Nasce a Pas Bernal in Argentina il 24.10.1970. L´argentino Sebastian Rambert arriva all´Inter nel 1995 insieme ad un suo connazionale, un certo Javier Zanetti, del quale non seguirà proprio alla lettera le orme. E’ uno dei primissimi dei molti stranieri acquistati nell´era Moratti. In patria ha raggiunto la fama di attaccante fantasioso sebbene non molto concreto sotto porta. Il suo nomignolo d’arte è "Avioncito" cioè aeroplanino per la sua esultanza dopo i goal, con il gesto, poi reso mitico da Ronaldo, di festeggiare i gol allargando le braccia come fossero ali d’aereo. La sua parentesi milanese non passa agli annali né rimane scolpita nei ricordi dei tifosi nerazzurri. Colleziona quattro sole presenze ufficiali, di cui zero presenze in campionato, la storica Inter-Lugano 0-1 di Coppa Uefa, l’indimenticabile Fiorenzuola-Inter 1-2 di Coppa Italia, e poco più. Forse è un pò deboluccio di carattere per reggere il peso della maglia che indossa e delle ambizioni della società. Lui di certo non lascia il segno e non si fa notare. Fa il suo ritorno a casa senza mai aver provato la gioia del gol e quindi senza mai aver messo in moto il suo aeroplanino: nell'ottobre 1995 passa agli spagnoli del Saragozza. Torna ad essere "profeta in patria", al Boca prima e nel 1997 al River dell’ex nerazzurro Ramon Diaz. Passa anche per Independiente, Iraklis Salonicco e Arsenal...ma l´Arsenal de Sarandì nel campionato argentino....
L'AEROPLANINO.
Nasce a Pas Bernal in Argentina il 24.10.1970. L´argentino Sebastian Rambert arriva all´Inter nel 1995 insieme ad un suo connazionale, un certo Javier Zanetti, del quale non seguirà proprio alla lettera le orme. E’ uno dei primissimi dei molti stranieri acquistati nell´era Moratti. In patria ha raggiunto la fama di attaccante fantasioso sebbene non molto concreto sotto porta. Il suo nomignolo d’arte è "Avioncito" cioè aeroplanino per la sua esultanza dopo i goal, con il gesto, poi reso mitico da Ronaldo, di festeggiare i gol allargando le braccia come fossero ali d’aereo. La sua parentesi milanese non passa agli annali né rimane scolpita nei ricordi dei tifosi nerazzurri. Colleziona quattro sole presenze ufficiali, di cui zero presenze in campionato, la storica Inter-Lugano 0-1 di Coppa Uefa, l’indimenticabile Fiorenzuola-Inter 1-2 di Coppa Italia, e poco più. Forse è un pò deboluccio di carattere per reggere il peso della maglia che indossa e delle ambizioni della società. Lui di certo non lascia il segno e non si fa notare. Fa il suo ritorno a casa senza mai aver provato la gioia del gol e quindi senza mai aver messo in moto il suo aeroplanino: nell'ottobre 1995 passa agli spagnoli del Saragozza. Torna ad essere "profeta in patria", al Boca prima e nel 1997 al River dell’ex nerazzurro Ramon Diaz. Passa anche per Independiente, Iraklis Salonicco e Arsenal...ma l´Arsenal de Sarandì nel campionato argentino....