Creato da alexnono il 30/05/2009

l'acqua e la luce. .

pensiero mistico...... di Alexnono

 

cronache dell'alto Neolitico...(3a parte)

Post n°10 pubblicato il 19 Febbraio 2012 da alexnono
Foto di alexnono

 

..ombre confuse sul terreno, muschio sottile fra gli interminabili massi del
ripido sentiero, le creature silvane oramai mute, le cime ancor più alte, il suono aritmico dei sui piedi giustificato dalla presenza di ostacoli disordinati,..una caduta !   si fermò..sospirò...guardando avanti a se lungo il sentiero realizzò che la corsa stava 
per finire...ancora un paio di curve...e poi... il villaggio.....pianse, pianse tanto..senza
muoversi..era in preda ad una sorta di nostalgia inspiegabile....le proprie lacrime a questo punto non gli permisero di vedere avanti a se...sentì un fruscio provenire proprio dalla direzione in cui guardava, anche se guardare richiedeva un grande sforzo. Le lacrime non lo permettevano. Accadde tutto in pochi attimi.
Non capì bene,...una figura si parò di fronte a lui, immobile, silenziosa. Il mondo si fermò. "E' questa la mia fine?!" pensò. Si sentì prendere sotto le braccia; 
impotente e arresosi alle circostanze del momento, si lasciò afferrare. Sentiva come un profumo di rose, un effluvio inebriante..ma ricordò che non fosse ancora giunto il periodo delle rose....divenne buio improvvisamente...abbandonò ogni pensiero, ogni ricordo, ogni immagine,..chiuse gli occhi convinto di percepire una luce strana, fatta di ogni colore...una luce che innondò il mondo silenziosamente....e che silenziosamente lo fece addormentare.

..nei suoi sogni, come per ognuno di noi, gli ambienti apparvero distorti,e faticò a collocare gli eventi in uno spazio temporale del tutto soggettivo..è mattina?? pomeriggio?? sera??..i più fortunati odono nel proprio sogno una musica che sancisce ritmicamente il susseguirsi degli eventi onirici..ed è proprio così che si svegliò. Una musica, seppur distante, la sentiva e comprese che donava al proprio animo una piacevole sensazione di rilassamento...aprì gli occhi,..si trovava all'interno di una capanna. Dal soffitto di paglia pendevano nastri colorati dai quali brillavano alle estremità dei piccoli oggetti..amuleti, chincaglie..non seppe definire con certezza...ancora quella sensazione di rose profumate. Ad un tratto la musica cessò.
Udiva ora il suono cristallino di acqua che scrosciava...forse una cascatella poco distante dalla capanna in cui alloggiava...a fatica fece leva su un gomito per osservare le proprie condizioni e l'ambiente intorno a lui. Sdraiato su un soffice giaciglio, fatto di paglia anch'esso, si chiese come ci fosse finito...non ricordava nulla...riprese la musica..si rilassò riadagiandosi con lo sguardo rivolto al soffitto...sembrava che quei nastri danzassero al ritmo di quella musica..una musica che non aveva bisogno di parole...le note mistiche e soavi disegnavano, nella sua mente o di chi ascoltasse, un percorso, una serie di immagini incastrate perfettamente tra loro, ancora difficili da comporre e darne un senso,..avrebbe presto avuto delle risposte..ora preferì accoccolarsi tra la melodia di quella musica lontana....

Ale.


