Valentino Rossi

L'addio di Valentino alla Yamaha


Dal “Bye Bye Baby” all’ultimo bacio alla sua M1. Con due gesti sentiti ed un podio Valentino Rossi, dopo sette anni, ha salutato la Yamaha, pronto martedì a salire in sella alla Ducati, ma senza scordarsi un’avventura unica nel suo genere, dove per sua stessa ammissione si è divertito molto riuscendo a portare a casa 46 vittorie e quattro titoli mondiali.Saranno sette anni indimenticabili per Valentino, che ha voluto ripercorrere i momenti più significativi di un rapporto ormai terminato. “E’ stata una giornata molto emozionante, sono felice perchè non ho nessun rimpianto e non ci sono stati brutti momenti in questi sette anni con Yamaha. Fin dall’inizio di questa avventura è stato qualcosa di grande, abbiamo lavorato molto bene insieme. Nello sport i risultati sono fondamentali, ma è allo stesso modo importante riuscire a diversi e io insieme a Yamaha ci sono riuscito.Con la squadra c’è stato un bel rapporto, abbiamo unito molto noi italiani con australiani, giapponesi, inglesi e molti altri… tutti insieme ci siamo divertiti. Se nel 2004 qualcuno mi avesse detto che sarei riuscito a vincere quattro mondialei e 46 GP, l’avrei firmato col sangue! Devo ringraziare prima di tutto Masao Furusawa, perchè abbiamo attraversato momenti difficili, ma siamo stati in grado di migliorare la M1 che adesso è la moto di riferimento della categoria. Grazie a lui, grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato in questi 7 anni: buona fortuna a tutti“.Lo stesso Masao Furusawa, #1 della Yamaha nelle corse, ha voluto ringraziare Valentino per questo lungo rapporto di collaborazioni e successi. “Ho iniziato in MotoGP nel 2003 ed è stato un anno terribile, sembrava di essere all’inferno. Volevo fare della YZR-M1 una moto migliore, ma più si andava avanti più mi son reso conto che serviva qualcos’altro più dello sviluppo della moto in se. Così abbiamo raggiunto l’accordo con Valentino Rossi: innanzitutto non avrei mai pensato che sarebbe mai arrivato in Yamaha, ma dopo Welkom 2004 mi sentivo al settimo cielo, è stato un anno emozionante e memorabile. Solo Valentino nel 2004 poteva vincere con la Yamaha, ha contribuito molto allo sviluppo della moto e se altri tre piloti sono stati veloci quest’anno con la M1 il merito è dello sviluppo grazie alle sue indicazioni di questi anni“.Il managing director Yamaha Motor Racing, Lin Jarvis, per molti la “causa” dell’addio alla Yamaha di Valentino Rossi, a sua volta ha voluto omaggiare un pilota con il quale ha raggiunto l’accordo nell’estate 2003 insieme a Davide Brivio tra incontri segreti nel paddock e la firma arrivata soltanto poche settimane più tardi per sette anni che in Yamaha non dimenticheranno tanto facilmente.“Il 2003 è stato il nostro peggior anno di sempre in MotoGP e ci siamo resi conto che ci serviva Valentino Rossi, avevamo bisogno di lui. Per ingaggiarlo ci sono state delle trattative “segrete”, è stata una decisione importante, ma grazie a Furusawa e all’apporto del presidente di Yamaha Motor Company, siamo riusciti a prenderlo. C’è stato un grande impegno di Yamaha, ma siamo molto, molto grati a Valentino perchè grazie a lui abbiamo preso la strada giusta e siamo tornati a vincere: di questo siamo molto riconoscenti a lui. Ci sono stati dei momenti emozionanti, ma adesso è il momento di dire addio a lui e a tante persone tra cui Davide Brivio, Jeremy Burgess e tutto il suo staff. Ci mancheranno sicuramente domani, sarà un pò strano non vederli più nel nostro box“.