso di scavalcare prima Angel Nieto e poi
addirittura Giacomo Agostini) - ha impressionato l’approccio che
Valentino ha avuto con il campionato. Reduce da due stagioni negative,
nelle quali ha dovuto cedere lo scettro iridato prima a Nicky Hayden e
poi a Casey Stoner, si è presentato al via concentratissimo,
determinatissimo. Ha messo in campo tutto il meglio del suo repertorio,
fatto di esperienza e classe. Firmando la stagione migliore, alla pari
o meglio di quella del 2004.
2 - Bayliss - Addio alle corse con il 3° titolo SBK
Lo confessiamo: il fatto che questo sia stato il Mondiale
dell’addio, ha fatto scalare al tre volte iridato australiano la
classifica. Con Troy Bayliss se ne va un altro pezzo del motociclismo
eroico: un grande pilota e una persona speciale. Nel bene e nel male.
Come non ricordare la caduta a Vallelunga, quando aveva il titolo in
pugno? Ma anche, come non esaltare la doppietta del ducatista nel
giorno dell’addio, con il titolo già acquisito, nell’ultima gara
Superbike a Portimao? Uno come lui mancherà di certo al motociclismo.
3 - Simoncelli - Bravo a riscattarsi dopo un'annata no
Il titolo mondiale della 250 sembra ormai svalutato in questo
dilagare di MotoGP. Però l’impresa di Marco è stata soprattutto
risorgere dopo un 2007 disastroso e un inizio di stagione dai cattivi
presagi, tra problemi e cadute. È stato bravo anche a non farsi
travolgere dal cambio di moto (dalla Gilera clienti a quella
ufficiale). Si è trattato di un passo in avanti, ma sempre rischioso
perché compiuto a metà stagione. Ha iniziato a vincere - male per via
di quel contatto con Hector Barbera - al Mugello e non si è più
fermato. Ottimo.
4 - Stoner - Ha vinto sei gare ma è caduto spesso
Campione del mondo in carica, il pilota australiano ha dimostrato
spesso di essere il più veloce in pista, ma questo non gli è bastato
per riconfermarsi anche nel 2008. All’inizio lo ha tradito la sua
Ducati, con problemi di costanza di rendimento, che lo hanno costretto
a tornare al motore dell’anno precedente, poi si è tradito da solo,
perdendo la bagarre di Laguna Seca e buttandosi a terra altre due
volte, mentre volava in testa. Restano però le sei vittorie. Ed è stato
l’unico in grado di contrastare per davvero il ciclone Rossi.
5 - Lorenzo - Frenato dalla paura dopo un gran inizio
Jorge Lorenzo ha rappresentato la più bella scoperta del 2008.
Aveva un compagno di squadra del calibro di Valentino Rossi, ma grazie
al vantaggio delle Michelin, a inizio stagione è stato capace di
realizzare tre pole position consecutive, vincendo anche la sua prima
gara alla terza uscita con la Yamaha. Poi, forse, si è fatto prendere
dalla sindrome del "posso tutto" e la MotoGP lo ha sopraffatto, con
voli drammatici e dolorosissimi. Tenerissimo quando ha ammesso di
guidare avendo paura: non è da tutti.
6 - Pedrosa - Mai vinto un duello con Rossi o Stoner
Anche se in classifica è davanti, ha perso il confronto con
Lorenzo. Fino a metà campionato era in testa, ma senza mai vincere un
duello diretto con Valentino Rossi e Casey Stoner, conquistando le gare
spagnole di Jerez e Barcellona solo per manifesta superiorità. Poi, se
c’era un sorpasso da fare, non si faceva vedere. In più si è buttato a
terra in Germania (complice il suo manager Puig che gli comunicava un
vantaggio nettamente inferiore a quello effettivo) perché andava troppo
forte rispetto alle condizioni della pista allagata.
7 - Dovizioso - Sul podio al debutto si è meritato l'Hrc
La sua Honda privata era decisamente la moto più lenta in pista e
dover dirimere tutte le questioni in curva non dà un grande aiuto a un
pilota esordiente. Però Andrea Dovizioso è stato capace di battere al
debutto Valentino Rossi (grazie anche al prezioso supporto fornitogli
dalle gomme Michelin) e, verso la fine, di prendersi anche il primo
podio in MotoGP: l’unico centrato quest’anno da una Honda satellite. Un
esordio tanto buono da meritarsi le attenzioni dei giapponesi, che lo
hanno ingaggiato per la loro squadra interna (la Hrc).
8 - Philippaerts - Doveva imparare invece ha stupito
Doveva essere l’anno della consacrazione per Tony Cairoli,
candidato al secondo titolo mondiale cross della Mx2. Ma l’incidente al
ginocchio, che ha bloccato il siciliano sul più bello, non ha impedito
all’Italia di centrare lo stesso il traguardo iridato. Merito di David
Philippaerts, italianissimo malgrado nome, padre e nonno belgi
(entrambi ex crossisti). David nella Mx1 è stato capace di stupire
quando doveva solo imparare. Non una cavalcata trionfale, ma un titolo
costruito con le unghie e vinto in volata sulla pista di casa. Il
massimo.
9 - Bautista - Riconosce errori e meriti dei rivali
Se il titolo mondiale di Marco Simoncelli è stato strabiliante un
po’ di merito va anche ad Alvaro Bautista, il pilota spagnolo che
sorride sempre. Nel bene e nel male. E che sa prendersi le proprie
responsabilità quando c’è un problema come è capitato sul tracciato di
Jerez quando è stato tamponato da Marco (era capitato per un guaio
tecnico alla sua Aprilia) e riconoscere il valore dell’avversario
quando ha perso proprio da Simoncelli. Ha iniziato male il campionato,
altrimenti sarebbe stato un avversario ancora più duro da battere.
10 - Di Meglio - Capace di vincere con i soldi contati
La classe operaia va in paradiso con Mike Di Meglio, nuove re della
125. Il pilota francese, ex cascatore appassionato, appena ha avuto a
disposizione una moto con la emme maiuscola (la Derbi Rsa 125
ufficiale), ha saputo cogliere l’occasione. In una classe sempre fatta
di grandi exploit e altrettanti rovesci, ha saputo marciare in maniera
più costante di tutto il resto del gruppo, malgrado avesse alle spalle
una squadra (la finlandese Ajo) che doveva stare attenta addirittura a
come spendere anche solo 10 euro!Articolo di:Filippo Falsaperla