Ed ecco il comma 2 dell'art.4 della nsotra Costituzione: "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".Vengono, insomma, rimessi tutti i puntini sulle i, rispetto allo scintillante ed ardito comma 1: non solo il diritto al lavro, ma anche il dovere del lavoro. Nell'un caso e nell'altro, frotte di costituzionalisti si sono affrettati a negare la stretta cogenza dei due commi, complessivamente intesi. Non è possibile far lavorare tutti, non è possibile neppure che la fantomatica Repubblica promuuova seriamente condizioni per il lavoro di tutti; non pare perciò giusto neppure pretendere che tutti lavorino. Che poi, non tutte le occupazioni sono prese in considerazione: occorre che concorrano al progresso materiale e spirituale della società...niente meno. L'impressione generale, nel leggere una simile disposizione, è quella, amara e rassegnata, di trovarsi davanti ad un libro di sogni. Vecchie cartoline di un tempo in cui, nonostante le macerie materiali e morali delle due guerre mondiali, ancora qualcuno si prendeva ancora la briga di scrivere, in un testo a fondamento di uno stato, la parola progresso.
Andiam, andiam...
Ed ecco il comma 2 dell'art.4 della nsotra Costituzione: "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società".Vengono, insomma, rimessi tutti i puntini sulle i, rispetto allo scintillante ed ardito comma 1: non solo il diritto al lavro, ma anche il dovere del lavoro. Nell'un caso e nell'altro, frotte di costituzionalisti si sono affrettati a negare la stretta cogenza dei due commi, complessivamente intesi. Non è possibile far lavorare tutti, non è possibile neppure che la fantomatica Repubblica promuuova seriamente condizioni per il lavoro di tutti; non pare perciò giusto neppure pretendere che tutti lavorino. Che poi, non tutte le occupazioni sono prese in considerazione: occorre che concorrano al progresso materiale e spirituale della società...niente meno. L'impressione generale, nel leggere una simile disposizione, è quella, amara e rassegnata, di trovarsi davanti ad un libro di sogni. Vecchie cartoline di un tempo in cui, nonostante le macerie materiali e morali delle due guerre mondiali, ancora qualcuno si prendeva ancora la briga di scrivere, in un testo a fondamento di uno stato, la parola progresso.