L'Italia è, prima di tutto, una repubblica. Lo sancisce, da 64 anni, la Costituzione.Cosa fosse prima, nessuno è mai riuscito a capirlo davvero: mero frutto di una strategia espansionistica? Utopia di pochi pensatori ed agitatori risorgimentali? Stato notabilare dalle evanescenti connotazioni politiche? Impero da operetta? Non c'è stata definizione che il nostro paese sia riuscito a far durare abbastanza a lungo.Poi, dopo 85 anni, due guerre, e grottesche, innumerevoli, iatture, è sopraggiunto il famoso referendum del 2 giugno 1946: Repubblica o Monarchia?Bella domanda. E bella scelta secca secca. Mi sarebbe piaciuto vedere le facce dei votanti, chiusi nel seggio: dubito che qualcuno di loro riuscisse ad immaginare compiutamente le conseguenze della scelta.Insomma, i padri costituenti, erano forti di una forte e netta presa di posizione dei cittadini, quale nessun nostro pubblico reggitore si è da allora mai più sognato di chiederci; e stabilirono che, prima di tutto, occorreva far uscire il Paese dalla sua imbarazzante crisi di indentità, che durava praticamente fin dalla nascita.Reppubblica dunque; e Repubblica fu scritto nella legge prima. Legge prima ma, attenzione, non legge zero: e gli strascichi dei vecchi tempi si sarebbero visti anche troppo presto.
Carta d'identità
L'Italia è, prima di tutto, una repubblica. Lo sancisce, da 64 anni, la Costituzione.Cosa fosse prima, nessuno è mai riuscito a capirlo davvero: mero frutto di una strategia espansionistica? Utopia di pochi pensatori ed agitatori risorgimentali? Stato notabilare dalle evanescenti connotazioni politiche? Impero da operetta? Non c'è stata definizione che il nostro paese sia riuscito a far durare abbastanza a lungo.Poi, dopo 85 anni, due guerre, e grottesche, innumerevoli, iatture, è sopraggiunto il famoso referendum del 2 giugno 1946: Repubblica o Monarchia?Bella domanda. E bella scelta secca secca. Mi sarebbe piaciuto vedere le facce dei votanti, chiusi nel seggio: dubito che qualcuno di loro riuscisse ad immaginare compiutamente le conseguenze della scelta.Insomma, i padri costituenti, erano forti di una forte e netta presa di posizione dei cittadini, quale nessun nostro pubblico reggitore si è da allora mai più sognato di chiederci; e stabilirono che, prima di tutto, occorreva far uscire il Paese dalla sua imbarazzante crisi di indentità, che durava praticamente fin dalla nascita.Reppubblica dunque; e Repubblica fu scritto nella legge prima. Legge prima ma, attenzione, non legge zero: e gli strascichi dei vecchi tempi si sarebbero visti anche troppo presto.