MA E' LA MIA ROSA!Peniseri di ordinaria follia...Il momento e’ di cambiamento. Mi sembra di vivere sopra un iceberg che si allontana dal polo e che lentamente si riduce… poi ogni paio di giorni si stacca improvvisamente un pezzettino. Ed io so che e’ cosi’, lo so da quando sono passata dall’essere sulla terra ferma al ritrovarmi su un blocco di ghiaccio vagante; dentro di me so dove sta andando ed ogni pezzettino che si stacca ne e’ una nuova conferma; e vedo ogni giorno affievolirsi di piu’ la speranza di tornare alla mia terra. Qualcuno sostiene che nel mondo ci sono tante terre e chi puo’ dirlo se si approdera’ ad una terra migliore?Questo e’ possibile.Ma solo per chi non lascia sul proprio pianeta una rosa che ama, che ha imparato ad amare giorno dopo giorno, standole vicina, ammirandone i colori, asaporandone il profumo; chi sa che il mondo e’ pieno di rose, ma nessun’altra e’ “LA MIA ROSA”.La mia rosa ha paura di doverci lasciare. Continua a rallegrare l’intorno con i suoi colori, ma dentro di se’ trema; ed io la amo in silenzio e percepisco forte la sua paura che gli altri non leggono sulle sue spine. O non se ne curano.L’altro giorno le ho parlato. Con una scusa, ma il realta’ avevo bisogno che mi tranquillizzasse e lei lo ha capito. Come se niente fosse, ha accolto con gioia la mia presenza e, come e’ solita fare, mi ha parlato con saggezza e mi ha rassicurata sul fatto che e’ molto contenta di come mi sto prendendo cura di lei.Ci siamo capite al volo ed anche io le ho parlato molto, con estrema fiducia, come succede di rado.Infondo lo avanzava: l'ultima volta che voleva che le parlassi, ero rimasta in religioso silenzio. E mi aveva detto che avrei potuto farlo quando volevo, che lei era sempre disposta ad ascoltarmi.Forse quello che mi sarebbe piaciuto di piu’ dirle era che per me non e’ solo una bella rosa, ma e’ LA MIA ROSA. Non gliel’ho mai detto ed ora che rischio di perderla, ho bisogno di dirglielo, voglio che lo sappia. Ma non glielo posso dire.Abbiamo parlato di tutt’altro.Solo al termine si e’ improvvisamente rannuvolata e mi ha detto cupa, ma sempre forte: “Questo vale solo finche’ un’altra rosa non prendera’ il mio posto...” ed e’ stato li’ che, con altrettanta tristezza ma immane fermezza, l’ho guardata dritta negli occhi e le ho risposto decisa: “Non dirlo nemmeno per scherzo!”E siamo rimaste a guardarci in silenzio. Non c'era nulla da aggiungere. Li’ ho capito che aveva capito, che, senza dirglielo, gliel’avevo detto.So che non ne parleremo mai piu’, ma che non ce n’e’ bisogno: adesso lo sappiamo, e’ chiaro, eì archiviato tra le nostre certezze.Quando lo racconto tutti si mettono a ridere, lo trovano assurdo; non capiscono cosa possa avere la mia rosa di diverso dalle altre e mi prendono in giro per questo mio vederla speciale. Ma io insisto imperterrita: E' LA MIA ROSA! Non vedi che bei colori ha? Non senti che buon profumo emana? Non capisci che sono innamoratissima della mia rosa?In effetti e’ una cosa un po’ strana, a pensarci razionalmente! Ma che ci vuoi fare: mia madre, che conosceva quotidianamente nuovi principini, mi diceva sempre che la simpatia e’ reciproca, anche tra cose cosi’ diverse come rose e principi.E la mamma, si sa, ha sempre ragione!Bene, dopo questo tuffo nel sentimentalismo piu' acuto e melenso (era un po' che non vi allietavo, dai!)... andro' a preparare la cena!