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cronache dell'alto Neolitico....(2a parte)

Post n°9 pubblicato il 10 Luglio 2011 da alexnono
Foto di alexnono


..nuvole ...eccole! sospinte dalle correnti gelide d'alta quota..le poteva vedere ora..gli occhi semi aperti,sbalorditi..inseguivano il gioco celeste,come se null'altro ci fosse da vedere..una novità del momento;..non ci prestò mai attenzione..solo la consapevolezza della loro presenza continua in evoluzione...nuvole,tante nuvole!..Cercò di poggiarsi sui gomiti,distogliendo l'attenzione da quelle nubi soffici e irraggiungibili....cos'era successo?!..cercò di ricordare..il capo gli doleva all'altezza della nuca..si toccò con una mano rimanendo appoggiato con un gomito solo,la stanchezza lo riabbracciò e ricadde supino,..lo sguardo ancora lì..tra le nuvole.C'era del sangue ancora fresco in fase di prima coagulazione,i capelli appiccicosi...ora cominciava a ricordare,..feedback vaghi e confusi...una colluttazione forse..una discussione accesa e terminata con l'ultima delle risoluzioni?..la violenza?..ma i motivi??..le nuvole cambiavano forma nella stessa misura in cui i suoi ricordi man mano risalivano all'origine dei fatti di qualche ora prima... decise di alzarsi in piedi.La radura,sempre quella... gerle di pelle sparpagliate sul terreno,alcune lance spezzate,lembi di tessuti...punte di ossidiana abbandonate...cercò di ricordare...si poggiò sul masso piatto...la testa fra le mani,gli doleva ancor più forte....acqua!!..aveva sete...ricordava ora..i cervi catturati...il banchetto insieme.....intorno a lui nemmeno l'ombra di un compagno,solo cose dimenticate per via della fretta..come se qualcosa li avesse minacciati,paura,panico o peggio ancora,angoscia.Pensò di aver perso i sensi in seguito ad un colpo subito alla nuca.Conosceva la via del ritorno,ma prima aveva bisogno di bere....cercò dell'acqua.

Il masso piatto riportava molte incisioni,scene di caccia,rappresentazioni ancestrali,immagini di ordinaria quotidianità,e c'era anche lei,anzi,notò mentre beveva da una gerla rimasta fortunatamente piena d'acqua,ce n'erano molte...le rose puntinate..provò sollievo nell'ammirarle,..senso di familiarità e di devozione..raccolse una punta di ossidiana dal terreno e incise una figura antropomorfa...una figura insolita..non il solito guerriero o cacciatore intento a circondare i grandi cervidi..ma..se stesso...con la testa fra le mani,così come s'era svegliato!..Raccolse una lancia spezzata preferendo la parte con la punta...si assicurò la gerla d'acqua alla vita...doveva far presto...la luce a quell'ora era quella tipica che precede il crepuscolo..."mai procedere in un bosco quando le tenebre sono calate"..ricordava la voce del suo antenato.."non si vedono le stelle,pertanto si perde facilmente il senso d'orientamento".....doveva far presto..tornare al villaggio..aveva bisogno di risposte....s'incamminò...assorto com'era da mille pensieri non si accorse che a qualche decina di metri di distanza,qualcuno lo seguiva......

Ale.

proprietario dell'immagine:

 

 
 
 

cronache dell'alto Neolitico...

Post n°8 pubblicato il 03 Luglio 2011 da alexnono
Foto di alexnono

 

 

 

In una mattina d'inizio Aprile,il cielo azzurro sopra le alte vette,ancora memore dell'ultima glaciazione,prometteva una giornata senz'alcun dubbio splendida.Volavano qua e là squadre di rondini in cerca di rami adatti per i quotidiani e frequenti banchetti di piccoli insetti.Più in alto ancora,un falco solitario volteggiava curando meticolosamente i movimenti rapidi e furtivi delle sue prossime prede quali serpenti,bisce,e piccoli quadrupedi del sottobosco appena destati dal lungo letargo invernale.Formazioni di passeri si inseguivano cinguettando a più non posso,felici di riprendere i giochi d'aria tralasciati l'anno precedente.L'Aria soffice,seppur lievemente gelida,recava con sé gli ultimi ricordi dell'inverno ghiacciato,lasciandosi alle spalle tormente,nevischi,pioggie e le brevi giornate seguite dalle lunghe notti della stagione appena terminata.I ruscelli si ricordarono che,come un anno fà,fosse giunto il momento di rilasciare nelle vallate tutta l'acqua che la neve e i ghiacciai degli alti valichi erano esausti di trattenere.I rami degli alberi boschivi,sollecitati dalla brezza della mattina,si scuotevano appena,lasciando intravedere svariati sentieri solitamente celati che,incrociandosi,conducevano e provenivano da ogni direzione.C'era ancora della neve che ben presto si sarebbe sciolta del tutto,mostrando la bellezza e i colori dei manti erbosi in fiore.

