il dolce stile

per caso


 A tutti quelli che si fermeranno sul mio blog, tenete conto che tutto quello che leggerete sono parti di discorsi tratti dai miei libri, quindi vieto a chiunque di farne un uso improprio.Scrivo e non so per cosa, forse perchè non ce nessuno con cui parlare, forse perchè scrivere è più facile che parlare. Da una camera semibuia illuminata da due piccoli faretti alogeni di 10w cerco di sporcare una pagina virtuale con pensieri da condividere. Il giorno per me è arrivato poco fa anche se erano le 19, ma non importa. Non importa niente a nessuno di ciò che la gente fa. In questo mondo di finto benessere mi sono accorto che l'individuo è sempre più solo. Il benessere, cercato voluto, desiderato ci ha lasciato spiazzati. Siamo sempre più ingannati e traditi da finti ideali, da gente senza scrupoli, da corse giornaliere inconcepibili, dall'arrampicarsi su quella scala che dovrebbe portare a fare i soldi, al sogno di una conquista. La vista viene sempre più sviata. Non vediamo più quasi niente, non si osserva e si guarda niente. Molte volte neanche il vicino di casa si conosce. E' lì da tanti anni eppure non si sa chi è. La società, quel gruppo di persone regolate da leggi, che in realtà dovrebbe essere unita, è sregolata, divisa, in piena solitudine individuale. Ognuno ha un proprio mondo, una strada, dei sogni. Ognuno ha .... chissà cosa, se poi si ritrova da solo a guardare finti programmi alla tv. Mi chiedo cosa insegue l'uomo, quale sia il suo fine. In realtà mi rendo conto che sono troppo piccolo per rispondere a domande così grandi. Abbandonato nella solitudine di questa giornata, che di sapore è insipida, scivolo sempre più sulla tastiera. Scrivo forse perchè nel mio blog nuovo devo mettere qualcosa, forse perchè mi devo sfogare ma non so di cosa. A chi trova queste parole strane, dico di non farci caso, è solo un pò di stanchezza per delle cose che in Italia non vanno. Non ha importanza, bisogna sempre soffocare le lacrime e tacere, stringere i pugni, mordere le labbra, pensare positivo e continuare a camminare. Per arrivare dove se c'è dinnanzi un muro? Un muro di sogni crollati, delusioni di un percorso, di pesantezze di vita. E' meglio fermarsi un pò a riflettere, mi chiedo. Pensare, macinarsi dentro la bile delle delusioni. Bisogna calmarsi, far passare questo momento no. Già il momento no, ma il no è stato per parecchi anni. Anni lunghi è difficili e quando la speranza ha portato un pò di luce, la abat-jour del destino si è spenta. Sarà stato un caso, il solito, quello che viene all'improvviso. Il maledettissimo caso, legato all'uomo nelle ore e nei minuti, per non dire di ogni singolo secondo. Avrei voglia di fuggire via, ma lo faccio solo col pensiero. Rimango intrappolato nel pensiero di una vana libertà. Al di la oltre la siepe c'è un altro mondo, così scriveva qualcuno. La vita non dovrebbe mai essere una chimera, una continua ricerca. Cercare altrove ciò che si potrebbe avere in qualsiasi posto non è che sia il massimo. Forse si è troppo stanchi per continuare battaglie infinite, forse siamo tutti dei don chisciotte con i nostri mulino a vento, per questo molte volte si scappa. Andare via è l'unica soluzione, ci ripetiamo. Maciniamo grappoli di pensieri strani pur sapendo che il mosto non sarà buono, figuriamoci il vino che ne verrà fuori. "Quando non si ha niente da perdere alzati è combatti" così diceva un patriota ai suoi soldati, era il mitico Che Guevara. L'unica salvezza siamo sempre noi stessi. Siamo noi la vera forza. Insiemestiamo insiemeeppure siamo lontani,a volte vicini ma irraggiungibili,sensibili ma incompresi.V. Di Marco