Valentino Rossi

Ex campione Wayne Gardner prova tutte le Superbike


L'Australia occupa un posto speciale nel Campionato Mondiale SBK. Non solo perché, insieme con gli Stati Uniti, fornì lo stimolo iniziale per la nascita delle maximoto che si trasformarono nelle moderne Superbike, e non solo perché è stato un appuntamento permanente del calendario dal 1988, ma anche perché ha regalato due vincitori del titolo e numerosi piloti competitivi. Un uomo il cui nome però non è mai stato accostato al Mondiale Superbike è Wayne Gardner, il Campione del Mondo della 500 GP nel 1987. Infront Motor Sports ha colto l'occasione per invitare Wayne a Portimao per vedere cosa fosse il Mondiale Superbike e per testare le moto ufficiali della stagione 2009. Oltre ad un breve giro sulla Kawasaki ZX-10R di Kevin Curtain, l'ultima volta che Wayne ha cavalcato una Superbike è stata nel 1992 in occasione della 8 ore di Suzuka come abbiamo appreso scambiando due chiacchiere con lui dopo una faticosa giornata di prove."Prima di tutto è un onore e un piacere essere qui. - ci ha detto Gardner - E' la mia prima volta in questo circuito ed era da tempo che non guidavo moto così performanti. Le prove sono state interessanti, ho guidato tutte 7 le moto, alcune mi sono piaciute di più altre meno, alcune hanno ancora molto lavoro da fare e altre mi hanno sorpreso per essere allo stesso livello o anche meglio delle mie moto da GP degli anni 80 e dei primi 90." Quando viene pressato perché esprima le sue preferenze sulle sette moto ufficiali, Wayne chiarisce il suo pensiero. "Provare tutte queste moto è come avere sette mogli diverse in un solo giorno, hanno tutte diverse personalità e diversi caratteri".
"L'Aprilia mi ha davvero colpito, molto precisa e con una buona potenza. Non è stata la più veloce, ma era la più guidabile, il telaio ispira fiducia, e dà un buon feedback per le gomme".
"E proprio dietro l'Aprilia c'è la BMW! Si guida in modo molto preciso, se consideriamo il tipo di telaio. Di tutte le moto a quattro cilindri, direi che questa e la Honda sono le più maneggevoli".
"Su questo circuito pieno di saliscendi, una delle moto che mi ha dato più soddisfazione è la Ducati, mi sono divertito moltissimo. E' un bicilindrico dotato di grande potenza, ma è gestibile e davvero divertente da guidare".
"La Honda è sempre veloce ed è una buona moto. Il cambio è regolare e molto preciso. La velocità in rettilineo è buona e anche l'accelerazione è notevole. Con oltre 215 cavalli a portata di mano, avevo dimenticato quanto fosse divertente una moto da corsa cosi veloce..."
"La Kawasaki è stata la grande sorpresa, va messa in alto nella classifica! Mi ha permesso di realizzare uno dei migliori tempi sul giro e mi ha ispirato molta fiducia anche se il controllo di trazione è troppo forte. Direi che il prossimo anno potrebbe diventare una moto molto competitiva".
"Probabilmente la Suzuki è una delle moto più deboli in pista. Sembra grande e di vecchio stile. Ha un gran motore ma il telaio è un po' obsoleto, credo che i giapponesi avranno parecchio da fare per cambiare un po' di cose".
"Per me la grande sorpresa è stata la Yamaha: mi aspettavo molto di più. E' probabilmente il miglior motore, ma lo sforzo richiesto per far curvare la moto è notevole. Va sottolineato quanto sia stato bravo Ben Spies, che ha vinto, ma non con la moto migliore". Gli abbiamo poi chiesto cosa pensasse dei piloti che aveva visto in pista la domenica precedente a Portimao. "Spies è un caso interessante. Ha una mentalità molto più tecnica di quanto mi aspettassi, capisce esattamente cosa sta succedendo sulla moto. Per Ben arrivare nel campionato e vincere come lui ha fatto è stata un'impresa non da poco. Lo seguirò con interesse". "Rea è un vero talento, fa il tempo nei punti giusti e ha una buona testa sulle spalle per l'età che ha. Penso che il prossimo anno potrebbe diventare campione del mondo, ha tutte le potenzialità per farlo.""Fabrizio è molto veloce e ha molto talento, ma è un po' una testa calda, ha bisogno di calmarsi. È bravo ma ha bisogno di usare di più il cervello ripensando ad alcune mosse stupide che ha fatto in questa stagione. E' comunque qualcuno da tenere d'occhio". Abbiamo anche chiesto a Wayne cosa ne pensasse del campionato. Nonostante la sua carriera si sia svolta prima dell'inizio del Mondiale Superbike, nel 1988, ha un occhio attento verso il nostro campionato e i piloti SBK. "Questa è una grande categoria. Il consumatore medio che va e acquista una moto può venire e vedere in azione il suo mezzo: è questa la cosa più bella della Superbike. E' una buona pubblicità per le case costruttrici perché sono tutte moto da strada modificate ed è questo il motivo per cui tutte mostrano un forte interesse. Non ci sono solo uno o due vincitori, come avviene qualche volta in MotoGP e ci sono molte case che partecipano e che garantiscono un bellissimo spettacolo in pista, un vero palcoscenico. La TV sta migliorando e penso che Infront Motor Sports e il campionato SBK sono sulla cresta dell'onda e per loro prevedo un futuro brillante. Questo week end mi ha aperto gli occhi su quanto sia alto il livello di professionalità di questo campionato, ed è stato un piacere essere qui".