PENSIERI E PAROLE

IL MIO ESSERE SLAVE.


In ginocchio, a capo chino,venero il mio Padrone.Aspetto la sua sentenza con ansiama accettazione, qualunque essa sia.Libero la mente concentrandomi,il respiro si fa profondo mentre Lui mi osserva,mi scruta, mi gira intorno sfiorando la mia pellecon il manico del frustino.Cagna nelle sue mani, spudorata nel mio offrirmi,dono a Lui ogni momento di estasi e piacere.Vorrei dargli di più, desidero urlare questo mio sentiree invece mi odo sussurrare:' Uno, grazie Padrone'.La cantilena si sussegue in un tempo illimitato,vorrei che non finisse mai perchè la mia testaè in fermento, irragionevole non capta la realtà.Tutto il mio corpo è in fermento,dilaniato, segnato,sfregiato dalle sue attenzioni.Ne voglio di più, Padrone.Non ignorare questa tua povera schiava,ho bisogno di essere posseduta, portata al guinzaglio che tu attacchi al mio collare,segno di distinzione, di appartenenza,non cagna fra mille cagne, ma la tua cagna.Non muovo un millimetro del mio corposenza il tuo permesso; la pelle brucia,il dolore è forte ma viene annullato dalle tue carezze.Questo sono per te, ti dono la mia essenzaal meglio che posso, migliorando giorno dopo giorno.