Ed ecco l'art.4, comma 1 della nostra Carta fondamentale: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".Un rutilante atto dovuto, con le solite sbavature. Di nuovo, i cittadini e nessun altro, secondo gli intendimenti dei padri costituente. dovranno veder riconosciuto questo diritto. E da chi? Dall'insondabile ed ineffabile Repubblica. Su questi punti non mi soffermo oltre, per evitare di ripetermi: concentriamoci sul resto; sull'essenza.Il diritto al lavoro è una cosa grossa: a maggior ragione, se si parla di qualcosa che sul lavoro si fonda. In buona sostanza, è il passaporto per quella partecipazione di cui tanto magnifica l'art.3. Per questo, devono essersi detti i nostri Costituenti, il raggiungimento di questo fattore merita un aiutino; ed è così che è nata un espressione embletatica. Non aiutare, non assicurare: promuovere le condizioni. Perchè, può darsi che molti se ne siano accorti, si da' il caso che il diritto al lavoro sia un diritto condizionato. In primo luogo, alla circostanza di trovare qualcuno che te lo dia: sia in termini di assunzione. sia in termini di clientela o quant'altro. Alla fine del discorso spunta fuori, insomma, che sta' famosa Repubblica dovrebbe giusto giusto adoperarsi per far girare l'economia: cosa difficilissima, che di rado è riuscita. Ma, tanto, il nocciolo della questione resta nascosto, coperto da nobili intenti. E, con un po' di fortuna, non si nota.
Sotto; e inteso.
Ed ecco l'art.4, comma 1 della nostra Carta fondamentale: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".Un rutilante atto dovuto, con le solite sbavature. Di nuovo, i cittadini e nessun altro, secondo gli intendimenti dei padri costituente. dovranno veder riconosciuto questo diritto. E da chi? Dall'insondabile ed ineffabile Repubblica. Su questi punti non mi soffermo oltre, per evitare di ripetermi: concentriamoci sul resto; sull'essenza.Il diritto al lavoro è una cosa grossa: a maggior ragione, se si parla di qualcosa che sul lavoro si fonda. In buona sostanza, è il passaporto per quella partecipazione di cui tanto magnifica l'art.3. Per questo, devono essersi detti i nostri Costituenti, il raggiungimento di questo fattore merita un aiutino; ed è così che è nata un espressione embletatica. Non aiutare, non assicurare: promuovere le condizioni. Perchè, può darsi che molti se ne siano accorti, si da' il caso che il diritto al lavoro sia un diritto condizionato. In primo luogo, alla circostanza di trovare qualcuno che te lo dia: sia in termini di assunzione. sia in termini di clientela o quant'altro. Alla fine del discorso spunta fuori, insomma, che sta' famosa Repubblica dovrebbe giusto giusto adoperarsi per far girare l'economia: cosa difficilissima, che di rado è riuscita. Ma, tanto, il nocciolo della questione resta nascosto, coperto da nobili intenti. E, con un po' di fortuna, non si nota.