Dopo qualche ora di cammino,un piccolo gruppo di uomini cacciatori si sedette su di un masso enorme e piatto ad osservare l'ombra che la cima imponente,ormai a quell'ora,proiettava su se stessa.Mentre alcuni di loro posavano le lance a terra,altri aprirono delle sacche simili a gerle di pelle per estrarne erbe aromatiche e tranci di carne secca da mettere sotto i denti.Seduti ad osservare,chi il cielo e le montagne circonstanti,chi gli alberi,cominciarono a consumare le razioni di cibo.Nell'aria era un suono di denti che sbattevano e gole che deglutivano.

Si incrociavano,di tanto in tanto,i loro sguardi stanchi misti a recondita soddisfazione.Dopo breve tempo sbucarono nella radura altri sei uomini che a coppie trasportavano a spalla il motivo della loro contentezza.Tre cervidi catturati e uccisi con le lance all'alba dello stesso giorno mentre ancora scendevano le ultime gocce della pioggia notturna.I sei cacciatori posarono il bottino e si sedettero con gli altri a condividere il breve pasto.Entro sera avrebbero raggiunto il loro villaggio.....

Ale

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http://www.memoclic.com/fonds-d-ecran/827-montagne/3563-montagne-enneigee.html 

 
 
 

La Follia.. .

Post n°6 pubblicato il 12 Marzo 2011 da alexnono
Foto di alexnono

La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.Dopo il caffè,la Follia

propose: "Si gioca a nascondino?" .."Nascondino? Che cos'è?"-domandò la Curiosità

"Nascondino  è un gioco;io conto fino a cento e voi vi nascondete.Quando avrò terminato

di contare,cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".Accettarono tutti ad

eccezione della Paura e della Pigrizia."1,2,3,.. " la Follia cominciò a contare.La Fretta si

nascose per prima,dove le capitò la Timidezza,timida come sempre,si nascose in un

gruppo di alberi.La Gioia corse in mezzo al giardino.La Tristezza cominciò a piangere,

perchè non trovava un angolo adatto per nascondersi.L'Invidia si unì al Trionfo e si nascose

accanto a lui dietro un sasso.La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si

nascondevano.La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a novantanove

 ""C e n t o !! - gridò la Follia-..comincerò a cercare!"...La prima ad essere trovata fù la

Curiosità,poichè non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo

ad essere scoperto.Guardando da una parte,la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che

non sapeva da quale lato si sarebbe nascosto meglio.E così di seguito scoprì la GIoia,la

Tristezza,la Timidezza....Quando tutti furono riuniti,la Curiosità domandò:"Dov'è

l'Amore?". Nessuno l'aveva visto.La Follia cominciò a cercarlo.Cercò in cima ad una

montagna,lungo i fiumi,sotto le rocce..ma non trovò l'Amore.Cercando da tutte le parti,la

Follia vide un rosaio,prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami,allorchè ad un

tratto sentì un grido.Era l'Amore,che gridava perchè una spina gli aveva forato un occhio.

La Follia non sapeva che cosa fare.Si scusò,implorò il suo perdono promettendogli che

l'avrebbe seguito per sempre.L'Amore accettò le scuse....

...Oggi,l'Amore  è cieco..e la Follia lo accompagna sempre.

- - -

"Nel tempo dell'inganno universale,dire la verità è un atto rivoluzionario" ;  G.Orwell

 
 
 

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