Diario

SOULFLY


La genesi dei Soulfly coincide senz'ombra di dubbio con l'uscita di "Roots" dei Sepultura nel 1996, album dopo il quale la band decise di licenziare la sua manager Gloria Cavalera (consorte di Max) decretando così la fuoriuscita del geniale artista dalla band. Le radici ("Roots" in inglese, neanche a farlo apposta) del sound dei Soulfly infatti sono tutte lì, in quel favoloso album dove metal e musica etnica si fondevano alla grande, dando vita a qualcosa di unico nel suo genere, e, a distanza di quasi 10 anni, troviamo Max Cavalera ancora cimentarsi con questa musica nel nuovo album dei Soulfly, "Dark Ages".Titolo giustificato non certo dalla situazione politica mondiale, ma dal personale periodo oscuro passato dal leader della band carioca a fine 2004, con la quasi contemporanea perdita del nipote Moses e di uno dei suoi migliori amici, Dimebag Darrel. Violenza, rabbia, brutale bellezza, non saprei trovare migliori metafore per definire "Dark Ages", un album che colpisce fin dal primo ascolto con la sua rozza maestosità. Cavalera come già in "3" e "Prophecy" si cimenta come produttore dell'album, con dei risultati sorprendenti. L'aver viaggiato molto prima e durante la stesura dei brani di "Dark Ages" gli è servito molto per trovare la giusta ispirazione e la giusta carica da donare alle nuove composizioni, soprattutto l'aver viaggiato in posti eterogenei (Francia, Serbia, Russia, Turchia e Usa) è stato uno buono stimolo per cercare nuove sonorità ed entrare a contatto con culture musicali distanti da quella della band.Non si può definire metal nel senso stretto del termine questa nuova fatica dei Soulfly, Cavalera infatti non è mai voluto essere un ortodosso a riguardo e soprattutto con questa sua nuova band ha cercato di rompere le barriere che troppo spesso limitano la musica estrema, fondendo vari elementi metal, hardcore e come già detto in precedenza, di musica etnica."Frontlines" è forse il brano più legato al background thrash, eredità dei Sepultura, ma sperimentazioni interessanti non mancano di certo, come in "Molotov", contraddistinta da un testo in russo che significa "Fanculo alla guerra, pensiamo a ciò che veramente conta…" "Riotstarter" fonde amabilmente ritmi brasiliani con musiche medio-orientali, senza disdegnare sfuriate industrial, riducendo il brano ad un mix esplosivo di sicuro impatto (ai più attenti non sfuggirà il riferimento non troppo velato ai Prodigy). Altre perle dell'album sono sicuramente "Bleak", dal ritmo vagamente doom, "Stay Strong" massima espressione della fusione melodia-velocità e "Babylon", brano in pieno stile Soulfly.La Roadrunner ancora una volta dà alle stampe un album che segnerà la crescita del movimento metal degli anni 2000, penso infatti che proprio al lavoro di Cavalera e di pochi altri coraggiosi vada riconosciuta la paternità di certe sonorità che vanno tanto di questi tempi. Per chiudere, una voce che gira da un po' di giorni e che forse desterà l'attenzione di molti: in una recente intervista il buon Max ha detto di essere interessato ad una possibile reunion con gli ex-compagni Sepultura … chissà …tRAttO dA KdCObaIn.it22.07.06 SENIGALLIA - SOULFLY LIVE! ODDIODDIODDIODDIO!!!!!!!!