mi sa ke nn esisto

Meglio di nulla...


..."sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità": ecco la fine del primo periodo dell'art.2, della nostra beneamata carta fondamentale. Qualcuno troverà discutibile la suddivisione. Ma, in realtà, la precisazione finale di questa frase ha un'importanza cruciale, nel momento in cui distingue i singoli e le loro attitudini; un'importanza che merita di essere sottolineata. Esistono fiumi di inchiostro su ste' famose formazioni sociali: che sono, che non so. Alcune vengono intuitivamente ritrovate direttamente nella Costituzione, ma più avanti. Altre...è ovvio che ognuno ritiene il proprio contorno sociale degno, di assurgere al ranfo costituzionale. Di nuovo, però, si sconta una qualche genericità: diritti esercitabili in forma collettva, non solo individuale, sisssignore...ma come? E dov'è che i singoli svolgono la loro personalità? E sono luoghi ampliabili a dismisura, od un qualche paletto dovremo pur mettercelo?     Oddio, intendiamoci, sono peccati veniali: l'art.2 è norma generale e di introduzione e, come tale, è una bellla introduzione. A parer mio meglio di quel che la precede. C'è un motivo preciso, che rende l'articolo 2 tanto apprezzabile: ma è legato all'ultima parte della disposizione...e ne parlerò poi.L'unico vero rischio qui, sta nella cattiva fede e nella mala intenzione degli interpreti: che a qualcuno, giovandosi della vaghezza, venga in mente di delimitare un po' troppo da vicino, ed un po' troppo a proprio comodo, questo svolgimento della personalità di cui si parla; oppure che cerchi di allargarlo indefinitamente, perdendo qualunque logica, qualunque etica, qualunque morale.Il risultato delle due operazioni, intuitivamente, sarebbe alla fine lo stesso.