TREGENDA

A mio padre


Non tutte le generazioni nascono per incontrarsi; percorsi diversi, esistenze appese alla motilità della vita,  punti di osservazione mutevoli, cangianti per uno, opachi per l'altro e viceversa.Ciò che si da è spesso il risultato  di ciò che in quel periodo si poteva dare, senza maneggiare l'arte dell'imprevedibile, perchè all'imprevedibile non si può dar seguito.. costa troppo e corrompe le frequenze della realtà.Credo in un fatto però.... credo in un'altra corruzione e questo mi fa star bene, la corruzione dei singoli, irripetibili momenti, quelli in cui ognuno è dalla stessa parte del guado, dove i piedi si movono all'unisono e le parole si schiudono in un' unica lingua.Per tutti questi brevi momenti, io e te ci siamo incontrati, amati, concessi a nostro modo l'uno verso l'altro con impercettibili movimenti della testa, sorrisi carpiti dentro i nostri petti con rispettosa e silente approvazione, o porte che si chiudevano dietro di noi dopo un saluto, facendoci forse chiedere in piedi dietro quell'uscio, quante parole potevano ancora essere pronunciate.Per ognuno, di questi unici e inequivocabili attimi di noi, io ho continuato a sapere di avere un padre... e tu hai frequentato il mio mondo, come io ho frequentato il tuo.Entrambi granelli della stessa materia, senza far più caso alle contaminazioni del tuo fare e del mio dire.Tu mi hai dato la vita, disegnando per me quasi senza pronuncia le dizioni del coraggio, gli accenti dell'onestà, i punti di sospensione per rispondere alla paura. A me, non resta che vivere, guardandotii quando mi guardi senza mai dimenticare ogni unica ruga, le linee del tuo sopracciglio, la luce degli occhi di un padre che proteggerò dentro di me, senza mai farla spegnere... anche oltre la vita.Ti voglio bene papà.