Post N° 440
MA E' LA MIA ROSA!Peniseri di ordinaria follia...Il momento e’ di cambiamento. Mi sembra di vivere sopra un iceberg che si allontana dal polo e che lentamente si riduce… poi ogni paio di giorni si stacca improvvisamente un pezzettino. Ed io so che e’ cosi’, lo so da quando sono passata dall’essere sulla terra ferma al ritrovarmi su un blocco di ghiaccio vagante; dentro di me so dove sta andando ed ogni pezzettino che si stacca ne e’ una nuova conferma; e vedo ogni giorno affievolirsi di piu’ la speranza di tornare alla mia terra. Qualcuno sostiene che nel mondo ci sono tante terre e chi puo’ dirlo se si approdera’ ad una terra migliore?Questo e’ possibile.Ma solo per chi non lascia sul proprio pianeta una rosa che ama, che ha imparato ad amare giorno dopo giorno, standole vicina, ammirandone i colori, asaporandone il profumo; chi sa che il mondo e’ pieno di rose, ma nessun’altra e’ “LA MIA ROSA”.La mia rosa ha paura di doverci lasciare. Continua a rallegrare l’intorno con i suoi colori, ma dentro di se’ trema; ed io la amo in silenzio e percepisco forte la sua paura che gli altri non leggono sulle sue spine. O non se ne curano.L’altro giorno le ho parlato. Con una scusa, ma il realta’ avevo bisogno che mi tranquillizzasse e lei lo ha capito. Come se niente fosse, ha accolto con gioia la mia presenza e, come e’ solita fare, mi ha parlato con saggezza e mi ha rassicurata sul fatto che e’ molto contenta di come mi sto prendendo cura di lei.Ci siamo capite al volo ed anche io le ho parlato molto, con estrema fiducia, come succede di rado.Infondo lo avanzava: l'ultima volta che voleva che le parlassi, ero rimasta in religioso silenzio. E mi aveva detto che avrei potuto farlo quando volevo, che lei era sempre disposta ad ascoltarmi.Forse quello che mi sarebbe piaciuto di piu’ dirle era che per me non e’ solo una bella rosa, ma e’ LA MIA ROSA. Non gliel’ho mai detto ed ora che rischio di perderla, ho bisogno di dirglielo, voglio che lo sappia. Ma non glielo posso dire.Abbiamo parlato di tutt’altro.Solo al termine si e’ improvvisamente rannuvolata e mi ha detto cupa, ma sempre forte: “Questo vale solo finche’ un’altra rosa non prendera’ il mio posto...” ed e’ stato li’ che, con altrettanta tristezza ma immane fermezza, l’ho guardata dritta negli occhi e le ho risposto decisa: “Non dirlo nemmeno per scherzo!”E siamo rimaste a guardarci in silenzio. Non c'era nulla da aggiungere. Li’ ho capito che aveva capito, che, senza dirglielo, gliel’avevo detto.So che non ne parleremo mai piu’, ma che non ce n’e’ bisogno: adesso lo sappiamo, e’ chiaro, eì archiviato tra le nostre certezze.Quando lo racconto tutti si mettono a ridere, lo trovano assurdo; non capiscono cosa possa avere la mia rosa di diverso dalle altre e mi prendono in giro per questo mio vederla speciale. Ma io insisto imperterrita: E' LA MIA ROSA! Non vedi che bei colori ha? Non senti che buon profumo emana? Non capisci che sono innamoratissima della mia rosa?In effetti e’ una cosa un po’ strana, a pensarci razionalmente! Ma che ci vuoi fare: mia madre, che conosceva quotidianamente nuovi principini, mi diceva sempre che la simpatia e’ reciproca, anche tra cose cosi’ diverse come rose e principi.E la mamma, si sa, ha sempre ragione!Bene, dopo questo tuffo nel sentimentalismo piu' acuto e melenso (era un po' che non vi allietavo, dai!)... andro' a preparare la cena!